mercoledì 22 febbraio 2012

Amerigo Vespucci narratore del Nuovo Mondo

Oggi, 22 febbraio, si celebra il 500° anniversario della morte di Amerigo Vespucci, l'esploratore fiorentino che raccontò i suoi viaggi in caravella oltre l'Oceano.




Amerigo Vespucci, navigatore italiano nato a Firenze il 18 Marzo 1454, venne formato da Paolo del Pozzo Toscanelli, teorico della navigazione verso occidente per raggiungere l'oriente e da Marsilio Ficino, filosofo dell'accademia Careggi.
La famiglia Vespucci, coinvolta nella "congiura dei Pazzi" e dichiaratamente repubblicana, subì l'ostilità della famiglia De'Medici e dalle cronache si sa di un viaggio (o fuga?) che nel 1478, portò Amerigo e uno zio in Francia.
Anche dopo la caduta della Signoria dei De' Medici e l'avvento della Repubblica, Amerigo Vespucci non tornò mai più a Firenze, nel 1490 si spostò a Siviglia dove, due anni dopo, iniziò a lavorare prima per il Banco fiorentino Berardi e poi per la Compagnia delle Indie con l'incarico di rifornire le navi in partenza per il nuovo mondo.

Sembra che proprio a Siviglia Vespucci conobbe Cristoforo Colombo, e nel 1494 si occupa da terra, della seconda spedizione di Colombo, diretta verso ''le Indie''. Egli fu tra i primi propugnatori dell'idea che Colombo avesse scoperto un nuovo continente e non una rotta orientale per raggiungere via mare l'Estremo Oriente.
Vespucci compì complessivamente quattro spedizioni; più attento alla comprensione della geografia dei luoghi, che alla ricerca di grandi ricchezze, disegnò molte mappe delle terre esplorate, che descrisse in alcuni diari.
Gia all'inizio del Cinquecento furono pubblicati i suoi scritti che ebbero un notevole successo perchè raccontavano dei suoi viaggi dall'Europa al Nuovo Mondo e lungo le sue coste fino alla Terra del Fuoco.

Oggi gli storici sono concordi nel ritenere che Vespucci non compì nessun viaggio nel 1497.
Di sicuro nel 1499 Amerigo Vespucci partecipò ad una spedizione transoceanica armata dalla Spagna al comando di Alonso de Ojeda, con Juan de La Cosa, esperto marinaio e abile cartografo, già al seguito di Colombo, navigando lungo la costa orientale del sud America.
In questa occasione, osservando la congiunzione di Marte e della Luna, Vespucci riuscì a calcolare quanto il viaggio lo aveva condotto ad ovest.
Dopo avere toccato terra in corrispondenza della odierna Guyana, Ojeda e Vespucci si separano, Amerigo proseguì verso sud e, toccata la foce del Rio delle Amazzoni, raggiunse Trinidad, il fiume Orinoco, spingendosi tanto a sud da toccare la Patagonia prima del rientro in patria.
La constatazione che le terre toccate avevano un’estensione enorme convinse Vespucci che quelle coste dovevano essere il margine di un continente.

Nel 1501, con l'incarico di continuare l’esplorazione compiuta l’anno prima da Pedro Álvarez Cabral e di definire la posizione di Vera Cruz, come era stata ribattezzata dal Cabral la costa del Brasile, per stabilire se il possesso spettasse alla Spagna o al Portogallo, secondo il Trattato di Tordesillas, Vespucci salpò su imbarcazioni che portavano la bandiera portoghese e con queste si spinse 400 miglia più a sud della Terra del Fuoco.
Durante questa esplorazione, Vespucci capì che il nuovo continente era separato dall'Asia, compilò resoconti dettagliati descrivendo la cultura degli indigeni, la loro dieta, le credenze religiose e, ciò che rese gli scritti molto popolari, le abitudini sessuali e matrimoniali dei nativi.
Questo viaggio, terminato nel 1502, fu il più importante tra quelli di Vespucci e di tutta la storia delle esplorazioni americane. I dati esatti del viaggio non sono ricostruibili con precisione, poiché le fonti sono spesso discordanti, ma sappiamo che partirono tre navi e che forti burrasche rallentarono la traversata dell’Atlantico.
Le coste del Brasile furono avvistate dopo sessantaquattro giorni, ma il primo approdo venne abbandonato dopo poco, perché inospitale e si continuò l’esplorazione del litorale, approdando a Capo Santa Maria, Capo San Giorgio, Capo Santa Croce, Rio di San Francesco, toccando la Baia di Tutti i Santi e sostando a Porto Seguro.
Il primo di gennaio 1502 le navi guidate da Vespucci entrarono nella baia di Rio de Janeiro, dopo aver doppiato Capo San Tomé, e proseguirono fino a Rio de Cananor, dove gli esploratori decisero di non continuare l’esplorazione del litorale per non entrare in conflitto con la Spagna.
Dopo quattro mesi, due sole, delle tre caravelle, fecero rientro a Lisbona.

