martedì 24 maggio 2011

Immagini della 1° festa bloggers a Bologna

Qui di seguito mostro alcune foto significative dell'incontro



Ore 11,00 - Appuntamento con alcuni Bloggers in Piazza Maggiore




Ore 12,00 - Ci si avvia all'antico Ristorante Biagi
in via Savenella, 9




Ore 12,30 - Arrivo di altri Bloggers nei pressi del Ristorante




Ore 13,00 - Finalmente a tavola con gli amici Bloggers




Ore 14,00 - Durante il sostanzioso pranzo, si socializza con tutti



Ore 15,30 - Verso fine pranzo sale l'entusiasmo: si scherza e si ride!



Ore 16,30 circa - Si conclude il 1° incontro dei Blogger a Bologna
Siamo riusciti finalmente a conoscerci! Si torna a casa felici.
Grazie a tutti per il piacevole incontro

lunedì 23 maggio 2011

Blogger in festa a Bologna


Domenica ho avuto la fortuna di incontrarmi con alcuni amici Blogger (circa 30 persone) in un famoso locale di Bologna, ovvero il Ristorante BIAGI - Osteria della Lanterna. Finalmente ho conosciuto i tanti miei amici virtuali, seguaci (e soprattutto i non seguaci) del mio Blog.

Il merito di questa bella e indimenticabile giornata trascorsa insieme, naturalmente parlando dei nostri problemi e dei nostri blog, và soprattutto a tre attive e brave Blogger, ossia Ambra, Sandra e Erika.

Infatti le devo pubblicamente ringraziare per la perfetta organizzazione e per il bel lavoro che hanno fatto!
Spero che organizzeranno un'altro incontro dopo le vacanze estive oppure l'anno prossimo.

Veramente grazie ancora Ambra, Sandra, Erica........!  Mi sono anche divertito tanto.
Nei prossimi post metterò qualche foto dell'incontro.

sabato 21 maggio 2011

L'angolo del Buonumore



Dal Tabaccaio

Un tabaccaio sta chiudendo la serranda del suo negozio a fine serata. Alle sue spalle arriva un signore che gli dice:
- Buonasera... Guardia di Finanza. Le dispiacerebbe riaprire il negozio che devo fare un accertamento?
Appena entrati in negozio il finto finanziere tira fuori una pistola e fa:
- Mani in alto... questa è una rapina!
Il tabaccaio tira un sospiro di sollievo, gli mette una mano sulla spalla e fa:
- Cavolo... e dimmelo prima! M'avevi messo una paura!!!


Dal Dentista

Un uomo dal dentista dice:
- Dottore, mi raccomando, niente anestesia, cloroformio o altre cose, voglio solo che prenda le pinze, afferri bene il dente e lo strappi via e basta!!!
- Beh, accidenti, questo si chiama essere dei veri stoici... d'accordo, come vuole, allora mi faccia vedere questo benedetto dente!
- Certo, Dottore! - E,  rivolto alla moglie dice: -Cara , apri bene la bocca e mostra il dente che ti fa male!


In Autostrada

In un auto stanno viaggiando un meccanico, un elettricista ed un informatico. All'improvviso l'auto rimane ferma. L'elettricista dice:
- Credo che ci sia un problema nei circuiti della macchina...!
Al che il meccanico prontamente risponde:
- No, no, credo piuttosto che ci sia un problema al motore!
L'informatico li guarda e dice:
- E se zitti, zitti provassimo a scendere, chiudere, risalire e si provasse a mettere in moto nuovamente?

venerdì 20 maggio 2011

Nasello alla siciliana

Ingredienti per 4 persone

Filetti di nasello 400 g
Zucchine 300 g
Capperi 1 cucchiaio
Pomodori 300 g
Cipolla 1
Olive verdi 40 g
Olio d'oliva extravergine 4 cucchiai
Sale e Pepe  quanto basta 
Origano (se c'è)
Preparazione

Lavate e tagliate a rondelle le zucchine, sbucciate la cipolla e tagliatela a fettine sottili e mettete il tutto in un teglia spennellata con un cucchiaio d'olio extravergine di oliva.

In acqua bollente scottate i pomodori e sbucciateli, tagliateli a pezzi per togliere meglio i semi e tritateli grossolanamente, poi ponete nella teglia assieme ai capperi e le olive che avrete in precedenza snocciolato e tagliato a rondelle.

