mercoledì 21 dicembre 2011

AUGURI E BUONE FESTE!



STEFANO di ''SEMPLICI CONVERSAZIONI''



rivolge agli Amici Blogger e ai loro cari
 
 i migliori Auguri di 
 
BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO
 
 
 
 

lunedì 19 dicembre 2011

Il Presepe biblico di Baggio





La cripta della Parrocchia di Sant’Apollinare in Milano custodisce un tesoro prezioso e ineguagliabile, fin dalla fine degli anni '60: Il grande Presepe Biblico.
A differenza dei tradizionali presepi, il Presepe biblico di Baggio non si limita a rappresentare gli avvenimenti legati alla nascita di Gesù, ma estende la sua narrazione figurativa anche alle vicende più significative delle Sacre Scritture: dalla Creazione del mondo alla Natività, dalla fuga in Egitto alla diffusione del Vangelo da parte dei discepoli.
Per questo suo ampio racconto storico-religioso, il presepe biblico di Baggio è forse unico nel suo genere.
Il presepe si sviluppa su 44 scene dinamiche, distribuite su una superficie di circa 350 mq.



Visitare il presepe biblico significa mettersi in cammino lungo i millenni, ripercorrendo le tappe più importanti della storia ed è una vera e propria ''Notte Santa'' in miniatura”, dove ogni scena ha come riferimento la fedele rappresentazione dei luoghi di Gesù e degli usi e costumi dell'epoca.

Il luogo per visitare il presepe è a Milano  nella Chiesa di S.Apollinare - Piazza Sant'Apollinare, 7
ed è aperto al pubblico fino all'8 gennaio 2012.
Vi ricordo inoltre di dare uno sguardo alla Torre del Campanile restaurato, perchè è uno dei reperti storici più antichi di
Milano (IV sec. d.C.)

sabato 17 dicembre 2011

Arco, città dell'Olio


Terminerà il 18 dicembre ad Arco (Trentino), il GirOlio d’Italia 2011, il considerevole progetto concepito per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia e realizzato dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio.


L’Associazione, che ha come scopo il promuove l’olio extravergine di oliva, e i territori di produzione, riconosce e divulga il fondamentale ruolo della tradizione agricola, alimentare e culturale dell’olivo e dell’olio di oliva di qualità.
Il GirOlio d’Italia 2011, partito da Castelvetrano (Sicilia), sta percorrendo la penisola con notevole successo, legando tutti i territori con un “filo d’olio nuovo” ed esaltando le caratteristiche e i valori di ogni territorio, consentendo di riscoprirne i valori della raccolta e frangitura delle ottime olive italiane.


Come già detto la tappa finale sarà ad Arco, dove l'atmosfera dei mercatini di Natale si fonderà con due momenti importanti, legati alla storia della cittadina arcense, il voto rinnovato dagli Schützen, dell’arciduchessa moglie di Leopoldo V d’Asburgo e del Tirolo, che nel 1630 fece voto alla Madonna di Loreto, affinché la preservasse dalla peste.
La nobildonna promise un lumino perpetuo alla Madonna così dal 1631 partì l’olio votivo prodotto a Prabi per Hall in Tirol, per un’edicola sacra dedicata alla Vergine. Quest’usanza è stata, appunto, reintrodotta dieci anni fa dalla Compagnia Schützen “Arciduca Alberto d’Asburgo” di Arco che sotto forma di pellegrinaggio ha portato in questi anni le pole d’ulivo ad Hall in Tirol. Altra rievocazione è quella legata all'editto promosso dall'Arciduca Alberto per la promozione dell'olivicoltura nel territorio.Girolio d’Italia rappresenta una vetrina importante non solo per la Città dell'Olio che la ospita, ma per l'intera regione Trentino Alto Adige.

Le due rievocazioni, la prima con la partecipazione della Compagnia Scutzten di Arco e la seconda con l'associazione Arti e Mestieri, saranno rappresentate in occasione di un pranzo di Gala, presso il salone delle feste del Casinò Municipale di Arco. Ultimo particolare, a sventolare la bandiera quadrettata dell'arrivo della tappa finale di GirOlio d’Italia 2011, sarà il campione trentino Francesco Moser.

venerdì 16 dicembre 2011

Avviso importante

Alcuni amici Blogger mi hanno segnalato giustamente che io commento i loro post, solo nel mio blog.
Sì, è vero, perchè ultimamente ho avuto ed ho ancora dei problemi con il mio computer. Mi dispiace moltissimo!

Praticamente succede che ogni qualvolta vado nel blog di un'altro, dopo aver letto il post e scritto un commento, non riesco ad inviarlo perchè, soprattutto quelli che hanno la tendina in cui dice di scegliere un'identità o selezionare il profilo, non mi fa andare avanti e di conseguenza non mi fà pubblicare il mio commento nel blog scelto!

Al contrario, nel mio blog posso rispondere a tutti i Vs. commenti. Intanto sappiate che io leggo tutti i Vostri post, anche se, come ho detto prima, mi dispiace non poterli commentare direttamente.

Mi scuso con tutti Voi, ma ci tenevo a rendere pubblico questo mio problema. Spero di risolverlo al più presto!

Grazie ed Auguri a tutti.

mercoledì 14 dicembre 2011

Scoperta di un borgo: Lovere


Ieri pomeriggio sono andato con un mio amico nella zona del  Lago d'Iseo e per caso ci siamo imbattuti in uno dei ''borghi più belli d'Italia'', ovvero Lovere, che è un bellissimo e signorile centro di villeggiatura dell'alto Lago. 

Mi è piaciuto passeggiare sul lungolago, tra giardinetti e alberi osservando l’opposta costa bresciana e le cime dell’Adamello. Verso sera,  i numerosi bar di Piazza XIII Martiri si sono popolati di persone in cerca di relax.
Il centro storico, illuminato da lampioncini è il luogo ideale per passeggiare e scoprire antiche testimonianze della medioevale città fortificata: La Torre degli Alghisi dai massicci muri in pietra, la Torre Soca e la Torricella sormontata da una croce,  la Torre Civica in Piazza Vittorio Emanuele testimone dell’antico castello costruito dalla famiglia dei Celeri nel XII sec.

Inoltre ho notato che ci sono molti palazzi eleganti, come il Palazzo Gregorini  del 1500 con portico e loggietta al secondo piano, Palazzo Marinoni, Villa Milesi, Palazzo Tadini, oggi Pinacoteca Tadini, dove sono esposte centinaia di opere d’arte. Palazzo Bazzini del XVI sec.



