sabato 28 novembre 2009

San Giovanni Battista di Leonardo, a Milano

Ieri sono andato a visitare a Milano la mostra di un famoso quadro di Leonardo.




Dal 27 novembre al 27 dicembre 2009 la sala Alessi di Palazzo Marino, ovvero il Palazzo Comunale di Milano, ha riaperto le porte al pubblico per un altro straordinario evento, riproponendo, come per la precedente edizione dedicata a Caravaggio, una mostra monografica di altissimo livello.
Promossa e organizzata da ENI e dal Comune di Milano in collaborazione con il museo del Louvre, la Mostra: Leonardo a Milano. Dal museo del Louvre a Palazzo Marino esposizione straordinaria del San Giovanni Battista di Leonardo da Vinci, offrirà al pubblico gratuitamente, per un intero mese, l’opportunità di un confronto diretto e approfondito con un grande capolavoro leonardesco.

Il prestito del San Giovanni Battista si inquadra nell’ampia collaborazione instaurata tra ENI, Comune di Milano e il Museo del Louvre che vede la città di Milano nuovamente protagonista, un anno dopo la Conversione di Saulo del Caravaggio, di un’esposizione di assoluto valore, aperta al pubblico.

Il San Giovanni Battista è una delle opere più enigmatiche eseguite da Leonardo da Vinci e segna il culmine della sua produzione pittorica.
San Giovanni Battista si trovava già terminato nello studio di Leonardo, nel 1517, a Cloux in Francia, dove il maestro trascorse gli ultimi anni della sua vita. In Italia giunse solo una volta, sempre a Milano, nel 1939, in occasione di una mostra dedicata a Leonardo stesso, per poi fare ritorno in Francia.

Il dipinto raffigura San Giovanni Battista giovane, cioè senza né barba né baffi, come si è soliti vederlo ritratto. L’iconografia del Battista giovane è particolarmente legata a Firenze dove il Santo era patrono della città. La tavola molto probabilmente risale al periodo compreso tra il secondo soggiorno fiorentino e l’ultimo milanese, tra il 1505 ed il 1510.

La sua prima menzione documentaria si ha da parte di Antonio De Beatis, segretario del cardinale Luigi d’Aragona, che scrive di averlo visto nel 1517 nello studio di Leonardo, a Cloux. In seguito un discepolo di Leonardo, soprannominato Salaì, pseudonimo di Gian Giacomo Caprotti, riporta il dipinto a Milano. Dopo la morte del discepolo il quadro torna in Francia per poi passare in Inghilterra. Verso il 1630 è citato a Londra nelle raccolte di re Carlo I, che furono messe all’asta nel 1649, dopo la sua esecuzione capitale. Fu quindi acquistato dai francesi Cruso e Térence, giunse nella raccolta di Everhard Jabach, collezionista tedesco che, tra il 1662 e il 1671, contribuì alla costituzione dei fondi del Louvre. Questi, infatti, vendette il quadro agli agenti di Luigi XIV probabilmente tra il 1660 ed il 1662, dalle raccolte del quale passò definitivamente al Museo parigino.


Il soggetto raffigurato, avvolto da un’ombra morbida, presenta nel volto l’espressione di una bellezza ideale, ambigua ed indeterminata. Nonostante il dipinto rappresenti un soggetto sacro, ed abbia una funzione devozionale, l’originalità della sua iconografia ha spinto la critica moderna ad interpretazioni psicoanalitiche e persino erotiche.
Nella rappresentazione grafica dei capelli, morbidamente inanellati, Leonardo utilizza la tecnica da lui impiegata nei disegni-studio su vortici e spirali del moto d’acqua. Nel dipinto l’uso dello sfumato diventa più profondo e avvolgente, con particolari effetti chiaroscurali ottenuti attraverso una serie di velature, che Leonardo usa per definire le parti in ombra del corpo del Battista. Da notare quel dito puntato all'insù che indica l'Altissimo, ovvero il Paradiso.
Già nel Cenacolo, Leonardo aveva dipinto tantissime dita.

Il San Giovanni Battista è un quadro che raffigura l’uomo e la natura e oltre a questo cerca di dipingere ciò che non può essere raffigurato, grazie a suggestioni culturali che in esso sono sottintese e che oggi il nostro occhio non sa più leggere.
Leonardo cerca di rappresentare oltre al visibile, anche una serie di altre suggestioni, offrendo una rappresentazione ai limiti del reale.

Consiglio di andare a visitarlo, se passate a Milano.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Anch'io l'ho visitato.La tavola me l'aspettavo più grande. Comunque è molto bello.
Hai fatto una bella descrizione. Mi è servita per
capire meglio il quadro.
Grazie e ciao
Elena

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Descrizione veramente dettagliata,grazie dell'informazione.Ti auguro una buona domenica,saluti a presto