martedì 31 marzo 2009

Caravaggio: La conversione di Saulo a Milano

Tre mesi fa ho potuto ammirare da vicino il capolavoro del Caravaggio, 'La Conversione di Saulo', esposto al centro della Sala Alessi di Palazzo Marino in Piazza della Scala a Milano, protetto da una particolare capsula di cristallo. Mediante questo incontro ravvicinato ho potuto osservare sia i particolari del dipinto, tornati alla luce dopo un recente restauro, sia vedere il retro della tavola in cipresso.
L'opera, attualmente di proprietà della famiglia Odescalchi, è poco conosciuta perché è sempre stata conservata in diverse collezioni private. Si conosce di più la seconda opera, 'La Conversione di San Paolo', dipinta dal Caravaggio nello stesso periodo e visibile a Roma nella chiesa di Santa Maria del Popolo.Commissionata nel 1600 da Mons.Tiberio Cerasi per la sua cappella, la tavola non fu mai esposta, perché era considerata un'opera imbarazzante ai tempi dell'Inquisizione.

Saulo è rappresentato a terra, coperto da una corazza aderente e trasparente da farlo sembrare nudo, sopra di lui il cavallo imbizzarrito trattenuto a fatica dal vecchio soldato.Ha la barba lunga e si copre gli occhi con le mani, per difendersi dalla luce emanata da Dio.In alto un angelo sembra che trattenga a fatica l'impeto di Cristo. Saulo di Tarso, prima della conversione, era un delatore dei Romani, ma poi redento sulla via di Damasco, diventa personaggio chiave del cristianesimo e pertanto è illuminato da Dio. Il gesto di coprirsi gli occhi era interpretato come un rifiuto.Per questi motivi i committenti censurarono il quadro. A Caravaggio non restò che ridipingere una seconda versione completamente diversa dalla prima.
Nella 'Conversione di San Paolo' lo scenario invece è una semplice stalla e i testimoni della vicenda sono il cavallo imbizzarrito, che occupa più della metà del dipinto e un anziano palafreniere che si intravede appena dietro l'animale.Paolo è riverso a terra folgorato dalla luce sopranaturale, ma senza barba e con le braccia aperte e tese come per accogliere la luce di Dio. Molto bello!

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