mercoledì 16 novembre 2011

Viaggiare nel passato

Se l'Italia è terra ad alta frequentazione turistica lo deve anche al suo passato, oltre che alla sua posizione geografica nel Mediterraneo. Le sue Regioni, quelli del Nord Alpino, confinanti con la Francia,  la Germania e l'Austria, sono zone di transito fin dall'antichità e poi di viaggi, soprattutto a partire dall'età moderna, ovvero dal Quattrocento in poi, quando le relazioni tra Città e Principati, Chiesa ed Impero si fanno più intense e complesse.



Le cronache di viaggio diventano un genere letterario, dette ''letteratura di viaggio''.
E prima? Nel Medioevo, più che di viaggi possiamo parlare di trasferimenti o di pellegrinaggi, per esempio verso Santiago di Compostela. Al ''viaggiatore'' interessava solo la meta finale!

Ma nei tre secoli centrali che hanno segnato la modernità, il viaggio diventa importante. Serve non solo a conoscere le terre attraversate, ma anche a ''farsi riconoscere'', a marcare i luoghi come appartenenza, a sfoggiarli come compiacimento di accoglienze ricevute, come vetrine di potere.

I viaggi del Cinquecento non descrivono i sentimenti e le emozioni del viaggiatore, come farà poi Goethe, ma la loro struttura e organizzazione del territorio.
Viaggiatori importanti furono gli ambasciatori ecclesiastici mandati dai vari Principati a Roma presso il Pontefice per promuovere  specifici interessi o esigenze. Gli ambasciatori lasciavano precisi resoconti dei loro viaggi.
Grandi viaggiatori noti del passato  furono: Massimiliano d'Asburgo, Nicolò Macchiavelli, Filippo II del Tirolo, Carlo V, Antonio Quetta (ambasciatore), Bartolomeo Fontana (maestro di scuola a Venezia), fino ad arrivare, nel Settecento, a Goethe con il suo capolavoro ''Viaggio in Italia''.

Nel Settecento, viaggiare comportava il dover sopportare vere torture fisiche. Scrive Goethe:
"Si dice le strade tedesche siano in ottimo stato, ma non è vero! Solo alcune di esse sono veramente agibili. I passeggeri soffrono, e tremano quando la carrozza passa accanto ai burroni. Ci sono torrenti da guadare, paludi inospitali... spesso non resta che scendere e proseguire a piedi"

E Wolfgang Amadeus Mozart si lamentava col padre:

"...non si può chiudere occhio per un solo minuto. Queste carrozze ci strattonano fin dentro all'anima! E i sedili: duri come pietra!''

Anche in Italia lo stato delle strade era pessimo. Le Alpi erano sicuramente il tratto più faticoso.
"I passeggeri devono spesso scendere per consentire ai cavalli di riposarsi e, a ogni ripida salita, spingere la   carrozza“. Ma, una volta superate le Alpi, ecco il "Giardino Italia"! Vigneti, alberi di frutta, distese di fiori... e un cielo straordinariamente azzurro.
Goethe è stato a Trento, Verona, Padova, Venezia, Bologna, Perugia... e più tardi Napoli e la Sicilia.

In Francia le cose andavano molto meglio. I grand chemins erano ben curati, accuratamente livellati col pietrisco. Ogni anno Luigi XV stanziava la somma di sei milioni di livres per la manutenzione di piste e ponti.

In Inghilterra la situazione era invece simile a quella tedesca.

Adesso non lamentiamoci troppo se troviamo nelle strade tanto traffico! Abbiamo fortunatamente tanti conforts e optionals tecnologici nelle nostre auto, anche nelle utilitarie!

6 commenti:

Adriano Maini ha detto...

Sai che almeno due dei grandi personaggi qui citati sono passati, per l'appunto, anche dalle mie parti?
P.S. Non é che per caso togli l'obbligo di codice per i commenti?

Sandra M. ha detto...

Mi capita, di tanto in tanto, di leggere racconti di viaggio prima di recarmi in luoghi nuovi.Vedere attraverso occhi di altri ma soprattutto con occhi del passato dà "chiavi" interessanti.

Stefano ha detto...

Caro Adriano
Sò bene che la tua zona è piena di storia e di grandi personaggi.
Ho avuto problemi con Google, soprattutto per i commenti. Ho cercato di intervenire. Fammi sapere! Ciao

Stefano ha detto...

Carissima Sandra
Anch'io quando vado in nuovi posti, oltre a documentarmi dal lato turistico, cerco di trovare anche un po di storia del passato e delle persone che sono transitate in quei luoghi.
Un abbraccio.

Ambra ha detto...

L'argomento di cui hai parlato è interessantissimo.
Direi però che il viaggiatore per eccellenza, antesignano del viaggio e dell'esplorazione è stato colui che, sulla "via della seta" per primo raggiunse la Cina. Fu un viaggio iniziato verso la fine - mi pare - del 1200, durò un tempo infinito e ancora oggi leggere Il Milione e immaginare Marco Polo in quei Paesi è un grande piacere.

Stefano ha detto...

Carissima Ambra
Hai ragione! Ma non l'ho citato perchè era scontato che Marco Polo è il 'viaggiatore per eccellenza', ma ho voluto parlare più dei viaggi di piacere che facevano gli stranieri, soprattutto in Italia dal 1500 in poi, e non per scopi commerciali ed esplorativi verso Paesi sconosciuti.
Comunque Bravissima! Ti abbraccio.