lunedì 14 giugno 2010

Mi dispiace, ma devo assentarmi!



Da oggi sarò assente per un po'!

Al mio ritorno vi racconterò il motivo.

A presto e ciao a tutti.



Stefano

venerdì 11 giugno 2010

Allariscossa - Giochi d'assalto ambientale


Torna Allariscossa! Il gioco a squadre alla conquista della città.

Appuntamento il 12 e 13 giugno 2010 a Milano, Palermo e Perugia, con l'incredibile gioco a squadre che lo scorso giugno ha tenuto sveglia Milano, per tutta una notte e un giorno.

Allariscossa - giochi d'assalto ambientale - è un'iniziativa del FAI - Fondo Ambiente Italiano, realizzata in collaborazione con Telecom Italia e organizzata da esterni.
Dopo la serenata notturna sotto le guglie del Duomo e il picnic pubblico in piazza, dopo un bacio d'autore e un volo con la scopa, alla ricerca della mitica scrofa semilanuta... in arrivo nuove mirabolanti prove per scoprire in modo divertente i luoghi e le persone, le tradizioni dimenticate, gli angoli nascosti e i nuovi volti delle nostre città.

In palio un ricchissimo montepremi di esperienze incredibili! Voli in mongolfiera e week-end fuoriporta, voli aerei e bungee jumping, biglietti per luoghi d'arte e cultura, per festival e concerti. E ancora, lezioni di tango e cene stellate, libri e dvd...

Iscrivi la tua squadra! Gioca a Milano Gioca a Perugia Gioca a Palermo

mercoledì 9 giugno 2010

Il Lambrusco

Oggi vi voglio parlare di un mitico vino che a me piace molto: il Lambrusco.
L'etimologia del Lambrusco è incerta, esistono principalmente due ipotesi al proposito.


La prima vuole che il nome derivi dal LABRUM (margine dei campi).
La vite ''LAMBRUSCHE'', per i Romani, sarebbe quella che cresce incolta ai margini dei campi e che si arrampicava spontanea sugli alberi e il vino LAMBRUSCUS è ovviamente il vino prodotto da tale uva.

La seconda, Plinio il Vecchio attribuisce l'origine alla fusione dei termini LABO (prendo) e RUSCUS (che punge il palato, uva asprigna), da qui anche l'origine della parola "brusco".

Non pare che i Romani tentassero di incivilire il sevaggio vitigno, come consigliava parecchi secoli dopo, Pier de' Crescenzi, bolognese del XIII secolo nel suo Trattato, di ''potare e addomesticare i Lambruschi''.
Quando si cominciò a mettere in pratica i suggerimenti del dotto bolognese non si sà, ma le uve discendenti da quella selvatica vite sono parecchie.
Infatti i luoghi di produzione del Lambrusco si trovano nel Modenese, nel Reggiano, e nel Mantovano:

Lambrusco di Sorbara (il più lodato e celebrato e da bere a piccoli sorsi)
Lambrusco Grasparossa di Castelvetro (con acini ovaleggianti)
Lambrusco Salamino di Santa Croce (con acini che ricordano i salamini)
Lambrusco Reggiano (con acini blu-neri pruinosi)
Lambrusco Grasparossa Colli di Scandiano e Canossa
Lambrusco Mantovano (riti e accostamenti diversi da quello Emiliano)




« Non sa Ella, signora Contessa, che Domineddio fece apposta il Lambrusco per inaffiare dell’animale caro ad Antonio abate? E io, per glorificare Dio e benedire la sua provvidenza, mi fermai a Modena a lungo a meditare la sapienza… »

Così scriveva Giosuè Carducci alla contessa Lovatelli sul Lambrusco, anche se, da buon toscano, avrebbe dovuto preferire il Chianti.

Il Lambrusco è l’accompagnamento ideale per i cibi della cucina Emiliana: una cucina ''grassa'', opulenta, fastosa, odorosa, saporita e allo stesso tempo genuina e casalinga.

lunedì 7 giugno 2010

Addio alle vecchie cabine telefoniche

Essendo cambiate le abitudini degli italiani, ormai tutti dotati di almeno un telefono cellulare, l'Agenzia per le Comunicazioni ha rivisto i criteri della distribuzione delle cabine telefoniche.




Già decimate nell'ultimo decennio, le vecchie cabine telefoniche scompariranno definitivamente da strade e piazze d'Italia nel giro dei prossimi anni.
Infatti le ultime statistiche dicono che dal 2001 a oggi, l'utilizzo delle attuali cabine telefoniche è calato del 90%, sia per numero di telefonate sia per quello dei minuti di utilizzo, a fronte di un costo complessivo a carico di Telecom Italia di circa 100 milioni di euro all'anno per la gestione e la manutenzione.
Qualche cabina resterà attiva a richiesta, in base a specifiche esigenze legate alla copertura telefonica oppure nelle postazioni telefoniche pubbliche collocate negli ospedali, scuole, caserme.

Ma a Vienna invece, la Telekom Austria ha lanciato un progetto pilota (prototipo) dal nome E-Mobility, con l'obiettivo di trasformare entro la fine del 2010 i punti telefonici, in stazioni di servizio elettriche. Così, invece di smantellare le sue vecchie cabine telefoniche, come in Italia, il Gruppo ha trovato un modo per riconvertirle, partendo dal presupposto che i mezzi di trasporto elettrici passeranno presto dallo 0,1% del parco auto austriaco a una percentuale molto più alta.

Tempi moderni! Purtroppo finisce un'era e ne inizia un'altra! E noi Italiani?