Il viaggio poté confermare quanto supposto già dal precedente: quella terra non era un’isola, ma una “terraferma grandissima” che nulla aveva a che fare con l’Asia. E nuove erano la vegetazione, gli animali, e gli indigeni, dei quali aspetto, usi e costumi non avevano uguali nel mondo conosciuto.
Nel maggio del 1503 partì da Lisbona un'altra spedizione, destinata all'insuccesso, con l'incarico di esplorare la costa sudamericana.
Delle sei navi della spedizione, due erano state armate da mercanti fiorentini, che ne avevano affidato il controllo a Vespucci. La missione, organizzata dai Portoghesi, era avvolta dalla segretezza, per non insospettire i rivali spagnoli, i documenti di bordo indicavano come meta l’Oceano Indiano, anche se la flotta appena uscita dal Mediterraneo. fece rotta in direzione opposta.
E' certo che il viaggio fu compromesso dal naufragio della nave ammiraglia e Vespucci ebbe l'incarico di guidare il resto della flotta alla ricerca di approdi sicuri. Quando finalmente riuscirono a raggiungere le coste americane, seguirono l’itinerario dell’anno precedente, cercando merci da riportare in patria e rientrarono a Lisbona nel giugno del 1504.

La figura di Amerigo Vespucci è molto controversa, alcuni sostengono che Vespucci abbia esagerato il suo ruolo e romanzato gli avvenimenti, altri che abbia contraffatto gli originali di altri viaggiatori dell'epoca in ogni caso, a prova della notorietà e dei meriti acquisiti dal navigatore, il 6 agosto 1508 ottiene il titolo di "Piloto Mayor".
E' in dubbio un altro viaggio verso il nuovo mondo durante il quale sembra che Amerigo Vespucci contrasse la malaria e, tornato in Spagna morì a Siviglia il 22 febbraio 1512 all'età di 58 anni.
Martin Waldseemüller e Geradus Mercator nominarono  per primi i nuovi Continenti, meridionale e settentrionale, ''America''  in onore del navigatore diventato ormai celebre.

8 commenti:

Soffio ha detto...

Personaggi mitici anche in considerazione dei tempi e degfli strumenti

Sandra M. ha detto...

Pensa un po'...non compì nessun viaggio e l'America porta il suo nome!

Stefano ha detto...

Hai ragione Soffio!
Con le tecnologie di allora, quei navigatori sono stati veramente bravi! Ciao

Stefano ha detto...

Cara Sandra
anche se ha viaggiato poco, ha studiato molto le mappe di allora, ed ha avuto l'intuizione che Colombo era arrivato nelle Indie e non nell'attuale America.
Cari saluti

Adriano Maini ha detto...

Ho trovato qui notevoli approfondimenti, che tanto più apprezzo in quanto appassionato di viaggi di esplorazione.

Stefano ha detto...

Caro Adriano
ne sono convinto dei tuoi approfondimenti dovuti alla tua cultura, ma anche perchè ti piacciono i viaggi di esplorazione.
Ciao

Ambra ha detto...

Mi hanno sempre affascinato gli esploratori del '500. Erano tempi eroici e coraggiosi, anche se, in fondo, gli astronauti sono gli esploratori moderni. C'è una tecnologia che non esisteva allora, ma il mondo da esplorare è ancora un mondo sconosciuto che può rubarti la vita.

Stefano ha detto...

Cara Ambra
é tutto vero quello che dici! Ci sono ancora molti 'mondi' da esplorare. Ciao