venerdì 29 gennaio 2010

I giorni della merla

I cosiddetti giorni della merla sono, secondo la tradizione, gli ultimi tre giorni di gennaio, ovvero il 29, 30 e 31, e sono considerati i giorni più freddi dell'anno.



Il nome deriverebbe da una leggenda secondo la quale, per ripararsi dal gran freddo, una merla e i suoi pulcini, in origine bianchi, si rifugiarono dentro un comignolo, dal quale emersero il primo giorno di Febbraio, tutti neri a causa della fuliggine. Da quel giorno tutti i merli furono neri.

Si dice anche se i tre giorni sono freddi, la Primavera sarà bella, se sono caldi la Primavera arriverà tardi.

Inoltre le leggende intorno a questa tradizione sono molte tra cui, oltre a quella che quasi tutti conoscono, c'è quest'altra:

''Due merli dalle candide piume, maschio e femmina , si ripararono per il freddo in un camino. Non avendo nulla da mangiare il maschio decise di uscire per cercare qualcosa. Dopo tre giorni tornò e trovando un uccello nero come il carbone, non riconobbe la sua merla e tornò indietro per cercarla. La merla, annerita per la fuliggine, nel frattempo morì di fame''.

Speriamo che questi tre giorni di Gennaio 2010 rispettino la tradizione!

mercoledì 27 gennaio 2010

Addio a Claudia Gian Ferrari

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Essendo un volontario del FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano), voglio ricordare con grande commozione e gratitudine, all'indomani dei funerali, la sig.ra Claudia Gian Ferrari, famosa collezionista di opere del Novecento Italiano, tenace protagonista della vita culturale italiana e testimone appassionata delle arti e della bellezza. La conoscevo bene perchè veniva spesso a Villa Necchi Campiglio di Milano a guardare i quadri da lei donati alla Villa.


Era anche una storica dell’arte milanese, figlia dell’ancor più celebre Ettore Gian Ferrari, il quale dal teatro d’avanguardia, sua prima passione, con l’Arcimboldi, nel 1936 apre a Milano la sua galleria in via Clerici, e diventa il fautore del ruolo del gallerista, proponendo con geniale intuizione l’Ufficio Vendite alla Biennale di Venezia nel 1942.
Ettore è stato, nella prima metà del Novecento, uno dei principali protagonisti della scena culturale cittadina e nazionale e, grazie ad un’incessante attività, ha contribuito alla valorizzazione della migliore arte italiana del tempo.

Le 44 opere del '900 che Claudia Gian Ferrari ha donato al FAI, ed esposte a Villa Necchi Campiglio, sono una fondamentale antologia di pezzi di scultura, pittura e grafica di un ventennio centrale per l’arte italiana del Novecento.

Tra gli autentici capolavori cito: L’amante morta di Arturo Martini, il Ritratto di Alfredo Casella di de Chirico, La famiglia del pastore di Sironi, due Nature Morte di Morandi, ma anche Carrà,Casorati,De Pisis,Tosi,Wildt,Pirandello ed altri.
Accanto a questi pezzi da grande museo, vengono esposti lavori apparentemente minori, soprattutto dimensionalmente, ma di speciale interesse, tra i quali segnalo, ad esempio, il Bozzetto del Manifesto per la Prima mostra d’arte del Novecento Italiano, ideato da Sironi.

L'ultima volta che l'ho vista, prima di Natale, mi diceva che era sua intenzione donare un'altra parte della sua ricchissima collezione al MAXXI di Roma. Purtroppo non è riuscita.

lunedì 25 gennaio 2010

Con ''Ipredator'', l'utente Internet diventa anonimo.

Notizia sconvolgente pubblicata su tutti i giornali!
È l’ultima idea dei creatori del sito ''The Pirate Bay'' per aggirare le leggi per la violazione della normativa sul copyright in Internet.
Dopo le ultime restrizioni effettuate dal Governo Svedese, che ha condannato i creatori scandinavi del celebre sito, che da anni propizia illegalmente la condivisione gratuita di files, la pirateria parte all'offensiva, creando ufficialmente ''Ipredator', un nuovo programma gemello al primo.

