giovedì 30 aprile 2009

Il Corvo di Salaparuta


Un’antica leggenda Siciliana, nata per spiegare il nome del famoso vino ‘Corvo di Salaparuta’, racconta che in tempi remoti, gli abitanti del paese non riuscivano a dormire per l’insistente gracchiare di un Corvo.

Contadini armati andavano di giorno a caccia del malaugurato uccello, ma senza scovarlo finché, presi dal terrore superstizioso, si rivolsero ad un eremita chiedendogli un esorcismo. Il sant’uomo consegnò loro alcuni maglioli (talee corte di vite) e appena questi furono piantati, il Corvo scomparve. Il suo nome restò legato al vino superbo, prodotto dai grappoli delle nuove viti.

Fu all’inizio dell’Ottocento che il principe Giuseppe Alliata duca di Salaparuta e di Villafranca, decise di impiegare al meglio le uve delle proprie tenute per trarne vini di prestigio. Il figlio del principe, Edoardo, e poi il nipote Enrico (era un filosofo), costruirono il primo baglio (ovvero cantina) nella contrada Corvo di Casteldaccia (PA), facendo arrivare i torchi e addirittura un enologo dalla Francia.
Dopo pochi anni iniziarono ad imbottigliare la famosa serie di vini: il Corvo Bianco, il Corvo Rosato e il Corvo Rosso, i quali hanno avuto nel tempo, tante medaglie, diplomi e riconoscimenti, sia in Italia sia all’estero.


Ho letto in un vecchio libro di mio nonno che con il Corvo Bianco si può preparare un ottimo afrodisiaco, facendo macerare, in un litro di vino, della vaniglia in bastoncini, ginseng, rabarbaro e cannella (30 gr. d’ogni ingrediente). Per 15 giorni la mistura va dolcemente mescolata una volta ogni 24 ore, poi filtrata e completata da 5 gr. di tintura d’ambra (mi sembra difficile adesso trovare alcuni ingredienti).

La dose è di un bicchierino da bersi prima di un incontro galante. Per gli innamorati di una certa età, due…...o tre!

5 commenti:

Angelo azzurro ha detto...

Insomma, questa vecchia ricetta del nonno è un elisir! :)

taoista ha detto...

ahahahahh, non c'é niente da fare, la saggezza e l'esperienza degli antichi é sempre un fare da intenditori.Buon 1°maggio.

Lara ha detto...

Anche a me viene da ridere :D
Quella ricetta messa alla fine del post, andrebbe provata, ma c'è almeno un 1ngrediente che non so proprio cosa sia...
Adesso però conosco la storia dei vini Corvo. Davvero interessante.
Ciao Stefano, Buon 1° Maggio!
Lara

gturs ha detto...

Bello ricordare queste storie, per quanto riguarda il vino afrodisiaco.....non ci resta che provarlo e poi raccontare;)
Ciao, roberta.

cesare ha detto...

Pubblico una rivista gastro-enologica regioonale italiana in Australia, "LA BUONA CUCINA ITALIANA" LA "STORIA" e' cosi' "sfiziosa che ho voglia di pubblicarla sulla mia rivista, con il vostro permesso.
www.cesare-ferraraproductions.com
cordialita'
Cesare