giovedì 20 dicembre 2012

AUGURI


S'io fossi il mago del Natale
farei spuntare un albero di Natale
in ogni casa, in ogni appartamento
dalle piastrelle del pavimento!
                              
                                 (G.Rodari)

 
BUONE FESTE A TUTTI

da Stefano

di ''SEMPLICI CONVERSAZIONI''

sabato 15 dicembre 2012

Le Gallerie d'Italia raddoppiano



Le Gallerie d'Italia si arricchiscono di un nuovo ''spazio'' dedicato al ventesimo secolo, denominato il Cantiere del '900. Finalmente mercoledì scorso sono andato a visitarlo, anche perchè ho sempre rimandato!
Questo ''spazio'', che ospita 189 opere provenienti dalle collezioni della banca Intesa SanPaolo, e' ubicato nel palazzo dell'ex Banca Commerciale Italiana in Piazza della Scala, costruita tra il 1906 e il 1911 su progetto dell'architetto Luca Beltrami.
Le opere sono divise in dodici sezioni e due percorsi monografici. L'allestimento, che presenta una selezione delle opere piu' significative delle tendenze dell'arte italiana della seconda meta' del secolo, e' stato curato da Francesco Tedeschi.
Il filo conduttore dell'esposizione traccia un percorso nell'arte italiana dagli anni Cinquanta agli anni Novanta, che evidenzia le maggiori correnti artistiche del periodo:
Informale, Spazialismo, Movimento Nucleare, Movimento Arte Concreta, Arte Cinetica e Programmata, Arte Povera, Arte Concettuale, Pop Art Italiana.

Tra gli autori esposti: Lucio Fontana, Fausto Melotti, Bruno Munari, Renato Guttuso, Afro, Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi, Piero Consagra, Emilio Vedova, Mimmo Rotella, Enrico Baj, Pietro Dorazio, Tancredi, Gastone Novelli, Piero Manzoni, Mario Schifano, Enrico Castellani, Giulio Paolini, Alighiero Boetti, Emilio Isgro'.
Il Cantiere del '900 si aggiunge alla sezione dedicata all'Ottocento, inaugurata nel 2011 e che l'anno scorso avevo già visitato.
Consiglio, a chi può, di andare entro il 31 dicembre 2012, perchè l'ingresso alla mostra è libero a tutti.

sabato 8 dicembre 2012

Il profilo di Milano ormai è cambiato!

L'altro giorno ho letto sul Corriere della Sera che il profilo di Milano sta cambiando.
Essendo curioso ed avendo visto che era una bella giornata, anche se c'era vento e freddo ma con il cielo pulito,  sono riuscito a fare i 257 scalini per arrivare alla terrazza del Duomo di Milano (h. 109 m. compresa la Madonnina) attorniato da 135 guglie, per guardare il panorama di Milano dall'alto..
All'orizzonte tra una guglia e l'altra, si domina veramente il nuovo profilo di Milano. Era da tanto tempo che non andavo su ed ho trovato un paesaggio con torri, palazzi e nuovi grattacieli.

All'inizio il quadro è stato traumatico perchè altera un po quello esistente!  Ero abituato a vedere i pochi grattacieli del dopoguerra, da una parte la Torre Velasca (h 87 m. del 1956) e dall'altra, verso la Stazione Centrale, il ''Vecchio Pirellone'' di Giò Ponti  (h 127 m. del 1958), grattacielo simbolo della vecchia Milano o la ''Boccettina di Profumo'' ovvero la ''Torre Breda'' (h 117 m. del 1953).
Il Vecchio Pirellone


Torre Velasca
           










Adesso invece si vede ridisegnato lo skyline di un vasto pezzo di Milano, guardando soprattutto verso i quartieri di Porta Nuova -Repubblica - ex Varesine - Garibaldi - Isola (Venticinque palazzi in costruzione e già quasi pronti), ma anche una parte dell'area della Fiera Campionaria detta CityLife.


Ecco i più importanti e nuovi grattacieli:


Fonte: Corsera


Il Pirellone Bis (alto 161 m.) Nuova sede della Regione Lombardia dal 2011

Il Diamante KPF  (alto 140 m.) Uffici in vendita già dal 2013

La Torre Solaria  (alta 143 m.) Residenze private già quasi tutte vendute

Il Bosco verticale (alti 80 e 110 m.) Due edifici privati pronti dal 2013

La Torre Garibaldi (alto 231 m.) Super grattacielo sede UniCredit dal 2013





Il Pirellone Bis
Torre Garibaldi





















Dopo aver visto questo paesaggio di architetture vorticose, angoli retti, spigoli e diagonali, sono convinto che in un breve futuro, diventeranno il simbolo di questa metropoli. 
Penso inoltre che, con questa immagine dei nostri tempi,  non bisogna avere nostalgia del passato, altrimenti non andremo mai avanti...  Siete d'accordo con me?

domenica 2 dicembre 2012

L' angolo del buon umore!


Uguaglianza britannica

A Londra un musulmano praticante prese un taxi nero per andare dall’aeroporto fino in centro a Londra.
In maniera perentoria chiese al tassista di spegnere la radio perché, come prescritto dalla sua religione, non doveva ascoltare musica dato che la musica non esisteva ai tempi del profeta, in special modo quella dell' Occidente che è musica degli infedeli. 
Senza scomporsi, il tassista spense la radio, fermò il taxi ed aprì la porta. 
L' uomo gli chiese: - Cosa fa mai? 
Ed il tassista, con calma, rispose: - Al tempo del profeta non esistevano i taxi, scenda e aspetti il suo cammello! 

Avventure

- Una volta - racconta ai suoi nipotini un pilota in pensione, - mi sono trovato con il mio aereo nel mezzo di una nebbia  fittissima.
L'altimetro era guasto, il serbatoio del carburante quasi vuoto, la radio fuori uso ed il carrello bloccato...
- E allora come hai fatto , nonno?
- Beh, per fortuna non ero ancora decollato...

Donna colta

Due signori parlano di una loro comune amica.
- E' una donna molto colta - dice uno.
- Sì, colta tre volte dal marito e sempre perdonata - risponde l'altro.

lunedì 26 novembre 2012

Breve reportage della Blogfest di Milano

Domenica 25 Novembre 2012 ho partecipato con grande gioia al 5° Incontro dei Blogger a Milano.  In verità dovevamo essere in tanti come le altre volte, ma alcuni blogger, all'ultimo momento, hanno scelto di non partecipare per vari motivi.
Peggio per loro! Comunque noi ci siamo divertiti lo stesso.

Il ristorante scelto dagli ''ottimi Blogger organizzatori'', Ambra e Sandra, è stato:
il Ristorante OFFICINA 12 
sull'Alzaia del Naviglio Grande di Milano.


