sabato 23 aprile 2011

AUGURI


DOVENDO ANDARE VIA QUESTA SETTIMANA

( PRIMA A TROVARE LA NIPOTINA E POI LA SUOCERA)

INCOMINCIO IN ANTICIPO AD AUGURARVI

BUONA PASQUA

E BUONE VACANZE A TUTTI GLI AMICI BLOGGER.

TORNERO' DOPO PASQUETTA.  A PRESTO!

Stefano  di  ''SEMPLICI CONVERSAZIONI''

martedì 19 aprile 2011

La montagna di sale


In questi giorni, chi è passato per caso a Milano tra Piazza Duomo e la Piazzetta Reale, ha visto una montagna di sale dove spuntano alcuni cavalli o le loro teste. Ebbene non spaventatevi, è un'opera d'arte di Mimmo Paladino, esponente della Transavanguardia.
Infatti l'installazione  della Montagna bianca preannuncia la personale di Mimmo Paladino all'interno delle sale del piano nobile di Palazzo Reale sino al 10 luglio 2011.

In un percorso di 50 opere, databili dagli anni Settanta ai nostri giorni, sono messi in risalto i momenti cardine della storia artistica di questo uomo-simbolo della Transavanguardia, il movimento che Achille Bonito Oliva definì come ''la risposta in termini contestuali alla catastrofe generalizzata della storia e della cultura''.

Nelle sale della mostra ci sono le famose teste-elmi che contraddistinguono l'alfabeto dell'artista, le tele "incornate" da rami reali, le sfere, gli idoli, mani, gambe, piedi, gli inconfondibili segni grafici "paladiani" e una serie di simboli arcaici e primitivi.



Una parete - come la montagna di sale, cavalli- raccoglie uomini a pezzi e introduce a una sala dove giacciono sul pavimento 32 Dormienti cullati dalla composizione di David Monacchi ''Notte in mutazione''.
Si tratta di una partitura di versi discreti di insetti raccolti nel centro Italia, nelle foreste equatoriali amazzonica e centroafricana che descrivono un paesaggio sonoro interrotto da musica sacra dell'XI secolo e suoni minimali.


È qui che l'immaginario mitico e arcaico di Paladino si rivela in tutta la sua magia. E' da vedere!

domenica 17 aprile 2011

Una serata fra due amiche




Una barzelletta un pò così.!.?.!
Me l'ha raccontata ieri sera un mio amico in dialettoVeneto. Non sò se piacerà in Italiano.

 
Due amiche dopo aver convinto i mariti, riescono ad uscire a cena da sole per svagarsi un pò.
Fra una chiacchera e l'altra e dopo due bottiglie di buon vino, lo champagne, i limoncelli e qualche amaro, si fa molto tardi e decidono di tornare a casa.

Completamente ubriache escono dal ristorante e mentre camminano nella notte sentono l'impellente bisogno di fare ''pipì''. Una dice:

- Entriamo in quel cimitero, li' non ci vedra' nessuno.
Cosi' la prima si sfila le mutandine, la fa in un angolo e usa gli slip per asciugarsi, poi li butta.

L'altra, che porta biancheria intima firmata alla quale tiene molto, si sfila le mutandine le mette in tasca e stacca un nastro da una corona di fiori  per asciugarsi.

La mattina dopo il marito della prima telefona all'altro dicendo:

- Sono un uomo distrutto, mia moglie e' tornata alle 5 di mattina, ubriaca fradicia e senza mutande...

L'altro risponde:

- Non dirlo a me, la mia e' tornata ubriaca, senza mutande e con una coccarda rossa dietro, con su scritto: "Non ti dimenticheremo mai, Pino, Lucio, Antonio, Gino e tutti gli amici della Palestra"...!

giovedì 14 aprile 2011

Una giornata a Rimini

Ho trascorso un bellissimo weekend a Rimini perchè ero stato invitato al battesimo del figlio di un mio amico.  La sera del sabato sono riuscito a visitare velocemente la città ''vecchia'', lontano dal famoso Lungomare.

Infatti Rimini non è solo un luogo di villeggiatura, ma anche una città di livello storico-culturale non indifferente (quest'aspetto viene posto in secondo piano rispetto a quello più famoso di capitale della vita notturna e mondana).


Fondata infatti dai Romani nel 268 a.C., per tutto il periodo della loro dominazione è stata un fondamentale nodo di comunicazione fra il nord e il sud della penisola, e sul suo suolo gli Imperatori romani essero monumenti quali l'Arco d'Augusto e il Ponte di Tiberio,



Durante il periodo Rinascimentale, sotto i Malatesta, la sua corte è stata una delle più vivaci dell'epoca, ospitando artisti del calibro di Leonardo e producendo opere quali il Tempio Malatestiano.


