mercoledì 14 novembre 2018

Emigrazione: quando i profughi eravamo noi

Emigranti Italiani (Foto dal Web)
Spesso i Media od alcuni Partiti Politici parlano del problema dell'Immigrazione senza però pensare che, in un recente passato, gli Emigranti siamo stati anche noi.Comunque l'immigrazione in Italia è un fenomeno relativamente recente dalla data dell'Unità del 1861, che ha cominciato a raggiungere dimensioni significative all'incirca dagli anni settanta, per poi diventare un fenomeno caratterizzante della demografia d'Italia nei primi anni del terzo millennio.


 
 
Nave con gli Immigrati (foto dal Web)
La popolazione immigrata non va confusa con la popolazione straniera: la popolazione immigrata è composta da tutti i residenti che sono nati all'estero con cittadinanza straniera, anche se hanno successivamente acquisito la cittadinanza italiana; mentre la popolazione straniera è composta da tutti i residenti che hanno cittadinanza straniera, anche se sono nati in Italia.
Il flusso di stranieri cominciò a prendere consistenza solo verso la fine degli anni settanta, sia per la "politica delle porte aperte" praticata dall'Italia, sia per politiche più restrittive adottate da altri paesi. Nel 1973, l'Italia aveva per la prima volta più immigrati che emigrati.

Nel 1981, il primo censimento Istat degli stranieri in Italia calcolava la presenza di 321.000 stranieri, di cui circa un terzo "stabili" e il rimanente "temporanei". Un anno dopo, nel 1982 veniva proposto un primo programma di regolarizzazione degli immigrati privi di documenti, mentre nel 1986 fu varata la prima legge in materia (L 943 del 30.12.1986) con cui ci si poneva l'obiettivo di garantire ai lavoratori extracomunitari gli stessi diritti dei lavoratori italiani.
Nel 1991 il numero di stranieri immigrati (i primi sono stati gli Albanesi) era di fatto raddoppiato, passando a 625.000 unità, mentre nel 2013  il numero è aumentato a 4,8 milioni, cioè il 7,5% della popolazione totale.

Però l'Italia, come già ho detto prima, è stata un paese di emigrazione e si stima che tra fine Ottocento e oltre la metà del Novecento partirono oltre 24 milioni di persone. (con una punta massima nel 1913 di oltre 870.000 partenze), al punto che oggi si parla di grande emigrazione.

Emigranti Italiani in America (Web)
Come non immaginarsi gli sguardi persi nel vuoto di chi, nella seconda metà dell’Ottocento, prendeva eroicamente la via del mare, spinto da un sogno di libertà. Politica, religiosa, ma soprattutto economico-sociale.
 
Quel sogno portava dritto verso «la Mérica», indirizzato principalmente in Pennsylvania.
Ma quel sogno presto sarebbe stato pervaso dal desiderio del ritorno
I primi contadini partirono con l’obiettivo di trovare “casa” in America. Ma questa convinzione si dissolse appena giunti Oltreoceano. Sbarcati al porto di New York, costretti al periodo di quarantena da trascorrere nell’isolotto artificiale di Ellis Island, l’ombra di quell’immensa statua, che nell’immaginario collettivo avrebbe dovuto inneggiare alla libertà, divenne subito soffocante. 
Il sogno americano andò presto in frantumi. Quel viaggio in America li costrinse a smettere di fare i contadini e di coltivare la terra, rischiando di distruggere quel sapere che avevano accumulato nel loro seppur breve percorso esistenziale.
Come a gran parte degli emigranti del Sud Italia e del Triveneto,  toccarono esclusivamente i duri lavori di costruire le ferrovie, di minatori, di trasportatori e, nel migliore dei casi, di arare i campi.


Gli Italiani avevano così lasciato il loro piccolo borgo, ma risoluti a farci ritorno, non appena nelle loro tasche si sarebbe avvertito il tintinnio del denaro. Cosa che puntualmente si concretizzò agli albori del nuovo secolo. Allora, il denaro accumulato in quegli anni rimasti lontano dal proprio paese venne speso per l’acquisto di un terreno e per la costruzione di una casa nel verde delle campagne.