Ecco alcune foto significative dell'incontro

Ore 12,00 - Appuntamento con alcuni Bloggers a Porta Genova




Ore 12,30 - Ci si avvia all'antico Ristorante Officina
sul Naviglio Grande.






Ore 13,00 - Finalmente a tavola con alcuni amici Bloggers





Ore 14,00 - Durante il sostanzioso pranzo, si socializza con tutti




Ore 15,30 - Verso fine pranzo sale l'entusiasmo: si scherza e si ride e ci si scambiano i regalini!





Ore 16,30 circa - Si conclude il 5° incontro dei Blogger a Milano.
Alcuni vanno a visitare il Mercato dell'Antiquariato lungo i Navigli.
Altri tornano a casa felici in attesa del prossimo incontro.



Grazie a tutti per la piacevole giornata .

martedì 20 novembre 2012

Festa dei Blogger a Milano


Ecco i dettagli dell'incontro organizzato a Milano, rivolto a tutti gli amici blogger che vogliono partecipare a questa festa tra amici.. Bisogna prenotarsi nel blog di Ambra 
''Tra sogni e realtà''  http://senecamilano.blogspot.com

La festa è stata fissata per

DOMENICA 25 NOVEMBRE ore 13.00
a MILANO, sul Naviglio Grande presso il Ristorante
OFFICINA 12

Il Ristorante
 è posizionato in uno degli angoli più pittoreschi di Milano.
E’ l’ultima Domenica del mese e per tradizione, lungo il
NAVIGLIO GRANDE c’è il Mercatino dell’ANTIQUARIATO.
Chi volesse divertirsi a girare per le bancarelle del mercato, è lì, appena fuori dalla porta del ristorante.
Perché Milano? Perché è diventato un appuntamento autunnale da non perdere, rapido da organizzare, rivolto a tutti, anche se ci rendiamo conto che è favorito chi abita al nord.
Per la primavera dell’anno prossimo poi, ci muoveremo su altri lidi.

Al costo di Euro 45, il pranzo prevede:

MENU  MILANO

Antipasti
Tagliere di salumi nostrani: mortadella, coppa e
salame felino d.o.p
Piatto unico tipico milanese composto da
Risotto classico alla milanese
e ossobuco di vitello
Dolci del Pasticciere
Panna cotta con composta ai frutti di bosco
Caffè
Vini: Primitivo del Salento (una bottiglia ogni 4 ospiti)
Acqua minerale (1 bottiglia a persona)

Per chi viene in auto c’è un parcheggio a circa 600 metri, vedere qui:

immagine dal web atm-mi

Chi invece viene da fuori Milano e vuol usare i mezzi, sia dalla Stazione Nord di Cadorna che  dalla Stazione Centrale può prendere la metropolitana VERDE - LINEA 2 direzione Abbiategrasso oppure Assago e scendere alla fermata di Porta Genova, (6 fermate da Cadorna e 8 dalla Centrale) e poi percorrere il tragitto indicato, perché la fermata si trova esattamente dove c’è il parcheggio. Chi poi arriva invece alla Stazione di Porta Genova, uscendo si trova subito il parcheggio sulla sua destra. 
Penso che saremo in tanti! A presto!

mercoledì 14 novembre 2012

''Piccolo mondo antico'' a Milano

PREMESSA:: Questo post l'ho scritto dopo aver letto che Ambra, del Blog TRA SOGNI E REALTA' sta organizzando un incontro (è già la terza/quarta edizione) tra Blogger, ovvero una Blog Fest a Milano in un ristorante sul Naviglio Grande. In genere partecipano in tanti ed è sempre bello stare  tra amici, soprattutto in questi luoghi particolari ed affascinanti della Vecchia Milano.

Forse non tutti sanno che dal 1386 e sino ai primi anni del secolo scorso, il Duomo di Milano è... arrivato in barca!   Infatti il singolare e lento trasporto dei marmi per la Cattedrale avveniva per oltre cento chilometri su quella ideale via d'acqua, in parte naturale e per oltre la metà artificiale, che prese il nome di Naviglio, dal latino Navigium.
I barconi provenienti dalle cave di Candoglia sul fiume Toce, fatti navigare sul Lago Maggiore fino a Sesto Calende, immessi nel Ticino e quindi deviati nel Naviglio Grande, scaricarono in oltre cinque secoli ben 550.000 blocchi di marmo sino a pochi metri dall'abside della Cattedrale, là dove oggi si trova la Via Laghetto.


La costruzione delle Conche erano state volute per permettere il passaggio dei natanti che trasportavano le vettovaglie per la città di Milano o i materiali per la costruzione del Duomo.

Le Conche, secondo documenti d'archivio, furono ideate e messe in opera per la prima volta nel 1439 da Filippo degli Organi e Aristide Fioravanti, ingegneri del Duca Filippo Maria Visconti e attorno al 1496 il sistema fu perfezionato da Leonardo da Vinci al ''soldo'' di Lodovico il Moro.
Nei secoli successivi il Meda, nel 1595, e Vincenzo Brunacci, nel 1805, apportarono miglioramenti agli impianti delle Conche, deperitesi nel tempo.

Qui sotto si può vedere come funzionavano le Conche dei Navigli:


    1) Il barcone che è nel tratto inferiore entra nella
conca, per la porta aperta.
 2) Dietro il barcone si chiude la porta. La conca
si riempie di acqua, il barcone si solleva.
3) Quando la conca è piena d'acqua, il barcone
si trova allo stesso livello del tratto superiore.
    4) Il barcone può quindi proseguire il suo viaggio,
mentre la conca si vuota.



1) Il barcone entra nella conca, per la porta aperta.
 2-3) L'acqua viene fatta uscire e il barcone si abbassa,
si abbassa finchè si trova al livello del tratto inferiore.
    4) Allora la porta si apre ed il barcone può 
proseguire il suo viaggio.

sabato 3 novembre 2012

Galileo Galilei


Quest'estate sono andato a visitare una mostra ed ascoltare una conferenza su un grande scienziato italiano: Galileo Galilei.

Come si sa, è nato a Pisa il 15 febbraio 1564 e morto ad Arcetri l' 8 gennaio 1642, ed è stato un fisico, filosofo, astronomo e matematico, ma anche colui che più di ogni altro ha contribuito alla riformulazione delle basi metodologiche della scienza moderna.
Il suo nome è associato ad importanti contributi in dinamica e in astronomia - fra cui il perfezionamento del telescopio, che gli permise importanti osservazioni astronomiche - e all'introduzione del metodo scientifico (detto spesso metodo galileiano o metodo scientifico sperimentale).
Di primaria importanza furono il suo ruolo nella rivoluzione astronomica e il suo sostegno al sistema eliocentrico e alle teorie copernicane.
Sospettato di eresia e accusato di voler sovvertire la filosofia naturale aristotelica e le Sacre Scritture, Galileo fu processato e condannato dal Sant'Uffizio, nonché costretto, il 22 giugno 1633, all'abiura delle sue concezioni astronomiche e al confino nella propria villa di Arcetri.