Consiglio di visitare la Parrocchiale che presenta un bel portale d’ingresso in pietra di Sarnico ed immette nel portico interno. La pianta a forma di U rivolge il lato aperto verso il lago.
E’ evidente che Lovere ha conosciuto un periodo di floridezza economica. Nel XV sec. sotto il dominio della Serenissima Repubblica di Venezia si esportava oltre i confini italiani, soprattutto nell’area germanica, il panno grezzo di lana qui prodotto. Le donazioni dei facoltosi loveresi contribuirono alla realizzazione di notevoli edifici religiosi.
Comunque è stata una bella scoperta, perchè è una cittadina che non conoscevo. Andrò a visitarla ancora! 

lunedì 12 dicembre 2011

G.De La Tour a Palazzo Marino di Milano

Ieri, essendoci il blocco delle auto a Milano, ho deciso di mettermi in fila con tanta pazienza, per visitare  due famosi quadri del francese Georges de La Tour, esposti a Palazzo Marino.
Per la prima volta in Italia, L’Adorazione dei pastori accompagna uno dei più celebri capolavori del pittore lorenese, il San Giuseppe falegname nella ormai tradizionale mostra organizzata da Eni con la collaborazione del Comune di Milano e del Museo del Louvre.
Le due straordinarie opere di uno degli artisti più affascinanti della pittura del Seicento, noto a molti come il “Caravaggio francese”, sono esposte, con ingresso libero, nella Sala Alessi del Comune.


La mostra propone, come dicevo, uno degli artisti più suggestivi e misteriosi che la Francia del Seicento abbia generato. Anche se il suo nome risulta forse meno noto al grande pubblico di quello di alcune “star” della pittura antica, nel trovarsi di fronte a queste due opere, si ha l’immediata sensazione di averle da sempre conosciute, proprio grazie alla loro capacità di penetrare profondamente nella sensibilità dell’osservatore.
Pochissime sono le notizie che i documenti ci forniscono sulla vita del pittore lorenese, la cui formazione rimane avvolta nel mistero come gran parte della sua esistenza. Resta ancora un’ipotesi l’idea di un suo viaggio in Italia durante il quale si sarebbe misurato con l’opera del grande Caravaggio, al quale si è sempre fatto riferimento nell’analisi critica del suo lavoro.
L’Adorazione dei pastori è entrata a far parte delle collezioni del Louvre nel 1926, grazie al lavoro di Hermann Voss, che dedicò la sua vita al recupero dell’identità di Georges de La Tour, scovando come un segugio le sue opere, disperse in musei e collezioni a causa di un’infinita serie di errate attribuzioni. Il tema dell’Adorazione dei pastori in versione notturna si diffonde partendo dall’Italia nei primi del Seicento, grazie alla rivisitazione che i pittori bolognesi come Carracci fecero della grande lezione caravaggesca; ma, nella magica atmosfera che si respira nei dipinti di Georges de La Tour, nell’intimo e raccolto sentire domestico della scena, la tradizione stilistica franco-fiamminga gioca un ruolo assai importante.

Anche nel più conosciuto dipinto del San Giuseppe falegname il calore della luce diffusa dalla candela sorretta da Gesù bambino, che amorevolmente osserva il volto del padre al lavoro, immerge nell’atmosfera notturna un tema caro alla tradizione della pittura nordica del tempo. Nell’immagine, il commovente rapporto padre-figlio fornisce anche uno spunto per alcune osservazioni di carattere iconografico intorno alla devozione per il Santo, per il Bambino e per la Croce richiamata dal legno su cui Giuseppe è chinato, alla maniera di molti testi religiosi del tempo. Anche dal punto di vista tecnico l’opera rappresenta forse l’espressione più alta del corpus dei dipinti a “lume di candela” eseguiti da La Tour; la luce celata all’occhio dell’osservatore dalla trasparente mano del Bambino, si diffonde sul suo giovane volto che si trasforma nella vera fonte luminosa dell’intima e familiare scena, che diventa trascendente.

Il pubblico potrà ammirare questi due dipinti di eccezionale interesse, in un allestimento a loro dedicato, razionale nella distribuzione degli spazi e ricercato nella scelta dei materiali, fino all'8 gennaio 2012.

mercoledì 7 dicembre 2011

Milano, Basilica di Sant'Ambrogio

Il 7 dicembre è la ricorrenza del patrono della città di Milano, ovvero Sant'Ambrogio.
Conosciuto anche come Ambrogio di Milano, assieme a San Carlo Borromeo e San Galdino, fu vescovo dal 374 fino alla sua morte e nella quale è presente la basilica a lui dedicata che ne conserva le spoglie.




Aurelio Ambrogio, meglio conosciuto come Sant'Ambrogio, oltre ad essere vescovo, scrittore e uomo politico, fu una delle personalità più importanti nella Chiesa del IV secolo d.C.
È venerato come santo anche da tutte le Chiese cristiane che prevedono il culto dei santi; in particolare, la Chiesa cattolica lo annovera tra i quattro massimi Dottori della Chiesa, insieme a san Girolamo,sant'Agostino e san Gregorio I papa.
Nacque forse nel 339-340 a Treviri (Gallia), dove il padre era prefetto del pretorio, frequentò le migliori scuole di Roma, partecipando poi alla vita pubblica della città e ricevendo un'educazione classica, in diritto, letteratura e retorica. Nel 370 giunse a Milano come governatore dell'Italia settentrionale, dove divenne una figura di rilievo nella corte dell'imperatore Valentiniano I. La sua abilità di funzionario nel dirimere pacificamente i forti contrasti tra ariani e cattolici gli valse un largo apprezzamento da parte delle due fazioni.

L'operato di Sant'Ambrogio a Milano ha lasciato segni profondi nella diocesi e nella città.
Il rito ambrosiano è un rito liturgico adottato dalla Diocesi di Milano, che si distingue da quello utilizzato nel resto dell'Occidente, detto invece rito romano.
In origine aveva una diffusione molto vasta, su tutto il nord d'Italia fino a sud di Bologna. Nel corso della storia molte comunità anticamente di rito ambrosiano sono passate al rito romano.
Il rito ambrosiano è attualmente seguito nella maggior parte della diocesi di Milano, tranne in alcune città.
Con questa ricorrenza inizia la ''fiera degli Oh bej! Oh bej'', che è il mercatino tipico milanese.
Si tiene generalmente dal 7 dicembre, giorno del santo patrono della città, fino alla domenica immediatamente successiva. E' in assoluto il mercatino più visitato dell’anno.

Nel giorno di S. Ambrogio si apre, come sempre, la stagione lirica del Teatro alla Scala con la Prima serata d'apertura. Quest'anno in cartellone ci sarà il ' Don Giovanni di Mozart '.

Inoltre quest'anno, alcuni Milanesi ne approfittano del lungo ponte di Sant'Ambrogio e dell'Immacolata, per andare in montagna a sciare (c'è neve?), oppure chi rimane in città, và alla Grande Fiera del Artigianato a Rho/Pero.

lunedì 5 dicembre 2011

Le Gallerie d'Italia a Milano

F.Hayez
Ieri finalmente ho visitato a Milano in piazza della Scala, dopo una lunga fila, ''le Gallerie d'Italia''. Entrando al piano terra di Palazzo Anguissola, vedi subito i bassorilievi del Canova, fino ad arrivare poi a Palazzo Brentani con i capolavori di Boccioni. Infine le suggestive opere di Francesco Hayez: un percorso aperto a grandi e piccini, alla scoperta dell’arte e delle emozioni.


