venerdì 28 giugno 2019

Buone Vacanze



AUGURO BUONE VACANZE


AGLI AMICI CHE MI SEGUONO.   CIAOOO.!!!



STEFANO DI SEMPLICI CONVERSAZIONI

martedì 18 giugno 2019

City Life: Nuovi Grattacieli a Milano

CityLife è uno dei quartieri più moderni di Milano con tre Torri centrali, che danno anche il nome alla piazza su cui si trovano e alla fermata della metropolitana che porta fino a qui.

Le 3 Torri di City Life
 
Quest’area era precedentemente occupata dalla Fiera Milano City e per dare nuova vita al quartiere, creando uno spazio che valorizzasse l’intera città, si è ricorso ad architetti internazionali per la progettazione degli spazi.
 
Il Dritto
I nomi che hanno contribuito alla progettazione degli edifici presenti a CityLife sono gli archistar Arata Isozaki e Zaha Hadid e Daniel Libeskind. Ognuno ha progettato  una delle Torri presenti qui, che definiscono un nuovo skyline milanese e che sono occupate da centri direzionali di multinazionali.
 

Lo Storto
Le tre Torri, ad opera dei tre diversi architetti sono chiamate in gergo: la torre Isozaki, nota come “il dritto”,    la Torre Hadid, nota come “lo storto” e la torre Libeskind, nota come “il curvo” (ancora in costruzione).
 

Il Curvo

Se vi capita venire a Milano andate ad ammirare questi tre nuovi Grattacieli perché sono esteticamente molto belli, ma anche venire a passeggiare sotto i viali.

martedì 28 maggio 2019

Il Palio di Legnano 2019

Vi ricordo che Domenica 2 giugno si svolgerà a Legnano il Palio delle  otto Contrade.Giunto ormai alla sua 73^ edizione, il Palio di Legnano è l’insieme delle manifestazioni che rievocano gli eventi del 29 maggio 1176, data storica in cui i Comuni, alleati nella Lega Lombarda, sconfissero le truppe imperiali di Federico I, detto il Barbarossa, nella famosa
Battaglia di Legnano.
 
Programma del Palio di Legnano

Già verso la fine del Medioevo si possono trovare tracce di commemorazioni simili, ma il Palio come lo conosciamo oggi, ha origini più vicine a noi. La sua prima edizione risale al 1932, anno in cui fu organizzata una sfilata in costume d’epoca e una gara ippica.

L’evento divenne ufficiale e passò alla storia, prima come Sagra del Carroccio, e dal 2006 in poi come Palio di Legnano.
Il Palio ippico delle Contrade è il momento più emozionante e spettacolare della Sagra. E’ una corsa con fantini ingaggiati dalle otto contrade che cavalcano a pelo, come a Siena o ad Asti.



La corsa ippica del Palio delle contrade

Un altro momento caratteristico della Sagra è rappresentato dal Corteo storico. Sono oltre un migliaio i figuranti che indossano costumi e oggetti dell’epoca. Le contrade nel corteo sono seguite dalla Compagnia della Morte comandata da Alberto da Giussano, che la leggenda vuole determinante per le sorti della Battaglia di Legnano.


Il Carroccio
Il corteo è chiuso dal Carroccio, il carro simbolo delle libertà comunali. Sul Carroccio, prima della battaglia, si recitava la Messa. Ancora oggi, nel giorno della disputa del Palio, viene officiata la Santa Messa , seguita dall’investitura dei Capitani delle Contrade, sotto il pennone del Carroccio, dove è posizionata la riproduzione della Croce lobata di Alberto D’Intimiano, Vescovo di Milano. La Croce spetta alla Contrada che si aggiudica la corsa ippica e che per un anno potrà custodirla nella propria chiesa.


