martedì 22 dicembre 2009

AUGURI DI BUONE FESTE

Stefano di Semplici Conversazioni



Augura a tutti gli Amici Blogger

Buon Natale e Felice Anno Nuovo

lunedì 21 dicembre 2009

E' Natale ogni volta che......

Con l'arrivo del Natale, propongo questa riflessione di Madre Teresa.



E' Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano.


E' Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l'altro.

E' Natale ogni volta che non accetti quei principi che relegano gli

oppressi ai margini della società.

E' Natale ogni volta che speri con quelli che disperano nella

povertà fisica e spirituale.

E' Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e debolezze.

E' Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri.

venerdì 18 dicembre 2009

Festività Natalizie in Giappone

Il Natale e il Capodanno si festeggiano in Giappone in modo diverso rispetto all'Italia.
Chi di voi c'è stato, lo sa già!

Il Natale è considerata una festa da trascorrere insieme al proprio innamorato.



Infatti ci si scambia un regalo e di solito si va fuori a cena per festeggiare.
Questo modo giapponese di vivere il Natale è dovuto anche al fatto che i giapponesi, essendo buddisti, non vedono il Natale come una ricorrenza religiosa, ma un'occasione commerciale, importata dall'Occidente, e quindi un buon motivo per festeggiare.

Invece il Capodanno è la festa religiosa più importante del Giappone.



Il Capodanno innanzitutto porta nuova vita, nuove speranze, e la possibilità di ricominciare di nuovo qualcosa, ed ha un inizio ed una fine ben precisi: 1 Gennaio e 31 Dicembre.
Il termine giapponese per Capodanno è O-shogatsu, che letteralmente significa "mese giusto, adatto", il mese adatto per i propositi del Nuovo Anno e per la determinazione di ottenere prosperità e felicità nei mesi a venire.
La fine di dicembre è il periodo indicato per spedire le cartoline d’auguri per l’Anno Nuovo, in cui, oltre ai saluti convenzionali come “Buon Anno Nuovo”, si aggiungono notizie recenti su se stessi o i buoni propositi che si vogliono attuare.
La sera della vigilia si mangiano i toshikoshi soba, spaghetti di riso che simboleggiano la lunga vita, in pratica il piatto che ha lo stesso significato delle nostre lenticchie!


La mattina del primo giorno dell’anno si beve il fukucha, il thè della buona fortuna, un thè verde servito con un’albicocca conservata in salamoia in ogni tazza (dai tempi antichi si riteneva che thè ed albicocca tenessero lontana la tristezza); il toso, un particolare sake aromatizzato con varie erbe e spezie (pepe, ginger, cannella, rabarbaro, ecc.) che da un punto di vista simbolico è ritenuto allontanare le malattie, da un punto di vista medico stimola la digestione e la circolazione sanguigna.
I bambini attendono in modo particolare il Capodanno, perchè ricevono dai genitori e dai parenti regali in denaro; la quantità è basata sull’età del bambino. Questa usanza è chiamata otoshidama. Messi insieme questi soldi raggiungono parecchie migliaia di yen.
Beati loro!

mercoledì 16 dicembre 2009

Alla scoperta dei Presepi Trentini


Se si percorre il Trentino in macchina, verso sera, quando la luce si affievolisce, il paesaggio ci viene incontro e si allontana lentamente, lasciandoci il tempo di assaporare le immagini, di elaborare le impressioni: colline e montagne fino all’orizzonte, come se nascessero l’una dall’altra, ricoperte di neve, con stradine che si inerpicano e a tratti scompaiono in una macchia di bosco più scura; sul fondovalle si intravvede il nastro argentato di un corso d’acqua, accanto alla sagoma di un casolare, forse un mulino. In cima alla collina, la torre merlata di un castello nasconde il borgo medievale.


Il paesaggio trentino si riflette in ogni presepio: si addolcisce nei pendii dove d'estate pascolano le mucche, si frantuma negli specchi d’acqua e nei ruscelli, diventa aspro nelle gole scavate dai fiumi negli stretti fondovalle. Luoghi selvaggi e isolati dalla vegetazione divenuti spazi ideali per la meditazione. Le suggestive grotte ricreate col gesso nei presepi artigianali non sono altro che gli anfratti rocciosi, dove gli eremiti si ritiravano in preghiera o le grotte affascinanti percorsi sotterranei tra cascate, laghetti di acqua verde smeraldo e bianche stalattiti dalle mille forme ghiacciate. È questo il paesaggio che gli artigiani e gli artisti trentini hanno dentro di sé e che scaturisce dalle loro mani quando realizzano il presepe.



L’uso di accorgimenti teatrali e tecniche scenografiche accomuna la realizzazione del presepio alle rievocazioni storiche ; da spunto per ricordare e riflettere sulla Natività, il presepio si trasforma in una “messa in scena” teatrale.
A Canale di Tenno, il paese stesso, con i suoi vicoli, archi, scalette ripide, piazzette, gli scorci suggestivi, diventa la migliore ambientazione del presepio e i visitatori fanno parte integrante della rappresentazione, aggirandosi fra statue a grandezza naturale e oggetti provenienti dal Museo della civiltà contadina, che riproducono in modo fedele gli antichi mestieri e le botteghe artigiane. Oppure, diventa una vera e propria rappresentazione teatrale che rivive l’evento come accade nei Presepi viventi allestiti, sempre più numerosi, in molte città, piccole o grandi del Trentino. Ambientati in luoghi molto suggestivi, creano un’emozione forte in chi assiste e in chi partecipa alla loro realizzazione.
Quello di Arco si svolge sulla strada che porta al castello. In Val di Fiemme, in Val Sugana o in alta Val di Non, invece, le rappresentazioni coinvolgono tutte le valli, i masi ed anche i boschi vicini: le botteghe dei falegnami, fabbri, ceramisti, canestrai vengono ricostruite nelle cantine; in riva al torrente si incontrano donne intente a lavare i panni e pescatori che gettano l’amo; i sentieri del bosco vengono illuminati dai fuochi dei bivacchi dei pastori, mentre la capanna della Natività, il fulcro del presepe, viene allestita all’interno della chiesa. Per sua natura, il presepio coinvolge molti ed è il risultato dello sforzo e della passione di molti che lavorano insieme per esprimere una loro idea, una loro fede o un’ispirazione artistica. Tutti partecipano con entusiasmo alla realizzazione del presepe vivente, che si tratti di confezionare i costumi, di realizzare le luci e le musiche, di lavorare all’ambientazione, di preparare gli oggetti che serviranno alla rappresentazione.