U.Boccioni
E' un nuovo appuntamento gratuito per i milanesi e i tanti turisti di Milano:  le “Gallerie d’Italia” sono state inaugurate all'inzio del mese di Novembre, primo nucleo del nuovo polo museale realizzato da Intesa Sanpaolo e Fondazione Cariplo, compreso tra via Morone, via Manzoni. Si tratta di un’area dedicata all’arte del XIX secolo, e sarà ospitato anche nello storico palazzo che fu sede dalla Banca Commerciale Italiana, in Piazza della Scala.

Quasi 200 le opere che si potranno ammirare gratuitamente fino al 2012, esposte per raccontare l’arte dell’Ottocento attraverso i suoi rappresentanti più illustri, dai bassorilievi neoclassici di Canova, ai capolavori della stagione prefuturista di Boccioni, passando tra le suggestive opere di Francesco Hayez, Inganni, Mosè Bianchi, Carcano, Segantini e molto altri ancora.


A.Morbelli

G.Molteni





















Valore aggiunto dell’esposizione è il percorso stesso: 2.900 metri quadrati, divisi in 23 aree, fra i due palazzi storici, altrimenti chiusi.
Le “Gallerie d’Italia” resteranno aperte gratuitamente, come dicevo prima, fino al completamento del museo, previsto nel 2012 con l’inaugurazione della sezione “Novecento”.

Insomma l'apertura a Milano, nel giro di poco più di un anno, del Museo del Novecento all'Arengario di Piazza Duomo, si propone come un sistema integrato di Musei che dialoga con il tessuto sociale della citta contemporanea, in attesa della sistemazione e apertura della Grande Brera.

venerdì 2 dicembre 2011

Week end a Stresa

Stresa si raggiunge in auto da Milano in Autostrada (80 Km circa), oppure in meno di un'ora di treno con partenza dalla Stazione Centrale.


E' una cittadina di rilievo turistico internazionale, al centro del Lago Maggiore, in una posizione panoramica e pittoresca, proprio di fronte alle Isole Borromee. E' della meta' dell'Ottocento, coi primi turisti inglesi, fino ai primi del Novecento che Stresa assunse quell'aspetto inconfondibile ed elegante coi suoi alberghi in stile liberty e le sue ville che la distinguono. Oggi, grazie anche all'imponente rete alberghiera, e' una ricercata meta di villeggiatura ed una importante sede di manifestazioni culturali oltre che di incontri e congressi di importanza internazionale.

Sulla bella spiaggia del lungolago si apre Piazza Marconi con il suo imbarcadero e la Parrocchiale di S. Ambrogio, ricostruita in stile neoclassico nel 1790 da G. Zanoia. Alle sue spalle, e' visibile Villa Ducale, la prima ad essere costruita nel 1770 cui seguirono numerose altre; qui mori' Antonio Rosmini, ricordato dal Centro Internazionale di Studi Rosminiani di cui la villa ne e' sede.

Il maggior pregio della posizione di Stresa rimane tuttavia la splendida vista sul Lago Maggiore e il Lago d'Orta (consiglio di prendere la funivia Stresa-Mottarone).
Il panorama spazia dalla sponda lombarda, con Cerro e Laveno sino alla Rocca di Calde', fino a quella piemontese con la Punta della Castagnola, Pallanza e - sulla sinistra - il Monte Rosso (mt. 613 slm.) sino ai monti dell'Ossola.

Piu' vicino, l'arcipelago delle Isole Borromee, tradizionale meta d'incanto, collegata a Stresa ogni mezz'ora dai battelli della Compagnia Lago Maggiore.
E' d'obbligo un tour delle Isole. Sono l'Isola Bella, l'Isola Madre e l'Isola dei Pescatori, unica abitata tutto l'anno (80 persone).

mercoledì 30 novembre 2011

Guardiani, angeli dei Musei


In mostra dal 25 Novembre al 5 Febbraio 2012 presso il Museo Bagatti Valsecchi (Milano) c'è una selezione di immagini fotografiche tratte dal lavoro di Davide Pizzigoni dedicato ai custodi di musei.

Artista eclettico, Davide Pizzigoni, Milanese classe 1955, è attivo, oltre che come pittore, quale scenografo e designer; in questi ambiti vanta collaborazioni prestigiose sia con importanti istituzioni europee quali il Teatro dell'Opera di Zurigo e lo Staatsoper di Vienna, che con marchi prestigiosi del mondo della moda e del design.


Le immagini in mostra presso il Museo Bagatti Valsecchi sono il frutto di un lavoro fotografico che questo
artista ha realizzato dal 2008 in numerosi musei di Francia, Inghilterra, Russia, Brasile e Italia.
Al centro di questa ricerca, i guardiani raffigurati sul loro luogo di lavoro, ripresi in grandi istituzioni di fama internazionale o in piccole realtà, tra opere d'arte, animali impagliati, interni decorati o istallazioni contemporanee. Tra gli scopi della ricerca vi è il desiderio di individuare le relazioni che si stabiliscono tra i soggetti fotografati e il particolare contesto in cui abitano durante la loro giornata lavorativa.

Emergono così, talvolta, veri e propri casi di mimetismo, se non addirittura di camaleontismo e cioè non solo di imitazione/adeguamento al contesto, ma anche una volontà di risultare invisibili al pubblico: quel pubblico che comunque non nasconde di guardare i guardiani stessi come se fossero trasparenti.




Più in generale l'indagine di Davide Pizzigoni rappresenta uno sguardo di grande originalità sui musei e sulle collezioni, approdando a una riflessione sugli esseri umani, sul loro rapporto con l'arte, sul dialogo misterioso e sempre affascinante tra luoghi, cose e persone.

Per Informazioni

Museo Bagatti Valsecchi
via Gesù, 5 - 20121 Milano
tel. 02 76006132

lunedì 28 novembre 2011

Una simpatica storiellina

Uno degli alunni continuava a scrivere nei temi in classe: ''Io ho andato'', fino a che la professoressa di  italiano, stanca di correggerlo, un bel giorno perse la pazienza e gli disse:

- Senti, Bianchi, non è possibile che alla tua età, tu faccia ancora di questi errori: oggi ti tratterrai in classe dopo la fine delle lezioni e scriverai sul quaderno, cinquanta volte, ''Io sono andato a casa''. Poi aspetterai che io torni a verificare. Hai capito?