Alcuni emigranti ritornarono nei loro paesi a fare i contadini. Diventarono viticoltori. Forti di aver conquistato quella libertà, quella dignità che era mancata ai propri genitori. I loro figli potevano finalmente nascere in un podere di proprietà.

Ma i benefici dell’emigrazione si irradiarono anche su chi era rimasto in paese. Crebbero i salari, migliorarono i contratti agrari. Si elevò il livello culturale della maggior parte degli Italiani. 

martedì 6 novembre 2018

Case Milanesi 1923-1973 - Immagini di una città

Vi segnalo che a Milano, negli spazi di Villa Necchi Campiglio (FAI), è stata inaugurata una singolare mostra con immagini di Milano e dedicata soprattutto alle case costruite dal 1923 al 1973 da famosi architetti, che con i loro progetti hanno reso la città un Museo a cielo aperto.
La mostra, organizzata in collaborazione con Hoepli e curata da Orsina Simona Pierini e Alessandro Isastia,  sarà un’occasione per scoprire una selezione delle più note Case Milanesi.


 

Gli approfondimenti sugli interni e sui dettagli consentiranno di “guardare dentro e da vicino” le residenze, mentre quelli dedicati ai materiali permetteranno al visitatore di “toccare con mano” la “pelle” degli edifici.


Una sezione sarà inoltre dedicata agli architetti che hanno progettato le case - Piero Portaluppi (architetto di Villa Necchi), Giovanni Muzio, Luigi Caccia Dominioni, Vico Magistretti, Aldo Andreani, Gio Ponti, Ignazio Gardella, Figini e Pollini, solo per fare alcuni esempi - di cui si racconteranno i tratti distintivi e i progetti che li hanno resi celebri. Nello spazio espositivo del sottotetto, infine, una grande mappa di Milano, estesa sul pavimento e su cui sarà possibile camminare, permetterà ai visitatori di identificare le case nella topografia della città e di “spostarsi” da una casa all'altra disegnando itinerari e percorsi virtuali.

Nei mesi di apertura della mostra verranno organizzati specifici itinerari guidati in città, accompagnati dai curatori, per poter ammirare dal vivo le case viste in mostra su carta, nonché un ciclo di incontri con gli eredi degli architetti progettisti e con alcuni abitanti illustri che le hanno vissute o che tuttora le vivono.

Inoltre, sabato 24 e domenica 25 novembre è in programma una mostra mercato con le creazioni di aziende e gallerie d’arte, antiquari e designer che hanno dato vita agli interni delle Case Milanesi: uno spaccato sul gusto e le tendenze di quegli anni, dal complemento d’arredo agli accessori fino all'oggetto da collezione.

Periodo della Mostra: dal 24 ottobre 2018 a domenica 6 gennaio 2019
Orari: da mercoledì a domenica dalle ore 10 alle 18
Ingresso con visita alla Villa: Intero: € 13; Studenti: € 5; Ridotto (Ragazzi 4-14 anni): € 4;
Iscritti FAI: € 4
Per informazioniwww.faicasemilanesi.it – Per ulteriori informazioni sul FAI: www.fondoambiente.it
Per informazioni e prenotazioni: Villa Necchi Campiglio, Via Mozart 14 – Milano: tel. 02.76340121; fainecchi@fondoambiente.it

mercoledì 24 ottobre 2018

14° Incontro particolare per ricordare Sandra

A fine settembre ho ricevuto una e-mail da Erika in cui mi diceva che voleva organizzare un incontro particolare con i Bloggers, per andare a trovare Sandra Maccaferri, improvvisamente scomparsa a giugno di quest'anno, e ricordare le belle giornate trascorse tante volte  insieme.