Questo vale naturalmente anche per i più famosi presepi di terracotta o di gesso, a cui lavorano per mesi artigiani professionisti e volontari, e per quelli artigianali quasi sconosciuti, allestiti durante il mese di dicembre nelle grotte naturali, nelle edicole votive ai margini dei sentieri o nelle pievi di campagna.

lunedì 14 dicembre 2009

L'arte di scegliere bene i regali di Natale

Tra il 7 dicembre e il 6 gennaio si ha la ''grande stagione dei regali''. In questo periodo i negozi realizzano i due terzi del fatturato annuale.
La crisi non ha cancellato lo shopping in vista del Natale, semmai ha indotto tutti a una maggior riflessione sul valore degli acquisti.
Basta guardare le vie commerciali delle città. Tutti a guardare le vetrine con attenzione e con parsimonia, perchè la caccia è al regalo low cost.
Tendiamo a scegliere regali che non siano superflui. I libri e i vini restano al top, con un incremento delle vendite fra il 12 e il 15%.

Le origini di questo scambio generale di regali, si possono trovare tanto nel cristianesimo quanto tra i pagani.

Per trovare un regalo non c'è in realtà che l'imbarazzo della scelta.....
E' facilissimo fare un regalo. E' difficilissimo indovinarlo. Entrano in gioco, secondo me, parecchie considerazioni nell'arte di sceglierlo: la personalità del destinatario, la sua età, il suo modo di vivere, i suoi gusti. E ancora, il tempo di cui si dispone per girare nei negozi e la somma che si vuole spendere.
Insomma è un'arte in cui si mescolano immaginazione, humor e psicologia.
Quest'ultimo elemento è il più importante, poichè si può fare veramente piacere a qualcuno, solo scoprendo i suoi desideri segreti.

Non bisogna mai pensare soltanto alla solita ed egoistica esclamazione: "Glielo regalo perchè mi piace!" Ma è preferibile dire:"Glielo regalo perchè credo, veramente, che le piacerà!"
La difficoltà della scelta sta proprio in questa piccola sfumatura.

Da alcuni anni il gusto dei regali si è trasformato. Ciò che un tempo sembrava impensabile, ora è permesso. E' l'epoca della fantasia, della libertà e della personalizzazione. Finalmente!


Vi auguro di fare buoni acquisti.

sabato 12 dicembre 2009

Semplici Sorrisi Natalizi




Regalo di Natale

Pierino riceve come regalo di Natale un bell’acquario.
Il giorno dopo la mamma chiede:
- Pierino, hai cambiato l’acqua ai pesci?
- No, non hanno ancora bevuto quella di ieri!



Pubblicità a Disneyland

Sarà inaugurato per Natale un nuovo AcqueDotto.
Dopo questo ne saranno inaugurati altri sei:
AcquePisolo, AcqueCucciolo, AcqueBrontolo, AcqueGongolo….


Incontri di Babbo Natale nel Bosco

In una foresta incantata Babbo Natale si imbattè in tre gnomi e chiese loro:
- Salve a tutti, come vi chiamate?
- Io mi chiamo Mario, io Claudio ed io Pippo – risposero.
Più avanti il viandante incontrò altri tre gnomi:
- Buongiorno anche a voi. Come vi chiamate?
- Giulio, Dario e Luigi!
Babbo Natale proseguì il cammino e incontrò un gruppetto di esseri minuscoli.
- Ma siete proprio tanti in questo bosco: come vi chiamate?
- Rossi, Bianchi e Colombo. Ti sembra strano? Disse uno.
- Beh, sai noi non siamo gnomi, ma… co-gnomi! Dissero gli altri.


In chiesa, nella Notte di Natale

I fedeli sono provati dalla lunghissima predica del sacerdote, che, incurante
della loro evidente stanchezza, continua a parlare.
- Miei cari figlioli - dice ad un tratto – quale altra parola potrei aggiungere
per dare letizia ai vostri cuori e rallegrare lo spirito?
- Dal fondo della chiesa una voce: - ‘’FINE’’!

giovedì 10 dicembre 2009

Mercatini di Natale del Trentino

Come tutti gli anni, per tradizione, durante il ponte di Sant'Ambrogio, vado in Trentino a visitare gli antichi Mercatini Natalizi. Ormai in quasi tutte le città vengono allestiti, ma quelli trentini hanno un'atmosfera particolare.

Anche se la Borsa crolla, la crisi avanza ed il potere d’acquisto cala, noi Italiani non rinunciamo al piacere di mettere sotto l’albero pacchi e doni che rallegrano il Natale, senza spendere molto.
Così, come tantissime famiglie, sono andato prima a Trento e poi ad Arco, per visitare i famosi mercatini Asburgici.
Queste manifestazioni servono per far scoprire la più autentica cultura popolare trentina, sulle orme della nobile tradizione tirolese.
Quando si parla del Trentino, nell'immaginario collettivo, si pensa subito alle montagne ed allo sci. Invece i Mercatini, che sono anche momenti di festa in questa regione di confine, ti fanno respirare le antiche tradizioni del Natale alpino, fatto di sapori, luci e colori.

