lunedì 29 marzo 2010

BUONA PASQUA A TUTTI GLI AMICI


Inizia la Settimana Santa e Domenica prossima sarà Pasqua.
Siccome andrò via per alcuni giorni, voglio anticipare a tutti gli Amici Blogger i miei migliori auguri di

BUONA PASQUA

venerdì 26 marzo 2010

Giornata FAI di Primavera

Un grande spettacolo di arte e bellezza dedicato a tutti coloro che hanno a cuore il patrimonio artistico e naturalistico italiano. E ambientato in centinaia di siti particolari, spesso inaccessibili ed eccezionalmente a disposizione del pubblico, 590 in tutte le Regioni.

Sabato 27 e domenica 28 marzo 2010 avrà luogo la diciottesima edizione della Giornata FAI di Primavera, una grande festa popolare che dalla sua prima edizione a oggi ha coinvolto più di 5.000.000 di italiani.

Ecco degli esempi tra i beni che verranno aperti al pubblico in alcune città:

A Roma l'eccezionale apertura di Palazzo Chigi, uno dei più prestigiosi palazzi romani, dal 1961 sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri: in occasione della Giornata FAI sarà straordinariamente possibile visitare alcune delle sale più sontuose e importanti del piano nobile - come la Galleria Deti, studio del Presidente del Consiglio, e la Biblioteca Chigiana.

A Milano saranno aperte eccezionalmente alcune sale della Biblioteca Braidense, parte del progetto illuminista voluto dall'imperatrice Maria Teresa d'Austria dopo la confisca ai Gesuiti del Palazzo di Brera.

A Firenze per la prima volta verrà aperto al pubblico il Palazzo della Banca d'Italia, costruito tra il 1865 e il 1869, quando la città toscana era capitale d'Italia.

A Casignana (RC) si potranno vedere gli splendidi mosaici della Villa Romana che si estende su una superficie di oltre 7.000 metri quadrati.

A Siracusa si andrà alla scoperta di una zona misteriosa dell'Ortigia e si potranno visitare due chiese chiuse da decenni, la Chiesa di San Filippo Apostolo e quella di San Francesco di Paola, oltre a un percorso ipogeico chiuso dal 1943.

A Venezia il complesso della Misericordia con la Scuola Grande – salone destinato alle riunioni dei confratelli affrescato da Paolo Veronese -, la Scuola Vecchia e l'Abbazia.

A Napoli il Conservatorio di Musica di San Pietro a Majella, parte integrante del centro antico della città e diretto in passato da artisti come Donizetti e Cilea, che custodisce antichi manoscritti autografi, edizioni musicali del XVI secolo, raccolte di libretti.

Per gli iscritti al FAI o per chi si iscriverà durante le Giornate, orari di visita esclusivi e corsie preferenziali e, tra le aperture riservate speciali, visita dell'appartamento di Giuseppe Verdi al Grand Hotel Et de Milan a Milano.

Anche quest'anno il FAI propone in tutta Italia curiosità e itinerari culturali: aree archeologiche, percorsi naturalistici, borghi, giardini, chiese, musei, che per due giorni saranno a disposizione di tutti i cittadini che desiderino visitarli, oltre a escursioni e biciclettate. Circa il 40% dei beni aperti sono fruibili da persone con disabilità fisica.

La Giornata FAI di Primavera, arrivata alla sua diciottesima edizione, è l'occasione per avvicinare gli italiani alla causa della Fondazione e per sostenerne l'attività attraverso l'iscrizione o con una donazione.
Inoltre il FAI lancia un concorso dedicato a tutti gli amanti della scrittura, dilettanti e non.
Inviando un pensiero d’affetto per l’arte e la natura italiane si possono vincere fantastici premi!
Manda il tuo pensiero compilando la form che trovi alla pagina: http://www.giornatafai.it/Concorso.htm e iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter fino al 31 marzo e potrai volare a Parigi, Londra, Barcellona, Madrid o Berlino!