La Croce delle Contrade
Vi ricordo inoltre che questa manifestazione è seguita oltre che dai Legnanesi e dalla Rai TV, anche dalle TV Private, in  Streamig da Legnano News, e da tantissimi turisti provenienti da varie città italiane ed estere.

giovedì 16 maggio 2019

Gita a Villa dei Vescovi (Proprietà del FAI)

Vi segnalo una visita particolare in Veneto, in uno splendido paesaggio campestre, a pochi chilometri da Padova, ovvero a Villa dei Vescovi.
 
Villa dei Vescovi
Villa dei Vescovi è una villa situata in località Luvigliano, frazione di Torreglia, a pochi chilometri da Padova, precisamente nei Colli Euganei.
La costruzione risale al Rinascimento e si ispira ad una domus romana. Si può considerarla il primo esempio del nuovo gusto per la riscoperta della classicità romana nell'entroterra della Serenissima.
 
La Galleria Interna
  Edificata tra il 1535 e il 1542 su un terrapieno dei Colli Euganei come casa di villeggiatura del vescovo di Padova, la Villa fu realizzata dal pittore-architetto veronese Giovanni Maria Falconetto, sotto la direzione di Alvise Cornaro, erudito veneziano. Altri grandi architetti succedettero a Falconetto: Giulio Romano, Andrea da Valle, Vincenzo Scamozzi e diversi avvenimenti determinarono il cambiamento del progetto iniziale. Ciò nonostante Villa dei Vescovi ha conservato gran parte dell'ideale architettonico dei suoi creatori.
 
Al piano nobile la dimora è arricchita da un ciclo di affreschi realizzati a partire dal 1542 dal pittore fiammingo Lambert Sustris, molti dei quali evocano fedelmente il sublime paesaggio circostante.

Alcuni dei tanti affreschi
La donazione al FAI della Villa da parte di Maria Teresa Olcese Valoti e di suo figlio Pier Paolo Olcese in memoria del marito e padre Vittorio Olcese, rappresenta un gesto di grande responsabilità civile. ''Regalandola al FAI, l'hanno donata a tutti gli Italiani”.

Villa dei Vescovi ha aperto al pubblico nell'ottobre del 2011, permettendo così ai visitatori di vivere in prima persona questo splendido “osservatorio” sul paesaggio, questo “pensatoio” sospeso nel tempo nel quale è possibile ritagliarsi il proprio spazio per leggere, rilassarsi e meditare.

I Vigneti
C'è anche un'ottima enoteca, dove vendono i vini dei Colli Euganei, prodotti in loco.
Andate a visitarla, chi può, ne vale la pena!

mercoledì 8 maggio 2019

La chiesa più corta di Milano

A Milano, in pieno centro, si trova una chiesa molto particolare. Si tratta della chiesa più corta della città.  Ormai è una Chiesa Ortodossa gestita da Padre Dimitri, il quale la affittò nel 1996 ma era nota come Chiesa dei Santi Sergio, Serafino e Vincenzo.

La Chiesa più corta di Milano
 Padre Dimitri è il punto di riferimento della piccola comunità dell'Europa dell'Est (principalmente russa), che ogni domenica mattina si riunisce presso la chiesetta per partecipare alla celebrazione religiosa.
Normalmente partecipano alla funzione domenicale circa duecento fedeli, mentre durante la settimana, di solito assistono circa trenta - quaranta fedeli. Gli appartenenti a questa comunità sono di religione Ortodossa e sono emigrati a Milano per lavoro.
 
Le dimensioni della chiesa sono davvero ridotte. Dodici metri di larghezza e sei di lunghezza, per un totale di settantadue metri quadri. L'altezza è di dodici metri. L'altare si trova a destra del portone d'ingresso.
 
Quello che vediamo oggi, è la parte superstite della Chiesa Benedettina "san Vincenzo" o Monasterium Novum, molto più grande e lunga dell’attuale, che però fu abbattuta nel 1964.
La facciata della chiesetta è ciò che resta di quell'antico complesso monastico in stile tardogotico.  Dopo l'abbattimento del Monasterium Novum ne restò una piccola parte che fu dedicata al culto di san Vincenzo.
 
