lunedì 14 novembre 2011

Il Mazermino

            Tra i vini del Trentino il Marzemino, dopo il Teroldego, 
è forse quello che maggiormente evoca leggende.




Raccontare la storia di questo vino rosso e del suo omonimo vitigno è compiere un viaggio a ritroso nel tempo. Tra i riscontri mitologici  si racconta che il vitigno, che dà origine a questo vino, è giunto probabilmente nella valle dell’Adige dopo travagliate, secolari peripezie. Impossibile stabilirlo con precisione.
Recenti indagini mitologiche-archeologiche fanno ritenere che i semi originari dell’uva Marzemino provengano addirittura dalla città di Merzifon, in Paflagonia, non a caso – come scrive Omero – il paese di Diomede.
Una diffusione lenta quanto pacata, scandita dal fascino mitologico, fatta di scambi, contaminazioni culturali, avventurose conquiste e oscure devastazioni. Secoli e secoli di peregrinazioni nella “culla” mediterranea. Resta il fatto che le uve Marzavi sono citate prima in antichi registri commerciali a Cipro, poi nelle isole verso la costa Dalmata e via via nei centri di scambi agricoli, lungo la foce del Po e dell’Adige.
Sviluppo lentissimo, ma costante. Fino a giungere ai piedi delle Dolomiti risalendo appunto il fiume Adige, fondamentale via di comunicazione tra pianura e le Alpi.
Un viaggio avventuroso, legato anche ad altre, affascinanti leggende. Come quella supposizione che risale al secolo scorso. Teoria secondo la quale il nome Marzemino deriva dalla denominazione di un villaggio della Carniola, centro rurale ( ora scomparso ) situato tra la Carinzia e la Slovenia, paese chiamato appunto Marzmin. Piante di vite, in questo caso, che sarebbero state portate in Vallagarina da militari al soldo della Serenissima, quando Venezia dominava su tutto l’Adriatico, compresa la parte meridionale dell’attuale provincia di Trento.
Dinastie nobiliari, che hanno difeso pure le peculiarità enologiche di questo territorio, hanno legato al vino pagine di storia, aneddoti, curiosità. Come quella del primo concerto italiano del giovanissimo Mozart, ospite in Vallagarina dei Lodron e dei Bossi Fedrigotti, famiglie protagoniste indiscutibili dello sviluppo lagarino.
Mozart che non dimentica la sua sosta roveretana, il suo primo successo giovanile.
E qualche anno più tardi, rende onore al vino di casa Lodron, il Marzemino …scegliendolo, d’accordo con il suo librettista Lorenzo Da Ponte, come bevanda per il finale menu del famoso Don Giovanni ( atto secondo, scena quinta ) :

“ …Versa il vino, l’eccellente Marzemino!”.

6 commenti:

Sandra M. ha detto...

Assaggiato una sola volta....ricordo bene...ottima esperienza!

Stefano ha detto...

Cara Sandra
Se ti capita di andare in Trentino, soprattutto nella zona di Rovereto o nelle colline/montagne vicine, ti consiglio di assaggiarlo un'altra volta! Sentirai un bouquet e un sapore di ciliegia. Accompagnalo con cibi a base di funghi.
Fammelo sapere. Ciao

Ambra ha detto...

Ma che storia interessante! Conosco il Mazermino nel senso che l'ho assaggiato più di una volta. Non sono una superindtenditrice però alcuni vini li conosco. Ma non conoscevo la storia del Mazermino.

Adriano Maini ha detto...

Una storia intrigante, invero!

Stefano ha detto...

Cara Ambra
ogni volta che bevo un vino che non conosco, vado ad informarmi della sua storia, del vitigno, della zona di produzione ed anche dell'Azienda che lo produce. Bevo solo ai pasti, ma deve essere buon vino!
Abbracci, Stefano

Stefano ha detto...

Adriano
la storia del Mazermino è veramente intrigante, come per altri vini importanti.
Ciao