Oppure iscriviti al FAI e, se il tuo pensiero sarà il migliore tra tutti quelli arrivati, avrai diritto ad un biglietto per New York, una delle città più belle del mondo, ricca di testimonianze d’arte e musei indimenticabili!

Per partecipare o per ulteriori informazioni vai su http://www.giornatafai.it/

mercoledì 24 marzo 2010

Il frigorifero

Può far sorridere che alla fine dell'inverno parlo di come produrre il freddo, ma è proprio in quei mesi che, nell'antichità, si pensò di utilizzare quanto la natura dava, in inverno, per conservare a lungo gli alimenti nella stagione calda. Dapprima stivando e pressando neve e ghiaccio in buche profonde ricoperte con fascine e pelli, poi via via sviluppando vari metodi di conservazione e trasporto di grandi quantità di ghiaccio naturale prelevato dai laghi e dai fiumi del Nord.
Durante il XIX secolo vi sono state importanti rivoluzioni nel campo dell’alimentazione.
In particolare, fu molto importante “la conquista del freddo”, ossia l’invenzione della macchina frigorifera, avvenuta e brevettata nel 1851 dall’americano John Gorrie e poi nel 1915 da Albert Einstein, successivamente perfezionata dal tedesco Windhausen, dall’inglese Reece e dal francese Tellier. A quest’ultimo si deve anche la realizzazione del primo impianto frigorifero su un piroscafo, le frigorifique, che nel 1876 trasportò in Francia un carico di carne precedentemente macellata in Argentina, dopo un viaggio di 105 giorni.

La tecnica venne poi applicata ai vagoni ferroviari, come nel caso del treno intercontinentale che partiva dalla California. Sul piano alimentare tutto ciò significa il superamento delle tecniche tradizionali di conservazione (per salagione, per essiccazione, ecc.) la cui comune caratteristica era quella di alterare le qualità nutrizionali e organolettiche degli alimenti. Con la conquista del freddo invece i prodotti si riuscivano a trasportare e mantenere per lunghi periodi mantenendo caratteristiche simili a quelle originali.

Lo sviluppo dei commerci in tutto il mondo oltre a garantire maggiori quantità di derrate alimentari portò a quel fenomeno chiamato da molti storici “delocalizzazione” dei gusti alimentari. Mentre fino ai secoli precedenti la gente si nutriva quasi esclusivamente di alimenti prodotti nella zona in cui vivevano, grazie alle ghiacciaie domestiche, alle persone fu possibile accedere a cibi esotici, prodotti a migliaia di chilometri di distanza.
Oltre ai prodotti consumati, anche il gusto cominciò a “delocalizzarsi dando origine a quel processo di globalizzazione alimentare che culminò con la fine del XX secolo.

Il primo frigorifero domestico venne messo in vendita nel 1913, e sostituì la vecchia ghiacciaia.
Dal 1931 l'ammoniaca, fino allora usata, venne cambiata col freon, fino al 1990, quando esso venne proibito e ancora sostituito da nuovi sistemi moderni e attuali.

Ormai il frigo è indispensabile in ogni stagione, ha cambiato le nostre abitudini, ma forse ci siamo dimenticati di sapere da dove viene e come fa a funzionare.

lunedì 22 marzo 2010

L'Acquario Civico di Milano

Domenica sono venuti a trovarmi dei miei amici di Genova. Era da molto tempo che non ci incontravamo. Dopo aver visto la ''Stramilano'', nel pomeriggio, non sapendo cosa fare, gli ho proposto di visitare l'Acquario di Milano, spiegandogli naturalmente che è più piccolo di quello di Genova, ma molto importante.



