lunedì 7 febbraio 2011

San Giulio e la sua isola

Ieri ,essendo una calda giornata (12 gradi), sono andato a visitare una bellissima località del basso Piemonte e precisamente  Orta, un delizioso borgo dell'omonimo lago, attraversato da vie strette e tortuose con meravigliose abitazioni e antichi palazzi. Ma la parte più affascinante è l'isola che si trova in mezzo al lago (ovvero l'Isola di San Giulio), perfettamente inserita nel paesaggio lacustre prealpino e si trova a circa 400 metri dalla riva.


Narra la leggenda che nella seconda metà del IV secolo d.C. San Giulio, fuggito dalla Grecia per scampare alle persecuzioni, iniziò ad erigere chiese cristiane per combattere il paganesimo. Volendo a tutti i costi costruire la sua centesima Chiesa, si spinse fìn sulle rive del lago e qui, affascinato dal luogo, rimase a contemplare l'isola, la quale - si dice - fosse allora infestata da draghi e serpenti.

Il Santo, non trovando una barca, stese il proprio mantello sull'acqua e camminandovi sopra raggiunse l'isola. Scacciati draghi e serpenti con la sola forza della parola, cominciò a costruire la sua centesima chiesa.
In questa Basilica a lui dedicata sono conservate nella cripta le sue spoglie.

La storia - in verità - è molto più cruda e drammatica. Orta e l'isola di San Giulio conobbero periodi di lotte violente e furono teatro di feroci assedi e di battaglie sanguinose.
Si crede che Onorato, vescovo di Novara dal 490 al 500, abbia iniziato le opere di difesa che, continuate nei secoli successivi, ne fecero l'inespugnabile municipium di cui paria Arnolfo nell'XI secolo. Divenne ducato longobardo e fu teatro di atti violenti e sanguinosi quando nel 590 il re longobardo Agilulfo vi fece uccidere il duca Minulfo con l'accusa di tradimento. Nel 957 Berengario II, in lotta con i vescovi-conti di Novara si rinchiuse nell'isola che fu assediata per 2 mesi dalle truppe di Ottone I.
Ancora assediata nel 962, venne poi restituita al vescovo di Novara. Tra alterne e drammatiche vicende Orta e l'isola rimasero sotto la dominazione dei vescovi di Novara fino al 18 luglio 1817, quando la Chiesa novarese vi rinunciò per sempre a favore di Vittorio Emanuele I, riservando al vescovo il castello e i palazzi dell'isola.
Avendo gustato davvero questa bella giornata fuori porta,  mi è sembrato giusto raccontarla!

6 commenti:

Paola ha detto...

Abitando a Gozzano, io e la mia famiglia andiamo spesso a Orta e all'isola di San Giulio.
E' veramente un luogo affascinante, ci portiamo qualcosa da mangiare e riposiamo fino a quando cala il sole. Hai fatto bene a parlarne.
Ciao, Paola

Stefano ha detto...

Grazie Paola
Ciao.Stefano

Adriano Maini ha detto...

Possenti lampi di storia, delicato e sereno panorama!

Ambra dB ha detto...

Ciao Stefano. Intanto grazie della visita e del link che ricambio con piacere.
Conosco il Lago d'Orta, ma ci sono stata tanti anni fa e non ricordavo neppure l'isola di San Giulio. Davvero una storia cruenta la sua, ma molto interessante.
Infine ho preso nota di quanto mi dici a proposito della Festa Blogger, però mi spiace molto perché sembra che la città preferita sia Bologna. Io comunque ti metto in nota. Bologna non è così lontana da Milano/Legnano. Chissà magari ci ripensi. Io credo che sarà un bel raduno. C'è ancora tempo per decidere definitivamente. Noi avevamo bisogno di avere un'idea almeno approssimativa di quante persone ci sarebbero, per cercare un ristorante adatto per un gruppo oltre che accogliente e con buona cucina e un buon prezzo.

Stefano ha detto...

Grazie Ambra
Spero di non avere impegni per quella domenica del 22 maggio.
Ciao, Stefano

wayne ha detto...

E' l'isola del barone Lamberto, il libro di Gianni Rodari