mercoledì 30 novembre 2011

Guardiani, angeli dei Musei


In mostra dal 25 Novembre al 5 Febbraio 2012 presso il Museo Bagatti Valsecchi (Milano) c'è una selezione di immagini fotografiche tratte dal lavoro di Davide Pizzigoni dedicato ai custodi di musei.

Artista eclettico, Davide Pizzigoni, Milanese classe 1955, è attivo, oltre che come pittore, quale scenografo e designer; in questi ambiti vanta collaborazioni prestigiose sia con importanti istituzioni europee quali il Teatro dell'Opera di Zurigo e lo Staatsoper di Vienna, che con marchi prestigiosi del mondo della moda e del design.


Le immagini in mostra presso il Museo Bagatti Valsecchi sono il frutto di un lavoro fotografico che questo
artista ha realizzato dal 2008 in numerosi musei di Francia, Inghilterra, Russia, Brasile e Italia.
Al centro di questa ricerca, i guardiani raffigurati sul loro luogo di lavoro, ripresi in grandi istituzioni di fama internazionale o in piccole realtà, tra opere d'arte, animali impagliati, interni decorati o istallazioni contemporanee. Tra gli scopi della ricerca vi è il desiderio di individuare le relazioni che si stabiliscono tra i soggetti fotografati e il particolare contesto in cui abitano durante la loro giornata lavorativa.

Emergono così, talvolta, veri e propri casi di mimetismo, se non addirittura di camaleontismo e cioè non solo di imitazione/adeguamento al contesto, ma anche una volontà di risultare invisibili al pubblico: quel pubblico che comunque non nasconde di guardare i guardiani stessi come se fossero trasparenti.




Più in generale l'indagine di Davide Pizzigoni rappresenta uno sguardo di grande originalità sui musei e sulle collezioni, approdando a una riflessione sugli esseri umani, sul loro rapporto con l'arte, sul dialogo misterioso e sempre affascinante tra luoghi, cose e persone.

Per Informazioni

Museo Bagatti Valsecchi
via Gesù, 5 - 20121 Milano
tel. 02 76006132

lunedì 28 novembre 2011

Una simpatica storiellina

Uno degli alunni continuava a scrivere nei temi in classe: ''Io ho andato'', fino a che la professoressa di  italiano, stanca di correggerlo, un bel giorno perse la pazienza e gli disse:

- Senti, Bianchi, non è possibile che alla tua età, tu faccia ancora di questi errori: oggi ti tratterrai in classe dopo la fine delle lezioni e scriverai sul quaderno, cinquanta volte, ''Io sono andato a casa''. Poi aspetterai che io torni a verificare. Hai capito?

Il ragazzo ubbidì e fece quanto gli era stato ordinato, poi aspettò, ma la professoressa non arrivava.
Allora decise di andare, ma lasciò un biglietto sul banco, con queste parole:

''Professoressa, ho scritto sul quaderno cinquanta volte ''Io sono andato a casa'' come lei mi ha detto, poi, visto che lei non tornava, io ho andato a casa''.

venerdì 25 novembre 2011

Le stanze dei giochi

Da venerdi 25 a domenica 27 novembre 2011  ci sarà a Milano, nella Villa Necchi Campiglio la mostra-mercato di repliche di giocattoli della tradizione realizzati dalla Comunità Cenacolo. Filo conduttore saranno i personaggi del mondo fantastico e del bosco - gnomi, folletti e fatine - a cui si ispireranno spettacoli, animazioni e laboratori.



La manifestazione organizzata dal FAI – Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con la Comunità Cenacolo, i cui ospiti si sono occupati dell’ideazione e della realizzazione artigianale dei giochi in vendita, sarà un’occasione speciale non solo per riscoprire bellissimi giochi di una volta in grado di stimolare l’immaginazione, l’ingegno, la voglia di costruire e inventare, ma anche per passare qualche ora in un’atmosfera spensierata e iniziare a pensare ai regali di Natale per i più piccoli. L’esposizione dei giochi verrà allestita nel campo da tennis coperto e riscaldato, mentre le sale del seminterrato della Villa saranno dedicate a presepi, alberi e decorazioni natalizie.