La parte più interessante della conferenza è stata quando gli oratori hanno parlato della scoperta e della costruzione del cannocchiale a Padova, dove insegnò matematica dal 1592 al 1610 e ricorderà questi anni come i migliori della sua vita. Lavorò assieme ad alcuni discepoli come il filosofo Cesare Cremonini, il teologo Paolo Sarpi e il nobile G.Francesco Sagredo.
Lo strumento fu costruito per la prima volta, nei primi anni del XVII secolo da artigiani olandesi, indipendentemente da quegli studi. Galileo ne ebbe notizia - e forse anche un esemplare - nella primavera del 1609 e, ricostruito e potenziato empiricamente, il 25 agosto lo presentò come propria invenzione al governo veneziano che, apprezzando l'«invenzione», gli raddoppiò lo stipendio e gli offrì un contratto vitalizio d'insegnamento. Per tutto il resto di quell'anno Galileo s'impegnò nelle osservazioni astronomiche: acquisì informazioni più precise sui ''monti lunari'', sulla composizione della Via Lattea e scoprì quattro dei tredici satelliti di Giove.
Le nuove scoperte furono pubblicate il 12 marzo del 1610 nel Sidereus Nuncius, una copia del quale Galileo inviò al granduca fiorentino Cosimo II, già suo allievo, insieme con un esemplare del suo cannocchiale e la dedica dei quattro satelliti, battezzati da Galileo «pianeti medicei». 

La conferenza è durata due ore e quasi tutto il tempo è stato dedicato alle domande di alcuni studenti che hanno avuto la possibilità di colmare le loro curiosità scientifiche su Galileo.
La mostra invece ha messo in luce alcune delle principali caratteristiche del metodo scientifico di Galileo ed un piccolo cannocchiale molto originale.

sabato 27 ottobre 2012

Apologia dell'ozio



(Immagine dal web)

Se c'è una cosa che viene regolarmente subissata dalla riprovazione generale, è l'ozio, considerato una bestemmia in un mondo che ha fatto del lavoro la propria religione. E per lavoro non bisogna intendere solo la sofferenza cui siamo sottoposti per sbarcare il lunario, ma ogni sforzo ed ogni attività effettuati in nome dell'utile, del giusto, del vero, calcolati in vista di un tornaconto, di un riscontro, di un guadagno.

Accade così che a disprezzare l'ozio siano non solo i sostenitori di un sistema produttivo "alla giapponese", per ovvi motivi, ma anche chi si oppone a tale sistema ed ai suoi valori di efficienza, velocità, produttività. Infatti la critica al lavoro sfocia difficilmente nell'apologia dell'ozio, che viene considerato ancora secondo la vecchia ottica cristiana come "padre di tutti i vizi". Del resto per avere un'idea della pessima fama di cui gode l'ozio, basterebbe dare un'occhiata ad un vocabolario e leggerne la definizione: "abituale e viziosa inerzia, per lo più dovuta a neghittosità, infingardaggine, scarso senso del dovere", ma anche "vita lussuosa e spensierata consentita dall'agiatezza economica". Queste definizioni hanno se non altro il merito di spiegare come l'ozio possa essere l'oggetto di una comune esecrazione: è disprezzato dagli sfruttatori perché danneggia il ritmo produttivo del capitale, e dagli stalinisti perché a loro modo di vedere simboleggia i privilegi degli stessi capitalisti. Insomma, il senso comune insegna che una persona oziosa è abulica, senza interessi, indolente, priva di energia: incapace di lavorare quanto di fare la rivoluzione.

Dobbiamo recuperare l’otium latino, che non è il semplice far niente, la pigrizia sterile, l’inerzia. Come nell’antica Roma è un “supplemento d’anima”, contemplazione attiva, utile al sé e all’intera società che lo circonda.
Fumaroli, parigino in America, ricorda Mark Twain turista in Italia, incantato dalla dolcezza del vivere mediterraneo all’epoca lontano anni luce dall’inquietudine regnante nel Nuovo Mondo abitato da yankee che Tocqueville definì “cartesiani senza aver letto Cartesio”.
Alla radice di quella dolcezza c’è proprio “l’otium monastico cristiano” che “implicava un’acuta presa di coscienza della precarietà esistenziale dell’edificio economico e politico”. San Benedetto, allora, ci può aiutare a reggere la crisi mondiale, rammentandoci che il “labora” non può che completarsi con l’"ora", con la preghiera.
Il riposo contemplativo fa scaturire “le fonti divine del poco di saggezza, di giustizia, di amore, di felicità e di bellezza che i mortali possono trasmettersi per rendersi personalmente degni di stima”.

martedì 23 ottobre 2012

Milano - La casa degli Omenoni



Domenica scorsa ero a Milano in Piazza della Scala, perchè stavo aspettando un mio amico. Dovevamo andare in Duomo a rendere omaggio alla tomba del Cardinal Martini, ex Arcivescovo di Milano, morto poco tempo fa.
Nel frattempo il mio amico ha telefonato dicendomi che ritardava, perchè l'avevano trattenuto a casa di alcuni parenti. Nell'attesa, essendo momentaneamente libero, mi sono allontanato dal luogo dell'appuntamento.

Sapevo che a due passi della Piazza, dietro la chiesa di S. Fedele, risiedono otto personaggi: sono gli otto colossi detti ''omenoni'' (grandi uomini in milanese) scolpiti da Antonio Abbondio , che ornano la facciata del palazzetto di Leone Leoni, scultore di Carlo V e di Filippo II.
L'artista se l'era costruita come propria abitazione verso il 1565, quando si stabilì a Milano dopo una vita avventurosa che lo aveva visto, oltre che alle corti del re, anche ai remi delle ''galere''.

L'edificio conserva le tipiche forme del tardo Cinquecento e l'elegante piano nobile a contrasto con il pianterreno, sul quale risaltano le grandi Cariatidi. All'interno del palazzo c'è un grazioso cortile a colonne.
Va ricordato che la Casa degli Omenoni fu anche il luogo in cui furono custodite importanti e preziose opere d'arte (tra le quali opere Tiziano e Correggio) delle quali Leone e suo figlio Pompeo erano appassionati collezionisti. Grazie al contributo di Pompeo, si aggiunsero alla collezione privata i disegni del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, oggi conservati all'Ambrosiana. 
Attualmente è sede del ''Clubino'', uno dei più vecchi circoli di Milano, antico ritrovo della nobiltà e borghesia milanese.

