giovedì 4 giugno 2009

Le vie di uscite dalla crisi

Ieri sono andato all'Agenzia delle Entrate per consegnare il modulo delle imposte Unico di quest'anno. C'era moltissima gente , come al solito!
Mentre aspettavo il mio turno sentivo i vari lamenti delle persone, anche loro in attesa, e le varie ricette da come uscire dalla crisi attuale. Uno diceva di tassare le prostitute, un'altro le biciclette,
un'altro ancora i politici che non rendono.

Ad un certo punto, dopo varie battute e litigi sui parlamentari attuali e sulle prossime votazioni, si intravede in mezzo la fila un distinto signore anziano con barbetta, il quale propone di tassare tutti i gabinetti d'Italia, sia dei centri commerciali che quelli dell'autogrill.
L'idea non era sbagliata, però faccio presente a questo signore che già ai tempi dei Romani questa tassa era in vigore. Non l'avessi mai detto! L'anziano signore si avvicinò sgridandomi, poi spiegò che essendo un professore di lettere in pensione, nell'attesa avrebbe raccontato la storia vera di Vespasiano. Con pazienza tutti abbiamo fatto finta di ascoltarlo.

''Fra le tante tasse che Vespasiano impose per risanare le finanze dell'impero romano, ci fu quella sulla pipì. Nella maggior parte delle case di Roma non esistevano latrine. Ce n'erano 145 pubbliche e altre gestite da privati. Questi ultimi vendevano le urine , da cui si ricavava l'ammoniaca, ai conciatori di pelle e pagavano per questo una imposta simile all'IVA.
Vespasiano, rimproverato dal figlio Tito per quel genere di tassa , gli mise sotto il naso il denaro riscosso dal primo pagamento domandandogli se avesse cattivo odore.
Poiché quello diceva di no, soggiunse: Questo denaro non puzza, eppure viene dall'urina.''



Finita la storiella mi accorgo che la fila era diminuita e che poco dopo finalmente era il mio turno.
Riflettendoci dico che questi sono gli italiani che fanno con pazienza le file alla posta, in banca, in comune, ecc., ma li dobbiamo ringraziare questi personaggi perché, chiacchierando, ti fanno arrivare allo sportello senza nessuna fatica e stress.

Grazie di cuore professore!

5 commenti:

evergreen ha detto...

La pazienza degli italiani è infinita. Peccato che se ne siano accorti tutti! E così medici, impiegati dell'Agenzia delle entrate, politici, farmacisti, impegati delle Poste ecc., ecc. ne approfittano!

Angelo azzurro ha detto...

Io questa mattina ho fatto coda alla posta, ma non mi sento di sparare sugli impiegati che lavorano, è il sistema che dovrebbe essere organizzato diversamente:più persone allo sportello= meno code!

Simona ha detto...

....e perchè quando trovi quelli che con file interminabili allo sportello escono e vanno a prendere il caffè??? Sarà ma io dove lavoro non ha neanche pausa pranzo e se riesco mangio qualcosa alle 16.00. Comunque in gamba il professore!

serenella ha detto...

Ciao Stefano, carino assai questo quasi anedotto. Quando c'è una fila leggo, ma io leggo ovunque...
Mi dispiace non passare spesso da te per due chiacchiere. Ti devo mettere nella schermata dei blog, così non mi dimentico di te.
A presto!

pasticcino ha detto...

Ciao Stefano,
e meno male che ci sono ancora persone che, anzichè imprecare per la coda, spesso anche pesantemente, trovano il modo di scambiare 4 chiacchiere e magari arricchire la cultura di qualcuno!!

un abbraccio ^_^