martedì 9 novembre 2010

Amarcord: I ragazzi di Via Venini

Ogni volta che mio figlio maggiore ritorna a Milano, non viene subito a casa mia, ma và direttamente a trovare i vecchi amici della fanciullezza in Via Venini.


Perchè? Ve lo spiego subito!

Siamo a Milano negli anni Settanta. E' il periodo delle contestazioni studentesche e lotte operaie.
Da Piazzale Loreto partono tutti i cortei, soprattutto al sabato, per arrivare a Piazza Duomo.

In una via parallela a Corso Buenos Aires, ovvero la Via Venini, che parte da Piazzale Caiazzo ed arriva fino a via Popoli Uniti, esiste una delle poche isole felice dove sono nati, e alcuni ci vivono ancora, i cosidetti ''ragazzi della Via Venini''.

Il gruppo di ragazzini, che abita in quattro palazzine diverse ma con il ''Cortile ed il Giardino'' in comune, si incontrano lì ogni pomeriggio e giocano insieme,  fino a quando il portiere dello stabile, ''il Signor Marcon'' chiude la portineria e grida di tornare nelle proprie case.
Quando diventano adolescenti e liceali, si riuniscono anche la sera tardi, soprattutto in primavera/estate, attorno al ''trespolo'' ovvero sui ferri delle balconate che delimitano l'entrata dei garages e cantine, raccontandosi i vari problemi quotidiani.



Il gruppo si muove tra primi amori, gelosie, invidie, rivalità, bocciature, per poi entrare in contatto con tematiche più adulte come: la droga, l’aborto, l’usura, lo sfruttamento degli extracomunitari, la violenza negli stadi, ed altre problematiche di quel periodo.
Nonostante alcuni abbiano dei soprannomi, i “ragazzi della Via Venini” sono giovani normali, la maggior parte appartenenti alla media borghesia, privi di hobby particolari, che si esprimono in gergo giovanile e fanno gruppo compatto quando c’è da aiutare un amico.
Anche se sono passati ormai diversi anni, ricordo bene i nomi di questi ragazzi, perchè li ho visti nascere,  sono quasi tutti sposati e sono diventati dei professionisti, (managers, ingegneri, avvocati, medici, commercialisti) ma sono rimasti ancora molto uniti. Alcuni nomi che ricordo sono:

Pierluigi detto Pigi, Andrea detto Boccia, Luigi  e Giacomo suo fratello, Giansalvo detto Giansi, Marco detto Sì Bè, i due fratelli Ezio e Umberto, Daniele, Roberto detto Roby e le sorelle, Federico, Sara, Simona, ed altri.

Ricordo anche con affetto i loro genitori, che li incontravo, soprattutto al Sabato, nel ''Cortile'' o davanti la Scuola.

Bè, ormai son passati più di quindici anni, ma il ricordo è ancora vivo!
Per questo non dico niente a mio figlio se, prima di venire da me,  passa dalla ormai famosa Via Venini.

3 commenti:

Arci ha detto...

scusi tanto, cercando "via Venini" sono capitato in questo post.
Approfitto per chiederle in che condizioni sia oggi la strada. Come padre mi capirà: mia figlia (dell'isola d'ischia ma studentessa a Milano) vorrebbe andare ad abitarci.
Può dirmi qualcosa?

Stefano ha detto...

Caro Arci
La via Venini a Milano è ancora adesso una buona strada per viverci. La Metropolitana è vicina.
La strada si trova tra la Stazione Centrale e Piazzale Loreto, quindi è una zona semicentrale.
Ciao, Stefano

Anonimo ha detto...

Sono molto d'accordo con il post precedente. Io ci vivo da due anni e mezzo. Oltre ad essere sevitissima dai mezzi pubblici, è ricchissima di esercizi commerciali di ogni tipo. Mi sembra anche che non ci siano particolari problemi di sicurezza.
Ciao
Andrea