Se vi capita passare da quelle parti, fermatevi e date uno sguardo a questo antico palazzo.

venerdì 19 ottobre 2012

Il Lagrein



Ad Agosto, trovandomi in un ristorante nei dintorni di Bolzano, ho chiesto al cameriere di servirmi alcuni cibi dell'Alto Adige e un buon vino locale..
Infatti subito dopo, mi ha portato un piatto con antipasti di salumi, un pesce affumicato tipo salmone, e delle fettine di carne di tacchino. Infine una brocca di vino rosato. Chiedo che vino fosse. Mi risponde che è il Lagrein Kretzer (rosato), prodotto dalla famiglia del proprietario dell'albergo ma produce anche il Lagrein Dunkel (rosso). 
Il cameriere vedendo l'interesse per quel vino, manda il proprietario, il quale mi racconta la storia di questo nobile vino.

''Fino al XVIII secolo con "Lagrein" di solito si indicava il Lagrein bianco, che è stato probabilmente fin dal Medioevo la più importante varietà nei dintorni di Bolzano. Indicato come "Lagrinum bonum" in un atto di Termeno nel 1379, una fonte di Bolzano nel 1498 nota esplicitamente il buon Lagrein bianco ("gueten weissen Lagrein"), mentre una del 1420 cita il "lægrein wein", sempre a Bolzano.
Il Lagrein Rosso ("rot lagrein") trova la prima denominazione nel programma tirolese di Michael Gaismair del 1525.
Particolarmente famose sono le aree intorno a Bolzano nel quartiere di Gries, che nel corso degli ultimi 100 anni causa la forte espansione della città sono quasi scomparsi.
Il duca Leopold, governatore del Tirolo, nel 1407 dona il Castello di Gries  ai canonici Agostiniani, il cui monastero fu travolto da un’alluvione. Il Castello viene trasformato in monastero.
Nel 1416, l’antica cappella del castello cede il posto ad una chiesa gotica a due navate la quale perde però la sua funzione nel 1788 in seguito alla costruzione della nuova chiesa barocca.
Il 1845 è l'anno di nascita di Muri-Gries: i Benedettini, cacciati del monastero Muri nel Cantone Svizzero, ricevuto in donazione 1027, prendono alloggio nel monastero di Gries. Si apre un nuovo capitolo nella storia secolare del castello e monastero di Gries: la storia di Muri-Gries.

Nel 1845 si apre un nuovo capitolo nella storia viticola del monastero di Gries. I monaci applicano la tradizione regola benedettina “ora et labora” anche nei vigneti conventuali.
La cantina di Muri-Gries apre le sue porte all’inizio del 20° secolo. Le prime vendite di vino sfuso attraversano il Brennero e raggiungono i paesi germanofoni. Ha inizio la vendita di vino sfuso: nelle antiche cantine maturano vini pregiati come il Lagrein Kretzer e Dunkel.
Negli ultimi decenni, le zone orientali di Bolzano (Piani e Rencio) e anche quelle a Ora si sono fatti notare.

Soltanto dal 1990 il Lagrein viene commercializzato soprattutto come monovitigno rosso.
Ve l'assicuro, è veramente buono!

martedì 16 ottobre 2012

L'atmosfera della Domenica

Una tradizione che nell'epoca del digitale, dei social network e diavolerie varie si rischia di perdere un tesoro tutto italiano in via di estinzione, ovvero l'atmosfera della giornata domenicale.
L'appuntamento con lo stadio, il cinema o il teatro non poteva ostacolare in passato, quello che era uno degli appuntamenti indiscutibili della settimana della famiglia italiana: il pranzo della domenica.



Non esiste un Italiano che non onorasse la sacralità di questo momento d'incontro, nel rispetto delle locali tradizioni culinarie, mantenendo vivi con orgoglio i capisaldi della cucina familiare.

La pasta fatta in casa, dalle tagliatelle alle lasagne, dai tortellini agli strozzapreti e poi il pollo arrosto con le patatine o il polpettone con il purè o l'agnello arrosto, e per chiudere la sfilata di crostate, ciambelloni, pastarelle, pasticcini e torte: un mosaico di ghiottonerie che almeno una volta alla settimana tenevano unite tre generazioni di tutte le Regioni italiane.

Il valore delle tradizioni e della cultura gastronomica ormai sono proposte in tante trasmissioni dei vari canali TV pubblici e privati.

Spero che la domenica ritorni una giornata unica, per rivivere la più bella atmosfera familiare e trasmetterla alle nuove generazioni e ricrearla.

venerdì 12 ottobre 2012

Il reggiseno


AUSTRIA:TROVATO REGGISENO DEL '400,ASSOMIGLIA A MODELLI OGGI

Al mare le donne ormai indossano bikini molto eleganti, ed osservandole, mi sono chiesto soprattutto se il reggiseno fosse un'invenzione moderna.
Storicamente so che gli antichi Romani apparentemente non apprezzavano la vista dei seni femminili troppo grandi, quindi le signore adottavano una serie di accorgimenti atti a ridurre il seno, ovvero:

Il mammillare era una fascia di cuoio che serviva per appiattire e contenere la crescita, mentre lo strophium sosteneva senza comprimere.
Per seni più abbondanti, si ricorreva al cestus, un corpetto di cuoio morbido, o addirittura ad una specie di corsetto, che dall'inguine arrivava alla base del petto (il mito narra che fu Venere ad inventarlo e a consigliarlo a Giunone, notoriamente prosperosa, alla quale si deve l'aggettivo giunonica).

Comunque il primo esempio documentato di reggiseno, nella sua concezione odierna, è stato ritrovato nel Castello di Lengberg, in Tirolo, e risale alla metà del XV secolo. I pezzi di lingerie erano nascosti sotto un asse di legno del pavimento. La scoperta e' che le donne, nel Medioevo, lo usavano già, ed era assolutamente simile a quello dei nostri giorni. Con tanto di 'coppe'.
La rivelazione sensazionale è che sono stati ritrovati quattro reggiseni usati fra il 1440 e il 1485. Sono i più antichi della storia della moda.

Nel tempo il reggiseno si è evoluto fino a diventare ormai un elemento di eleganza, design e moda.

martedì 9 ottobre 2012

Ti auguro tempo!


Consentitemi di farvi conoscere una breve poesia, che ritagliai molto tempo fa, non ricordo quando, da una rivista per alcune riflessioni. Penso possano aiutarci a vivere serenamente. Specialmente in questi tempi!
La poesia è attribuita a Elli Mitchler, ma viene riportata anche come poesia indiana dei Sioux, che un tempo veniva anche cantata. Ecco cosa dice:

''Non ti auguro un dono qualsiasi,
Ti auguro soltanto quello che... i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre,
ma il tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perchè te ne resti:
tempo per stupirti  e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull'orologio.
Ti auguro tempo per contare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare
non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo,
tempo per la vita.''

sabato 6 ottobre 2012

Essere nonni oggi.