L'Acquario Civico di Milano fu istituito nel 1906, nell'ambito dell'Esposizione internazionale di Milano. È il terzo acquario più antico d'Europa.
Posizionato nell'attuale area del Parco Sempione, tra l'Arena Civica (dove c'è stato l'arrivo della Stramilano) ed il Castello Sforzesco, è stato oggetto per 3 anni di un lungo restauro, dal 2003 al 2006, che ha riportato l'esterno all'antico splendore e ha completamente rinnovato gli interni delle 25 enorme vasche, pur mantenendo l'interesse originale: offrire una dettagliata visione degli ambienti acquatici d'acqua dolce e marini italiani.
La vera grande innovazione è quella di richiedere al visitatore di non considerare più l'Acquario come ''la Casa dei pesci'', ma piuttosto il luogo dove studiare e conoscere l'elemento che li contiene: l'Acqua. Tutto il percorso espositivo si svolge, infatti, seguendo l'acqua: dal suo nascere come ruscello montano, fino al suo riversarsi nel mare.
L'Acquario infine fa ricerca scientifica e pubblica due riviste specialistiche sull'acqua e sui suoi abitanti.
Quando siamo usciti, ho visto i miei amici veramente soddisfatti e felici e sono andati a Genova promettendomi di tornare a Milano per visitare qualche altro luogo interessante.

sabato 20 marzo 2010

Le giornate delle Camelie

Sabato 20 e domenica 21 marzo 2010, dalle ore 10 alle ore 18, la splendida Villa Della Porta Bozzolo, a Casalzuigno (Va), ospiterà per il diciannovesimo anno consecutivo “Le Giornate delle Camelie”, manifestazione promossa dal FAI – Fondo Ambiente Italiano, che raduna amatori, vivaisti e collezionisti di questo affascinante fiore e che soddisfa, per la sua completezza scientifica, tanto gli esperti botanici quanto l'ormai affezionato pubblico.




Nelle settecentesche sale della villa, verranno esposte, in collaborazione con l'Associazione Produttori Florovivaisti della Provincia di Varese, la Società Italiana della Camelia e il vivaio Floricoltura Lago Maggiore, numerose varietà di camelie recise - tutte classificate secondo la specie, la varietà, la forma e il colore - e alcune appartenenti a collezioni ottocentesche, mentre nel “giardino segreto” della villa verranno esposte e messe in vendita piante di camelie di diverse qualità, tra cui le particolarissime Trasnokoensis e Royal Velvet.

Vi saranno camelie di grandi dimensioni (fino a 2 metri di altezza) per parchi e giardini e si potranno acquistare anche piante a fioritura scalare, tali da poter realizzare un giardino di camelie sempre fiorito.

Di grande suggestione sarà anche “Il viale di camelie ad albero” che verrà creato appositamente per questo evento dall'Azienda Agricola Brianza nel Giardino Segreto della Villa, alternando ai tigli del viale alberato camelie conformate ad albero.
Per i bambini: sabato pomeriggio e per tutta la domenica verranno organizzati dei laboratori ludico-didattici dal titolo “La semina del seme”. Tutti i bambini potranno tornare a casa con il loro fiore da far crescere.

venerdì 19 marzo 2010

La Festa del Papà

Vi ricordo che oggi è la festa del papà ed è una ricorrenza che in Italia viene festeggiata il 19 marzo.


Essa è celebrata in varie parti del mondo, ed è spesso accompagnata dalla consegna di un regalo al proprio genitore.
La data varia da Paese a Paese. Nei Paesi che seguono la tradizione statunitense, la festa si tiene la terza domenica di giugno. In molti Paesi di tradizione cattolica, la festa del papà viene festeggiata il giorno di San Giuseppe, padre putativo di Gesù.

San Giuseppe, nella tradizione popolare, protegge anche gli orfani, le giovani nubili e i più sfortunati. In alcune zone della Sicilia, il 19 marzo è tradizione invitare i poveri a pranzo. In altre aree la festa coincide con la festa di fine inverno: come riti propiziatori, si brucia l'incolto sui campi da lavorare e sulle piazze si accendono falò da superare con un balzo.

In alcune regioni dell'Italia centro-meridionale, il dolce per questa festa è la zeppola dalle origini antico romane: accompagnava la festività dei Liberalia, che si teneva nello stesso periodo dell'anno. Sono realizzate con pasta simile ai bignè, di forma schiacciata, e possono essere fritte o al forno; al di sopra viene posta di norma crema pasticcera e marmellata di amarene.