In un'atmosfera magica, le fiabesche casette di legno ospitano il meglio della produzione dell'artigianato locale ed offrono la possibilità di trovare idee regalo, dalle candele agli oggetti di legno o in ceramica e ai dolci tipici del luogo: zelten, strudel, strauben, ecc.

Innumerevoli le proposte collaterali, adatte a tutti i gusti: concerti natalizi per strada, affascinanti mostre di presepi, visite della città a bordo di un trenino o di una slitta trainata dalle renne di Babbo Natale o addirittura a cavallo di un cammello.

A tarda sera le città sono illuminate da meravigliosi spettacoli pirotecnici che ho ammirato sorseggiando il caldo e profumato 'Vin Brulè'.

venerdì 4 dicembre 2009

Impegno ambientale FAI - IKEA

Una bella notizia! Con l'albero di Natale IKEA fai un regalo all'ambiente e al FAI.

A partire da Dicembre 2009, in IKEA puoi acquistare il tuo albero di Natale (Picea Omorica, h circa cm 150) a €10,99, vaso escluso, fino ad esaurimento scorte.

Riconsegnandolo all’IKEA tra il 7 e il 12 gennaio 2010 insieme allo scontrino, riceverai un buono di importo pari al prezzo di acquisto, che potrai spendere nei negozi IKEA in Italia dal 25 gennaio al 28 febbraio 2010.

Per ciascun albero restituito, IKEA donerà 3 euro al FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano) per finanziare l’attività di recupero della Selva di S. Francesco ad Assisi, riaperta al pubblico dopo 800 anni.

Negli ultimi cinque anni, i clienti hanno restituito più di 75.000 alberi, che sono stati trasformati in fertilizzante naturale o utilizzati per la produzione di pannelli truciolari.

giovedì 3 dicembre 2009

L'Italia ha vinto la Coppa del Mondo di Golf

Un anno straordinario per il golf italiano si è concluso con una impresa straordinaria.
L'Italia dei fratelli Edoardo e Francesco Molinari ha vinto l’Omega Mission Hills World Cup, disputata sul percorso disegnato dal campione spagnolo José Maria Olazabal, uno dei dodici campi del Mission Hills Golf Club, in Cina.


Gli azzurri, che hanno conquistato il trofeo per la prima volta, hanno segnato lo score di 259 colpi, ventinove sotto il par (ovvero il n° dei colpi stabiliti), e nel finale hanno preceduto di misura l'Irlanda di Rory McIlroy e Graeme McDowell e la Svezia di Robert Karlsson ed Henrik Stenson, campione uscente.
E’ la 26ª vittoria italiana del 2009 in campo internazionale (16 dei professionisti e dieci dei dilettanti).
In precedenza la miglior prestazione azzurra era stata firmata nel 1998 ad Auckland, in Nuova Zelanda, da Costantino Rocca e da Massimo Florioli: l'Italia arrivò seconda a due colpi dall'Inghilterra di Nick Faldo e David Carter, mentre Rocca fu secondo anche nell'individuale preceduto di un colpo dallo statunitense Scott Verplank.
Per i fratelli Molinari è stata la terza World Cup consecutiva (Italia 17ª nel 2007 e 19ª nel 2008). La coppia si è formata in concomitanza della prima edizione dell’evento al Mission Hills, dove rimarrà fino al 2018, salvo che non venga rinnovato l’accordo siglato per 12 anni. Nel 2006 Francesco Molinari ha disputato il torneo insieme a Emanuele Canonica (Italia 8ª).

Essendo anch'io un tesserato e dilettante golfista, voglio condividere con Voi la mia felicità per la storica vittoria dell'Italia e soprattutto dei fratelli Molinari.

martedì 1 dicembre 2009

Il Castello di Elisa di Rivombrosa

La settimana scorsa sono andato ad Agliè in provincia di Torino, a visitare il Castello Ducale.
E' un'elegante ed imponente costruzione situato nel comune di Agliè, detto anche il Castello di Rivombrosa, perchè negli anni scorsi è stato usato come ambientazione per la serie televisiva di Elisa di Rivombrosa, ma anche di Maria Josè.

Nel XVI secolo il castello si presentava ancora di aspetto medievale, con un mastio centrale, una corte circondata da edifici rurali e un giardino, circondati da una robusta muraglia difensiva e da un fossato. Nel 1667 il conte Filippo San Martino, già consigliere della Madama Reale Cristina di Francia, commissionò all'architetto reale Amedeo di Castellamonte la trasformazione della facciata sul giardino, il complesso della cappella di San Massimo e le due gallerie, nonché il cortile. Alla sua morte il progetto si interruppe, ma il castello presentava già due corti (una interna, l'altra rivolta verso il paese di Agliè) e la facciata est, con le due torri trasformate in piccoli padiglioni.




Nel 1764 i San Martino vendettero la proprietà ai Savoia, che lo inclusero nelle proprietà del Duca del Chiablese Benedetto Maurizio di Savoia, e ne affidarono la ristrutturazione all'architetto Ignazio Birago di Borgaro che intervenne sugli interni realizzando ampi appartamenti; all'esterno fu edificata la chiesa parrocchiale collegata al castello da una galleria a due piani.
Nei primi anni del XIX secolo, durante l'occupazione di Napoleone, il castello di Agliè diventò un ricovero di mendicità, e il parco circostante venne ceduto a privati ed adibito all'agricoltura.
A partire dal 1823 l'edificio rientrò a far parte dei possedimenti di Casa Savoia che, durante il regno di Carlo Felice, apportarono una significativa e costosa ristrutturazione degli interni, rinnovandone inoltre completamente gli arredi.
Nel 1939 i duchi di Genova vendettero il castello allo Stato italiano per 8 milioni di lire.