La città divenne un libero comune nel corso del XII secolo. Nel XIII secolo iniziò un periodo di intensa attività urbanistica ed edilizia. Il centro del potere civile fu spostato nell'odierna Piazza del Comune (l'attuale piazza Cavour), dove furono edificati il Palazzo dell'Arengo e il Palazzo del Podestà.
L'antico Foro veniva utilizzato per il mercato e, successivamente, per le giostre equestri.


Nell''800 è stata poi una delle città più attive sul fronte rivoluzionario, ospitando molti dei moti volti all'unificazione, mentre durante la Seconda guerra mondiale la città fu teatro di duri scontri e aspri bombardamenti, ma anche di una fiera resistenza partigiana, che gli tributò l'onore di una medaglia d'oro al valore civile.
Negli ultimi anni infine è divenuta uno dei poli fieristici e congressuali più importanti a livello europeo.
Rimini è la città italiana più vicina alla Repubblica di San Marino, alla quale è collegata con una superstrada costruita con fondi statunitensi dopo la seconda guerra mondiale.
A Rimini, quando ero giovane sono andato diverse volte soprattutto d'estate, sia per divertimento che per il mare. Devo confessare che non conoscevo bene la parte antica e vi assicuro che merita essere visitata con più calma. Spero di ritornarci a settembre!

venerdì 8 aprile 2011

Il lago di carta

La settimana scorsa sono andato a visitare un'importante mostra di cartografia antica presso le sale del Museo (alla Rocca) di Riva del Garda.

Il lago di carta infatti è una rappresentazione cartografica del territorio gardesano, un progetto realizzato grazie alla stretta collaborazione tra il MAG Museo Alto Garda e il Dipartimento di Lettere, Filosofia e Beni culturali dell'Università di Trento.


Mappa del Lago di Garda del 1702

Il percorso espositivo, che raccoglie carte e mappe antiche provenienti da diversi archivi e musei nazionali, propone un itinerario lungo il lago di Garda a ritroso nel tempo. Immagini delle campagne, dei piccoli insediamenti e dei corsi d'acqua che si affacciano sul Lago, scorci e immagini di un paesaggio e di un territorio antico che ha affascinato e continua a richiamare viaggiatori di ogni tempo, ci sono restituiti oggi da una fonte del tutto eccezionale come la cartografia storica.


Mappa dl Riva e dintorni del 1703

Attraverso una sessantina di preziosi documenti, che spaziano dal XIV al XIX secolo e a cui si aggiungono diversi strumenti tecnici appartenenti a epoche diverse, si intende portare l'attenzione sull'evoluzione delle tecniche e della capacità rappresentativa, sui motivi della scelta dei soggetti, sui contesti e gli ambiti di produzione e sulle figure di grandi cartografi. La mostra ha anche un altro intento fondamentale che è quello di riuscire ad accendere l'interesse sulla cartografia storica come odierno strumento progettuale.

A corredo della mostra sono esposte anche le fotografie scattate da P. L. Faggion nel suo Itinerario fotografico sul Garda.
Questa interessante mostra durerà fino al 26 giugno 2011.

mercoledì 6 aprile 2011

LAMPEDUSA



Da alcuni mesi ormai le TV e i Giornali  parlano o scrivono giustamente dell'Isola di Lampedusa a causa dei flusso dei migranti clandestini, ma questo problema, come si sà, esiste già a partire dalla fine degli anni novanta dello scorso secolo.
Lampedusa ormai è diventata una delle principali mete delle rotte dei migranti africani nel Mediterraneo. Addirittura nel 2008 è stata inaugurata vicino al porto la Porta di Lampedusa - Porta d'Europa, opera d'arte di Mimmo Paladino dedicata ai migranti morti e dispersi in mare.

Ma Lampedusa non è da ricordare solo per questo! Lampedusa è una zona di interesse storico e turistico.


In antichità il suo nome era Lopadùsa, ed è stata luogo di sosta per Fenici, Greci, Romani e Arabi che hanno lasciato tracce ben evidenti del loro passaggio.
I Romani sfruttarono Lampedusa per impiantarvi uno stabilimento per la lavorazione del pesce e per la produzione del garum, una salsa di pesce molto diffusa in età imperiale.
Gli Arabi sono coloro che lasciarono più impronte su quest'isola perché la utilizzarono come approdo nel corso delle loro scorribande piratesche, anche molto tempo dopo la cacciata ufficiale dalla Sicilia.
Successivamente, per un lungo periodo, l'isola rimase in tranquilla attesa di nuovi abitanti. Nel 1630 Giulio Tomasi Principe di Lampedusa e Linosa, avo dell'autore del Gattopardo, fu insignito dal re di Spagna di questo titolo nobiliare.
Nel 1760 fu colonizzata da sei francesi seguiti, dopo sedici anni, da un nucleo familiare maltese. In seguito fu un susseguirsi di piccoli gruppi di agricoltori capeggiati ora da maltesi ora da inglesi. Anche i Russi, con il principe Grigori Alexandrovich Potemkin tentarono l’acquisto dell’Isola per poter insediarvi una colonia di sudditi della Zarina.
Un secolo dopo, la famiglia Tomasi chiese ai Borbone un congruo finanziamento per poter condurre sulle isole dell'arcipelago le opere necessarie al ripopolamento.
Nell'800 i Tomasi cedettero le Pelagie a Ferdinando II di Borbone.
Il sovrano non fece un acquisto avventato e riuscì a rendere attivo e produttivo l'arcipelago insediandovi circa 150 abitanti di Pantelleria che utilizzarono anche a Lampedusa i dammusi, tipiche costruzioni della loro isola.
Nel 1860 gli isolani divennero sudditi del Regno d'Italia che vi impiantò nel 1872 una colonia penale, poi soppressa nel secolo successivo.