In altre regioni fanno il torrone ed altri dolci.

AUGURI A TUTTI I PAPA'

martedì 16 marzo 2010

La nuova Giulietta dell'Alfa Romeo

Alcuni gioni fa si è svolta a Milano la presentazione dell'Alfa Romeo Giulietta. Già presentata al Salone di Ginevra ai primi di Marzo di quest'anno, l'auto è l'erede della 147.

Essendo un Alfista incallito, sono stato invitato da un Concessionario, assieme ad altri, a provare la nuova vettura.
L'esemplare che ho provato è stata la versione più sportiva, ovvero la 1750 TBi Quadrifoglio Verde, che ha avuto unanimi consensi, catturando l'attenzione anche delle altre persone presenti.


Nessuna riserva sulla linea della carrozzeria, che è piaciuta proprio a tutti, con particolare predilezione per la vista di tre quarti posteriore.
Gli unici appunti hanno riguardato la parte anteriore per le griglie e prese d'aria. Ma si tratta di dettagli.

Se la forma della carrozzeria si è rivelata vincente, qualche perplessità invece è stata manifestata in tema di interni.



La parte superiore dei pannelli delle porte, per esempio, è stata giudicata di aspetto troppo economico, mentre la plancia non ha suscitato grandi entusiasmi: pulita, razionale, ma forse un po' troppo freddina.
Molto apprezzato è stato invece il bagagliaio, dalla larghezza e profondità notevoli.




Ai clienti Alfa Romeo intervenuti è stato annunciato che, "ordinando la Giulietta entro due settimane dall'anteprima", potranno usufruire di un "corso di guida evoluta". Inoltre, sono disponibili 300 esemplari dell'edizione limitata "Rosso Competizione". Queste vetture sono numerate e avranno una targhetta con il numero dell'esemplare sul cruscotto.

I prezzi sono stati giudicati un po' alti dalla maggior parte delle persone, che invece di valutare il listino nudo e crudo, già si configuravano nella mente la Giulietta dei propri sogni aggiungendo qualche optional e, di conseguenza, facendo lievitare il costo.

Le versioni sono nove e due gli allestimenti proposti, Progression e Distinctive, più quello riservato alla versione sportiva, la Quadrifoglio Verde.

La gamma della Giulietta parte dalla 1.4 Turbo Benzina Progression da 120 CV che costa 20.451 euro per arrivare fino alla 1750 TBi 235 CV Quadrifoglio Verde per la quale sono richiesti 29.151 euro. Ai prezzi indicati bisogna aggiungere la messa in strada.

Le vendite dell'Alfa Romeo Giulietta comincieranno il prossimo Aprile. A me è piaciuta molto!

sabato 13 marzo 2010

Le varie leggi e principi della quotidianità


Un mio amico e collega ieri mi ha inviato questa tabella con delle simpatiche regole.
Forse qualcuno di voi le conosceva già. Ma comunque sono incredibili ma vere!
LEGGE DI HADLEY SULL'ACQUISTO DEGLI INDUMENTI

1- Se ti piace, non hanno la misura.
2- Se ti piace e hanno la tua misura, non ti sta bene.
3- Se ti piace, hanno la tua misura e ti sta bene,costa troppo.
4- Se ti piace, hanno la tua misura, ti sta bene e te lo puoi
permettere, la prima volta che lo metti si rompe.

PRINCIPIO DELLA BANANA

Se compri delle banane acerbe, le mangerai tutte prima che siano mature.
Se le compri mature, marciranno prima che tu le mangi.

LEGGE DEI COMPAGNI DI LETTO

Chi russa si addormenta per primo.

PRINCIPIO DI RUBY

Le probabilità di incontrare qualcuno che conosci aumentano quando sei con qualcuno con cui non vuoi essere visto.

