lunedì 9 gennaio 2012

Il tesoro archeologico della Valcamonica

Le incisioni rupestri della Valcamonica, ricche di oltre 300.000 figure scolpite sulle pareti rocciose, sono considerate come l’esempio di arte rupestre più importante d’Europa.



Nella zona di Capo di Ponte in Provincia di Brescia c’è la più alta concentrazione di rocce istoriate della Valle ed è per questo che dopo gli studi degli anni ’20 e ’30, la Soprintendenza archeologica della Lombardia ha istituito nel 1955 il Parco Nazionale di Naquane.
Nel 1979, poi le incisioni della Valcamonica sono diventate il primo sito italiano Patrimonio dell’Umanità, sotto la tutela dell’Unesco.
Le rocce istoriate testimoniano la vita degli antichi Camuni che abitarono queste zone fin da 8000 anni prima di Cristo, quindi nel Paleolitico fino ad epoche più recenti quali la dominazione romana. Il periodo più antico, quello che arriva fino al 6000 a.C., è caratterizzato da figure di animali, in particolare cervi, incise in maniera molto semplice con strumenti rudimentali di roccia silicea.
Nel Neolitico, i Camuni iniziarono la pratica dell’agricoltura: è possibile notare questa trasformazione attraverso le testimonianze lasciate sulle rocce, dove protagonista diventa l’uomo impegnato nelle operazioni quotidiane e nei momenti di culto (si notano figure umane con le braccia in alto, la rappresentazione del sole e del cervo, divinità preistoriche).


Verso il 3000 a.C. le popolazioni apprendono l’arte della lavorazione dei metalli: compaiono così scene di caccia e di guerra, mentre le rappresentazioni, che prima apparivano statiche, ora assumono un carattere quasi narrativo.
Di quest’ultimo periodo sono anche incisioni con abitazioni, villaggi e mappe, a testimonianza della nuova condizione di stabilità che la civiltà camuna stava assumendo. Con l’arrivo dei Romani in Vallecamonica si interrompe l’evoluzione culturale autoctona di queste popolazioni e termina così l’attività di istoriazione delle rocce, un incredibile “libro” a cielo aperto della civiltà camuna antica.

Vi consiglio, prima di andare,  di chiedere informazioni, sia per i nuovi orari che per il Museo Archeologico, all'Agenzia Turistica locale, Capo di Ponte (BS), Tel. 0364/42140 - Fax. 0364/426634 
E-mail: archeologica.cdp@inwind.it

4 commenti:

Adriano Maini ha detto...

Hai colmato con poche, significative parole grosse lacune che avevo su questo affascinante tema!

Ambra ha detto...

E' commovente pensare come questi reperti ci avvicinano ai nostri antenati. Come se, consapevoli della brevità della Vita, avessero voluto tramandarci un ricordo di sé. Bagliori che vengono dalla notte dei tempi ad illuminarci sugli uomini che hanno vissuto la nostra avventura sulla terra.
Mi è piaciuto moltissimo il tema del tuo post.

Stefano ha detto...

Grazie Adriano!
ciao, Stefano

Stefano ha detto...

Cara Ambra
Sono felice che questo post ti sia piaciuto! Ti ringrazio molto e a presto.
Ciao, Stefano