Aggiungete mezzo bicchiere d'acqua, l'olio rimasto e salate e pepate a piacere; ponete la teglia sul fuoco e portate dolcemente a ebollizione.

Fate cuocere per 8-10 minuti circa, fino a quando non risultino teneri, poi adagiatevi sopra i filetti di nasello, aggiungete ancora un pizzico di sale e pepe e fate cuocere a fuoco moderato per 6-7 minuti. Servite caldo.

Vi consiglio il vino da servire a tavola: l' Alcamo Bianco oppure il Corvo di Salaparuta Bianco.

Buon Appetito!

mercoledì 18 maggio 2011

LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI



Sì... così è scritto nelle aule dei Tribunali, ovvero che la giustizia è uguale per tutti, ma io aggiungo, come diceva mio nonno, ''che per qualcuno è più uguale''.

La storia è lunga. Già nell'antica Grecia Plutarco, in riferimento alla giustizia, lamentava che ''le tele dei ragni pigliano le mosche, ma lasciano scappare i calabroni''. Anche il poeta latino Giovenale diceva che i censori ''perdonavano i corvi, ma facevano strazio di colombe''.

Dopo tanti secoli, le cose non sono cambiate e la gente lo dice a modo suo con dei vecchi proverbi:
''Sta in galera chi ruba un legno, sta sul trono chi ruba un regno'', oppure ''Il denaro e l'amicizia rompono le gambe alla giustizia'', o ancora ''Leggi senza pene, campane senza battaglio''.

La giustizia ha tempi lunghi, specialmente quella di Dio, ma anche quella umana, come sappiamo,non scherza!
Solo due anni fa si è concluso il processo più lungo della storia (Italiana). Leggevo che era iniziato ad Agrigento nel 1816, e si è chiuso nella stessa città nel 2009.
La vertenza riguardava la validità della vendita di un terreno da parte del comune di San Giovanni Gemini (AG) a dei privati. Da notare che il processo è terminato solo perchè la parte perdente non ha voluto impugnare l'ennesima sentenza emessa, pensate dopo 193 anni! Questo accade alla giustizia umana.

Se parliamo anche della giustizia di Dio, secondo me, è diversa, ma altrettanto ''misteriosa''.
Ne prova il fatto che il primo a ''rubare'' (scusate il termine) il Paradiso è stato il buon Ladrone sul Calvario assieme al Cristo, mentre Barabba fu liberato dagli umani.

lunedì 16 maggio 2011

Involuzione della ''Canestra di frutta''

La ''Canestra di frutta '' è un dipinto ad olio su tela di 31 cm × 47 realizzato tra il 1597 e il 1598 dal pittore italiano Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio. È stato donato alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano nel 1607 da Federico Borromeo. 
Questa ''natura morta'' è il primo quadro di Caravaggio per il suo genere,  ovvero del suo ritrarre dal naturale.  Ora osservate ''l'involuzione'' di questo grande capolavoro.

Guardate il dipinto originale di Caravaggio


Nella foto sottostante invece è stato preparato un semplice cesto di vimini ed è rappresentato come se si trovasse in basso rispetto allo sguardo di un ipotetico spettatore.



Infine chiudete gli occhi e poi riapriteli per guardare come si può rovinare una ''natura morta''.

(Confesso di averla dipinta io e forse rovinata con le mie mani!)

venerdì 13 maggio 2011

L'uomo di Pietra, ovvero il Pasquino milanese


A Milano, in Corso Vittorio Emanuele al n° civico 13 sotto i portici, c'è una statua solenne appoggiata al muro tra un portone di uno stabile e una vetrina di abbigliamento, un pò trascurata perchè nessun passante se ne accorge dell'esistenza.

''L'uomo di pietra'' o ''El sciur Carera'' come lo chiamavano nell'800 i Milanesi, è una statua originale di un romano in toga (del III sec. d.C.), con la testa aggiunta nel Medioevo.
El sciur Carera deriva dal nome dell'epigrafe latina posta ai suoi piedi, ''Carere debet omni vitio, qui in alterum dicere paratus est'' ovvero... ''deve essere privo di ogni vizio chi si prepara a parlare contro qualcuno'' e si tratta probabilmente di un magistrato romano, forse tale Adelmanno Meneclozzo (qualcuno ipotizza si tratti di Cicerone), rimasto sepolto sotto cumuli di terra per secoli. Ritrovato e ripulito, faceva bella mostra in Corsia dei Servi.