                                            (*) L'Immagine è stata presa dal Web


Il 2 ottobre scorso è stata la ricorrenza della festa dei Nonni, il giorno in cui la Chiesa festeggia i ss. Angeli Custodi. E’ bellissimo questo accostamento perchè i nonni per tutta la famiglia sono veramente delle figure che proteggono con tanto amore i loro nipoti e con le loro esperienze, trasmettono tanto anche alla società. La Legge, approvata dal Parlamento nel 2005, prevede anche che il Presidente della Repubblica conferisca annualmente un “Premio nazionale del nonno e della nonna d’Italia.

Da circa due anni anch'io sono diventato nonno di Sofia. Bello, no! Una volta era considerato un momento di transizione chiave della vita, ovvero ''eri vecchio'', cioè era il momento in cui avevi anche dei mutamenti fisici, professionali e sociali della tua vita e riuscivi a riposarti o a goderti nelle feste i tuoi nipoti.

Oggi essere nonni è diverso, equivale a una quantità infinita di energie, qualità, competenze ed attenzioni, paragonabili a un ''mestiere'' vero e proprio. E' un mestiere per il quale non è prevista nessuna formazione, nè apprendistato. Le attuali generazioni di nonni possono attingere a conoscenze ed esperienze personali più raffinati rispetto alle generazioni passate, per le quali l'autorità era forse la forma di relazione educativa più diffusa.
Nel turbolento scenario contemporaneo, tra precarietà di lavoro, crisi di coppia e delle istituzioni educative, la presenza dei nonni sembra rappresentare un valore solido nelle relazioni affettive dei gruppi famigliari. Esentati dai compiti educativi più diretti, i nonni hanno la possibilità di condividere con i bambini degli ambiti di maggiore libertà, di fantasia e gioco.

Me ne sono accorto quest'estate, quando mio figlio e mia nuora hanno lasciato in vacanza con noi la nipotina per due settimane, senza di loro. Penso che sia stata la più bella esperienza, meravigliosa per noi nonni, ma soprattutto per la mia nipotina.

martedì 2 ottobre 2012

I Cavalieri dell'Imperatore a Trento



Finalmente ieri sono tornato! Sabato e domenica scorsa sono stato alla Blogfest 2012, la manifestazione che si svolge tutti gli anni a Riva del Garda, che è diventata per 2 giorni la capitale di internet e dei social network.
A parte questo recente evento, quest'estate sono stato molto impegnato su tante cose personali, anche se ero in vacanza, ma nel frattempo sono riuscito a visitare qualche interessante mostra o fare qualche gita in montagna.

Fra le tante magnifiche mostre che ho visitato, vi voglio segnalare quella che si svolge a Trento al Castello del Buonconsiglio, su varie corazze, armi, elmi, cavalli bardati, pistole, archibugi e falconetti.
Ma soprattutto splendide armature che documentano un aspetto curioso: erano anch'esse soggette alle mode dell'epoca e con l'avvento della polvere da sparo si riducono senza tuttavia perdere fascino e mistero, oltre che preziose decorazioni.
Una suggestiva mostra dove si rivive l’affascinante mondo degli uomini d’arme che, vestiti d’acciaio, si scontravano in battaglia o esibivano la loro audacia e abilità nei tornei.
Un’occasione unica per ammirare pezzi provenienti da importanti armerie europee oltre alla più completa collezione al mondo di armi e armature da combattimento e da parata forgiate a mano da maestri fabbri rinascimentali proveniente dall’Arsenale di Graz.


La Landeszeughaus a Graz è il più grande arsenale originale esistente al mondo. E' composto da circa 32.000 pezzi tra armi, armature per la battaglia e quelle per le parate. La Landeszeughaus fu costruita tra il 1642 e il 1645 da un architetto tirolese Antonio Solari.
La Stiria che era la zona più prossima al fronte contro l'Impero Ottomano, aveva un disperato bisogno di un arsenale di grandi dimensioni. Dopo circa 100 anni in uso, l'imperatrice austriaca Maria Teresa decise di chiudere l'armeria, perché creò un sistema di difesa centralizzato per tutta l'Austria. L'imperatrice, voleva portare tutte le armi e le armature a Vienna. Tuttavia, la Stiria pretese e ottenne di far restare l'Armeria come simbolo di libertà della regione nella lotta contro i turchi e anche per i risultati ottenuti nella difesa non solo della Stiria ma di tutta l'Austria.


 All’inizio del Medioevo nell’XI secolo i cavalieri erano coperti dalla cotta d’arme, verso la metà del XII comparvero le prime maglie di ferro definite usbergo che ricoprivano l’uomo fino a mezza gamba, un po’ alla volta anche le calze, i guanti e le scarpe divennero di ferro.
La mostra è ricca di postazioni multimediali, filmati e ricostruzioni scenografiche di grande effetto e dura fino al 18 novembre 2012.

venerdì 29 giugno 2012

BUONE VACANZE



BUONE VACANZE A TUTTI GLI AMICI

BLOGGER CHE MI SEGUONO.

Ciao,tornerò a Settembre!


STEFANO DI  SEMPLICI CONVERSAZIONI





martedì 26 giugno 2012

L'enologia Amalfitana

Quando sono andato nella Costiera Amalfitana alcune settimane fa, sapevo già che i vini della Campania hanno una prestigiosa storia, anche se hanno fatto molta fatica ad affermarsi ed assumere un ruolo di rilievo nel panorama enologico Italiano, come il Greco di Tufo, l'Aglianico, il Fiano, il Taurasi,ecc.,  ma non conoscevo per nulla i vini di quei splendidi luoghi.


La vite ha radici antiche in Costa d'Amalfi, forse riconducibili alla Roma imperiale, o ad epoca ancora più remota. La mancanza di terreni disponibili suggeriva l'impianto su sostegni vivi ( di solito mandorli, noci o nespoli), sicchè l'uva cresceva e maturava insieme ad altri frutti, in una sorta di vigneto-frutteto.

Poi, nel Medioevo, a partire dall' XI secolo, la vite conquista una propria individualità, affrancandosi dagli alberi da frutto. Ancora una volta la scarsità di terreno, la natura rocciosa del territorio e la sua estensione per lo più in altezza, portarono presto a preferire la coltivazione su pergolato, vale a dire una sorta di griglia, costituita da un incrocio di pali, intorno ai quali, a due metri dal suolo, trovano spazio i germogli.