Dopo alcuni mesi di prova, dalla settimana scorsa con soli 5 euro, l’utente potrà navigare in Internet in completo anonimato, offrendo così la possibilità di non essere rintracciati in caso di downloading di files anche protetti da copyright, come canzoni e filmati.

Ipredator è un virtual private network che interviene direttamente sull'indirizzo IP dell'utente, il numero che il fornitore associa ad una connessione, permettendone così la tracciabilità delle attività effettuate da un determinato dispositivo.

Ipredator non fa altro che sostituire l’indirizzo IP, liberando così l'azione del navigatore dal service provider di riferimento, senza tra l’altro salvare dati relativi al traffico dell'utente.

E' probabile che Ipredator, come Pirate Bay, conquisti molti seguaci in Svezia ed in altre nazioni, come l'Italia.

mercoledì 20 gennaio 2010

La Scrittura

Ieri mattina sono andato in un ufficio postale perchè dovevo inviare una lettera raccomandata. Il salone centrale era pieno di persone e soprattutto verso lo sportello delle raccomandate.
Nell'attesa, la gente, come al solito, si lamentava per la perdita di tempo.
Un signore mi diceva giustamente che con l'invenzione del computers, i tempi si dovrebbero dimezzare; un'altro replicava che nell'era di internet o delle e-mail, il ritiro o l'invio di una raccomandata dovrebbe essere più celere.
Davanti a me, intanto, si era formato un capannello di persone, i quali, non sapendo come far passare il tempo, stavano discutendo sulle grandi scoperte; addirittura erano partiti dall'invenzione della ruota fino alla TV digitale. Mentre ascoltavo, qualcuno mi ha chiesto quale fosse la mia opinione.

Sono intervenuto dicendo che, le invenzioni dette erano importanti, ma la più grande conquista umana, per me, è stata la scrittura.



''Essa ha reso possibile fissare la memoria storica, cioè, conservare le informazioni e renderle patrimonio universale per la cultura e la civiltà. Dai primi ideogrammi e graffiti incisi sulle rocce (oltre 30.000 anni fa), che già comunicavano delle informazioni stabili, ai caratteri cuneiformi, ai geroglifici egiziani ed alla scrittura ideografica cinese (tuttora d'uso comune).

Il processo evolutivo della scrittura si conclude verso il 1500 a.C. con l'adozione, prima dell'alfabeto fenicio e poi quello greco. Da quest'ultimo deriva quello latino (500 a.C.) i cui caratteri corrispondono sostanzialmente alle lettere maiuscole (A B C D ... V) ancor oggi usate nella stampa''.

Nel frattempo la fila, per miracolo, era notevolmente diminuita, ed in pochi minuti sono riuscito ad arrivare all'agognato sportello per inviare la raccomandata. L'impegato mi ha chiesto di ''scrivere'' nome e cognome ed indirizzo su un'altro modulo, oltre a quello che io avevo già preparato.
Ora mi chiedo: ''Se non ci fosse stata la scrittura, come avremmo fatto?''

lunedì 18 gennaio 2010

Shopping sfrenato o shopping mania?

In questo periodo, andando in giro per Milano nel quadrilatero della moda, ho notato tantissime persone, amanti dello shopping, in fila davanti ai negozi griffati, per acquistare qualcosa di inaccessibile e da non perdere assolutamente.
Non ancora del tutto ristabiliti dalle fatiche dello shopping natalizio, ecco che gli Italiani si apprestano a rituffarsi per le vie e i negozi del centro per un altro appuntamento da non mancare. Arrivano i saldi!


Già dai primi giorni di ribassi, i negozi sono stati presi d'assalto anche da molti turisti, complice la crisi, la voglia di evadere dalla routine, e la necessità di ritoccare il guardaroba con quel capo che manca all'appello dei regali scartati sotto l'albero, ma anche per togliersi lo sfizio di portare a casa un pò di lusso, senza spese eccessive.



Ma fate attenzione a non esagerare, perchè lo shopping sfrenato può diventare una vera e propria dipendenza. Per esempio se siete usciti con un amico/a, o siete andati dal dentista e poi siete rientrati con un abito da sera, con un nuovo telefonino, e con altre decine di cose che non servono, è probabile che abbiate un piccolo problema di shopping mania.