Poi fu spostato al primo piano, perchè i Milanesi mettevano ai suoi piedi bigliettini di protesta contro le varie ingiustizie sociali, traformandosi in una specie di Pasquino (la statua parlante di Roma) milanese. Infine nel 1957 la statua viene portata sotto i portici del Corso, dove attualmente si trova.
Ormai i Milanesi lo chiamano semplicemente '' l'Omm de preja'', l'Uomo di pietra.
 
Propongo di ricominciare a mettere ai suoi piedi i bigliettini di protesta, soprattutto in questi giorni che a Milano si svolgono le elezioni comunali per il Sindaco e per la nuova Giunta.

mercoledì 11 maggio 2011

L'angolo del buonumore


NEL FAR WEST


Un cow boy, con il suo cavallo, stancamente trotta nella prateria cantando una vecchia canzone.
Da lontano vede un indiano steso completamente per terra con l'orecchio appoggiato sul terreno.

Allora scende da cavallo e l'indiano:

''Augh! A cinque minuti da qui essere diligenza!''

''Incredibile - pensa ad alta voce il cow boy - questi indiani riescono a percepire con le orecchie, ogni cosa!''

E l'indiano: ''Augh! a cinque minuti essere diligenza trainata da quattro cavalli neri!''

''Allucinante - pensa il cow boy - forse ascolta il suono degli zoccoli che, evidentemente emette un rumore da cui può riconoscere anche il colore dei cavalli...''

E l'indiano ancora: ''Augh! a cinque minuti essere diligenza, trainata da quattro cavalli neri, con quattro persone a bordo più il conducente!''

A questo punto il cow boy sull'orlo di una crisi di nervi, chiede:

''Ma come fai a sapere che a cinqueminuti da quì c'è una diligenza, trainata da quattro cavalli neri, con quattro persone a bordo più il conducente?''

L'indiano steso ancora per terra:

M'E' PASSATA SOPRA CINQUE MINUTI FA....!

lunedì 9 maggio 2011

Il negozio Olivetti di Venezia diventa museo



Per la prima volta il FAI sbarca a Venezia mettendo a disposizione del pubblico una vera e propria icona del Novecento: il Negozio Olivetti in piazza San Marco a Venezia.
Realizzato nel 1958 per Adriano Olivetti dall'architetto Carlo Scarpa, il Negozio è stato restaurato a cura di Assicurazioni Generali, che lo ha affidato in comodato al FAI. E' stato aperto al pubblico a fine di Aprile 2011, ed è situato precisamente sotto i portici delle Procuratie Vecchie in Piazza San Marco.

.Questa è la sua storia:

1957-1958

Per iniziativa di Adriano Olivetti che ne affida l'allestimento all'architetto Carlo Scarpa, il Negozio viene trasformato in uno dei più importanti capolavori d'architettura del Novecento Italiano. Destinato secondo le intenzioni dello stesso Olivetti a diventare prestigioso punto d'esposizione delle celebri macchine da scrivere, il Negozio diventa anche spazio espositivo per piccole mostre d'arte di elevata qualità, come la mostra dedicata a Dino Buzzati nel 1978.

Anni '80-‘90

Con il passare degli anni l'evoluzione dei mercati rende la gestione del Negozio così onerosa da causarne la chiusura.

1998

Il Negozio riapre e per un certo periodo diventa punto vendita di semplici souvenir per turisti che offuscano la sofisticata bellezza dell'architettura Scarpiana.
2009

Sulla spinta dell'eco di proteste di importanti esponenti del mondo della cultura e dell'architettura internazionali, primo fra tutti lo storico dell'architettura Francesco Dal Co, le Assicurazioni Generali, proprietarie del Negozio, decidono con grande intelligenza e sensibilità di raccogliere l'appello. Dopo aver curato il restauro del Negozio, in collaborazione con la Soprintendenza di Venezia, ne affidano la gestione al FAI.

Aprile 2011

La Fondazione apre al pubblico il Negozio Olivetti, restituendo così agli italiani un'icona del Novecento.
Il Negozio diventerà “Museo di se stesso” e luogo di incontro, di informazioni e proposte culturali di alto livello sul territorio veneziano. Se passate da Piazza S.Marco ricordatevi di andare a visitarlo!

sabato 7 maggio 2011

FESTA DELLA MAMMA

                   
8 maggio 2011

AUGURI A TUTTE LE MAMME DEL MONDO



Stefano di Semplici Conversazioni

mercoledì 4 maggio 2011

E' meglio non stancarsi troppo!