Mille anni fa la vendemmia veniva fatta in modo non molto diverso da quello di oggi: i grappoli, una volta lavati, venivano pigiati con un torchio di legno, ''il palmentum'', collegato ad una vasca in legno o muratura, il lavellum, verso il quale confluiva il mosto. Quest'ultimo veniva conservato in botti di quercia e in barili, che trovavano posto in un terraneo fresco e ventilato, il buctarium o cellarium.
La gamma di uve da vino che si producono hanno spesso nomi coloriti e suggestivi. Per esempio, per i vini bianchi: la Ginestra, la Pepella, il Ripolo e il Fenile, vitigni cha non hanno riscontro altrove, e per i rossi e rosati  ci sono: Piedirosso, Sciascinoso e Tintore

La Costa Amalfitana ha offerto , nei secoli, una scelta di vini abbastanza pregiati, e adatti ai vari gusti e alle varie circostanze: dal vino derivato da viti latine a quello "greco" addizionato con miele e spezie, e ancora a un'ottima Vernaccia prodotta a Minori.

Le sorti del vigneto in Costiera restano saldamente legate ai caratteri del territorio e soprattutto alle sue felici condizioni climatiche. Ne è prova la millenaria continuità di queste viti fino ai giorni nostri e la loro consacrazione attraverso la Doc Costa d'Amalfi del '94 con i vini di Furore, Ravello e Tramonti.

venerdì 22 giugno 2012

Ultimi giorni di scuola di Pierino



Pierino và a scuola ancora per l'ultima settimana e la maestra gli dice:
''Hai fatto le frasi del compito che ti ho dato?'' 
Lui gli risponde: ''No, mi sono dimenticato!''

La maestra ancora gli dice: ''Falle per domani, mi raccomando!''

Pierino va a casa, si mette davanti alla TV a fare zapping, e poi scrive le frasi che sente:

1° canale: tanti auguri a te, tanti auguri a te!
2° canale: ma chissene frega, ma chissene frega
3° canale: con il passeggino Chicco si va più veloce
4° canale: volerò, volerò, volerò
5° canale: rinascerò, rinascerò, rinascerò.

L'indomani Pierino torna a scuola e la maestra gli dice:

''Lo sai che oggi è il mio compleanno?''
''Tanti auguri a te, tanti auguri a te.'' - legge Pierino
''Almeno hai fatto le frasi da recuperare?''
''Ma chissene frega, ma chissene frega.''
''Pierino guarda che ti mando dal preside!'' - dice la maestra.
''Con il passeggino Chicco si và più veloceee.!''
''Pierino guarda che ti butto fuori dalla finestra,  eh!''.
''Volerò, volerò, volerò''
''Guarda che lo faccio veramente ehhhh!'  
''Rinascerò, rinascerò, rinascerò.''

martedì 19 giugno 2012

Elevata presenza femminile nel web?

Foto: Fonte Internet
E' una riflessione che ho fatto ieri sera mentre ero davanti al mio computer: 

''L'ondata tecnologica al femminile in questi ultimi anni è in costante aumento e coinvolge soprattutto i blog. Una tendenza sempre più presente soprattutto in Italia dove, oltre ai blog di giornaliste ed esperte di settore, si moltiplicano quelli di ''donne comuni'', particolarmente curiose ed attente, alcune delle quali sono diventate famose, proprio grazie al passaparola dei lettori''.

Le donne utilizzano sempre di più la rete e le sue risorse, anche per comunicare e affrontare le situazioni più diverse come le community, i forum, i social network ed altro e penso che ormai abbiano superato la distanza tecnologica che ci divideva con noi uomini.

Ma cosa tiene legati le donne ad un blog o ad una community? Secondo me è la fiducia , la flessibilità e la capacità di entrare in relazione.  E poi, questi passatempi digitali riducono sicuramente lo stress, favoriscono la concentrazione ed aumentano la produttività delle donne.


Nel dubbio, mi sono chiesto: Ma è vera questa mia impressione?  Bòh....forse! 


Voi cosa ne pensate?

venerdì 15 giugno 2012

''L'ultima cena'' di Tintoretto a Milano



Ieri sono andato al Museo Diocesano a vedere il famoso quadro di Tintoretto ''L'ultima cena'', che si trova a Venezia nella chiesa di San Polo, ma di passaggio a Milano per pochi giorni.
In viaggio da Roma a Venezia «L’ultima cena» di Tintoretto (dipinta tra il 1574-1575) fa una breve sosta dal 14 al 19 giugno resterà esposta al Museo Diocesano, gratuitamente e con orario speciale fino alle h.24.

Un’occasione unica per ammirare il dipinto che il 20 riprenderà il suo cammino verso casa, ovvero come ho già detto prima, verso la chiesa veneziana di San Polo. Grazie a un accurato restauro, la tela per la prima volta ha potuto lasciare Venezia, dove venne commissionata dalla Scuola del Sacramento della chiesa.
E forse nasce anche da lì l’ispirazione di Tintoretto (vero nome Jacopo Robusti 1519-1594) che, allontanandosi dalla classica iconografia, alla scena dell’annuncio del tradimento preferisce quella dell’Eucarestia.
Cristo, con un gesto che preannuncia l’imminente sacrifico sulla croce, porge il pane a due Apostoli, mentre, in riferimento all’attività assistenziale della scuola, due commensali offrono del cibo a un uomo e a un bambino sistemati sul pavimento.
Il dinamismo della composizione è intenso e vitale: i personaggi si muovono con naturalezza sulla scena, contribuendo a rendere il clima «leggero» e familiare.

Molto bello e vale la pena andarci, chi può!

martedì 12 giugno 2012

Il Monastero di Torba (FAI) patrimonio dell'Umanità


Finalmente è arrivato il riconoscimento Unesco per il sito archeologico di Torba-Castelseprio in provincia di Varese, una delle più importanti testimonianze storico-culturali a livello mondiale.
La settimana scorsa si è tenuta la cerimonia di consegna della targa attestante l'iscrizione del sito Torba-Castelseprio nella lista del Patrimonio mondiale dell'Unesco. Alla cerimonia erano presenti rappresentanti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Lombardia, della Provincia di Varese, dei Comuni di Castelseprio e Gornate Olona, oltre che naturalmente dell'Unesco e del Fai (Fondo per l'Ambiente Italiano), proprietario del Monastero di Torba. 
La nuova targa, presentata dalla Signora Crespi, presidente onorario del FAI, inaugura la nuova meta turistica che fa rinascere il Borgo Longobardo.