Ciò può derivare anche dalla ricerca di gratificazione personale. Infatti appena si arriva a casa subentra il senso di colpa. ''Quante bollette potevamo pagare con il corrispettivo dell'ennesima borsetta che va con tutto, o col nuovo telefonino?''
Alla fine giuriamo a noi stessi che non compreremo più niente per i prossimi dieci anni.

Secondo me, se ci dovessimo accorgere in tempo, dovremmo affrontare il problema con assoluta tranquillità, per interrompere la serie di acquisti compulsivi, e cercare di curare la dipendenza della shopping mania.
Fatto ciò, magari con l'aiuto di amici o del proprio medico, si potrà tornare a provare il sano piacere degli acquisti, senza sensi di colpa.

sabato 16 gennaio 2010

L'UNICEF per il terremoto di Haiti



La terra ha tremato 4 volte fino a 7,3 Richter vicino alla capitale Port-au-Prince, migliaia sono i morti e i dispersi.
Nonostante i gravi danni subiti ai propri uffici a Port-au-Prince, l'UNICEF, (oltre la Protezione Civile Italiana e Croce Rossa), si è subito attivato per fornire un aiuto immediato alle vittime del terremoto che ha colpito Haiti.
In coordinamento con le altre agenzie delle Nazioni Unite presenti, l'UNICEF sta fornendo gli aiuti necessari per garantire accesso ai servizi igienici, all'acqua potabile e all'assistenza sanitaria di base.
È necessario che i bambini, i più vulnerabili in caso di catastrofi naturali, siano protetti.
Già da queste prime ore chiediamo a tutti i donatori e alle aziende di sostenere la raccolta fondi per le vittime del terremoto di Haiti.
È un forte appello che rivolgo all'opinione pubblica: non lasciamo soli i bambini di Haiti.

Grazie per quello che puoi fare tu.

Comitato Italiano per l'UNICEF OnlusVia Palestro, 68 - 00185 Roma - Numero Verde 800-745.000 - Codice Fiscale 015 619 205 86

venerdì 15 gennaio 2010

Risposta al razzismo

Per rispondere al sondaggio fatto dal Cavaliere Oscuro del ''Web sul blog'' il 12 gennaio scorso, e precisamente alla domanda secca: ''L'Italia è un paese razzista?'' , rispondo con una mia riflessione:

'Il razzismo è una creazione dell'uomo che nasce dalla paura del ''diverso'' e dai pregiudizi nei suoi confronti. Gli uomini non sono razzisti per natura, però spesso lo diventano'.




Secondo me, cresce in parte il razzismo in Italia. Non più come semplice sensazione da rimbalzo mediatico, ma come vera emergenza, stigmatizzata da dati ufficiali del UNAR (Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza).
In pratica si è passati dai 218 casi accertati (intesi come oggettiva e vera discriminazione su base etnica e razziale) nel 2006, ai 565 del 2009.
Il razzismo italiano, secondo i dati, è (in percentuale) così suddiviso:

Il 32% dei casi di discriminazione segnalati sono avvenuti nel Centro Italia, il 30% nel Nord Ovest, nel 28% nel Nord Est e nel 10% nel Sud.

A parte i dati, dico soltanto che stiamo attraversando un processo storico e noi italiani dobbiamo essere pronti e disponibili ad accettare questi nuovi volti all'interno della nostra società.
Dobbiamo pensare che questa gente, per la maggior parte è fuggita dal proprio paese d'origine, perchè priva di ogni mezzo di sopravvivenza e senza futuro, ed è emigrata per trovare lavoro e una vita dignitosa (escluso i delinquenti).


Quindi la cosa migliore è cercare di accogliere questi stranieri con umanità e tolleranza, facendo capire che loro sono ospiti di un popolo che offre molto, ma che a sua volta vuole essere rispettato nei suoi valori, tradizioni e cultura.

mercoledì 13 gennaio 2010

Quale titolo daresti a questa foto?




Osservando questa immagine invernale,
secondo voi, quale titolo si potrebbe dare?

lunedì 11 gennaio 2010

Cosa vuol dire pizza?