Ora è visitabile, oltre l'interno del castello, anche il parco ed il giardino d'inverno.

sabato 28 novembre 2009

San Giovanni Battista di Leonardo, a Milano

Ieri sono andato a visitare a Milano la mostra di un famoso quadro di Leonardo.




Dal 27 novembre al 27 dicembre 2009 la sala Alessi di Palazzo Marino, ovvero il Palazzo Comunale di Milano, ha riaperto le porte al pubblico per un altro straordinario evento, riproponendo, come per la precedente edizione dedicata a Caravaggio, una mostra monografica di altissimo livello.
Promossa e organizzata da ENI e dal Comune di Milano in collaborazione con il museo del Louvre, la Mostra: Leonardo a Milano. Dal museo del Louvre a Palazzo Marino esposizione straordinaria del San Giovanni Battista di Leonardo da Vinci, offrirà al pubblico gratuitamente, per un intero mese, l’opportunità di un confronto diretto e approfondito con un grande capolavoro leonardesco.

Il prestito del San Giovanni Battista si inquadra nell’ampia collaborazione instaurata tra ENI, Comune di Milano e il Museo del Louvre che vede la città di Milano nuovamente protagonista, un anno dopo la Conversione di Saulo del Caravaggio, di un’esposizione di assoluto valore, aperta al pubblico.

Il San Giovanni Battista è una delle opere più enigmatiche eseguite da Leonardo da Vinci e segna il culmine della sua produzione pittorica.
San Giovanni Battista si trovava già terminato nello studio di Leonardo, nel 1517, a Cloux in Francia, dove il maestro trascorse gli ultimi anni della sua vita. In Italia giunse solo una volta, sempre a Milano, nel 1939, in occasione di una mostra dedicata a Leonardo stesso, per poi fare ritorno in Francia.

Il dipinto raffigura San Giovanni Battista giovane, cioè senza né barba né baffi, come si è soliti vederlo ritratto. L’iconografia del Battista giovane è particolarmente legata a Firenze dove il Santo era patrono della città. La tavola molto probabilmente risale al periodo compreso tra il secondo soggiorno fiorentino e l’ultimo milanese, tra il 1505 ed il 1510.

La sua prima menzione documentaria si ha da parte di Antonio De Beatis, segretario del cardinale Luigi d’Aragona, che scrive di averlo visto nel 1517 nello studio di Leonardo, a Cloux. In seguito un discepolo di Leonardo, soprannominato Salaì, pseudonimo di Gian Giacomo Caprotti, riporta il dipinto a Milano. Dopo la morte del discepolo il quadro torna in Francia per poi passare in Inghilterra. Verso il 1630 è citato a Londra nelle raccolte di re Carlo I, che furono messe all’asta nel 1649, dopo la sua esecuzione capitale. Fu quindi acquistato dai francesi Cruso e Térence, giunse nella raccolta di Everhard Jabach, collezionista tedesco che, tra il 1662 e il 1671, contribuì alla costituzione dei fondi del Louvre. Questi, infatti, vendette il quadro agli agenti di Luigi XIV probabilmente tra il 1660 ed il 1662, dalle raccolte del quale passò definitivamente al Museo parigino.


Il soggetto raffigurato, avvolto da un’ombra morbida, presenta nel volto l’espressione di una bellezza ideale, ambigua ed indeterminata. Nonostante il dipinto rappresenti un soggetto sacro, ed abbia una funzione devozionale, l’originalità della sua iconografia ha spinto la critica moderna ad interpretazioni psicoanalitiche e persino erotiche.
Nella rappresentazione grafica dei capelli, morbidamente inanellati, Leonardo utilizza la tecnica da lui impiegata nei disegni-studio su vortici e spirali del moto d’acqua. Nel dipinto l’uso dello sfumato diventa più profondo e avvolgente, con particolari effetti chiaroscurali ottenuti attraverso una serie di velature, che Leonardo usa per definire le parti in ombra del corpo del Battista. Da notare quel dito puntato all'insù che indica l'Altissimo, ovvero il Paradiso.
Già nel Cenacolo, Leonardo aveva dipinto tantissime dita.

Il San Giovanni Battista è un quadro che raffigura l’uomo e la natura e oltre a questo cerca di dipingere ciò che non può essere raffigurato, grazie a suggestioni culturali che in esso sono sottintese e che oggi il nostro occhio non sa più leggere.
Leonardo cerca di rappresentare oltre al visibile, anche una serie di altre suggestioni, offrendo una rappresentazione ai limiti del reale.

Consiglio di andare a visitarlo, se passate a Milano.

venerdì 27 novembre 2009

FAI, Cambio al vertice


Il Consiglio di Amministrazione del FAI, nella seduta di mercoledì 25 novembre 2009 in Villa Necchi Campiglio a Milano, ha preso atto della decisione di Giulia Maria Mozzoni Crespi, fondatrice e da sempre Presidente del FAI, di rassegnare le proprie dimissioni.
Il Consiglio di Amministrazione ringraziando la Signora Crespi per lo straordinario e instancabile impegno civile profuso in questi anni a favore della Fondazione e in generale a favore del nostro Paese, ha preso atto della sua decisione e ha proceduto a nominare la Signora Crespi Presidente Onoraria con delega operativa alle questioni ambientali.

Su proposta della stessa Signora Crespi, il Consiglio di Amministrazione ha quindi provveduto a nominare nuova Presidente del FAI, Ilaria Buitoni Borletti, già nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione dal 2008 e Presidente Regionale FAI dell'Umbria dal 2007.
Le nuove cariche saranno operative dal 1 gennaio 2010.
Ilaria Buitoni Borletti, nata a Milano, laureata in Scienze Politiche, esponente di una di quelle famiglie dell'imprenditoria storica lombarda di tradizione laica e dal concreto impegno civile, ha alternato la sua attività tra i mondi dell'impresa e del volontariato, con un'attenzione alla cooperazione internazionale particolarmente rivolta all'Africa e al sostegno e alla promozione di attività culturali.