Il ragazzo ubbidì e fece quanto gli era stato ordinato, poi aspettò, ma la professoressa non arrivava.
Allora decise di andare, ma lasciò un biglietto sul banco, con queste parole:

''Professoressa, ho scritto sul quaderno cinquanta volte ''Io sono andato a casa'' come lei mi ha detto, poi, visto che lei non tornava, io ho andato a casa''.

venerdì 25 novembre 2011

Le stanze dei giochi

Da venerdi 25 a domenica 27 novembre 2011  ci sarà a Milano, nella Villa Necchi Campiglio la mostra-mercato di repliche di giocattoli della tradizione realizzati dalla Comunità Cenacolo. Filo conduttore saranno i personaggi del mondo fantastico e del bosco - gnomi, folletti e fatine - a cui si ispireranno spettacoli, animazioni e laboratori.



La manifestazione organizzata dal FAI – Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con la Comunità Cenacolo, i cui ospiti si sono occupati dell’ideazione e della realizzazione artigianale dei giochi in vendita, sarà un’occasione speciale non solo per riscoprire bellissimi giochi di una volta in grado di stimolare l’immaginazione, l’ingegno, la voglia di costruire e inventare, ma anche per passare qualche ora in un’atmosfera spensierata e iniziare a pensare ai regali di Natale per i più piccoli. L’esposizione dei giochi verrà allestita nel campo da tennis coperto e riscaldato, mentre le sale del seminterrato della Villa saranno dedicate a presepi, alberi e decorazioni natalizie.


Un vero e proprio viaggio nei ricordi di gioco più belli che torneranno così a “vivere” e a rallegrare i bambini, grazie alle perfette repliche di giocattoli che hanno accompagnato l’infanzia dei nostri nonni e bisnonni. In occasione de “Le stanze dei giochi” sarà infatti possibile acquistare cavallini a dondolo, carretti, piste per macchinine e trenini, mobili per la camera dei bambini e per la casetta delle bambole, carrozzine e toilettes, teatrini delle marionette e riproduzioni a misura di bambino del banco del mercato e di quello del falegname.

Tra le novità di quest’anno: per la prima volta sarà possibile acquistare per i propri bambini degli splendidi corredini – realizzati interamente a mano – e disponibili anche nella versione più piccola per orsacchiotti e bambole. In più, sarà in vendita una speciale linea di abbigliamento, accessori e orsetti ispirati alle creazioni della nota designer olandese Anne-Claire Petit, prodotti con filati naturali e raffinati accostamenti di colore. Spazio anche alla fantasia, grazie agli spettacoli di burattini che sabato e domenica (alle ore 10.30, 11.30, 15.30 e 16.30) faranno rivivere tre fra le più amate fiabe della tradizione: “Hänsel e Gretel” e “Raperonzolo” dei fratelli Grimm e “La principessa sul pisello” di Andersen.

In più, possibilità di effettuare speciali “visite per famiglie”, pensate appositamente per i piccoli visitatori (dai 4 ai 12 anni) e per i loro accompagnatori. E per chi avesse bisogno di fare aggiustare o sistemare qualche gioco acquistato nelle due precedenti edizioni sarà attivo l’“ospedale dei giocattoli”: un servizio di pronto intervento che permetterà di farli tornare come nuovi.

La manifestazione “Le stanze dei giochi” si svolgerà seguendo specifici criteri di attenzione e accoglienza verso le famiglie: speciali visite guidate alla Villa dedicate ai più piccoli (fino a esaurimento posti), spettacoli di burattini e laboratori creativi, parcheggio passeggini, possibilità di depositare i propri acquisti più voluminosi per poter continuare la visita e baby menu in Caffetteria. E, contrariamente a quanto avviene in qualunque negozio, i bambini verranno invitati a provare in loco tutti i giochi in esposizione.

Per informazioni:

FAI - Villa Necchi Campiglio
Via Mozart, 14
Tel. 02/76340121 (dalle 10 alle 18)

mercoledì 23 novembre 2011

Il grande mistero della vita: l'Amore

L'Uomo si è sempre posto la seguente domanda:

''Cos'è l'Amore?''


Chiunque si è cimentato per trovare una risposta definitiva, soprattutto i Filosofi, i quali vedono l'Amore come una forza inevitabile in grado di attrarre verso di sè qualsiasi essere del Creato.

Molto attuale, ad esempio è Socrate, che già nel V secolo a.C. sostenne che ''Amore è il desiderio di ciò che manca'',  ampliando pure il concetto di Eros (amore sessuale) quale ''il prevalere del desiderio irrazionale sulla rettitudine''.

Un secolo dopo sarà Aristotele a sostenere che ''l'Amore, come l'Odio, è un'affezione dell'Uomo in quanto sostanza imperfetta, e deriva dalla fusione di forma e materia''.

Dopo la grande parentesi mistica dominante per tutto il Medioevo, Spinoza fa discendere l'Amore da tre
Affetti Primi: ''Cupidas, Laetitia e Tristitia.

Per ''i Romantici,'' l'Amore tortuoso trasfigura tisiche fanciulle in tragiche Eroine, tutte palpiti e tremori, e che il culmine massimo dell'Amore diventa per loro la Morte.

Anche il padre della psicanalisi, Freud, nel XX secolo affermò lapidariamente che ''la vita contiene la Morte ed Eros si fonda in essa.''

Con tutto ciò, però, penso che ai giorni nostri, nessun filosofo contemporaneo abbia dato una definizione precisa dell'Amore. Soltanto scrivono che l'Amore è un sentimento intenso e profondo di affetto, di simpatia ed adesione, rivolto verso una persona, un animale, un oggetto o verso un concetto, un ideale.

Io invece penso che l'Amore sia  ''il contenuto di un sogno'' e che la risposta a questo grande mistero della vita la possano dare solo i ''Pazzi, (sì, ovvero le persone Impazzite) che hanno capito veramente cos'è l'Amore'', come diceva una vecchia canzone del Cantautore G.Povia.

lunedì 21 novembre 2011

Una semplice storiella




A un incrocio si scontrarono una Rolls Royce, una Ferrari e un'Utilitaria. Dalla Rolls, semidistrutta, uscì un signore molto distinto, fortunatamente illeso, che disse scuotendo il capo:

- Che disastro! ho perso una giornata di guadagni!

Dai rottami della Ferrari uscì un giovanotto che imprecò:

- Dannazione! se n'è andato un mese di stipendio!

Dalle lamiere accatocciate dell'utilitaria venne fuori un ometto che con voce lamentosa mormorò:

- E che cosa dovrei dire io ? In un batter d'occhio ho perso un anno di stipendio!

Gli altri due lo guardarono severamente ed esclamarono:

- Così impara a comprare auto tanto costose...!

venerdì 18 novembre 2011

Natale a Villa Bozzolo 2011


Sabato 19 e domenica 20 novembre - Sesta edizione della manifestazione, che apre il periodo natalizio, organizzata dal FAI  (Fondo Ambiente Italiano) in una sua prestigiosa proprietà Villa Della Porta Bozzolo. Una mostra-mercato che propone i regali più originali: dall'eccellenza artigianale all'enogastronomia di qualità.