COSTANTE DI MURPHY


Le cose vengono danneggiate in proporzione al loro valore

QUATTORDICESIMO COROLLARIO DI ATWOOD

Non si perde mai nessun libro prestandolo, a eccezione di quelli cui si tiene particolarmente.

LEGGE DI BOOB

Si troverà sempre una qualsiasi cosa nell'ultimo posto in cui la si cerca.

LEGGE SULLA GRAVITA' SELETTIVA

Un oggetto cadrà sempre in modo da produrre il maggior danno possibile.

LEGGE DI MARYANN


Chi non cerca trova.

LEGGE DEL SELF-SERVICE

L'ultima porzione del piatto che avevate deciso di prendere, sarà scelta dalla persona che vi sta davanti.

OSSERVAZIONE DI ZENONE

Se si cambia coda, quella che si è appena lasciata diventerà immediatamente la più veloce.

REGOLA DI FLUGG
Più è urgente il motivo per cui si fa una coda, più lento sarà l'impiegato allo sportello.

LEGGE DI WITTENS

Non appena ci si taglia le unghie si scopre di averne bisogno.

LEGGE DI SIR WALTER

La tendenza del fumo di una sigaretta, barbecue, falò ecc. a dirigersi verso la faccia di una persona è proporzionale alla sensibilità di tale persona verso il fumo.

LEGGE DI ROGER


Non appena la hostess serve il caffè, l'aereo incontra una turbolenza.

LEGGE DI MOSES

Quando non guardi segnano.

PRINCIPIO DI KNOS SUI FUORICLASSE

Un fuoriclasse è un giocatore che, non appena viene acquistato dalla tua squadra, diventa una ciofeca.
Una ciofeca è un giocatore che non appena viene ceduto dalla tua squadra diventa un fuoriclasse.

POSTULATO DEL PARCHEGGIO

Non appena hai deciso di parcheggiare a due chilometri di distanza,
quattro posti si libereranno simultaneamente sotto casa.

giovedì 11 marzo 2010

La scrofa lanuta



Sulla facciata del Palazzo della Ragione, a Milano, verso via Mercanti per andare in Duomo, è conservato il ''segno'' più antico della città, ovvero il bassorilievo di un grosso cinghiale, denominato successivamente ''Scrofa lanuta''.

Già citata da Polibio centocinquant'anni prima di Cristo e ricordata alla fine del terzo secolo da Claudiano, la scrofa è rappresentata con una fascia di lana che l'avvolge per metà secondo un'antica tradizione che indicava la città come ''Medio - lanum'', che, secoli dopo, diventa Milano.
Invece, secondo Tito Livio, la fondazione avviene attorno al 600 a.C. ad opera di Belloveso e la leggenda fa risalire sempre il nome dal rinvenimento da parte di Belloveso di una scrofa semilanuta (in medio lanae) che diventa il simbolo della Milano gallica fino al IV secolo.
E' da ricordare che il simbolo del cinghiale, in molte civiltà antiche, (Celti, Etruschi, Cinesi...) indicava forza, benessere e ricchezza, e successivamente fu trasformato in scrofa dai popoli contadini.

In origine Milano non aveva altro emblema. Si dovrà attendere la formazione del Comune nel 1045 per avere l'attuale stendardo col biscione.

martedì 9 marzo 2010

Canederli allo Speck

Ieri sono stato a Bolzano per motivi personali. A mezzogiorno ne ho approfittato per pranzare in un ristorante di Sarentino, paesino dell'Alto Adige a circa 20 Km sopra Bolzano.
Ho salutato il mio amico Franz, proprietario e cuoco del ristorante, a cui ho chiesto di darmi la ricetta originale dei canederli o ''knòdel'' allo speck, che a me piacciono tantissimo con il sugo rosso.






La pubblico volentieri soprattutto per chi ancora non la conosce.