Un vero e proprio viaggio nei ricordi di gioco più belli che torneranno così a “vivere” e a rallegrare i bambini, grazie alle perfette repliche di giocattoli che hanno accompagnato l’infanzia dei nostri nonni e bisnonni. In occasione de “Le stanze dei giochi” sarà infatti possibile acquistare cavallini a dondolo, carretti, piste per macchinine e trenini, mobili per la camera dei bambini e per la casetta delle bambole, carrozzine e toilettes, teatrini delle marionette e riproduzioni a misura di bambino del banco del mercato e di quello del falegname.

Tra le novità di quest’anno: per la prima volta sarà possibile acquistare per i propri bambini degli splendidi corredini – realizzati interamente a mano – e disponibili anche nella versione più piccola per orsacchiotti e bambole. In più, sarà in vendita una speciale linea di abbigliamento, accessori e orsetti ispirati alle creazioni della nota designer olandese Anne-Claire Petit, prodotti con filati naturali e raffinati accostamenti di colore. Spazio anche alla fantasia, grazie agli spettacoli di burattini che sabato e domenica (alle ore 10.30, 11.30, 15.30 e 16.30) faranno rivivere tre fra le più amate fiabe della tradizione: “Hänsel e Gretel” e “Raperonzolo” dei fratelli Grimm e “La principessa sul pisello” di Andersen.

In più, possibilità di effettuare speciali “visite per famiglie”, pensate appositamente per i piccoli visitatori (dai 4 ai 12 anni) e per i loro accompagnatori. E per chi avesse bisogno di fare aggiustare o sistemare qualche gioco acquistato nelle due precedenti edizioni sarà attivo l’“ospedale dei giocattoli”: un servizio di pronto intervento che permetterà di farli tornare come nuovi.

La manifestazione “Le stanze dei giochi” si svolgerà seguendo specifici criteri di attenzione e accoglienza verso le famiglie: speciali visite guidate alla Villa dedicate ai più piccoli (fino a esaurimento posti), spettacoli di burattini e laboratori creativi, parcheggio passeggini, possibilità di depositare i propri acquisti più voluminosi per poter continuare la visita e baby menu in Caffetteria. E, contrariamente a quanto avviene in qualunque negozio, i bambini verranno invitati a provare in loco tutti i giochi in esposizione.

Per informazioni:

FAI - Villa Necchi Campiglio
Via Mozart, 14
Tel. 02/76340121 (dalle 10 alle 18)

mercoledì 23 novembre 2011

Il grande mistero della vita: l'Amore

L'Uomo si è sempre posto la seguente domanda:

''Cos'è l'Amore?''


Chiunque si è cimentato per trovare una risposta definitiva, soprattutto i Filosofi, i quali vedono l'Amore come una forza inevitabile in grado di attrarre verso di sè qualsiasi essere del Creato.

Molto attuale, ad esempio è Socrate, che già nel V secolo a.C. sostenne che ''Amore è il desiderio di ciò che manca'',  ampliando pure il concetto di Eros (amore sessuale) quale ''il prevalere del desiderio irrazionale sulla rettitudine''.

Un secolo dopo sarà Aristotele a sostenere che ''l'Amore, come l'Odio, è un'affezione dell'Uomo in quanto sostanza imperfetta, e deriva dalla fusione di forma e materia''.

Dopo la grande parentesi mistica dominante per tutto il Medioevo, Spinoza fa discendere l'Amore da tre
Affetti Primi: ''Cupidas, Laetitia e Tristitia.

Per ''i Romantici,'' l'Amore tortuoso trasfigura tisiche fanciulle in tragiche Eroine, tutte palpiti e tremori, e che il culmine massimo dell'Amore diventa per loro la Morte.

