giovedì 14 maggio 2009

I nostri libri: conserviamoli bene

In occasione dell’apertura della Fiera Internazionale del Libro di Torino, mi sono ricordato di quando ero ragazzo ed i miei genitori mi raccomandavano:


‘Conserva bene i tuoi libri, soprattutto quelli importanti, perché, da grande, li apprezzerai di più e saranno per te dei cari compagni di viaggio.’

Queste parole le ho sempre ricordate e seguite, e qualche vecchio libro ancora si può trovare nella mia libreria.






Il libro è un contenitore più o meno piacevole di storie, curiosità, esperienze, avventure, ma pochi si soffermano a considerarlo come un insieme di attività intellettuali, tecniche, artigianali e artistiche di immenso valore.
Il contenuto di un libro può essere riprodotto all’infinito, ma ciò non accade per i suoi elementi costitutivi fondamentali, ovvero: la carta, la legatura e la copertina, che mutano a secondo dell’epoca in cui sono stampati.
Qualcuno pensa che ai tempi di Internet e della Televisione, il libro sia un oggetto superato.
Ma è solo un’illusione!
Internet è uno strumento grandioso (adesso non potrei più farne a meno) per chi deve consultare testi o trovare informazioni, ma la forza del libro è insuperabile e dà alla mente e allo spirito riflessioni ed emozioni che nessuna tecnologia può regalarci. Il libro offre delle garanzie: un autore e un editore, che con nomi e cognomi si prendono la responsabilità di ciò che sta scritto, sono un’autorità e un’autorevolezza che Internet non possiede.
Inoltre l’importanza della corretta conservazione del libro non deve essere sottovalutata. I materiali di cui è costituito sono di natura organica (prodotti vegetali o animali) e quindi molto deperibili col passare del tempo.




Tanti sono i nemici dei nostri libri, tipo tarli, termiti , polvere e muffe, che rendono fragile la carta e si sviluppano in un ambiente a loro favorevole.
Infatti se amiamo veramente i nostri libri dobbiamo seguire alcune semplici regole , che consistono nel far respirare il libro, spolverarlo, metterlo all’aria e alla luce almeno una/due volte l’anno.

Per terminare questa mia semplice riflessione, riporto una frase dell’attuale filosofo, scrittore ed intellettuale, lo spagnolo Fernando Savater, che dice: ‘’Scrivere e leggere è l’esercizio più antico che separa la civiltà dalla barbarie.’

5 commenti:

stella ha detto...

Leggere i libri e scrivere a mano,per non dimenticare come si fa...

Lara ha detto...

Come hai ragione, caro Stefano!
I libri devono sempre esistere, anche il semplice maneggiarli dà un senso di mistero, di gioia.
E' vero che vanno curati perché col tempo si deteriorano. A me un antiquario consigliò, oltre a quello che hai già scritto tu, di mettere tra le pagine diversi foglietti di carta di Eritrea, sai quella che abitualmente serve da bruciare per lasciare un buon odore?
Mi disse che erano anti-tarli e antisettici in genere.

Un caro saluto,
Lara

Angelo azzurro ha detto...

Guai chi tocca i miei libri; ne ho di molto vecchi recuperati dalla soffitta di mio padre, sono molto preziosi per me!
Saluti!

Roberta ha detto...

Post molto particolare!:-)
I libri? Il mio sogno!

lore ha detto...

ciao..sono loredana di "spizzichi"..e a proposito di libri..ti riporto una frase che ho messo anche nel mio blog..
"i libri sono oggetti pieni di mondo..stanno lì', senza muoversi e senza fare rumore e tuttavia pronti..in ogni momento..ad aprire le proprie pagine e a cominciare un dialogo..forte o tenero..pieno di gioia o di malinconia..un dialogo che racconta del passato..che rimanda al futuro..o che guarda all’eternità” (romano guardini)