Attualmente l'isola, in provincia di Agrigento, è la più estesa dell'arcipelago delle Pelagie nel mar Mediterraneo. Amministrativamente forma assieme a Linosa il comune di Lampedusa e Linosa (di cui è la sede municipale), che conta 6.304 abitanti complessivi. Con una superficie di 20,2 km², è la sesta per estensione delle isole siciliane.  Gli abitanti vivono di pesca e soprattutto di turismo.
Pertanto propongo che quest'estate dovremmo andare tutti in questa isola meravigliosa a trascorrere le vacanze, perchè i Lampedusani hanno veramente bisogno  di turisti ed anche perchè se lo meritano per tutto ciò che stanno facendo!

lunedì 4 aprile 2011

Tagliatelle domenicali



Domenica scorsa sono andato, come spesso accade, a Riva del Garda a trovare la mia anziana suocera.
A mezzogiorno con dei nostri amici ci siamo ritrovati in un ristorante di cui il proprietario, che è un mio conoscente, ci ha proposto delle tagliatelle veramente ottime.  Ve li propongo quì di seguito (mi ha dato la ricetta). Magari li potrete provare a farle durante le vacanze di Pasqua.

Ingredienti (dosi per 4 persone)

400 g di tagliatelle all’uovo, 400 g di carne tritata, 300 g di pelati, 2 mozzarelle, 50 g di burro, 50 g di pecorino, 1 tazza di pisellini lessati, 1 bicchiere di vino bianco secco, 4 carote, 2 cipolle, 1 costa di sedano, farina, olio, sale, pepe


Procedimento

In un tegame lasciate scaldare una noce di burro con due cucchiai d’olio e insaporitevi cipolle, sedano e carote finemente tritati. Aggiungete la carne, fate colorire, irrorate con il vino e lasciate evaporare. Aggiungete i piselli e i pelati spezzettati, salate, pepate e cuocete mezz’ora. Passate tutto al mixer e con il composto ottenuto fate delle palline, infarinatele e friggetele in olio bollente. Lessate le tagliatelle in abbondante acqua salata, scolatele al dente, distribuitele in una pirofila a strati alternandole con altri di mozzarella a dadini, salsa di pomodoro, palline di carne e pecorino grattugiato fino a esaurimento degli ingredienti. Spolverizzate con fiocchetti di burro e ponete in forno a 160° per circa dieci minuti. Ritirate spolverizzate pecorino e pepe. Buon appetito.

Il Vino che ci ha consigliato è stato: Terre di Franciacorta Bianco

venerdì 1 aprile 2011

L'ANGOLO DEL BUONUMORE



Domande inutili


Ad un pescatore di Piombino gli si avvicina un signore che gli chiede:
- Sta pescando?
E lui, senza scomporsi, risponde:
- No, sto facendo il tiro alla fune con un mio amico che abita sull’isola d’Elba…



Lapidi


- Hai saputo del povero Carlo?
- Si, se n’è andato all’improvviso… Chi l’avrebbe mai detto?
- Già, e lo sai che cosa ha voluto che venisse scritto sulla lapide?
- No, che cosa?
- ‘’ Ve lo dicevo che stavo male ’’…



Lettere anonime


Giulia trova sulla scrivania del marito un lettera, in cui un anonimo avverte:
‘’Caro signore, è bene che lei sappia che sua moglie ogni giorno, alle quattro precise, si trova con un uomo al Bar Excelsior’’.
Terrorizzata per essere stata scoperta, decide di passare al contrattacco, prima che sia lui ad affrontarla.
- Renzo, quella lettera abominevole non dice il vero!
- Lo so, cara – risponde il marito, - tu non sei mai puntuale!



A Roma

Un tizio arriva con la macchina, piuttosto scassata, davanti a Montecitorio e posteggia proprio in mezzo alla strada.
Un vigile gli si avvicina e gli dice: ''Ma cosa fa?
Non si può parcheggiare qui!'
'Perchè? 'Come perchè? 'Perchè qui passano Ministri, Deputati, Senatori...''
E il tizio: 'E che mi frega? Tanto io ho l'antifurto!