Ingredienti:

Speck 100 g ,Uova 2, Burro 30 g, Cipolle: 1 piccola, Farina 40 g , Latte 150 ml, Noce moscata: una spolverata, Pane raffermo 200 gr, Pepe: una spolverata, Prezzemolo 2 cucchiai

Preparazione

Mettete in una scodella il pane raffermo a piccoli cubetti, aggiungete le uova sbattute con un pizzico di pepe e uno di sale ed il latte, mescolate per bene e lasciate riposare per almeno due ore. Ricordarsi di mescolare di tanto in tanto il pane, facendo attenzione a voltare quello di sotto al di sopra, in modo che l'impasto assorba bene il liquido. Infatti il pane deve diventare umido e morbido ma senza spappolarsi.

Trascorse le due ore, tagliate finemente lo speck e la cipolla e preparate un soffritto in olio extravergine d'oliva ed il burro. Lasciate raffreddare il soffritto e, quando il pane sarà ammorbidito, incorporatelo insieme agli altri ingredienti: il prezzemolo tagliuzzato, la noce moscata, e infine cospargere sopra la farina.


Mescolate il tutto con cautela e per bene e coprite il recipiente per almeno mezz'ora per far si che tutti gli aromi dei vari ingredienti si fondano, dando origine al sapore tipico dei canederli.

Dopo mezz'ora formate con questo impasto i canederli che dovranno avere un diametro di circa 10 centimetri.

Per evitare che il composto si appiccichi troppo alle mani, bagnatele in una scodella d’acqua che terrete accanto, li si fanno rotolare su un piatto nella farina bianca e si tengono da parte.

Per la cottura, ricordiamo che i canederli vanno cotti nel brodo bollente tutti insieme, quindi preparate il vostro brodo di carne e metteteci dentro i canederli per circa 15 minuti.


Quando verranno a galla, i vostra canederli sono pronti. Serviteli in brodo o con burro fuso e salvia, oppure con sugo rosso e buon appetito.

I canederli sono un piatto da assaggiare almeno una volta nella vita, perchè racchiudono in se tutta la tradizione del Trentino Alto Adige.

domenica 7 marzo 2010

Il simbolo della mimosa in Italia



UN REGALO A TUTTE LE DONNE!

Spero però che questa breve ''storia'' sia conosciuta da tutti gli uomini.
Nel settembre del 1944 si costituisce a Roma l’UDI, Unione Donne Italiane, per iniziativa di donne appartenenti al PCI, al PSI, al Partito d'Azione, alla Sinistra Cristiana e alla Democrazia del Lavoro ed è l’UDI a prendere l’iniziativa di celebrare, l’8 marzo 1945, le prime giornate della donna nelle zone dell’Italia libera, mentre a Londra veniva approvata e inviata all’ONU una Carta della donna contenente richieste di parità di diritti e di lavoro.

L’8 marzo 1946 fu finalmente celebrato in tutta Italia e vide la prima comparsa del suo simbolo, la mimosa, che fiorisce proprio in quei giorni, secondo un'idea di Rita Montagnana e di Teresa Mattei.
Negli anni Cinquanta, anni di guerra fredda e del ministero Scelba, distribuire in quel giorno la mimosa o diffondere ''Noi Donne'', il mensile dell’UDI, divenne un gesto «atto a turbare l’ordine pubblico», mentre tenere un banchetto per strada diveniva «occupazione abusiva di suolo pubblico».

Nel 1959 le parlamentari Pina Palumbo, Luisa Balboni e Giuliana Nenni presentarono una proposta di legge per rendere la giornata della donna una festa nazionale, ma cadde nel vuoto.
Il clima politico migliorò nel decennio successivo, ma la ricorrenza continuò a non ottenere udienza nell'opinione pubblica finché, con gli anni settanta, in Italia apparve un nuovo fenomeno: il movimento femminista. Finalmente, dopo varie lotte, dal 1977 si poteva distribuire liberamente la mimosa.