Due giornate dall'atmosfera magica durante le quali i visitatori potranno ammirare e acquistare pregevoli creazioni artigiane e apprezzare il fascino della Villa, i cui saloni saranno animati da cinquanta espositori, attentamente selezionati secondo criteri di originalità, creatività, ricercatezza, uso di materiali alternativi e ottimo rapporto qualità-prezzo, che presenteranno i loro migliori prodotti. Proposte insolite, rigorosamente “fatte a mano”, caratterizzate da design accattivante e linee raffinate: dai gioielli in vetro grezzo agli oggetti in ceramica e feltro, dai coloratissimi tessuti indiani ai giocattoli in legno, la mostra sarà una straordinaria occasione per acquistare decori per la casa e regali esclusivi di alta qualità.



Per gli amanti del buon cibo, sarà allestito inoltre un ampio spazio dedicato alle delizie della tavola dove sarà possibile comprare e degustare ottimi prodotti, come lo speciale Barolo Chinato, collezioni di spezie e di sale grosso, funghi e tartufi, frutta, verdura e cereali provenienti da coltivazioni biodinamiche, confezioni regalo con gustose specialità regionali, deliziosi dragées speziati, raffinati prodotti d'erboristeria e la famosa cioccolata Venchi in tutte le sue forme: tavolette, creme spalmabili, torroni. In vendita a Villa Bozzolo anche piante e fiori della stagione invernale e composizioni floreali natalizi per tutti gli appassionati del verde.

In entrambi i giorni di manifestazione sono previste iniziative per i più piccoli: spettacolo dal titolo “Viaggio intorno al mondo con Babbo Natale”, durante il quale verranno raccontate fiabe e leggende delle diverse culture, per scoprire i differenti modi in cui viene festeggiato il Natale nel mondo. A seguire coinvolgenti attività creative – a cura di Marina Zennaro - offriranno l'opportunità ai bambini di realizzare decorazioni natalizie con il feltro.

In entrambi i giorni di manifestazione sarà possibile effettuare interessanti visite guidate agli splendidi interni di Villa Della Porta Bozzolo.

Per informazioni:


Villa Della Porta Bozzolo
Casalzuigno, Varese
Tel. 0332/624136
E-mail: faibozzolo@fondoambiente.it

mercoledì 16 novembre 2011

Viaggiare nel passato

Se l'Italia è terra ad alta frequentazione turistica lo deve anche al suo passato, oltre che alla sua posizione geografica nel Mediterraneo. Le sue Regioni, quelli del Nord Alpino, confinanti con la Francia,  la Germania e l'Austria, sono zone di transito fin dall'antichità e poi di viaggi, soprattutto a partire dall'età moderna, ovvero dal Quattrocento in poi, quando le relazioni tra Città e Principati, Chiesa ed Impero si fanno più intense e complesse.



Le cronache di viaggio diventano un genere letterario, dette ''letteratura di viaggio''.
E prima? Nel Medioevo, più che di viaggi possiamo parlare di trasferimenti o di pellegrinaggi, per esempio verso Santiago di Compostela. Al ''viaggiatore'' interessava solo la meta finale!

Ma nei tre secoli centrali che hanno segnato la modernità, il viaggio diventa importante. Serve non solo a conoscere le terre attraversate, ma anche a ''farsi riconoscere'', a marcare i luoghi come appartenenza, a sfoggiarli come compiacimento di accoglienze ricevute, come vetrine di potere.

I viaggi del Cinquecento non descrivono i sentimenti e le emozioni del viaggiatore, come farà poi Goethe, ma la loro struttura e organizzazione del territorio.
Viaggiatori importanti furono gli ambasciatori ecclesiastici mandati dai vari Principati a Roma presso il Pontefice per promuovere  specifici interessi o esigenze. Gli ambasciatori lasciavano precisi resoconti dei loro viaggi.
Grandi viaggiatori noti del passato  furono: Massimiliano d'Asburgo, Nicolò Macchiavelli, Filippo II del Tirolo, Carlo V, Antonio Quetta (ambasciatore), Bartolomeo Fontana (maestro di scuola a Venezia), fino ad arrivare, nel Settecento, a Goethe con il suo capolavoro ''Viaggio in Italia''.

Nel Settecento, viaggiare comportava il dover sopportare vere torture fisiche. Scrive Goethe:
"Si dice le strade tedesche siano in ottimo stato, ma non è vero! Solo alcune di esse sono veramente agibili. I passeggeri soffrono, e tremano quando la carrozza passa accanto ai burroni. Ci sono torrenti da guadare, paludi inospitali... spesso non resta che scendere e proseguire a piedi"

E Wolfgang Amadeus Mozart si lamentava col padre:

"...non si può chiudere occhio per un solo minuto. Queste carrozze ci strattonano fin dentro all'anima! E i sedili: duri come pietra!''

Anche in Italia lo stato delle strade era pessimo. Le Alpi erano sicuramente il tratto più faticoso.
"I passeggeri devono spesso scendere per consentire ai cavalli di riposarsi e, a ogni ripida salita, spingere la   carrozza“. Ma, una volta superate le Alpi, ecco il "Giardino Italia"! Vigneti, alberi di frutta, distese di fiori... e un cielo straordinariamente azzurro.
Goethe è stato a Trento, Verona, Padova, Venezia, Bologna, Perugia... e più tardi Napoli e la Sicilia.

In Francia le cose andavano molto meglio. I grand chemins erano ben curati, accuratamente livellati col pietrisco. Ogni anno Luigi XV stanziava la somma di sei milioni di livres per la manutenzione di piste e ponti.

In Inghilterra la situazione era invece simile a quella tedesca.

Adesso non lamentiamoci troppo se troviamo nelle strade tanto traffico! Abbiamo fortunatamente tanti conforts e optionals tecnologici nelle nostre auto, anche nelle utilitarie!

lunedì 14 novembre 2011

Il Mazermino

            Tra i vini del Trentino il Marzemino, dopo il Teroldego, 
è forse quello che maggiormente evoca leggende.