BUON LAVORO

mercoledì 25 novembre 2009

Caravaggio riflesso nella caraffa del Bacco

Caravaggio riesce a far parlare di sé a quattro secoli di distanza.


L'avevo già notato a Firenze, ma ultimamente ho letto sui giornali che nel ritratto del giovane Bacco, realizzato nel 1596 e conservato nella Galleria degli Uffizi, c'è una caraffa, sotto a sinistra sul tavolo accanto al vassoio di frutta, dove nel vetro si intravede una figura umana in posizione eretta con un braccio sporgente in avanti.

Sono chiaramente distinguibili i lineamenti del volto, in particolare il naso e gli occhi, e il colletto. Una presenza misteriosa che - grazie a uno studio realizzato in occasione delle celebrazioni per il quadricentenario della morte, nel 2010 - potrebbe essere finalmente svelata.

Secondo gli studiosi sarebbe un autoritratto del pittore. La scoperta sarà illustrata dal Comitato per il IV centenario, in occasione della presentazione del libro «Nuove scoperte sul Caravaggio» edito dalla Fondazione Roberto Longhi.

Da tempo si pensava che il volto di Michelangiolo Merisi fosse "nascosto" nel dipinto, ma nessuno l'aveva mai documentato. Poi l'intuizione, durante l'analisi condotta da Art-Test con strumenti all'avanguardia nel mondo: la ricercatrice Roberta Lapucci ha percepito «la presenza di una testina nella caraffa».

Sembra proprio di vedere un giovanissimo Caravaggio (all'epoca aveva 25 anni), che crea con il pennello in mano».

Andate a vederlo se vi capita di passare da Firenze.

lunedì 23 novembre 2009

Scorte di cibi freschi per l'influenza

Frutta e verdure di stagione insieme a latte, uova, yogurt e formaggi non devono mancare dalla dispensa dove il 78 per cento degli Italiani, allarmati dall'influenza A, stanno accumulando scorte, secondo lo studio condotto dall'ANFIMA, società affiliata alla Confindustria.


Tra gli articoli più ricercati per prepararsi al picco influenzale, si trova un pò di tutto come il latte in polvere per i neonati, verdure e legumi, altamente nutrienti e ricchi di proteine, seguiti da carni e scatolette. L'importanza del consumo di frutta e verdura, ricca di antiossidati nella dieta, per rafforzare le difese immunitarie per combattere il virus, è unanimamente condivisa dal mondo scientifico.

Inoltre non devono mancare formaggi come il parmigiano e per alcuni esperti, anche il miele l'aglio, che contiene una sostanza, l'allicina, particolarmente attiva nella prevenzione.

Allora suggerisco di preparare anche un bel piatto di spaghetti con aglio, oglio e peperoncino.

Evviva e Buon Appetito!

venerdì 20 novembre 2009

GOLF: Un sogno divenuto realtà

Una notizia veramente sensazionale per i pochi blogger golfisti, dilettanti come me.
Finalmente il sogno accarezzato da agonisti, amatori, comuni appassionati, adesso è diventato realtà. Il golf tornerà all'Olimpiadi con l'edizione di Rio de Janeiro 2016, a distanza di 112 anni dall'ultima apparizione (Parigi 1904).



I membri del CIO, il Comitato Olimpico Internazionale, hanno ratificato il provvedimento adottato a Berlino, ammettendo il golf ed anche il rugby a 7 tra le discipline che faranno parte dell'edizione 2016.

Entusiasti i commenti di tutti gli addetti ai lavori, sia nazionali che internazionali e finalmente non si potrà più obiettare che il golf non è una disciplina di secondo piano.

Ricordo che anche noi Italiani abbiamo atleti straordinari come i fratelli Francesco ed Edoardo Molinari, Matteo Manassero, Diana Luna e Veronica Zorzi, impegnate nel circuito europeo, così come Giulia Sergas e Silvia Cavalleri, che partecipano al Tour Americano.



Questa partecipazione, secondo me, potrà dimostrare al grande pubblico che il golf non è un gioco di 'elite' , ma di essere un esempio di momenti di aggregazione sociale, fruibili da tutti i cittadini di ogni età, in particolare a giovani ed anziani, e permette di respirare aria pulita e benessere alla propria salute.

mercoledì 18 novembre 2009

Semplici Sorrisi: I cannibali

Vi racconto una barzelletta, fresca...fresca di giornata:


Cinque cannibali vengono assunti come impiegati in una ditta.
Durante la presentazione, il Direttore del Personale dice:
Adesso siete parte del gruppo, qui si guadagna bene, e se avete fame potete andare alla mensa aziendale. Quindi non date noia agli altri impiegati!

I cannibali promettono solennemente di non disturbare gli altri. Quattro settimane dopo il Direttore del Personale torna e commenta soddisfatto:

State tutti lavorando bene, e sono molto soddisfatto di voi ..... Anzi da due o tre settimane l'azienda sta andando a gonfie vele . Però da ieri sembra scomparsa una delle ragazze delle pulizie e quindi gli uffici sono tutti sporchi. Qualcuno di voi sa cosa è successo?

I cannibali dichiarano di non saperne niente della ragazza. Il direttore si congeda ed allora il Capo dei Cannibali dice agli altri:

Avanti, chi e' il cretino che si e' mangiato la ragazza?

Uno alza esitante la mano, ed il Capo dei Cannibali inviperito esplode:

Sei veramente un deficiente! Per quattro settimane abbiamo mangiato solo Responsabili Marketing, Capi Area, Coordinatori Area Manager e Product Manager, in modo che nessuno si accorgesse di niente, e tu ....tu..... coglione dovevi proprio mangiarti la ragazza delle pulizie?!?