Anche il padre della psicanalisi, Freud, nel XX secolo affermò lapidariamente che ''la vita contiene la Morte ed Eros si fonda in essa.''

Con tutto ciò, però, penso che ai giorni nostri, nessun filosofo contemporaneo abbia dato una definizione precisa dell'Amore. Soltanto scrivono che l'Amore è un sentimento intenso e profondo di affetto, di simpatia ed adesione, rivolto verso una persona, un animale, un oggetto o verso un concetto, un ideale.

Io invece penso che l'Amore sia  ''il contenuto di un sogno'' e che la risposta a questo grande mistero della vita la possano dare solo i ''Pazzi, (sì, ovvero le persone Impazzite) che hanno capito veramente cos'è l'Amore'', come diceva una vecchia canzone del Cantautore G.Povia.

lunedì 21 novembre 2011

Una semplice storiella




A un incrocio si scontrarono una Rolls Royce, una Ferrari e un'Utilitaria. Dalla Rolls, semidistrutta, uscì un signore molto distinto, fortunatamente illeso, che disse scuotendo il capo:

- Che disastro! ho perso una giornata di guadagni!

Dai rottami della Ferrari uscì un giovanotto che imprecò:

- Dannazione! se n'è andato un mese di stipendio!

Dalle lamiere accatocciate dell'utilitaria venne fuori un ometto che con voce lamentosa mormorò:

- E che cosa dovrei dire io ? In un batter d'occhio ho perso un anno di stipendio!

Gli altri due lo guardarono severamente ed esclamarono:

- Così impara a comprare auto tanto costose...!

venerdì 18 novembre 2011

Natale a Villa Bozzolo 2011


Sabato 19 e domenica 20 novembre - Sesta edizione della manifestazione, che apre il periodo natalizio, organizzata dal FAI  (Fondo Ambiente Italiano) in una sua prestigiosa proprietà Villa Della Porta Bozzolo. Una mostra-mercato che propone i regali più originali: dall'eccellenza artigianale all'enogastronomia di qualità.

Due giornate dall'atmosfera magica durante le quali i visitatori potranno ammirare e acquistare pregevoli creazioni artigiane e apprezzare il fascino della Villa, i cui saloni saranno animati da cinquanta espositori, attentamente selezionati secondo criteri di originalità, creatività, ricercatezza, uso di materiali alternativi e ottimo rapporto qualità-prezzo, che presenteranno i loro migliori prodotti. Proposte insolite, rigorosamente “fatte a mano”, caratterizzate da design accattivante e linee raffinate: dai gioielli in vetro grezzo agli oggetti in ceramica e feltro, dai coloratissimi tessuti indiani ai giocattoli in legno, la mostra sarà una straordinaria occasione per acquistare decori per la casa e regali esclusivi di alta qualità.



Per gli amanti del buon cibo, sarà allestito inoltre un ampio spazio dedicato alle delizie della tavola dove sarà possibile comprare e degustare ottimi prodotti, come lo speciale Barolo Chinato, collezioni di spezie e di sale grosso, funghi e tartufi, frutta, verdura e cereali provenienti da coltivazioni biodinamiche, confezioni regalo con gustose specialità regionali, deliziosi dragées speziati, raffinati prodotti d'erboristeria e la famosa cioccolata Venchi in tutte le sue forme: tavolette, creme spalmabili, torroni. In vendita a Villa Bozzolo anche piante e fiori della stagione invernale e composizioni floreali natalizi per tutti gli appassionati del verde.

In entrambi i giorni di manifestazione sono previste iniziative per i più piccoli: spettacolo dal titolo “Viaggio intorno al mondo con Babbo Natale”, durante il quale verranno raccontate fiabe e leggende delle diverse culture, per scoprire i differenti modi in cui viene festeggiato il Natale nel mondo. A seguire coinvolgenti attività creative – a cura di Marina Zennaro - offriranno l'opportunità ai bambini di realizzare decorazioni natalizie con il feltro.

In entrambi i giorni di manifestazione sarà possibile effettuare interessanti visite guidate agli splendidi interni di Villa Della Porta Bozzolo.