Domenica sera sono andato assieme ad alcuni amici in pizzeria. Era da tanto tempo che non ci incotravamo. Quasi tutti abbiamo ordinato la pizza e un boccale di birra.

Nell'attesa, un mio amico napoletano ha incominciato a decantare la tradizione culinaria Napoletana e soprattutto come viene preparata la pizza; un'altro ha raccontato di aver assistito in Germania ad una gara tra pizzaioli; un'altro amico parlava del sapore della pizza che sua madre preparava, quando era ancora ragazzo. Io ascoltavo tutti, ma capivo che ognuno di loro, forse per fame o per campanilismo, stavano superando i limiti della tranquillità.
Per calmare gli animi, ormai infervorati dall'argomento, ho chiesto:


''Ragazzi, sapete cosa vuol dire pizza?''

Subito c'è stato un silenzio generale ma al tempo stesso un senso di notevole curiosità.

''Dovete sapere, - dissi - che la pizza ha una storia lunga, complessa ed incerta. Le prime attestazioni scritte della parola ''pizza'', risalgono al latino volgare di Gaeta nel 997. Dal latino ''Puls'' (pappa,pappina) deriva la parola italiana ''polenta o polentina''. Le polentine o puntes erano il cibo di tutte le antiche popolazioni Italiche, come lo erano state per gli uomini della preistoria, ed è da questo impasto cotto che deriva la nostra pizza. Già nell'antichità focacce schiacciate, lievitate e non, erano diffuse presso gli Egizi, i Greci e i Romani (offa e placenta). Ma la sua origine reale risale al 1500, introdotta in Europa dal Perù, ma fatta conoscere dai Napoletani.

Comunque il termine ''Pizza'' deriverebbe anche da ''Pinsa'', participio passato del verbo latino ''Pinsere'', che significa ''pestare, schiacciare, pigiare, frantumare, macinare.''

Finalmente, dopo la mia semplice spiegazione, sono arrivate le pizze fumanti, che sono state vivacemente accolte, ma voracemente mangiate in un religioso silenzio.

Dopo questo delizioso pasto, terminato con dolce e caffè, abbiamo affrontato tanti altri argomenti con assoluta tranquillità.

sabato 9 gennaio 2010

Restituzione alberi di Natale



IMPORTANTE! Se hai acquistato l’albero di Natale IKEA, ricordati di restituirlo insieme allo scontrino tra il 7 e il 12 gennaio 2010.

Per ogni albero restituito, IKEA donerà 3 euro al FAI per il Bosco di San Francesco ad Assisi.

giovedì 7 gennaio 2010

Quest'anno tanto spumante italiano

Salve amici blogger, come state?

Buon anno nuovo! Il 2010 è ormai iniziato da alcuni giorni e speriamo che porti con sé serenità, concordia e un gran carico di momenti piacevoli e allegri. Lo desideriamo tutti e di cuore lo auguro ad ognuno di voi.

In questi giorni ho letto sui giornali che nelle festività di Natale e soprattuto la notte di Capodanno si è registrato il picco di consumo di spumanti. Le bollicine italiane hanno rivendicato il loro orgoglio nei confronti dello champagne e l'andamento del settore lo dimostra. Secondo i dati del Forum Spumanti Italiani, nel 2009, le importazioni dalla Francia verso il nostro Paese sono calate di molto.



Lo spumante piace sempre di più e si apprezza non soltanto nelle festività o per celebrare una ricorrenza, ma anche come aperitivo e a tutto pasto. In pratica, con l'uso in Italia del metodo classico o champenoise, lo champagne non fa più paura.

Si può affermare ormai che lo spumante è forse quello più comunemente identificato come simbolo di status, di eleganza, di piacere.
Le bollcine mettono euforia, facilitano i rapporti sociali, avvicinano le persone. Sono quindi perfette in un clima di festa, a patto di non esagerare. Un calice è sufficiente, soprattutto se il pranzo è accompagnato da altri vini.

mercoledì 6 gennaio 2010

E' arrivata la Befana



E' arrivata la Befana dal camino

per far contento ogni bambino!