BUONA GIORNATA A TUTTI.

lunedì 16 novembre 2009

Bolzano: Castel Firmiano, museo della montagna

Bolzano conserva alcuni fra i castelli più importanti e intatti dei circa 400 presenti nel Sud Tirolo.


Domenica scorsa trovandomi a Bolzano per salutare alcuni amici, ne ho approfittato anche per visitare uno dei più antichi e più grandi castelli dell’Alto Adige: Castel Firmiano.
Espugnato da Berengario d’Ivrea, appartenne successivamente ai Vescovi di Trento e poi alla famiglia Firmian, che in origine erano gastaldi dei Vescovi stessi.
Nella seconda metà del Quattrocento, dopo l’acquisto fatto dal Duca Sigismondo, assunse il nome di Sigmundskrone (la Corona di Sigismondo).
Risale a quell’epoca la ricostruzione quasi integrale del complesso, secondo i criteri imposti dall’uso delle armi da fuoco. Le cortine continue con i torrioni e le torri a sezione quadrangolare al centro, caratterizzano questo grandioso castello, che è contemporaneamente fortezza e residenza nobiliare.


All’interno del castello Reinhold Messner, il famoso scalatore degli ottomila metri, ha allestito il Messner Mountain Museum, con riproduzioni artistiche delle montagne che raccontano le 14 vette più famose conquistate e la Storia dell’Alpinismo, ovvero il rapporto che c’è fra l’uomo e la montagna.


Dal padiglione chiamato ‘Palco degli Dei ’ si levano figure misteriose provenienti dalle diverse regioni montuose del mondo, in particolare dal Tibet.E’ tutto da vedere, compresa la Mostra Temporanea Annuale con oggetti e foto di Andreas Hoffer, eroe molto importante della storia dell’Alto Adige!


Lo scenario complessivo, molto spettacolare e di atmosfera 'orientale', conferisce a questo imponente castello una romantica ed indimenticabile bellezza. Inoltre mi è servito per trascorrere una giornata fuori della routine. Consiglio a tutti di visitarlo.

venerdì 13 novembre 2009

Le Stanze dei giochi

Sabato 14 e domenica 15 novembre, appuntamento dalle ore 10 alle 18 a Villa Necchi Campiglio a Milano Via Mozart, 14, dove si svolgerà la seconda edizione de “Le stanze dei giochi – Giochi di una volta per bambini di ogni tempo”, mostra-mercato di repliche di giocattoli “della tradizione” - per lo più realizzati in legno e interamente a mano - che tanto successo ha riscosso lo scorso anno.
La manifestazione, organizzata dal FAI – Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con la Comunità Cenacolo, i cui ospiti si sono occupati della realizzazione artigianale dei giochi in vendita, sarà un’occasione singolare non solo per riscoprire i bei passatempi di una volta, ma anche per passare una giornata in un’atmosfera festosa e spensierata e per iniziare a pensare ai regali di Natale per i più piccoli. L’esposizione dei giochi verrà allestita nel campo da tennis coperto e riscaldato, mentre le sale del seminterrato della Villa saranno dedicate ai presepi e alle decorazioni.
In mostra ci saranno perfette repliche di giocattoli che hanno accompagnato l’infanzia dei nostri nonni e bisnonni, tra cui casette delle bambole, cavallini a dondolo, carretti, il banco del mercato e del falegname, bambole, carrozzine e toilettes, teatrini, l’arca di Noè, cassapanche e scatole porta oggetti, libri e cartonaggio, presepi e decori natalizi. Fra le novità di questa edizione, l’atelier dei corredini dove bambine e bambini potranno vestire bambole e orsacchiotti con bellissimi vestiti e completi confezionati a mano e presentati in bauli-armadio, proprio come in un negozio “da grandi”. E poi casette di stoffa smontabili, piste di macchinine e trenini e una vera casa dei giochi da giardino con tutti i suoi arredi.


La Comunità Cenacolo, nata nel 1983 a Saluzzo (CN) da un’intuizione di Suor Elvira Petrozzi, ha come scopo primario quello di aiutare e promuovere socialmente, moralmente e spiritualmente giovani che si trovano in una situazione di disagio, in particolare con un passato di tossicodipendenza. Attualmente le Comunità diffuse in Italia e nel mondo sono 60.
Quest’anno “Le Stanze dei Giochi” ha ottenuto la certificazione family friendly da parte di radiomamma.it - un sito di informazione e di servizi per genitori e nonni che vogliono godersi Milano insieme ai loro piccoli. Questo vuol dire che la manifestazione si svolgerà seguendo specifici criteri di attenzione e disponibilità verso le famiglie.

La manifestazione si svolgerà anche in caso di maltempo

mercoledì 11 novembre 2009

La spirale della solitudine

Può sembrare banale, ma l'argomento della solitudine è stato trattato diverse volte da alcuni di Voi. Mi permetto soltanto di raccontarvi qualche mia riflessione.
La settimana scorsa mi ha telefonato un amico, il quale mi pregava di andare a trovarlo in ospedale perché, essendo scivolato in casa, si era rotto una gamba. Purtroppo lui vive da solo. Due anni fa aveva divorziato dalla moglie e l’unica figlia, ormai sposata, vive e lavora a Genova. I suoi genitori e fratelli sono ormai tutti morti. In sostanza è rimasto solo!Solo il portinaio del condominio, che lo conosce da vecchia data, lo aiuta spesso. Corro subito in Ospedale a Milano.



