mercoledì 26 gennaio 2011

L'aperitivo tipico italiano: Il Bitter

In quella che allora era una piccola liquoreria sotto i portici di Piazza Duomo a Milano, acquistata cinque anni prima (1910), Gaspare Campari e la moglie Letizia inventarono l'aperitivo italiano più noto al mondo.


Lo chiamarono ''bitter'' all'uso di Hollandia, una bevanda rosso rubino e dal retrogusto leggermente amaro che fece la loro fortuna e quella del locale, il Camparino, il più classico dei bar milanesi (ora Zucca), tappa obbligata per chi voglia riscoprire atmosfere perdute, sorseggiare il noto aperitivo nella ricetta originale o subito dopo il matrimonio venire a brindare a ''cent'anni di felicità''.

Dal 1996 la casa del bitter ha perso la sponsorizzazione del locale, all' angolo della Galleria Vittorio Emanuele con piazza del Duomo (di fronte all'ex bar Motta ora Autogrill), ed e' stata costretta a cedere lo scettro, o meglio l' insegna, alla rivale "Zucca". E il simbolo "Zucca", un' ammiccante cinesina che forma con il suo corpo una Zeta rossa, ormai occhieggia gia' dalle maniglie dell' ex "Camparino".


Gli arredi sono ancora quelli tanto cari ai futuristi del 1925, naturalmente in stile liberty: dal mosaico, grigio e azzurro, alle pareti di Angelo D'Andrea, dai due grandi lampadari in ferro battuto di Alessandro Mazzuccotelli alla cassa e al lungo bancone d'ebano intarsiato di Eugenio Quarti.

Il Bitter del Camparino si vantava di essere diverso dagli altri.
Tre i segreti della mescita: il bicchiere lungo e sottile evitava la dispersione dell'aroma, fresco al punto giusto (quando il ghiaccio era ancora portato a spalla ai vari caffè), e spruzzato di acqua gasata, ma solo in superficie, per assaporare le tonalità dalla più leggera alla più intensa.


Si deve invece a Tilde Beduschi, moglie di Ettore Zucca, pioniere dell'azienda che porta il suo nome, l'invenzione del famoso Rabarbaro, da una ricetta che il medico le aveva prescritto per alleviare i disturbi digestivi. Carlo Zucca, fondatore del marchio, comincia la produzione industriale della bevanda, che diventa il simbolo della Milano raffinata.


Ancora oggi i bar di Milano sono sempre divulgatori del culto tutto meneghino dell'aperitivo, conosciuto ormai  come Happy Hour, ed hanno inventato negli anni novanta il celebre slogan ''la Milano da Bere''.

3 commenti:

Michele ha detto...

ciao Stefano ble post

approfitto per darti una "dritta" per il tuo traduttore
vai nella pagina di google e scrivi traduttore google ti apparira' traduttore google clicca su strumenti e qui copia il codice nel tuo blog al gadget htlm il giochino e' fatto!
fammi sapere
scusa se ho scritto qui ma altrimenti chi si ricorda?
ciao Michele pianetatempolibero

Giusy ha detto...

Ciao Stefano.
Come stai?Passo per un caro saluto.
Serena serata.

Stefano ha detto...

Ciao Giusy
grazie per essere passata dal mio blog
E' da tanto tempo che non ti sentivo.
Io sto bene e sono sempre impegnato, come noi tutti. Buona giornata anche a te
Stefano