VIVA LE DONNE!

venerdì 5 marzo 2010

PRIMAVERA FAI - I fiori del risveglio

Dopo il grande successo del 2009, Villa Necchi Campiglio ospiterà a Milano per ben tre giorni - da venerdì 5 a domenica 7 marzo, dalle ore 10 alle 18 - la seconda edizione dei




“I fiori del risveglio – Anticipi di primavera”, mostra-mercato organizzata dal FAI - Fondo Ambiente Italiano, in collaborazione con l'Accademia Piemontese del Giardino presieduta dall'architetto Paolo Pejrone, già regista della “Tre giorni per il Giardino” e della “Due giorni per l'autunno” al Castello di Masino (TO).

In questo che sarà uno dei primi eventi floro-vivaistici dell'anno verranno presentati piante e fiori da giardino che solitamente non si ha occasione di vedere nelle numerose manifestazioni della primavera. L'esposizione si svilupperà all'esterno della Villa - oltre che in alcuni spazi interni e nel campo da tennis opportunamente coperto - e avrà come protagonista un gruppo di selezionati vivaisti, invitati in base alla specializzazione e alla qualità della loro produzione, che proporranno piante, arbusti, erbacee perenni di fioritura tardo invernale e primaverile precoce. Nel corso della manifestazione verranno anche proposte al pubblico piante da orto freddo, da cortile, da veranda e da interno.

Inoltre, appuntamento sabato 6 e domenica 7 marzo alle ore 15.30 con il workshop dal titolo “Fotografare il verde – tutti i segreti per fotografare il giardino” a cura di Dario Fusaro, fotografo, e Franco Perfetti, direttore della rivista VilleGiardini.

mercoledì 3 marzo 2010

Il vino degli Imperatori: Il Falerno

Nessun vino gode del privilegio del Falerno nella mitologia, enologica e non. Basti considerare che per secoli il suo nome e quello di Bacco furono intercambiabili, utilizzati tanto per identificare il vino che il Dio pagano.

La favola racconta che il dio Bacco, proprio sulle falde del monte Massico, vicino a Mondragone e precisamente a Falciano (nell'attuale prov. di Caserta), comparve sotto mentite spoglie ad un vecchio agricoltore di nome Falerno, il quale, nonostante la sua umile condizione, lo accolse offrendogli tutto quanto aveva, latte, miele e frutta. Bacco, commosso, lo premio' trasformando quel latte in vino che Falerno bevve, addormentandosi subito dopo. Fu allora che Bacco trasformo' tutto il declivio del monte Massico in un florido vigneto, dando inizio alla storia più bella che mai un vino abbia potuto raccontare.

Il Falerno, infatti, è il vino cantato ed esaltato indistintamente da tutti i poeti della classicità romana, mentre gli storici ne annotano continuamente la presenza nei banchetti degli imperatori, come nelle provviste che seguivano eserciti e generali nelle grandi imprese espansionistiche dell'antica Roma.

Il poeta Valerio Marziale, dal 64 d.C. in Italia in cerca di fortuna, definiva il migliore vino ai suoi tempi conosciuto "...immortale Falernum...". In verità gran parte degli scrittori latini hanno tessuto le lodi di questo vino. E così Virgilio nelle Georgiche ammette che nessuno dei migliori vini da lui bevuti poteva competere con esso ''quid vinum Falerno?
Orazio stesso è costretto a scusarsi con i suoi commensali per non avere la possibilità di mescere vino proveniente dall'ubertoso 'ager Falernus'. Ma prima di tutti fu Catullo in epoca repubblicana a decantare questo vino.
Invece Cicerone, senza lasciarsi prendere dalla foga poetica, definisce il Falerno "...firmissimum, generosum ac praecipue bonitatis" (robustissimo, generoso e di precipua bontà). Ma l'elenco degli scrittori latini che hanno decantato il vino Falerno è lunghissimo.

I 'sommeliers' dell'epoca, gli 'haustores', al primo posto in verità vi posizionavano il Caecubus (prodotto nella zona di Latina), ma ben presto in seguito alle mutate condizioni climatiche non si produsse più, come ci informa Plinio il Vecchio, e d'allora rimase in auge solo l'ardente Falerno.