Infatti, proprio al Monastero di Torba, dopo la cerimonia, si è inaugurato il sentiero che corre lungo l'imponente muro di cinta del Castrum tardo Romano, realizzato nel V-VI secolo d.C, che univa Torba a Castelseprio, storico collegamento tra due poli strategici dell'impianto difensivo.
Il sentiero, ripristinato grazie a un contributo di Regione Lombardia e dell'Associazione Amici del Fai, è stato dedicato a Renato Bazzoni, fondatore del Fai con Giulia Maria Mozzoni Crespi, Franco Russoli e Alberto Pedrieri, nonché segretario generale della Fondazione fino alla sua scomparsa, nel 1996.
A lui si devono l'inizio dei lavori di restauro del Monastero e l'avvio della prima campagna di scavi archeologici.




E' possibile visitare il sito, presente nella lista Unesco dal 25 giugno 2011, luogo meraviglioso che tutti dovrebbero conoscere. 
In Italia sono 47 luoghi ''patrimonio dell'umanità'' e nel mondo nessuno ne ha di più. La maggior parte sono nella Regione Lombardia. 

venerdì 8 giugno 2012

Barzellette intelligenti...


INTELLIGENZA 1

Un carabiniere passeggia per le vie della città.
Ad un certo punto vede un tizio in piedi sopra un camion pieno di mele che le sbuccia, getta via la polpa e mette in un sacchetto tutti i semi.

Incuriosito il carabiniere gli chiede: "Ma cosa fa? Getta via le mele?".

L'uomo del camion sicuro di se' : "Certo! Ma lei non lo sa che i semi delle mele sviluppano 
l'intelligenza!?".

Il carabiniere sempre più incuriosito gli chiede: "E che cosa ne fa dei semi? Li vende?".

E l'uomo: "Certamente!".

"E quanto costano?".

"3 euro l'uno!".

"Ok! Voglio provarli: me ne dia tre".

L'uomo prende i 9 euro dal carabiniere e consegna i tre semi.

Il carabiniere se li mangia e poi pensa ad alta voce: "Cavolo! Ma con 9 euro mi compravo 

5 kg. di mele, le sbucciavo ed avevo molti più semi".

E l'uomo "Visto, già è diventato più intelligente di prima!".

E il carabiniere: "Cavolo, ha ragione, me ne dia altri tre!".


INTELLIGENZA 2

Un delfino dice all'altro: '' Il mio padrone è l'uomo più intelligente del mondo...''


''Davvero? replica l'amico. E perchè''?


''Beh, pensa, sono qui solo da una settimana e tutte le volte che spicco un salto per aria, 


lui è li, sul bordo della piscina, pronto a porgermi un pesce...

lunedì 4 giugno 2012

Viaggio nella costiera Amalfitana




Penso che andare nella costiera Amalfitana sia il sogno di tutti quelli che non l'hanno mai
vista ma che ne hanno sentito parlare.
Proprio ieri sono tornato da quella bellissima zona dopo una settimana di permanenza,
non perchè non la conoscessi, ma per accontentare mia moglie che non l'aveva mai visitata.

 
Arrivati a Napoli, ci siamo spostati  nella penisola Sorrentina e precisamente a
Sorrento, prima tappa. Poi negli altri giorni a seguire abbiamo visitato Positano, Amalfi,
Vietri sul mare ed altri paesini.

La costiera amalfitana è il tratto di costa, situato a sud della penisola sorrentina, che si affaccia sul golfo di Salerno; è delimitato ad ovest da Positano e ad est da Vietri sul Mare. È un tratto di costa famoso in tutto il mondo per la sua bellezza naturalistica, sede di importanti insediamenti turistici. Considerato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO prende il nome dalla città di Amalfi, nucleo centrale della Costiera non solo geograficamente, ma anche storicamente. La costiera amalfitana è nota per la sua eterogeneità: ognuno dei paesi della Costiera ha il proprio carattere e le proprie tradizioni. E' nota anche per alcuni prodotti tipici, come il limoncello, liquore ottenuto dai limoni della zona (sfusato amalfitano), le alici e le conserve di pesce prodotte a Cetara, e le ceramiche realizzate e dipinte a mano a Vietri.
In lontananza si vede l'isola di Capri; non siamo andati perchè il giorno che avevamo
deciso di visitarla, pioveva forte. Ecco in sintesi le cittadine visitate:
Sorrento, dove nacque Torquato Tasso,
con chiese e musei interessanti.





Amalfi, con il Duomo ed il suo chiostro
 (Chiostro paradiso)
 



Atrani, con le chiese di San Salvatore del Birecto e di Santa Maria Maddalena;

 
Cetara, il paese della colatura di alici;

 
Conca dei Marini, con la sua Grotta dello Smeraldo di rara bellezza, la Chiesa Patronale di San Giovanni Battista

 
Maiori, con la Collegiata di Santa Maria a mare ed il Castello di San Nicola de Thoro Plano
Minori con la Basilica di Santa Trofimena e la Villa romana


 
Positano, con la Chiesa dell'Assunta
ed il suggestivo centro storico


Praiano, con le chiese di San Luca e San Gennaro ed i relativi Belvedere;

 
Ravello, la città della musica con il suo Duomo e le prestigiose Villa Cimbrone e Villa Rufolo;

 
Scala, il paese più antico della Costiera Amalfitana.

 
Vietri sul Mare, nota in tutto il mondo per l'antica tradizione di lavorazione della ceramica e la sua frazione Albori che fa parte del club I borghi più belli d'Italia.

martedì 29 maggio 2012

Elogio della gentilezza



* cartello: fonte Internet

''Conviene essere gentili e cortesi ai giorni nostri''? Questa è una domanda che mi facevo l'altra sera alla solita riunione di condominio per cambiare la caldaia, dove i condomini ''si mandavano a quel paese'' senza problemi. '' Secondo me, sì''!


Prima di tutto fa bene alla salute, guadagna simpatie, crea intorno un clima positivo e sereno. Il vero tornaconto della gentilezza, tuttavia, sta proprio nell'essere gentili. La gentilezza, infatti, dà un senso e un valore alla nostra esistenza, ci fa dimenticare i guai quotidiani e sentire bene con noi stessi.

La gentilezza, se si contrappone alla volgarità, colpisce la sensibilità di tutti gli uomini, siano essi ricchi o poveri. E' una ''qualità inattuale" e può rivelare un potere dirompente,  soprattutto nell'epoca odierna, in cui i rapporti fra esseri umani sono sempre meno autentici e sempre più formali.
La gentilezza non è la cortesia vera e propria, quel valore che apparteneva alla cavalleria o all'aristocrazia, e che e' ora una maschera usata per comprare favori dagli altri. Invece la gentilezza e' qualcosa di raro che, ''non si vende e non si compra, si da' e basta''! 
In effetti essa, se è vero che confina anche con la generosità, dovrebbe essere gratuita.

