giovedì 27 maggio 2010

Il Planetario di Milano

Martedì scorso ho partecipato ad una conferenza sull'Astronomia dedicata alle stelle e agli astri, che si è svolta a Milano per gli 80 anni del Planetario.


Il Civico Planetario fu inaugurato il 20 maggio 1930. Donato il 10 luglio 1929 alla città di Milano da Ulrico Hoepli, si trattava del secondo Planetario costruito in Italia: nel 1928 era stato inaugurato quello di Roma, che ebbe però vita travagliata ed un'attività saltuaria; da parecchi anni è definitivamente chiuso.Fondatore dell'omonima casa editrice specializzata in pubblicazioni tecnico-scientifiche, l'attenzione di Hoepli per l'astronomia non era certo casuale od occasionale. Già da anni Hoepli pubblicava i lavori dell'Osservatorio Astronomico di Brera e nel 1929 aveva iniziato la pubblicazione delle opere del celebre astronomo Giovanni V.Schiaparelli.

L'edificio del Planetario fu progettato in stile neoclassico dall'architetto Piero Portaluppi (1888-1967), autore di alcuni importanti progetti nella Lombardia del tempo, e sorse in un'area dei giardini pubblici di Porta Venezia offerta dal Comune di Milano.La costruzione è a pianta ottagonale e ricorda il Pantheon di Roma. All'esterno, una scalinata, al termine della quale si innalzano quattro colonne che reggono un timpano, immette nell'atrio con la biglietteria e una piccola esposizione di meteoriti.

Dall'atrio si accede alla sala circolare di proiezione, con al centro lo strumento planetario, sormontata da una cupola semisferica. Le sedie girevoli per il pubblico, modello Tonet, risalgono in gran parte agli anni '30. Il conferenziere parla dalla postazione di comando alla sinistra dell'ingresso della sala.
L'intera superficie interna della cupola, rivestita da pannelli di alluminio forato, costituisce lo schermo di proiezione. I fori servono a migliorare la diffusione acustica. Il profilo dei pannelli intagliati alla base della cupola riproduce le sagome degli edifici all'orizzonte di Milano come apparivano negli anni '30 dai giardini di Porta Venezia.

L'edificio è attrezzato con uno strumento planetario Zeiss modello II, che proietta l'immagine del cielo stellato sullo schermo costituito dal rivestimento interno in tela dell'intera cupola. Nella sala circolare alla base della cupola, del diametro di quasi 20 metri, possono assistere alle proiezioni circa 320 persone.

Dal 1999 iniziò un'opera di potenziamento e aggiornamento del sistema multimediale che continua ancora oggi. Vennero installati nuovi computer, videoproiettori e altre attrezzature. L'Istituto commissionò inoltre la realizzazione di software di controllo del sistema multimediale sviluppato appositamente per le esigenze del Planetario. L'acquisizione più recente è un proiettore laser per effetti speciali.


Oggi il Planetario di Milano è il più grande esistente in Italia e quello con l'attività più intensa (oltre 100.000 presenze all'anno). Nei suoi ottant'anni di storia è stato visitato da un pubblico complessivo valutabile in circa 5 milioni di persone.
Se passate da Milano, è veramente interessante andare a visitarlo oppure per trascorrere una bella serata sotto le stelle!

2 commenti:

gturs ha detto...

Un saluto dalla terra dei Cassini, famiglia di astronomi;))
Roberta.

Stefano ha detto...

Cara Roberta
Grazie dei saluti, che ricambio volentieri.
E' vero! L'astromo Gian Domenico Cassini era Ligure e credo anche qualche suo discendente.
Ciao, Stefano