Durante il tragitto autostradale, essendoci molto traffico, ho fatto alcune personali riflessioni:
La vera malattia di questo secolo non è il cancro o l’AIDS, è la solitudine, dovuta alla sensazione di essere abbandonato a te stesso e di non valere più, di non essere all’interno degli ‘enturage’, lontano da tutti.
Solitudine degli uomini, solitudine profonda, quella che dà angoscia, che ti fa dormire con un occhio aperto la notte perché senti che sei stato abbandonato, dimenticato, relegato!
C’è una parola che rappresenta il sentimento di dolorosa partecipazione all’infelicità altrui e, questa parola è pietà, condivisione, compartecipazione.
Ho notato che la parola pietà è bandita dai blog, dai siti web, dai forum e perfino dalla TV.Secondo me la condivisione crea paura, perché costringe l’uomo a guardare la sofferenza negli occhi dei suoi simili e farsene carico, senza curarsi di niente e di nessuno, e badare solo a se stesso.
Sono sempre convinto che la tecnologia (Internet, Blog e Social Network) è una buona ‘antisolitudine’ ed aiuta ad avvicinare le persone e a comunicare fra loro, sempre più velocemente.
Ma dobbiamo imparare a comunicare con il cuore, con la voglia di partecipare davvero alla solitudine di altre persone. La tecnologia ci aiuta (e non è poco), ma sarà per sempre il cuore, finchè l’uomo vivrà, ad essere l’unica linea di congiunzione che regala alle nostre solitudini l’attenzione degli altri.

Intanto sono arrivato in ospedale e di corsa chiedo dove si trova il reparto di ortopedia.
Entrando nella stanza, dove è ricoverato il mio amico (con altre due persone), mi ha colpito, oltre all’evidente contentezza per essere andato a trovarlo, un’infinita solitudine ed una grande tristezza generale.
In quel momento sono stato assalito da un desiderio di aiutarlo e di regalargli un parte del mio tempo!

lunedì 9 novembre 2009

Anniversario caduta del Muro di Berlino

Anch'io partecipo idealmente alla caduta del Muro di Berlino in occasione del ventesimo anniversario!



Oggi la Cancelliera Merkel, Walesa e Gorbaciov celebrano insieme la caduta del Muro.

Alle 15,00, dal ponte della "Bornholmer strasse", si sono svolte le celebrazioni in occasione dell'anniversario. I tre leader hanno attraversato il primo varco che fu aperto nel 1989.

Capi di Stato e di governo presenti a Berlino per le celebrazioni, hanno raggiunto la Pariser Platz, davanti alla porta di Brandeburgo, per assistere al concerto della Staatkapelle di Berlino e del coro della Staatsoper diretta dal maestro Daniel Barenboim. Al termine del concerto, della durata di circa mezz'ora, gli ospiti attraverseranno la porta di Brandeburgo e raggiungeranno Platz des 18 maerz (piazza 18 marzo) dove sono in programma gli interventi della cancelliera Angela Merkel, del sindaco di Berlino e dei rappresentanti dei quattro ex alleati.

domenica 8 novembre 2009

Vivere e scoprire l'Autunno


Ma dove ve ne andate
povere foglie gialle come farfalle spensierate?
Venite da lontano o da vicino da un bosco o da un giardino?
E non sentite la malinconia del vento stesso che vi porta via?

Questa breve poesia di Trilussa interpreta bene l’atmosfera autunnale.

Sono nato il primo giorno d’autunno e forse per questo è la stagione che preferisco.

In questi giorni, camminando in città o nelle strade di campagna, a parte la pioggia, vedo e sento un tripudio di colori, profumi e sapori. L’autunno è una stagione tutta da scoprire e da vivere, nella quale gli alberi e le viti si tingono delle sfumature più calde ed accese del rosso, del giallo e dell’arancione, dopo aver dato alla luce prodotti d’elevata qualità ed eccellenza: le castagne, le mele, i funghi, i cachi e l’uva.















Oltre ad essere la stagione consacrata alla raccolta di questi frutti della terra, l’autunno è il periodo nel quale si rinnovano numerose iniziative legate alla tradizione italiana. In quasi tutte le città si organizzano eventi, sagre e vari mercatini.
Gli appuntamenti principali si concentrano nei fine settimana con l’allestimento di bancarelle per mostrare i prodotti dell’agricoltura, e soprattutto funghi e pregiati vini Novelli, che ormai si possono già stappare.


Sicuramente queste manifestazioni saranno accolte dai cittadini, i quali animeranno, come tutti gli anni prima di Natale, le varie città e borghi italiani.

martedì 3 novembre 2009

Il Club della risata

Ho letto su un settimanale che a Milano è stato inaugurato il Club della risata dove avvengono mensilmente degli incontri divertenti.



Ridendo si possono combattere lo stress e l'ansia della vita di tutti i giorni. Su questa teoria si basa lo yoga della risata, una disciplina di meditazione che unisce la tecnica orientale ad esercizi di autoironia.

Ci si trova in gruppo, e sotto la guida di un maestro si inizia con una fase di riscaldamento: si battono le mani in modo ritmico, respirando profondamente ed effettuando esercizi di stretching.

Poi si entra nel vivo dell'attività con la stimolazione di 13 risate differenti: da quella di cuore, a quella di apprezzamento, a quella del perdono, e così via.
Alla fine ci si sente davvero liberati, felici e carichi di energia.

Forse domani andrò ad iscrivermi a questi incontri. Che ne dite?

giovedì 29 ottobre 2009

Il Fiore di Confucio

A fine ottobre nei prati spuntano all’improvviso splendidi ciuffi di fiori gialli. Sui balconi o nei cortili vedi ciotole piene di fiori bianchi, rosa, gialli o porpora.

Benché abbiano, a volte da lontano, l’aspetto di margherite si tratta, invece, di crisantemi, i fiori preferiti da Confucio.
Fino a pochi anni fa questi fiori avevano una pessima reputazione e una sola destinazione. Non a caso ogni anno, a novembre, ornano i Cimiteri.
In Cina e in Giappone, i crisantemi, coltivati da millenni per la loro bellezza, ornano i templi nelle cerimonie nuziali, perché in Oriente sono considerati simbolo per eccellenza d’amore. Ormai anche da noi entrano nelle case e nelle chiese per feste e matrimoni, ma anche nelle sfilate di moda, proprio come in Estremo Oriente. Oppure vengono scelti come preziosi bouquet da regalare alle signore.
Grazie a nuovi incroci, oggi si trovano in vendita nuove bellissime varietà a margherita, a ragno, a pompon o a fiore di anemone, con incantevoli tonalità di colore.