Interno Chiesa Ortodossa (fonte Web)
All'interno è possibile ammirare degli affreschi cinquecenteschi del pittore Aurelio Luini, rappresentante dell'ultimo manierismo lombardo. Gli affreschi raffigurano le vicende di san Vincenzo di Saragozza e della Santa martire Orsola di Colonia. È presente, nella volta, anche un affresco di Bergognone, un pittore del Rinascimento, che rappresenta il Cristo Pantocrator.
Altri affreschi si trovano sotto la chiesa, in un salone dedicato alle attività della parrocchia.
 
Questa Chiesa molto particolare si trova in via Giulini (angolo via Porlezza), in pieno centro di Milano e secondo me è da visitare.

martedì 30 aprile 2019

Il mistero del Toro in Galleria

Tutte le volte che passo dalla Galleria Vittorio Emanuele di Milano, dove c'è il famosissimo Toro nel pavimento, mi chiedo sempre perché tanti turisti si fermano e vanno a ''schiacciare le palle di costui''.
 
 
Forse è un rito di portafortuna o di scaramanzia? (schiacciare il malocchio).
Mi ricorda Roma con la Fontana di Trevi. La superstizione vuole che per ritornare a Roma il turista debba lanciare una monetina nella celebre fontana, di spalle e ad occhi chiusi.
 
Anche in questo caso, la soluzione c’è, seppure meno elegante. Si racconta: Chi vuole rivedere Milano non deve fare altro che recarsi nel suo “salotto buono”, ovvero la Galleria Vittorio Emanuele II, il cui pavimento è interamente rivestito di mosaici. Uno di questi raffigura un Toro rampante e il turista dovrà schiacciare i testicoli dell’animale, ruotandoci sopra in equilibrio sul tallone del piede, per garantirsi una seconda visita.
 
 
Simbolo della Galleria Vittorio Emanuele, il mosaico che raffigura un toro, che rappresenta la città di Torino, venne progettato come tutto il complesso monumentale dal famoso architetto  Giuseppe Mengoni che nel 1861 vinse il concorso internazionale per il restyling completo di Piazza Duomo e delle vie adiacenti a Milano.
 


toro galleria
Il mosaico del Toro in Galleria  bucato
Mengoni immaginò e realizzò quello che è diventato il Salotto borghese dei Milanesi, costruendo una Galleria monumentale di raccordo tra piazza Duomo e piazza della Scala, la Galleria Vittorio Emanuele II, che sin dal momento della posa della prima pietra il 7 marzo 1865, suscitò animati dibattiti e polemiche nella cittadinanza. La costruzione della Galleria si concluse il 30 dicembre 1877 ma il povero architetto Mengoni non riuscì ad assistere alla solenne cerimonia d'inaugurazione fissata per il 31 dicembre.
 
Si racconta che la sera prima, forse orgoglioso per il suo progetto concluso o forse in depressione proprio perché al culmine del successo, appena finito di cenare disse di dover andare a controllare qualcosa e dopo essersi infilato la vestaglia, uscì dall'appartamento dove abitava con la famiglia proprio dentro la Galleria, si arrampicò sull'impalcatura più alta precipitando dalla stessa. 
 
Quello che ne seguì è ancora oggi un giallo che trova l'epilogo in un volo di 32 metri che gli fa trovare la morte vicino al Toro.
Si parlò addirittura di suicidio, forse anche perché giorno prima della sua morte Mengoni avrebbe detto: «La mia missione è compiuta: l’arco è finito» ma la causa più probabile è un fatale incidente.
Una targa apposta all'ingresso della Galleria ricorda il suo creatore, ivi morto prima di poter festeggiare un gioiello invidiato da tutti.

Mosaico del Toro riparato

Nel corso dell'Ottocento/Novecento, il 31 dicembre anche i Milanesi erano soliti compiere il rito attuale dei turisti, come auspicio di fortuna per l’Anno Nuovo.