lunedì 15 novembre 2010

Il Teroldego

L'origine del Teroldego, principe dei vini Trentini, si perde nella notte dei tempi, anche se alcune caratteristiche biochimiche lo farebbero imparentare al Marzemino, facendolo derivare dalle lontane contrade dell'Asia Minore, dagli Etruschi, dai Cembri ed infine dai Romani.
Sembra comunque che Augusto avesse una predilezione per i vini di Tridentum (Trento), quando fu assunta al rango di città romana.



E' certo, tuttavia, che l'origine del nome deriva da un toponimo: quella località Teroldeghe nella Piana Rotaliana, situata a 10 km da Trento, tra i comuni di Mezzolombardo, Mezzacorona e San Michele all'Adige, e presente in numerosi atti notarili, fino dal 1480, quando, in un atto di compravendita, si cita un pagamento di "due brente di vino Teroldego".

Indubbiamente più vicina alla leggenda è, invece, la tesi che vuole il nome derivato da Tiroler Cold, ''l'oro del Tirolo'', così come il vino veniva chiamato alla corte di Vienna.

Il Teroldego ebbe momenti splendidi durante la reggenza del cardinale Bernardo Clesio, all'epoca del famoso Concilio di Trento. Il Teroldego era chiamato il ''vin dei Siori'' ovvero il vino dei Signori.

La vite è una varietà unica al mondo e ha la caratteristica di crescere e dare i suoi frutti migliori solo nella Piana o Campo Rotaliano. Se, infatti, viene messa a dimora in altre zone, pur con lo stesso sistema di impianto, di cure colturali, di irrigazione, produce risultati deludenti e completamente diversi.
Fondamentale per le caratteristiche del vino è la composizione del terreno, formato dai detriti alluvionali del fiume Noce, e la particolare insolazione estiva, data dalle grandi pareti rocciose che, come specchi ustori, chiudono la Piana.
Il Teroldego è il vino ideale per l'invecchiamento, se ben conservato può esprimere al meglio le sue caratteristiche anche dopo 10 anni di cantina. Chi non lo conosce, deve provare a berlo!

2 commenti:

riri ha detto...

Proverò a berne un goccetto:-) Un saluto..girovagando nel web (da Lara):-)

Stefano ha detto...

Grazie a Riri e a Lara
Ciao Stefano