Una vecchia foto di Sandra (in centro) con Franco ed Erika 
Ho accolto volentieri questo speciale incontro. E' stato anche contattato Franco, marito di Sandra, che ha proposto di fare l'incontro a Spervara, a circa 60 Km da Modena e a 900 mt. s.l.m. dove ci sono le ceneri di Sandra e soprattutto la sua seconda casa e le ''sue cose'' che sempre ne parlava o scriveva. Noi con tanta emozione abbiamo visto e osservato attentamente tutti i particolari delle ''tantissime cose di SANDRA'', considerando la  gioia  con cui aveva ristrutturato ed arredato questa bellissima casa di campagna.(era un antico casale per i buoi del 1901).

La Casa di Spervara
Penso che la nostra visita sia stata molto gradita a Sandra, ma soprattutto ha fatto piacere a Franco, per  aver riunito gli amici Blogger a Spervara.. Peccato che alcuni amici non hanno potuto partecipare per vari motivi personali, ma idealmente erano presenti (hanno inviato dei messaggi).

I tantissimi quadri dipinti da Sandra

Noi Blogger, a differenza delle altre volte, non eravamo in tanti:

Franco, Erika, Giacomo, Annamaria, Cristina, Ninfa,  Maurizio,  Stefano G.

Dopo la visita alla bella casa e al grande prato, con due casette in legno (una laboratorio di Franco  molto attrezzato, l'altra di Sandra per dipingere), Franco ci ha offerto gentilmente un buon aperitivo di benvenuto!

Il laboratorio di Franco e la casetta di Sandra per dipingere
Dopo le 13,00 siamo andati al Ristorante ''La Posta'' a Piandelagotti, sulla strada che porta a Passo Radici, dove abbiamo mangiato veramente bene, perché hanno preparato alcuni cibi locali, ovvero:
Tre Primi con tartufo e funghi, vari secondi a base di carne, un buon dolce, e naturalmente alcune bottiglie di ottimo Lambrusco Modenese.

Vi assicuro che questo incontro è stato da un lato commovente, ma al tempo stesso molto piacevole per tutti. Si respirava un'atmosfera piena di calore ed amicizia.
Ne è valsa la pena andarci per ricordare meglio la nostra carissima Sandra.

mercoledì 17 ottobre 2018

Nuove Etichette Europee dei Carburanti

Dal 12 Ottobre è entrata in vigore in tutta Europa la cosiddetta DAFI, la Direttiva Europea sui Carburanti. Sui veicoli nuovi si troveranno in prossimità del tappo del serbatoio, mentre in ogni stazione di servizio saranno posizionate sia sul distributore che sulla pistola della pompa per l'erogazione.

Fonte Web - ANFIA
 

Le etichette saranno a forma circolare per la benzina, quadrate per il diesel e a forma di rombo per i combustibili gassosi. Vi compariranno rispettivamente la lettera "E", la "B" - più un eventuale numero ad indicare la loro percentuale "ecologica"-, e LPG, per il Gpl o altre tipologie.

In particolare per la benzina il numero indicherà la percentuale di etanolo contenuta: E5, E10 o E85, quindi 5, 10 o 85% di combustibile “verde”. L'Up ricorda peraltro, in proposito, che in Italia non viene distribuita benzina addizionata con etanolo, quindi l'unica sigla che si vedrà è la “E”.

Per quanto riguarda il diesel, B7 o B10 si riferiscono a contenuti di biodiesel rispettivi del 7 e del 10%, e XTL è invece la sigla del gasolio sintetico non derivante dalla raffinazione del greggio.

I carburanti gassosi verranno indicati con H2 per l'idrogeno e in CNG per il gas naturale compresso, mentre LPG è il Gpl e LNG il gas naturale liquefatto.


L'obiettivo, spiegano all'Unione Petrolifera (Up), "è quello di rendere uniforme, in un contesto di sviluppo dei carburanti alternativi, le etichette dei vari carburanti, anche per evitare confusione nei rifornimenti tra un Paese e l'altro.