Raccontare la storia di questo vino rosso e del suo omonimo vitigno è compiere un viaggio a ritroso nel tempo. Tra i riscontri mitologici  si racconta che il vitigno, che dà origine a questo vino, è giunto probabilmente nella valle dell’Adige dopo travagliate, secolari peripezie. Impossibile stabilirlo con precisione.
Recenti indagini mitologiche-archeologiche fanno ritenere che i semi originari dell’uva Marzemino provengano addirittura dalla città di Merzifon, in Paflagonia, non a caso – come scrive Omero – il paese di Diomede.
Una diffusione lenta quanto pacata, scandita dal fascino mitologico, fatta di scambi, contaminazioni culturali, avventurose conquiste e oscure devastazioni. Secoli e secoli di peregrinazioni nella “culla” mediterranea. Resta il fatto che le uve Marzavi sono citate prima in antichi registri commerciali a Cipro, poi nelle isole verso la costa Dalmata e via via nei centri di scambi agricoli, lungo la foce del Po e dell’Adige.
Sviluppo lentissimo, ma costante. Fino a giungere ai piedi delle Dolomiti risalendo appunto il fiume Adige, fondamentale via di comunicazione tra pianura e le Alpi.
Un viaggio avventuroso, legato anche ad altre, affascinanti leggende. Come quella supposizione che risale al secolo scorso. Teoria secondo la quale il nome Marzemino deriva dalla denominazione di un villaggio della Carniola, centro rurale ( ora scomparso ) situato tra la Carinzia e la Slovenia, paese chiamato appunto Marzmin. Piante di vite, in questo caso, che sarebbero state portate in Vallagarina da militari al soldo della Serenissima, quando Venezia dominava su tutto l’Adriatico, compresa la parte meridionale dell’attuale provincia di Trento.
Dinastie nobiliari, che hanno difeso pure le peculiarità enologiche di questo territorio, hanno legato al vino pagine di storia, aneddoti, curiosità. Come quella del primo concerto italiano del giovanissimo Mozart, ospite in Vallagarina dei Lodron e dei Bossi Fedrigotti, famiglie protagoniste indiscutibili dello sviluppo lagarino.
Mozart che non dimentica la sua sosta roveretana, il suo primo successo giovanile.
E qualche anno più tardi, rende onore al vino di casa Lodron, il Marzemino …scegliendolo, d’accordo con il suo librettista Lorenzo Da Ponte, come bevanda per il finale menu del famoso Don Giovanni ( atto secondo, scena quinta ) :

“ …Versa il vino, l’eccellente Marzemino!”.

mercoledì 9 novembre 2011

Il Juke Box

Ve lo ricordate questo apparecchio, installato nei bar e nei locali pubblici all'inizio degli anni '60, che riproduceva brani musicali in modo automatico in seguito all'introduzione di una moneta al suo interno e alla scelta di una canzone in voga?

Ebbene, era il Juke Box.


Il funzionamento era molto semplice: all'inserimento di una moneta valida, la macchina la depositava nella cassaforte e abilitava la tastiera per la selezione dei brani. Alla selezione di una canzone, il meccanismo a margherita contenente i dischi (posto nella parte superiore) si muoveva finché il disco selezionato si trovava sotto al braccetto meccanico che lo spostava nel piatto del giradischi. A questo punto iniziava la riproduzione del disco, che a fine canzone veniva riposizionato nel selettore a margherita.
Il Juke-box è stata una macchina che, insieme al Flipper, ha segnato la storia dell'intrattenimento pubblico.
Era anche presente in moltissimi film e telefilm ed è stato uno dei simboli degli anni cinquanta, soprattutto negli USA, ma dopo anche in Italia.

lunedì 7 novembre 2011

Niente di nuovo sotto il sole


Ieri sera sono andato in cantina perchè dovevo cercare un libro che mi interessava rileggerlo.
Invece non l'ho trovato ma mi sono imbattuto su un mio vecchio libro di filosofia del terzo anno di liceo.
Sfogliandolo trovo sottolineato un brano sulla tirannia, tratto dal libro VIII di
'La Repubblica di Platone'.

Quì di seguito vi riporto ciò che ho riletto:


''Quando un popolo, divorato dalla sete di libertà, si trova ad avere a capo dei coppieri che gliene versano quanta ne vuole, fino ad ubriacarlo, accade allora che, se i governanti resistono alle richieste dei sempre più esigenti sudditi, sono dichiarati tiranni. E avviene pure che, chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori è definito un uomo senza carattere, servo.
Che il padre impaurito finisce per trattare il figlio come suo pari, e non è più rispettato; che il maestro non osa rimproverare gli scolari e costoro si fanno beffe di lui; che i giovani pretendono gli stessi diritti, la stessa considerazione dei vecchi e questi, per non parer troppo severi, danno ragione ai giovani.
In questo clima di libertà, nel nome della medesima, non vi è più riguardo nè rispetto per nessuno.
In mezzo a tanta licenza nasce e si sviluppa una mala pianta: la tirannia''.

''Niente di nuovo sotto il sole'' con questo interessante quadro storico sulla Democrazia!
Ma il pensiero filosofico di Platone sarà ancora attuale? Penso di sì....

sabato 5 novembre 2011

Sapori d'autunno

L'altro giorno mia moglie ha preparato un sugo dal sapore eccezionale. Mi ha detto che la ricetta l'ha presa da una rivista specializzata, e che questo sugo si può conservare anche in vasetti per alcune settimane.
Ecco la ricetta, perchè voglio condividerla con Voi.!

Ingredienti

1 kg di pomodori ben maturi 1 cipolla 1 kg di funghi chiodini 3/4 peperoncini rossi piccanti 4 spicchi d’aglio 2 cucchiai di prezzemolo tritato qualche foglia di basilico 1 limone sale e pepe, 5/6 cucchiai Olio Extra Vergine d’oliva.

Preparazione

Lavate i pomodori. Pelateli immergendoli per un minuto nell’acqua bollente. Togliete le parti dure e metteteli in una zuppiera. Conditeli con sale, pepe e le foglie di basilico. Schiacciateli leggermente e lasciateli scolare per un po’. Poi, sgocciolateli dall’acqua e tritateli.
Ora preparate i funghi. Puliteli dal terriccio e sciacquateli immergendoli in acqua acidulata col succo di un limone. Sgocciolateli e disponeteli su un canovaccio ad asciugare bene.

Tritate il prezzemolo con uno spicchio d’aglio e i peperoncini.

Fate imbiondire gli spicchi d’aglio in un tegame di coccio con l’Extra Vergine di oliva.

Quando l’aglio sarà dorato levatelo e mettete a rosolare i chiodini bene asciutti. Lasciateli cuocere a fuoco alto per qualche minuto, finché si sarà asciugata l’acqua.

Aggiungete i pomodori. Mescolando lasciate asciugare per 5 minuti.

Salate, pepate e completate col prezzemolo tritato.

Controllate che il tutto risulti morbido, non troppo liquido, né troppo secco.

Togliete dal fuoco e riempite subito dei vasi sterilizzati con il sugo ancora caldo. Coprite con un filo d’Olio Extra Vergine di oliva e tappate immediatamente.
Sistemate i vasi bene chiusi in una pentola con acqua.

Mettete la pentola al fuoco, portate ad ebollizione e fate sterilizzare per circa mezz’ora.

Così preparato il sugo potrà essere conservato in dispensa, mantenendo intatto il suo gusto per diverse settimane.

giovedì 3 novembre 2011

L'estate è finita o è infinita?