Per informazioni:


Villa Della Porta Bozzolo
Casalzuigno, Varese
Tel. 0332/624136
E-mail: faibozzolo@fondoambiente.it

mercoledì 16 novembre 2011

Viaggiare nel passato

Se l'Italia è terra ad alta frequentazione turistica lo deve anche al suo passato, oltre che alla sua posizione geografica nel Mediterraneo. Le sue Regioni, quelli del Nord Alpino, confinanti con la Francia,  la Germania e l'Austria, sono zone di transito fin dall'antichità e poi di viaggi, soprattutto a partire dall'età moderna, ovvero dal Quattrocento in poi, quando le relazioni tra Città e Principati, Chiesa ed Impero si fanno più intense e complesse.



Le cronache di viaggio diventano un genere letterario, dette ''letteratura di viaggio''.
E prima? Nel Medioevo, più che di viaggi possiamo parlare di trasferimenti o di pellegrinaggi, per esempio verso Santiago di Compostela. Al ''viaggiatore'' interessava solo la meta finale!

Ma nei tre secoli centrali che hanno segnato la modernità, il viaggio diventa importante. Serve non solo a conoscere le terre attraversate, ma anche a ''farsi riconoscere'', a marcare i luoghi come appartenenza, a sfoggiarli come compiacimento di accoglienze ricevute, come vetrine di potere.

I viaggi del Cinquecento non descrivono i sentimenti e le emozioni del viaggiatore, come farà poi Goethe, ma la loro struttura e organizzazione del territorio.
Viaggiatori importanti furono gli ambasciatori ecclesiastici mandati dai vari Principati a Roma presso il Pontefice per promuovere  specifici interessi o esigenze. Gli ambasciatori lasciavano precisi resoconti dei loro viaggi.
Grandi viaggiatori noti del passato  furono: Massimiliano d'Asburgo, Nicolò Macchiavelli, Filippo II del Tirolo, Carlo V, Antonio Quetta (ambasciatore), Bartolomeo Fontana (maestro di scuola a Venezia), fino ad arrivare, nel Settecento, a Goethe con il suo capolavoro ''Viaggio in Italia''.

Nel Settecento, viaggiare comportava il dover sopportare vere torture fisiche. Scrive Goethe:
"Si dice le strade tedesche siano in ottimo stato, ma non è vero! Solo alcune di esse sono veramente agibili. I passeggeri soffrono, e tremano quando la carrozza passa accanto ai burroni. Ci sono torrenti da guadare, paludi inospitali... spesso non resta che scendere e proseguire a piedi"

E Wolfgang Amadeus Mozart si lamentava col padre:

"...non si può chiudere occhio per un solo minuto. Queste carrozze ci strattonano fin dentro all'anima! E i sedili: duri come pietra!''

Anche in Italia lo stato delle strade era pessimo. Le Alpi erano sicuramente il tratto più faticoso.
"I passeggeri devono spesso scendere per consentire ai cavalli di riposarsi e, a ogni ripida salita, spingere la   carrozza“. Ma, una volta superate le Alpi, ecco il "Giardino Italia"! Vigneti, alberi di frutta, distese di fiori... e un cielo straordinariamente azzurro.
Goethe è stato a Trento, Verona, Padova, Venezia, Bologna, Perugia... e più tardi Napoli e la Sicilia.

In Francia le cose andavano molto meglio. I grand chemins erano ben curati, accuratamente livellati col pietrisco. Ogni anno Luigi XV stanziava la somma di sei milioni di livres per la manutenzione di piste e ponti.

In Inghilterra la situazione era invece simile a quella tedesca.

Adesso non lamentiamoci troppo se troviamo nelle strade tanto traffico! Abbiamo fortunatamente tanti conforts e optionals tecnologici nelle nostre auto, anche nelle utilitarie!

lunedì 14 novembre 2011

Il Mazermino

            Tra i vini del Trentino il Marzemino, dopo il Teroldego, 
è forse quello che maggiormente evoca leggende.