Le nuove varietà, poco hanno a che vedere con i tradizionali fiori dei morti, ma somigliano sempre più a fiori della vita, come ‘Le immortali glorie d’autunno’, cantate da Confucio 2500 anni fa.

lunedì 26 ottobre 2009

Carlo Bernardi. Pittore solitario del '900

Non sapevo nulla riguardo alla figura e alle opere dell’originale artista trentino Carlo Bernardi, che ha attraversato tutto il Novecento, lontano dai circoli e dalle correnti, contrario al palcoscenico e alle liturgie dell'epoca. Pittore complesso, umile, sdegnoso di riconoscimento ufficiale che non ha mai messo in mostra le sue opere. Il suo patrimonio è rimasto fuori dal mercato ed è custodito gelosamente dalla famiglia e da pochi amici collezionisti.

È stato per caso che l’ho scoperto, precisamente alla Blog Fest di Riva del Garda, tramite una ragazza di Rovereto Valentina Zencher, che ha discusso la tesi di laurea dedicata proprio a ‘Carlo Bernardi. Un pittore trentino del Novecento’.
Una tesi di laurea specialistica in ‘Gestione e conservazione dei beni culturali’, discussa a Trento alla facoltà di Lettere e Filosofia, che ha meritato 110 con lode.
Dal racconto di Valentina, e dopo aver visto alcuni quadri e disegni, ho avuto subito la sensazione, pur non essendo un critico, che ero in presenza di un grande artista.
Le opere, eseguite tra il 1910 e il 1972, sono in tutto 166 (di cui 66 inedite), e raccolgono ritratti, paesaggi, opere devozionali, sacre e simboliche.
Carlo Bernardi è un pittore 'sincero' che occupa un posto a se nel panorama trentino.
La sua pittura non è mai disgiunta dai suoi sentimenti umani, civili e religiosi. Pur avvicinandosi alle correnti artistiche del Novecento, non si è incanalato in una corrente ben precisa.
Egli vuole rimanere ‘solitario’ e non subire alcun richiamo artistico, preferendo impegnarsi in un percorso personale, graduale, originale, maturato e meditato nel corso degli anni. È interprete del paesaggio trentino che descrive gli elementi naturali, senza soffermarsi mai sul particolare.
È anche ritrattista che, con abili tocchi di polpastrello, crea le sfumature del volto e dei contorni.
Mi auguro che Carlo Bernardi venga valorizzato, perché è un artista che merita di essere conosciuto da un pubblico più vasto, sia in Italia che all’Estero.

Comunque, grazie Valentina per avermelo fatto ‘conoscere’.

domenica 25 ottobre 2009

CBM Italia Onlus per la lotta alla Cecità

Vi ricordo ancora che CBM Italia Onlus da 100 anni si occupa di attuare programmi e progetti di prevenzione e cura la cecità e altre forme di handicap fisico e mentale nei Paesi in Via di Sviluppo.
Ad ottobre, in concomitanza con il mese della vista, CBM Italia Onlus lancia una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi a sostegno di un progetto concreto per la lotta alla cecità infantile.

Dal 5 al 31 ottobre inviando sms al 48582 da cellulari privati Tim, Vodafone, Wind e 3 è possibile salvare la vista ad un bambino del Congo e insieme alla vista la vita.
Infatti con 1 euro doni 1 dose di vitamina A sufficiente per prevenire la cecità infantile nell’arco di un anno di vita di un bambino.
La stessa numerazione sarà valida chiamando da rete fissa di Telecom Italia e il valore della donazione in questo caso sarà di 2 euro. Grazie.

giovedì 22 ottobre 2009

Dentista a domicilio

In Italia ormai c’è il boom dei professionisti a domicilio.

In effetti funziona, anche se per ora lo sa solo chi vive nelle grandi città, dove si può chiedere di ricevere a casa qualsiasi cosa, dalla consegna della spesa, al cuoco che cucina a casa vostra, al personal trainer, o all’avvocato che aiuta a risolvere i problemi giuridici dei cittadini.
Nella lista dei servizi a domicilio ci sono le Farmacie che consegnano le medicine a persone anziane ed offrono il sostegno dello Psicologo.


A Milano uno studio medico-dentistico
offre prestazioni recandosi nell’abitazione dei pazienti, che si mostrano molto soddisfatti di questo servizio.

L’altra sera una mia conoscente, avendo difficoltà a muoversi per l’età avanzata, ha accusato un terribile mal di denti.

Ha telefonato al Dentista dello studio ADEC di Milano del Dr. Passaler, che offre questo servizio, (a chi interessa il n° di telefono è: 02.878200 - n° verde 800.10.20.20 oppure ci si può collegare al sito Web: http:www.dentistamilano.com) , il quale è andato direttamente a casa della signora con delle attrezzature trasportabili ed una valigetta, facendo un intervento alla protesi, che si era rotta, in poco tempo.



La signora è tornata a sorridere felice!

Il dentista a domicilio, dopo una visita al paziente, realizza interventi non troppo complessi, tipo estrazioni, piccole otturazioni o protesi e attualmente è chiamato da persone che hanno difficoltà a muoversi (es. anziani, donne in gravidanza, ecc.), o nelle case di cura e nelle case di riposo. Su richiesta va anche a casa delle persone cosiddette ’normali’.

L’Odontoiatra e l’Odontotecnico che l’accompagna sono competenti e gentili, e mettono subito a loro agio il paziente.



Recentemente è stato pubblicato su un settimanale nazionale, un articolo riguardo a questo importante servizio, che sta prendendo ‘piede’ in Italia.