Ho fatto l'ultima gita in barca con amici



Ho visto i pattini già parcheggiati al molo




ma anche i motoscafi e i vaporetti



Che tristezza! Purtroppo ormai l'estate è finita o no?


Ecco i primi segnali! Buon Inverno.....

lunedì 31 ottobre 2011

La festa dei Morti in Sicilia

Già l'anno scorso vi avevo parlato della "Festa dei Morti in Sicilia'', perchè è una ricorrenza molto sentita, risalente al X secolo, e viene celebrata il 2 novembre per commemorare i defunti.
Si narra che anticamente nella notte tra l'1 ed il 2 novembre i defunti visitassero i cari ancora in vita portando ai bambini dei doni.
Oggi questi doni vengono acquistati dai genitori e dai parenti nelle tradizionali "fiere", che si svolgono in molte città della Sicilia.


Qui vi si trovano bancarelle di giocattoli e oggetti vari da donare ai bambini. Questi ultimi vengono poi nascosti in casa e trovati dai bambini, al mattino presto, con una sorta di caccia al tesoro.
Oltre a giocattoli di ogni sorta, esiste l'usanza di regalare scarpe nuove talvolta piene di dolcetti, come i particolari biscotti chiamati 'ossa di morto' e la frutta secca, cioccolatini, la frutta di martorana e i pupi di zucchero, generalmente accompagnati da 'u cannistru', un cesto ricolmo di frutta secca.
In alcune parti della Sicilia viene preparata la muffoletta, "cunzata" la mattina del 2 Novembre, con olio sale pepe e origano.

La giornata prosegue con la visita al Cimitero, dove riposano i loro defunti più vicini e più cari, per portare fiori.


Tali usanze sopravvivono ancora in alcune località della Sicilia, dove i "morti" sono soliti uscire durante la loro festa e compiendo dei percorsi antichi, donare regali ai bambini.
Ad Erice, i defunti escono dalla Chiesa dei Cappuccini, o a Cianciana in provincia di Agrigento, dove escono dal Convento di S. Antonino dei Riformati. A Partinico, vicino a  Palermo, indossano un lenzuolo e a piedi scalzi, recando una torcia accesa e recitando litanie, percorrono alcune strade cittadine.
Anche nel Catanese, e per la precisione ad Acireale, durante la ricorrenza dei morti si usa che girino per la città indossando un lenzuolo funebre, e rubando i doni ai venditori per poi darli ai bambini.

Invece da qualche anno la voglia di celebrare il 31 ottobre, vigilia della festa di Ognissanti, con zucche e cappelli da strega, è arrivata anche in Italia, ovvero la festa di Halloween.
Festa popolare di tipo pagano, importata dall'America, in cui sin dal tardo pomeriggio e fino a notte fonda i ragazzini organizzano party, balli e gare, indossano maschere macabre e mostruose e vanno in giro con cestini chiedendo dolcetti ai vicini di casa che usano lasciare cibo e doni fuori.

Adesso in Sicilia  i bambini ormai festeggiano sia la festa dei Morti che quella di Halloween.

venerdì 28 ottobre 2011

Povera Italia.....sta affondando!?!?!

Da così.....



A così???


Spero proprio di NO.....

mercoledì 26 ottobre 2011

Risolto il parcheggio di biciclette!

Prendendo spunto da una foto, pubblicata nel blog ''Adriano Maini'', sull'alluvione di Roma,
voglio  invece farvi vedere come, in una cittadina del Trentino, hanno risolto il problema del parcheggio di biciclette (alcune venivano anche rubate), con un ingegnoso sistema:

O legandole in alto sui vasi delle piante....

 


o aggangiandole alle finestre.....
(come a Roma per l'alluvione)




o sollevandole e legandole negli edifici della strada .....




oppure attaccarle di traverso al muro!


Da quando hanno trovato questo curioso ed intelligente ''sistema'',
vi assicuro che le biciclette non spariscono più come prima!

lunedì 24 ottobre 2011

Il processo ai topi


In montagna, dalle parti della Val Venosta, dove sono stato ad agosto (quando faceva molto caldo in pianura), mi hanno raccontato una bella e strana storiella locale, ovvero un processo fatto ai topi, che voglio condividere con voi. Questo immemorabile processo che venne fatto ai topi tra il 1519-1520 è una storia tratta dagli atti giudiziari di quell'epoca ma che si tramanda in Alto Adige anche da padre in figlio.

Si racconta infatti che il conte Alberto III di Tirolo trasferì il Tribunale da Malles a Glorenza, allora unica ''vera città'' della Val Venosta.
Venerdì, 21 ottobre 1519, Simon Fliess di Stelvio si presenta davanti al giudice Wilhelm Hasslinger e annuncia che il Comune di Stelvio intende denunciare i topi perché questi avrebbero fatto immensi danni ai prati e campi. Il giudice apre il processo e ordina come difensore per i topi Hans Grienebner, cittadino di Glorenza e come accusa Minig Schwarz di Stelvio.
La prima udienza fu stabilita per il 26 ottobre 1519. Venne fatto un vero processo con testimoni, domande e risposte e così andò avanti fino al 2 maggio 1520.
Negli atti giudiziari i topi venivano chiamati ''animaletti fastidiosi'', non ragionevoli, che da sempre popolavano il paese di Stelvio. Il difensore degli ''Stelviani'' però annuncia che, se i topi avrebbero potuto rimanere, la gente di Stelvio si sarebbe sentita costretta a lasciare il paese.
Così il giudice sotto pressione condanna i topi all'espatrio. Ma il difensore dei topi disse che, se i poveri animaletti dovevano lasciare la loro terra, si deve prevedere una nuova patria per i topi.
Visto che questa non si trova nella zona di Glorenza, si deve costruire un ponte attraverso l'Adige.
Inoltre si deve garantire la sicurezza dei topi, chiudendo in casa gatti e cani e che i topi ammalati e le tope incinte possono rimanere altre due settimane.
Il Tribunale era d'accordo e annuncia la Sentenza: ''I topi devono lasciare la zona di Stelvio entro due settimane e durante il loro viaggio, viene garantita la loro sicurezza.''