Raccontare la storia di questo vino rosso e del suo omonimo vitigno è compiere un viaggio a ritroso nel tempo. Tra i riscontri mitologici  si racconta che il vitigno, che dà origine a questo vino, è giunto probabilmente nella valle dell’Adige dopo travagliate, secolari peripezie. Impossibile stabilirlo con precisione.
Recenti indagini mitologiche-archeologiche fanno ritenere che i semi originari dell’uva Marzemino provengano addirittura dalla città di Merzifon, in Paflagonia, non a caso – come scrive Omero – il paese di Diomede.
Una diffusione lenta quanto pacata, scandita dal fascino mitologico, fatta di scambi, contaminazioni culturali, avventurose conquiste e oscure devastazioni. Secoli e secoli di peregrinazioni nella “culla” mediterranea. Resta il fatto che le uve Marzavi sono citate prima in antichi registri commerciali a Cipro, poi nelle isole verso la costa Dalmata e via via nei centri di scambi agricoli, lungo la foce del Po e dell’Adige.
Sviluppo lentissimo, ma costante. Fino a giungere ai piedi delle Dolomiti risalendo appunto il fiume Adige, fondamentale via di comunicazione tra pianura e le Alpi.
Un viaggio avventuroso, legato anche ad altre, affascinanti leggende. Come quella supposizione che risale al secolo scorso. Teoria secondo la quale il nome Marzemino deriva dalla denominazione di un villaggio della Carniola, centro rurale ( ora scomparso ) situato tra la Carinzia e la Slovenia, paese chiamato appunto Marzmin. Piante di vite, in questo caso, che sarebbero state portate in Vallagarina da militari al soldo della Serenissima, quando Venezia dominava su tutto l’Adriatico, compresa la parte meridionale dell’attuale provincia di Trento.
Dinastie nobiliari, che hanno difeso pure le peculiarità enologiche di questo territorio, hanno legato al vino pagine di storia, aneddoti, curiosità. Come quella del primo concerto italiano del giovanissimo Mozart, ospite in Vallagarina dei Lodron e dei Bossi Fedrigotti, famiglie protagoniste indiscutibili dello sviluppo lagarino.
Mozart che non dimentica la sua sosta roveretana, il suo primo successo giovanile.
E qualche anno più tardi, rende onore al vino di casa Lodron, il Marzemino …scegliendolo, d’accordo con il suo librettista Lorenzo Da Ponte, come bevanda per il finale menu del famoso Don Giovanni ( atto secondo, scena quinta ) :

“ …Versa il vino, l’eccellente Marzemino!”.

mercoledì 9 novembre 2011

Il Juke Box

Ve lo ricordate questo apparecchio, installato nei bar e nei locali pubblici all'inizio degli anni '60, che riproduceva brani musicali in modo automatico in seguito all'introduzione di una moneta al suo interno e alla scelta di una canzone in voga?

Ebbene, era il Juke Box.


Il funzionamento era molto semplice: all'inserimento di una moneta valida, la macchina la depositava nella cassaforte e abilitava la tastiera per la selezione dei brani. Alla selezione di una canzone, il meccanismo a margherita contenente i dischi (posto nella parte superiore) si muoveva finché il disco selezionato si trovava sotto al braccetto meccanico che lo spostava nel piatto del giradischi. A questo punto iniziava la riproduzione del disco, che a fine canzone veniva riposizionato nel selettore a margherita.
Il Juke-box è stata una macchina che, insieme al Flipper, ha segnato la storia dell'intrattenimento pubblico.
Era anche presente in moltissimi film e telefilm ed è stato uno dei simboli degli anni cinquanta, soprattutto negli USA, ma dopo anche in Italia.

lunedì 7 novembre 2011

Niente di nuovo sotto il sole


Ieri sera sono andato in cantina perchè dovevo cercare un libro che mi interessava rileggerlo.
Invece non l'ho trovato ma mi sono imbattuto su un mio vecchio libro di filosofia del terzo anno di liceo.
Sfogliandolo trovo sottolineato un brano sulla tirannia, tratto dal libro VIII di
'La Repubblica di Platone'.