Accanto ai tradizionali super, diesel, gpl o altri, compariranno quindi nuove etichette".

mercoledì 10 ottobre 2018

Mostra su Margherita Sarfatti

Amici, sabato scorso sono ritornato dalle mie lunghe vacanze, ma prima mi premeva visitare le due mostre su Margherita Sarfatti, (promotrice dell'arte italiana del '900), una al Mart di Rovereto (dato che mi trovavo a Riva del Garda) e l'altra al Museo del Novecento di Milano (domenica scorsa).

Ai più, Margherita Sarfatti (Venezia, 1880 - Cavallasca, 1961), giornalista e attivissima critica d’arte che lavorò soprattutto nel periodo tra le due guerre, è nota per lo più a causa della sua relazione con Benito Mussolini. Ma si tratterebbe di ridurre notevolmente la statura di una delle figure più importanti della cultura del Novecento in Italia, perché Margherita Sarfatti ebbe un ruolo da protagonista assoluta nel dibattito sul rapporto tra classicismo e modernità nell’arte del tempo e nella promozione di molti artisti divenuti poi grandi della storia dell’arte italiana.

Ritratto di Margherita Sarfatti nel 1920
 
La doppia mostra, a Rovereto e a Milano, esplora la sua complessa figura: due rassegne autonome ma complementari, ognuna dedicata ad aspetti diversi di questo personaggio così importante.
Si tratta di ''Margherita Sarfatti. Segni, colori e luci a Milano'' ( dal 21 settembre 2018 al 24 febbraio 2019) e di ''Margherita Sarfatti. Il Novecento Italiano nel mondo''(a Rovereto, dal 22 settembre 2018 al 24 febbraio 2019).

La mostra milanese, promossa e prodotta con il Comune di Milano Cultura, propone al pubblico un percorso espositivo che, attraverso circa novanta opere dei protagonisti del movimento Novecento Italiano, di cui Margherita Sarfatti fu critica ufficiale e animatrice, permette ai visitatori di seguire le vicende di quella stagione così feconda che vide sorgere gli astri di Umberto Boccioni, Giorgio de Chirico, Adolfo Wildt, e ovviamente dei sette artisti che, assieme a Sarfatti, nel 1922 alla Galleria Pesaro di Milano fondarono il movimento (Mario Sironi, Achille Funi, Leonardo Dudreville, Emilio Malerba, Pietro Marussig, Ubaldo Oppi e Anselmo Bucci).

Le opere vengono contestualizzate da filmati e fotografie, lettere, inviti ai vernissage, libri d’epoca, e anche abiti, vetri e arredi, con un approfondimento da più prospettive sulla Milano degli anni Dieci e Venti nel XX secolo.

Ritratto di M.Sarfatti - Scultura di Adolfo Wildt
Se la mostra milanese si concentra soprattutto su quanto accadde a Milano, quella del Mart di Rovereto ha un carattere più allargato. Obiettivo è infatti quello di ricostruire il progetto di espansione culturale di Margherita Sarfatti, con particolare attenzione alle mostre organizzate in Europa e nelle Americhe per promuovere lo stile italiano e l’idea di “moderna classicità”.
In mostra qui, circa cento opere con capolavori di Boccioni, De Chirico, A. Wildt, i sette fondatori di Novecento italiano, ma anche di artisti come Carlo Carrà, Felice Casorati, Giorgio Morandi, Medardo Rosso, Gino Severini.

Sono veramente belle ed interessanti le due Mostre e ne è ''valsa la pena'' visitarle, perché sono riuscito a vedere circa duecento quadri, opere originali dei più grandi artisti del Novecento italiano, provenienti da tutto il mondo.

giovedì 28 giugno 2018

BUONE VACANZE

  
 
  
AUGURO BUONE VACANZE

 A TUTTI GLI AMICI BLOGGER

 
CHE MI SEGUONO.   CIAOOO.!!!

 
(Come sempre tornerò a SETTEMBRE)

 
STEFANO DI SEMPLICI CONVERSAZIONI