lunedì 20 febbraio 2012

Professione lobbysta

Ieri, parlando a telefono con un mio lontano parente, mi ha confidato che nel pomeriggio doveva andare in Aeroporto a prendere il figlio che tornava dagli Stati Uniti, perchè ormai lavora a Washington da qualche anno.
Per curiosità gli ho chiesto che tipo di lavoro facesse.
Mi risponde che fa il ''Lobbysta'', perchè negli USA è una normale professione riconoscuta, ma con delle normative specifiche.




In Italia la parola lobbysmo è associata a fenomeni oscuri, che proliferano nell’anonimato e al di fuori della legalità.
Finora sono stati concepiti più di trenta disegni di legge per regolamentare l’attività di lobbying, molti dei quali non sono nemmeno arrivati in Parlamento.
In genere tutte le volte che si parla di avvocati , notai, magistrati, tassisti ecc... ecc...si sente dire sui ''media'' che queste categorie facciano parte di una lobby.

Ma che cosa s'intende veramente per Lobby o Lobbysta?

Sono parole che appartengono per lo più alle ''lingue speciali'', cioè a quei linguaggi di settore come quello giornalistico o politico, che a poco a poco sono entrati nell'uso comune.
La parola ''lobbysta'' imfatti indica l'azione di un gruppo di persone che rappresentano particolari interessi ed influenzano dipendenti pubblici o membri del Parlamento, soprattutto in materia legislativa.


Il '' lobbysta'' è il professionista che cura questo tipo di attività, cioè il ''lobbysmo'', mascherato sotto la più eufemistica e blanda etichetta di ''rapporti istituzionali'' o ''relazioni con il Governo''.
Tutte le grandi Società italiane e le grandi organizzazioni hanno l'attività di lobby e si servono dei loro uomini o ''lobbysti'' per operazioni di tipo politico-commerciale.
Invece i lobbysti di professione lavorano per le organizzazioni private. Essi curano i rapporti delle aziende con gli enti pubblici, i Ministeri e il Parlamento per appoggiare o bloccare proposte di legge o provvedimenti riguardanti le Società delle quali sono incaricati di occuparsi.
Credo che, se ci fosse una normativa come negli Stati Uniti, in Canada o in alcuni paesi dell'Europa, quello che le cronache italiane di questi ultimi mesi, sulle varie inchieste definiscono uno scandalo, rappresenterebbe la normalità dell’agire politico.

Già nel 1956 John F. Kennedy scriveva sul New York Times;
“I lobbisti che parlano in rappresentanza degli interessi economici, commerciali e di altro tipo sono estremamente utili e hanno assunto un ruolo importante nel processo normativo”.
Quindi basterebbero poche semplici regole perché, secondo il mio modesto parere, è impossibile disciplinare ogni aspetto del mondo delle relazioni, ma bisogna scongiurare il rischio del ''far west dei praticoni”. 

E'auspicabile che col nuovo Governo ci sia in Italia un cambio di mentalità, altrimenti si continuerà a gestire interessi vari senza responsabilità.
Una gestione trasparente permetterebbe di riabilitare un’attività legittima, come quella del lobbysta.

5 commenti:

Francesco Zaffuto ha detto...

se penso alla potente lobby delle armi in USA, nutro grandi perplessità.
ciao

Stefano ha detto...

Caro Francesco
Hai perfettamente ragione. A pensarci bene quella delle armi è stata sempre la più potente, oltre che in USA, anche in Italia. Ciao.

Lalique ha detto...

ciaoo
buongiorno

http://laracroft3.skynetblogs.be http://lunatic.skynetblogs.be

Stefano ha detto...

Ciao Lalique
grazie per essere passata dal mio blog.

Renato ha detto...

Post veramente interessante!
Ciao, Ren.