martedì 12 ottobre 2010

La doppia identità

La settimana scorsa sono stato ancora alcuni giorni a Venezia perchè Domenica è stata battezzata la mia nipotina Sofia nella Chiesa del Redentore alla Giudecca.
Avendo bisogno di un medico per farmi prescrivere una ricetta di un farmaco, mi hanno consigliato di andare dal medico dei turisti. In sala d'attesa alcuni pazienti raccontavano che ''il dottore'' era il loro medico di famiglia, bravo ma di colore nero ed 'extracomunitario'.



Appena entrato nello studio del medico (ero l'ultimo), vedo un bel faccione nero, bonario e sorridente, incorniciato da una barba quasi bianca e da capelli crespi brizzolati, un fisico massiccio tipico di chi ama le lasagne e la polenta.
Ho chiesto cortesemente di farmi una ricetta del farmaco, dicendogli che, essendo turista, appartenevo ad un'altra ASL. Il medico, vedendo che dopo di me non c'era nessuno, mi ha pregato di sedermi  per chiedere alcune notizie e da quale regione venivo. Dopo i soliti convenevoli, mi ha raccontato anche la sua storia.

''E' da 30 anni che sono in Italia e quando indosso il camice bianco sono 'il sior dotor', ma quando sono fuori dall'Ospedale dove lavoro, o dal mio studio, sono un 'negro'.
Il mio dramma è vivere questa doppia identità''.


Poi  ha delle storie comiche da raccontarmi. Comiche  perchè lui ha imparato a sorriderne, anche se sarebbero tristi. Come quella volta che il vecchio parroco era ammalato aveva chiamato il medico e quando
lui aveva suonato al portone della canonica, la perpetua si era affacciata alla finestra e vedendo un nero gli aveva detto quasi arrabbiata: ''Per l'elemosina devi rivolgerti alla Caritas che è 50 metri più avanti''.
''L'ironia è l'arma più innocente che si possa usare per mettersi in rapporto con gli altri'', dice il medico, ''e naturalmente l'autoironia, perchè se prendi in giro solo gli altri, si offendono''.

Dopo la lunga e amichevole conversazione, me ne sono andato ringraziandolo e promettendogli che la prossima volta che passo da Venezia, andrò volentieri a trovarlo.
Da questi racconti emerge, secondo me, uno spaccato della storia recente dell'immigrazione in Italia che sta a metà strada tra imbarazzo e razzismo, anche se ero a Venezia, città cosmopolita! 
Ne sono rimasto veramente scosso!

4 commenti:

Alive2 ha detto...

Anche da noi c'è un bravo medico del Congo. Oltre a essere iscritto all'albo dei medici e fare volontariato eppure il suo studio spesso è vuoto. Speriamo sia solo perchè stiamo tutti bene :-)
Grazie aver sollevato il problema.
Domanda: scusa l amia ignoranza sul golf ma cos'è il double bogey?
Alby

Stefano ha detto...

Double bogey è un calcolo per attribuire dei punti e vuol dire che un giocatore ottiene 0 punti se conclude la buca con un punteggio di due colpi in più rispetto al par della buca.
Il par è il numero dei colpi che un giocatore esperto dovrebbe totalizzare per mandare la palla in buca.
Comunque vi posso assicurare che, secondo me, il golf è uno degli sport più difficili.
Grazie a voi e ciao.
Stefano

Alive2 ha detto...

Io in matematica ero una schiappa... per cui nel golf mi ci troverò benissimo.
Grazie.
Alby

Stefano ha detto...

Nel golf non ci vuole una mente matematica,ma strategica. Tanto il punteggio, nelle gare, viene fatto dagli arbitri. Sono più difficili le regole ed le altre cose. A me serve praticarlo anche per fare delle lunghe passeggiate nel percorso, mentre giochi in silenzio. A presto.
Stefano