Per i filosofi la gentilezza è una qualità morale che coinvolge il rapporto con le altre persone, suscettibile di essere coltivata con impegno dall'individuo e dalla società.

Per caso ho scoperto che esiste nel mondo la Giornata della Gentilezza, che si celebra tutti gli anni a novembre, mentre in Italia c'è un Movimento per la Gentilezza. 
Non ci sarebbe nessun bisogno di ciò, ma vivendo in un'epoca scorretta, iraconda e volgare (dico in generale e meno male non per tutti), nascono questi movimenti. Buono a sapersi!

giovedì 24 maggio 2012

A spasso tra mille fiori alpini



Domenica scorsa mi sono trovato sul Monte Bondone, sopra Trento, assieme ad alcuni amici trentini, a passeggiare in mezzo a tanti fiori, nel Giardino Botanico Alpino delle Viote.
Mi hanno detto che ci sono più di mille specie di piante alpine d'alta quota, un tripudio di fiori che sbocciano a seconda della stagione.Questo Giardino è uno dei più antichi e più grandi delle Alpi.

Fondato verso la fine degli anni Trenta, per promuovere la conoscenza e la salvaguardia della flora alpina, il Giardino botanico Alpino delle Viote del Monte Bondone è uno dei più grandi delle Alpi.
Oggi ospita, come ho già detto, oltre mille specie di piante alpine, in particolare piante officinali e in via di estinzione, raggruppate secondo i grandi areali di origine, ad esempio nel complesso Euroasiatico si trovano specie dei Pirenei, delle Alpi, dell'Appennino, dei Balcani, dei Carpazi, del Caucaso ed entità comuni ai due continenti.
I semi delle piante a rischio di estinzione vengono raccolti per formare una collezione (seed bank) a disposizione della rete internazionale dei giardini botanici.

Il Giardino è sezione territoriale del Museo delle Scienze di Trento. Durante il periodo estivo è animato da attività a tema dedicate a tutte le fasce di età.
Esso si trova in località Viotte nel Monte Bondone, a 1540m s.l.m, a dieci Km. da Trento.
Visitarlo rappresenta quindi un'occasione per vivere un contatto diretto con la natura, con i fiori e con le piante che, a seconda del periodo, si presentano nelle loro forme e colori più sorprendenti.
Se per caso vi trovate da quelle parti, andate a visitarlo!

venerdì 18 maggio 2012

Due storielline divertenti


IN AFRICA

In un Paese Africano si trovava un villaggio molto arretrato, sperduto nella foresta. Un giorno, un medico si recò a far visita allo Stregone del villaggio, per persuaderlo ad adottare condizioni di vita e sistemi di cura più progrediti.

- Quando uno di noi ha il mal di testa - esordì il medico, cercando di spiegare i vantaggi dei farmaci moderni
- ci basta dargli una piccola pastiglia e il dolore gli passa in poche ore.


- Tutto quì? - ribattè lo stregone. - Quando invece uno di noi ha il mal di testa, scaviamo una buca sotto il sole e lo sotterriamo dentro.


- E questo gli fa passare il dolore? - chiese stupito il medico.

- No - rispose lo stregone, - ma per un bel pò di tempo nessuno denuncia questo disturbo!





LA COLLETTA                                                                                                      
                                                                                                                  
Il conducente di un autobus rimase coinvolto in un enorme ingorgo nel traffico, nella zona centrale di Roma.     
Non c'era alcun modo di avanzare.                                                                                
Un uomo che camminava per la strada tra i veicoli fermi si avvicinò al finestrino dell'autobus.
                 
Il conducente dell'autobus abbassò il finestrino e chiese: "Ma cosa succede ?"  
                                 
Il passante rispose: "Alcuni terroristi sono entrati al Parlamento ed hanno sequestrato tutti i Parlamentari. Se non raggiungeranno la cifra di 10 milioni di euro, li cospargeranno di benzina e poi appiccheranno il fuoco. Così stiamo facendo una colletta tra i conducenti delle auto ferme".   
                                          
Il conducente dell'autobus, portando la mano alla tasca, chiese:
                                                
"E quanto stanno dando gli altri ?"
                                                                              
Al che l'uomo a piedi rispose: "Bè . alcuni mezzo litro, altri un litro ..."   






lunedì 14 maggio 2012

Il gelato italiano


Ieri ho mangiato per caso il primo gelato della stagione, dopo tanta pioggia. 
Mentre lo gustavo compiaciuto, mi sono chiesto: ''Ma chi l'ha inventato?''

Non è facile attribuire una "paternità" al gelato. Alcuni la fanno risalire addirittura alla Bibbia:
Isacco, offrendo ad Abramo latte di capra misto a neve, avrebbe inventato il primo "mangia e bevi" della storia. Altri, invece, la affidano agli antichi Romani che si distinsero ben presto grazie alle loro "nivatae potiones", veri e propri dessert freddi.
Bisogna però aspettare il Cinquecento per assistere al trionfo di questo alimento. In particolare, è Firenze a rivendicare l'invenzione del gelato 'moderno', che per primo utilizza il latte, la panna e le uova. Golosa innovazione che si deve all'architetto Bernardo Buontalenti.
Altro grande inventore del gelato fu anche un gentiluomo palermitano, Francesco Procopio dei Coltelli che, trasferitosi a Parigi alla corte del Re Sole, aprì il primo caffè-gelateria della storia, il tuttora famosissimo ''Caffè Procope''.


La diffusione su scala "industriale" del gelato nel mondo partì dalla Sicilia e più precisamente da Catania.
Nel 1773 lo scozzese Patrick Brydone scriveva: "L'Etna fornisce neve e ghiaccio non solo a tutta la Sicilia, ma anche a Malta e a gran parte dell'Italia, creando così un commercio molto considerevole".
A prescindere dalla verità storica di questi fatti, l'origine italiana del gelato viene riconosciuta in gran parte del mondo (non è inusuale, nelle gelaterie estere, vedere indicazioni come "vero gelato italiano").


Una delle prime rivendite commerciali di gelato italiane, realizzato tramite raffreddamento di gelato, zucchero e addensanti come la farina di carrube, risale circa al 1928 e cominciò la sua attività a Varese: consisteva in un carretto ambulante con un macchinario discendente da quello del Caffè Procope.
Tale rivendita fu certamente la prima nel nord Italia a portare il gelato a un livello popolare.
Ma la storia moderna di questo goloso alimento comincia ufficialmente quando l'italiano Filippo Lenzi, aprì la prima gelateria in terra americana.
Il gelato si diffuse a tal punto da stimolare una nuova invenzione: la sorbettiera a manovella, brevettata nel XIX secolo da William Le Young. Aveva allora inizio la storia del gelato industriale!