giovedì 6 maggio 2010

Il caso Sindone non è chiuso


Domenica scorsa papa Benedetto XVI ha visitato la Sacra Sindone, esposta nel Duomo di Torino fino al 23 maggio. Tanti si chiedono ancora oggi se la Sindone è il vero lenzuolo che avvolse il Cristo, come dicono i Vangeli, oppure è un'icona, una reliquia o un sacro falso.
Alcuni storici e studiosi dicono che sia un falso ed hanno scritto libri per mettere in dubbio l'autenticità del Santo Sudario.

Il matematico Odifreddi lo sostiene, sulla scia di due saggi dedicati all'argomento: "E l'uomo creò la Sindone" del prof. Vittorio Pesce Delfino (Dedalo 2000), e "Processo alla Sindone" del Chimico Prof.Luigi Garlaschelli (Avverbi, 1998).

Per il primo studioso, la Sindone venne riprodotta scaldando un bassorilievo metallico a 220 gradi; per il secondo sul sacro telo venne aggiunto del colore.

Odifreddi cita anche le analisi al Carbonio 14 condotte da tre università indipendenti, Oxford, Tucson e Zurigo, che datano la confezione della tela tra il 1260 e il 1390.
E non dimentica il memoriale inviato nel 1389 dal vescovo di Troyes a papa Clemente VII in cui si diceva che il telo comparso per la prima volta nel 1353 era "artificiosamente dipinto in modo ingegnoso.

Monsignor Ghiberti risponde a Odifreddi sottolineando "la funzione di segno comunque svolta da quell'oggetto, qualunque cosa (si) possa pensare della datazione della sua origine e della modalità di formazione della sua immagine.
Dice il presule: "Se chi guarda ha la fede, nasce un sentimento spontaneo di interesse affettuoso per un oggetto testimone di un evento tanto importante per la sua vita".

Una linea argomentativa che rimanda alle parole di Benedetto XVI durante la sua visita di domenica a Torino: papa Ratzinger ha parlato significativamente di "icona" e non di reliquia. Segno che qualche dubbio sull'autenticità alberga anche in Vaticano.

Lasciamo da parte la dimostrazione scientifica di Garlaschelli sulla riproducibilità della Sindone, e concentriamoci in conclusione sul ragionamento dello storico Mauro Pesce, il quale per rispondere alle domande sull'autenticità cita i Vangeli di Marco, di Luca, di Matteo e di Giovanni, oltre a una serie di altri testi del primo cristianesimo.

I Vangeli in particolare parlano in modo diverso di un lenzuolo o di teli con cui venne avvolto il corpo di Gesù, nessuno dice che su quel lenzuolo c'era traccia del corpo di Cristo.
Pesce invita a riflettere anche su un altro dato: "Il cristianesimo primitivo non aveva bisogno alcuno di un lenzuolo con un'immagine di Cristo impressa. Il bisogno di statue, di oggetti e immagini sacre era invece caratteristico della religiosità cosiddetta pagana di allora. Anche se i cosiddetti pagani sapevano bene che le loro statue non coincidevano con la divinità che rappresentavano". Per il cristianesimo primitivo, come spiega bene la prima lettera ai Corinzi di Paolo (scritta nella prima metà degli ani Cinquanta del I secolo), "la fede consiste nel credere in Gesù Cristo, morto per salvare gli uomini dai loro peccati, e nella sua resurrezione. Il credere comporta un'adesione interiore, una disposizione ad accettare il perdono offerto da Dio mediante la morte e risurrezione di Cristo... Nessun oggetto sacro ha funzione alcuna nella fede protocristiana, nessuna forma di pellegrinaggio, di venerazione o contemplazione di immagini". E allora perché, si chiede Pesce, oggi la chiesa cattolica, pur con tutte le cautele scientifiche, pone così grande enfasi su un oggetto come il Sacro lino?

Per me è soltanto una questione di devozione dei credenti e anche perchè rappresenta il mistero della Passione di Cristo.

Comunque il caso Sindone non è ancora chiuso!

3 commenti:

fra vincenzo del sacro volto ha detto...

Sono Fra Vincenzo, al secolo Masini Luigi , dei Frati Minori Rinnovati dal marzo 1988.
Vedovo dal 1982 con tre figli.
chiedo la possibilità di comunicare con voi per poter diffondere il più possibile l’autenticità della Sindone e l’ambiguità della “datazione” del carbonio 14.

Personalmente ho avuto una visione e locuzione notturna, che poi si sono dimostrate profetiche.
Il prelievo dei campioni sindonici fu il 21 aprile 1988 e il 18 maggio dello stesso anno, nella notte, il Buon Dio si degnò di dire a questo peccatore :

“Custodisci il mio abito talare perchè viene sporcato” .

L’immagine che vedevo era costituita da un alta e sottile torre.
Su in cima sventolava la Sacra Sindone originale e tutto il mondo l’am'paolo.vittore@fastwebnet.it'mirava.
Ma, sul prato inglese, dove sorgeva l’alta torre,vi erano, nei due lati avanti a me, due archi di bronzo per frecce puntati contro la Sindone.
Un terzo sembrava essere dietro la torre tra i cespugli. Nessuno sosteneva questi archi .
Ne parlai immediatamente con i superiori, ma non insistetti perchè ero con loro da poco tempo, avevo 58 anni e il limite di età per essere ammessi all’ordine è normalmente di 36 anni.
Quando in autunno i “carbonisti” dichiararono falsa la Sindone, considerando la profetica richiesta del Buon Pastore di custodire quel suo inestimabile documento della nostra redenzione, chiesi più volte di rivivere detta visione sotto ipnosi.
Mi è stato permesso due volte , l’ultima volta nel 2004, ma l’ipnosi non è mai riuscita.

Racconto tutto ciò perchè la nostra fede in Dio- che ci ama concretamente- e interviene nella nostra storia, si rafforzi in noi.
A 2000 anni di distanza il buon Dio fa avere alla sua Chiesa cattolica-apostolica- romana, il documento irrefutabile della nostra redenzione.
Detta Sindone sembra ambita dal British Museum artefice della cosiddetta”datazione” al Carbonio 14.
C’era forse l’intenzione di dichiararla falsa per poterlo eventualmente acquisirlo per il museo londinese?
Di questo prezioso documento nessun museo ne è degno, ma solo la sua Chiesa!
Umilmente consiglio agli autori di quella farsa di chiedere perdono al buon Dio che è sempre misericordioso e sempre perdona.

Per ulteriori dati potete vedere su you tube “arte e cultura” custodisci il mio abito talare. Fra Vincenzo

Pace e bene a tutti voi!
Fra Vincenzo del Volto Santo

Fra Vincenzo del Volto Santo
FMR Frati Minori Rinnovati
Via alla Falconara 83
90136 Palermo
tel.091-6730658
fmrpalermo@libero.it
milioregioacchino@tiscali.it
Loredana-masini@libero.it

Grazie per la vostra attenzione.
Fra Vincenzo del Volto Santo

Stefano ha detto...

Ringrazio Fra Vincenzo del Volto Santo
per l'utile precisazione ed il relativo commento
riguardo alla Sacra Sindone.
La saluto cordialmente
Stefano

Laura ha detto...

Anche per me la Sacra Sindone è questione di fede.