mercoledì 24 febbraio 2010

La vera storia della Monaca di Monza

La settimana scorsa sono andato a visitare la mostra ''La Monaca di Monza'' che si svolgeva al Castello Sforzesco di Milano.
La mostra ripercorreva la vita di Marianna de Leyva, ovvero suor Virginia, e a noi tutti nota come la Gertrude dei Promessi Sposi.


La sua storia è emblema di un tema ben più vasto, quello della condizione femminile nella prima età moderna. Figure di donne private della libertà di scegliere il proprio destino – Anna Bolena, Lucrezia Borgia, Pia de’ Tolomei, Isabella Orsini – protagoniste di intense opere dell’Ottocento introducono il percorso espositivo, aprendo a una sezione sulle monacazioni forzate come fenomeno socio-economico di forte ricaduta sociale, nonostante l’opposizione della Chiesa.

Su tutte queste donne si erge la “grande peccatrice”, costretta a farsi monaca, protagonista di una storia privata che si intreccia con la vita e la cultura della Milano del Seicento. Testimonianze storiche sulle famiglie da cui discese, i de Leyva e i Marino – proprietari di Palazzo Marino, ora sede del Comune di Milano – le strazianti pagine della deposizione e della sentenza di condanna a essere “murata per sempre”, contenute negli Atti processuali, eccezionalmente esposti al pubblico, la contrizione e il pentimento consegnati al carteggio con Federico Borromeo rappresentano la drammatica voce della verità storica.

A essa si sovrapponeva, nella seconda parte della mostra, il racconto letterario e figurativo della Monaca.
Straordinarie prove pittoriche di diversi artisti dell’Ottocento, dal dignitoso dolente distacco dell’opera di Giuseppe Molteni, all’intimo e delicato “ritratto” di Francesco Hayez, allo scomposto sussulto con il quale Mosè Bianchi descrive un’inquietudine mai realmente trattenuta, ne rivelano il turbamento interiore.
Gertrude è stata poi soggetto privilegiato di alcune tavole delle diverse edizioni illustrate del capolavoro manzoniano: in mostra sono presentati i delicati disegni di Francesco Gonin per l’edizione del 1840, gli splendidi disegni di Gaetano Previati, fino ad arrivare alle proposte di De Chirico e Treccani.
Questa mostra è stata veramente interessante . Peccato che ormai non si può più visitare, perchè è finita il 21 febbraio scorso.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Anch'io l'ho trovata interessante, anche perchè alcune cose non le sapevo!
Ciao, Laura

Anonimo ha detto...

Di chi è il quadro bellissimo di Anna Bolena? Lo sto cercando da un sacco ma non riesco a trovarlo! Grazie mille!