Quì di seguito vi riporto ciò che ho riletto:


''Quando un popolo, divorato dalla sete di libertà, si trova ad avere a capo dei coppieri che gliene versano quanta ne vuole, fino ad ubriacarlo, accade allora che, se i governanti resistono alle richieste dei sempre più esigenti sudditi, sono dichiarati tiranni. E avviene pure che, chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori è definito un uomo senza carattere, servo.
Che il padre impaurito finisce per trattare il figlio come suo pari, e non è più rispettato; che il maestro non osa rimproverare gli scolari e costoro si fanno beffe di lui; che i giovani pretendono gli stessi diritti, la stessa considerazione dei vecchi e questi, per non parer troppo severi, danno ragione ai giovani.
In questo clima di libertà, nel nome della medesima, non vi è più riguardo nè rispetto per nessuno.
In mezzo a tanta licenza nasce e si sviluppa una mala pianta: la tirannia''.

''Niente di nuovo sotto il sole'' con questo interessante quadro storico sulla Democrazia!
Ma il pensiero filosofico di Platone sarà ancora attuale? Penso di sì....

sabato 5 novembre 2011

Sapori d'autunno

L'altro giorno mia moglie ha preparato un sugo dal sapore eccezionale. Mi ha detto che la ricetta l'ha presa da una rivista specializzata, e che questo sugo si può conservare anche in vasetti per alcune settimane.
Ecco la ricetta, perchè voglio condividerla con Voi.!

Ingredienti

1 kg di pomodori ben maturi 1 cipolla 1 kg di funghi chiodini 3/4 peperoncini rossi piccanti 4 spicchi d’aglio 2 cucchiai di prezzemolo tritato qualche foglia di basilico 1 limone sale e pepe, 5/6 cucchiai Olio Extra Vergine d’oliva.

Preparazione

Lavate i pomodori. Pelateli immergendoli per un minuto nell’acqua bollente. Togliete le parti dure e metteteli in una zuppiera. Conditeli con sale, pepe e le foglie di basilico. Schiacciateli leggermente e lasciateli scolare per un po’. Poi, sgocciolateli dall’acqua e tritateli.
Ora preparate i funghi. Puliteli dal terriccio e sciacquateli immergendoli in acqua acidulata col succo di un limone. Sgocciolateli e disponeteli su un canovaccio ad asciugare bene.

Tritate il prezzemolo con uno spicchio d’aglio e i peperoncini.

Fate imbiondire gli spicchi d’aglio in un tegame di coccio con l’Extra Vergine di oliva.

Quando l’aglio sarà dorato levatelo e mettete a rosolare i chiodini bene asciutti. Lasciateli cuocere a fuoco alto per qualche minuto, finché si sarà asciugata l’acqua.

Aggiungete i pomodori. Mescolando lasciate asciugare per 5 minuti.

Salate, pepate e completate col prezzemolo tritato.

Controllate che il tutto risulti morbido, non troppo liquido, né troppo secco.

Togliete dal fuoco e riempite subito dei vasi sterilizzati con il sugo ancora caldo. Coprite con un filo d’Olio Extra Vergine di oliva e tappate immediatamente.
Sistemate i vasi bene chiusi in una pentola con acqua.

Mettete la pentola al fuoco, portate ad ebollizione e fate sterilizzare per circa mezz’ora.

Così preparato il sugo potrà essere conservato in dispensa, mantenendo intatto il suo gusto per diverse settimane.

giovedì 3 novembre 2011

L'estate è finita o è infinita?

Ho fatto l'ultima gita in barca con amici



Ho visto i pattini già parcheggiati al molo




ma anche i motoscafi e i vaporetti



Che tristezza! Purtroppo ormai l'estate è finita o no?


Ecco i primi segnali! Buon Inverno.....