La "nascita" del vino Falerno può essere fissata negli ultimi anni del III secolo a.C. Solo però nella seconda metà del II secolo a.C. quando i romani, ormai padroni del Mediterraneo e definitivamente sconfitta Cartagine, seppero mettere insieme tecniche enologiche all'avanguardia avendo anche la possibilità di piazzare il prodotto sui ricchi mercati mediterranei, il vino Falerno assurge a prodotto di qualità. Le testimonianze, che ci hanno fatto scoprire la grande diffusione del vino Falerno, sono le anfore romane le quali tra la fine del II e gli inizi del II secolo iniziarono ad essere prodotte in questo territorio. Di esse si trovano testimonianze anche in Gallia, in Spagna, a Cartagine oltre che, naturalmente, in tantissimi siti dell'Italia compresa Roma.

Le navi che partivano dal porto della colonia di Minturno, imbarcate migliaia di anfore, per mesi navigavano nel Mare Nostrum approdando sulle coste dei principali scali commerciali per scaricare la pregiata bevanda. Tale fu la fama del vino Falerno che esso divenne ben presto un segno di distinzione sociale e non deve meravigliarci quindi la famosa iscrizione funeraria di Domitius Primus in cui egli si vanta, tra le altre cose, di aver sempre bevuto nella sua vita vino Falerno.
Con la decadenza dell'Impero Romano, si affievoliscono le testimonianze relative a questo vino, anche se lo si ritrova costantemente citato nei momenti di splendore, magari momentaneo, della storia di Napoli.

La rinascita produttiva di questo vino, comunque, coincide con l'avvento dei Borboni a Napoli e con gli imponenti lavori di bonifica e rilancio di tutta l'agricoltura campana, anche se, inspiegabilmente, ben pochi produttori seppero approfittare commercialmente del grande fascino storico e mitologico del nome Falerno.

Solo i tempi recentissimi si è sviluppata tra i produttori della zona una sensibilità maggiore nei confronti di questo vino.
I veri intenditori di Falerno erano in grado di distinguerne ben tre varietà: la più rinomata era il Faustianum, prodotto sulla media collina corrispondente agli attuali territori del comune di Falciano del Massico; quello di alta collina, il Caucinum; mentre il vino di pianura aveva semplicemente l'appellativo più generico di Falerno.
Già i Romani avevano capito che un vino pregiato era frutto del clima e del vitigno, ovvero l'Aglianico, che poteva invecchiare adeguatamente per più di 4-5 anni.

lunedì 1 marzo 2010

Le api non trovano più i fiori e muoiono

L'intervento dell'uomo sul territorio non sempre è positivo, anzi è spesso devastante.

I danni provocati dalle migliaia di agenti chimici riversati nell'ambiente (Es. il recente disastro sul fiume Lambro), non si ha abbastanza informazione per valutarne a fondo tutti gli effetti. Le sostanze chimiche cosparse nell'aria ed anche sui fiumi, si depositano sui fiori, disorientando gli insetti impollinatori, i quali non trovano più il loro obbiettivo alimentare.


Nelle aree a più elevato inquinamento è distrutto il 90 per cento dell'aroma dei fiori.
E' così che le api muoiono, soprattutto adesso che arriva la primavera.

Secondo uno studio, sino a un centinaio di anni fa, le molecole dei profumi rilasciate dai fiori venivano avvertite dalle api a una distanza di 1200 metri. Ora la distanza è di 200 metri.

Questo perchè, nel loro tragitto naturale, le molecole portate dal vento, vengono alterate dallo smog e le api non sono più capaci di andare a impollinare, non sentendo più l'odore dei fiori e girano a vuoto.



Ne viene fuori che l'overdose chimica che ha invaso le città e soprattutto le campagne sta distruggendo il ciclo riproduttivo della vita, mettendo a rischio quella animale.
Se tutto ciò fa male alle api, danneggia anche l'uomo.

Secondo me, è giunto il momento di guardare a questo fenomeno in modo globale.