venerdì 21 ottobre 2011

L'angolo del buonumore

Nella giungla


Un abitante  di un piccolo villaggio dell'Africa si dirige verso la cittadina più vicina con il suo cane.
Il cane si divincola, spezza il guinzaglio e scappa nella giungla.Mentre sta cercando il suo padrone,vede un leopardo che si avvicina con il chiaro intento di mangiarselo.
Il cane va in panico, ma in una frazione di secondo vede a terra delle ossa.
Allora si mette di schiena al leopardo e comincia a succhiare un osso mentre attende l'arrivo del felino.
Quando il leopardo è a portata di orecchio, il cane dice: ''Mamma mia quanto era buono questo leopardo! Chissà se qua intorno ce ne saranno altri...''.
Il leopardo impaurito si dà alla fuga e scappa nel bosco. Da un albero lì vicino una scimmia assiste alla scena e decide di sfruttare questa informazione a suo vantaggio. Si reca alla tana del leopardo e gli racconta tutto sperando che lui diventi il suo protettore. Il leopardo dice: '' Portami da questo cane! Mi ha ridicolizzato sul mio territorio! Monta sulla mia schiena e conducimi da lui e ti renderò questo servizio''.
Il leopardo e la scimmia si dirigono verso il cane. Il cane però ha intuito qualcosa, quindi si mette di nuovo con la schiena verso i due animali che stanno arrivando ed esclama: ''Vedi a fidarsi delle scimmie... Lo sapevo che non le dovevo dire niente! E' mezz'ora che l'ho inviata a cercare un altro leopardo e non è ancora ritornata!!!''

mercoledì 19 ottobre 2011

Rinasce a Padova la Villa dei Vescovi


Essendo un volontario del FAI, (Fondo per l'Ambiente Italiano), domenica scorsa sono andato a Padova per visitare questa splendida Villa.
Edificata tra il 1535 e il 1542 su un terrapieno dei Colli Euganei come casa di villeggiatura del vescovo di Padova, la Villa fu realizzata dal pittore-architetto veronese Giovanni Maria Falconetto, sotto la direzione di Alvise Cornaro, erudito veneziano. Altri grandi architetti succedettero a Falconetto: Giulio Romano, Andrea da Valle, Vincenzo Scamozzi e diversi avvenimenti determinarono il cambiamento del progetto iniziale. Ciò nonostante Villa dei Vescovi ha conservato gran parte dell'ideale architettonico dei suoi creatori, secondo la secentesca descrizione del padovano Portenari. Al piano nobile la dimora è arricchita da un ciclo di affreschi realizzati a partire dal 1542 dal pittore fiammingo Lambert Sustris, molti dei quali evocano fedelmente il sublime paesaggio circostante.


La donazione al FAI della Villa da parte di Maria Teresa Olcese Valoti e di suo figlio Pier Paolo Olcese in memoria del marito e padre Vittorio Olcese, rappresenta un gesto di grande responsabilità civile.

Regalandola al FAI, l'hanno donata a tutti gli italiani”.

Da luglio scorso Villa dei Vescovi ha aperto al pubblico, permettendo ai visitatori di vivere in prima persona questo splendido “osservatorio” sul paesaggio, questo “pensatoio” sospeso nel tempo nel quale è possibile ritagliarsi il proprio spazio per leggere, rilassarsi e meditare.

lunedì 17 ottobre 2011

La prima ruota in Europa


Nel post precedente mi ero dimenticato di mostrarvi questa interessante e curiosa foto. 
Rappresenta la più antica ruota d'Europa, (è del 3200 a.C.).
E' stata trovata in Svizzera (vicino a Berna).
E' fatta in legno d'acero ed è esposta al Castello del Buonconsiglio di Trento.

venerdì 14 ottobre 2011

Una semplice storiellina



Un tale entrò in un negozio di alimentari in cui campeggiava la scritta ''Da noi trovate assolutamente tutto'', si avvicinò a un commesso e, con aria di sfida, ordinò:
- Due fettine di elefante, prego.
Il commesso ebbe un attimo di esitazione.
- Non mi dirà che non avete l'elefante, vero? - incalzò il cliente.
- Aspetti che vado di là a chiedere - disse il commesso, dirigendosi perplesso nel retrobottega.

Poco dopo tornò scuotendo il capo:
- Mi dispiace, signore, ma non la possiamo accontentare...
- Ah, dunque l'elefante non ce l'avete! - esclamò il cliente, trionfante.
- Certo che ce l'abbiamo, ma il principale dice che per due fettine un elefante nuovo non lo comincia...

mercoledì 12 ottobre 2011

Le grandi vie delle civiltà

Alcune settimane fà sono andato a Trento al Castello del Buonconsiglio per visitare una bellissima mostra sulle grandi vie delle civiltà, ovvero le relazioni e gli scambi fra il Mediterraneo e il Centro Europa.



Eccezionali testimonianze provenienti da numerosi Musei Europei sono state riunite per la prima volta al Castello del Buonconsiglio per offrire una visione d’insieme della diffusione, a largo raggio, di beni, innovazioni tecnologiche, forme di comunicazione, modelli ed espressioni della sfera ideologico-religiosa.

Una grande mostra archeologica alla scoperta di viaggi avventurosi dalla Preistoria alla Romanità, di uomini, donne, beni e idee. Un’esposizione che si propone di stimolare riflessioni sulle interazioni culturali sugli “incontri e scontri di civiltà” che nell’antichità come nel mondo moderno hanno determinato l’affermarsi di elementi comuni , linguaggi transculturali e fenomeni multiculturali.


E noi che crediamo di aver inventato qualcosa di nuovo!

Una considerazione che mi è venuta spontanea dopo la visita e credo verrà anche a chi vedrà questa ricchissima mostra (oltre 800 i reperti, moltissimi di assoluta eccezione, in essa esposti).

La mostra durerà fino al 13 novembre 2011

domenica 9 ottobre 2011

2° Festa dei blogger a Milano


Sabato 8 ottobre 2011 ho partecipato con grande gioia al 2° Incontro dei Blogger a Milano.
Il ristorante scelto dagli ''ottimi Blogger organizzatori'' (Ambra e Sandra) è stato:

Ristorante Tagiura

Via Tagiura, 5- Milano.


Invece il succulento Menù è iniziato con:

l'Aperitivo




Poi si è svolto il pranzo con:

 

Antipasti :

Affettato misto: Culaccia di culatello (Zibello), coppa di Rovescala e Lardo di Arnad in abbinamento gnocco fritto.

Bis di primo:

Tortelli di magro (ricotta e spinaci o zucca) serviti burro e salvia.
Risotto (Rizzotti gran riserva) giallo alla milanese con pistilli di zafferano.

Secondo a scelta tra:

Scottona piemontese servita su un letto di patate e scaglie di grana.
Cocotte di funghi porcini con patate e chevre.
Gran tagliere di formaggio (capra e mucca) servito con miele, marmellate e composte di frutta.
Filetto di maialino toscano servito con cicoria e patate.

Acqua minerale e vino (Cabernet rosso e Tocai ).

Dolci al carello. Caffè e digestivo

Di seguito vi mostro alcune foto fatte col mio

telefonino nella Sala degli Affreschi

 







Con alcuni blogger siamo riusciti finalmente a conoscerci! Con altri c'eravamo già visti al 1° incontro di Bologna
Verso le 16,30 si torna a casa felici.
Alcuni sono andati in centro di Milano a fare shopping

Grazie a tutti per il piacevole incontro!!!