lunedì 19 ottobre 2009

Visita a tre antichissimi Eremi

L’Italia è stata nel passato luogo in cui sono vissuti tanti Eremiti.
Avete mai visitato un Eremo? Io sì!
Domenica scorsa, per curiosità, ne ho visitato addirittura tre, fra i più importanti del Trentino: l’Eremo di S. Apollinare e di S. Paolo ad Arco e l’Eremo di S. Romedio a Sanzeno.

L’Eremo di S. Apollinare
si trova a circa un chilometro da Arco, percorrendo la strada di Prabi verso Dro, trasformato in edificio sacro nell’anno mille e serviva a dare asilo, oltre agli eremiti, anche ai pellegrini che tornavano dalla Terrasanta.




Al suo interno un ciclo stupendo d’affreschi che riproducono Santi e personaggi della Cristianità. Una tettoia esterna protegge un altare più recente ed altri affreschi del 1400, tipo un Crocefisso, dipinti da pittori anonimi.

L’Eremo di S. Paolo s’incontra a circa tre chilometri da Arco, proseguendo la stessa strada di Prabi, ma ad un’altezza di circa 100 metri, come sospeso. Fra i vecchi lecci spicca l’antichissimo fabbricato (XII sec.) che ospitava l’eremita.
Nato nell’incavo di una sottoroccia calcarea, era all’inizio un eremo minimo, con il soffitto affrescato e su una parete c’è l’affresco della Conversione di San Paolo caduto da cavallo, mentre nell’altra una raffigurazione dell’Ultima Cena.


La costruzione segue il movimento dei ‘’liscioni’’ a strapiombo del sottoroccia ed all’interno c’è anche un piccolo altare.
Ingranditosi nel tempo (3 locali), una stanza ospitò per secoli gli eremiti, addirittura fino ai giorni nostri. Si racconta che l’ultimo eremita sia morto l’anno scorso e che durante l’ultima guerra, la sua stanzetta segreta diede rifugio agli abitanti del posto, durante i bombardamenti.

L’Eremo di S. Romedio, le cui origini risalgono al VII sec., è celebre perché è legato alla leggenda di San Romedio, il Santo con l’orso e sorge in vetta ad un precipizio isolato, dentro una valle cupa e romantica, nella zona dell’Alta Valle di Non, e ha conservato nel tempo il suo carattere primitivo; il suo fascino richiama costantemente folle di visitatori.
Il complesso è formato da diverse cappelle accavallate sulla roccia, in cui nell’ultima, detta di San Romedio, si trova l’eremo con le reliquie del Santo.





Su tutte le pareti delle cappelle ci sono affreschi dell’anno mille o tardobizantini.
Per concludere la faticosa e sudata visita dei pellegrini (oltre 130 gradini per salire in alto), i Frati Francescani hanno fatto costruire nel 1988, ai piedi della roccia, un ampio recinto, che permette un’esistenza libera agli Orsi bruni, dal folto pelame e dal corpo tozzo e forte.
Così la gente li può ammirare da vicino, soprattutto i bambini che fanno una gran festa.

Questi Eremi meritano una visita particolare, perché sono diversi dalle solite Chiese e Santuari e nel frattempo si è obbligati a fare lunghe passeggiate per raggiungerli.

3 commenti:

Simona ha detto...

Grazie...Stefano...per questa favola sugli Eremi di cui non sapevo nulla...
A presto

Angelo azzurro ha detto...

Un bel suggerimente per una gita domenicale. Grazie

Anonimo ha detto...

Ho visitato soltanto il Santuario di S.Romedio.
Andrò ad Arco.
Ciao, Vale