Guardate come si è ridotto quest'uomo dopo aver  scavato una buca molto lunga!!!

lunedì 2 maggio 2011

Girovagando nei sentieri del Trentino

In questi giorni di vacanza in Trentino ho fatto delle belle e lunghe passeggiate. Tra queste mi piace segnalarvene qualcuna, ovvero il Sentiero "Strada del Ponale"  di Riva del Garda.
Dalla Centrale Idroelettrica si prende la Via Gargnano (Gardesana Occidentale S.S. 45bis), in direzione Limone. Sulla destra, prima del tunnel, si sale lungo la vecchia strada del Ponale, che un tempo collegava Riva del Garda con la Valle di Ledro, oggi sentiero ciclo-pedonale con panorami mozzafiato.


Il sentiero “Giacomo Cis” si presenta sterrato nella sua parte iniziale e con dei tabelloni segnaletici utili per gli escursionisti che lo percorrono per la prima volta. L’itinerario percorre i tunnel scavati nella roccia calcarea e il tracciato a strapiombo sulle acque del Garda. La pendenza della salita si mantiene comoda.
Essendo però il sentiero abbastanza stretto in alcuni tratti e frequentato sia da bikers che escursionisti e semplici turisti in cerca di tranquillità e di un bel panorama, si deve prestare molta attenzione al traffico di chi ci viene incontro, soprattutto in coincidenza delle numerose curve cieche.

Possiamo anche scoprire la presenza di numerose feritoie, gallerie e fortificazioni austro-ungariche erette per impedire la discesa delle truppe garibaldine dalla valle di Ledro verso il Garda e poi a difesa del confine dell’Impero Austro-ungarico con l’Italia prima della I Guerra Mondiale. L’eccezionale sistema fortificatorio in galleria, è costituito da un dedalo di corridoi e trincee scavate direttamente sopra il lago di Garda, in posizione panoramica unica, chiamato forte Teodosio o Tagliata del Ponale.


All’altezza della attuale terza galleria abbiamo il nucleo portante della Tagliata del Ponale, anche se lo sbarramento vero e proprio della strada con il massiccio portone in ferro con feritoie, opera messa a punto ancora nel 1860, è alla settima galleria per chi sale da Riva.
La galleria serviva come accesso principale a una serie di appostamenti difensivi che giungevano fino al livello del lago partendo da quota 170 metri. Il ritrovamento di alcune monete dell’epoca dell’imperatore Teodosio, effettuato durante i primi scavi del forte sul Ponale nel 1860, sta a giustificare la denominazione del forte. E’ un’opera del primo impegno austriaco nel settore rivano e all’inizio non era che un fortino scoperto parzialmente e armato di alcuni cannoni. Lo scopo era quello di sbarrare la strada a chi scendeva dalla val di Ledro: apparentemente cosa facile, in realtà impresa da affrontare molto preparati.


Negli anni immediatamente a ridosso della Grande Guerra, nel 1913-15, il complesso della Tagliata viene rinforzato e ridisegnato radicalmente per far fronte alle nuove esigenze pre-belliche, parte in cemento con corazza e parte in roccia.
Ulteriore appostamento difensivo sulla strada del Ponale è la Batteria Bellavista o della Madonnina posta al primo promontorio a sud di Riva, a pochi metri dal livello del lago. La costruzione, in posizione invidiabile dal punto di vista strategico, era rivolta alla difesa del porto di Riva.

Dopo qualche chilometro, in prossimità dei ruderi di un vecchio ristorante, all’altezza di una sbarra, lo sterrato lascia il posto al vecchio asfalto della strada del Ponale, ormai in disuso. Si attraversa una profonda gola, su di un ponte, con la quale la valle di Ledro sfocia nel lago di Garda, e nel cui letto scorre il torrente Ponale. Da questo punto in poi il percorso si inerpica con una pendenza leggermente maggiore con diversi spettacolari tornanti in direzione dell’abitato di Pregasina, passando in un tratto più boscoso, a cui si arriva dopo un ultimo breve tratto su strada aperta al traffico.


Raggiunta la grande Statua dedicata alla "Regina Mundi", ubicata in posizione privilegiata, si può fare una sosta per ammirare ancora il panorama dall’alto. Ormai si è quasi arrivati al paese posto in posizione soleggiata, e ho finito la mia passeggiata alla chiesetta.  Nei pressi ho trovato un buon ristorantino dove si mangia veramente bene.