lunedì 5 marzo 2012

Amelia, una bellissima città umbra



Sono stato invitato da un mio amico al matrimonio della figlia, celebrato ad Amelia, bellissima cittadina umbra.
Non potendo mancare per vari motivi affettivi, sono andato volentieri. E' stata una giornata veramente bella sia perchè mi sono divertito che per il buon pranzo. 
Anche la cittadina è molto interessante carica di arte e storia e sono riuscito in parte a visitarla!

Si chiamava Ameria e la sua storia si perde nella notte dei tempi. Plinio racconta che fu restaurata più di 900 anni prima della guerra contro Perseo, cioè nel 1134 a.C.

Dunque città italica, umbra e poi romana, fiorì nel Medioevo, nell’età delle signorie e nei secoli a seguire.
E oggi, forte della sua splendida posizione elevata, su un poggio fra le belle valli del Tevere e del Nera, circondata da una fertile campagna nota fin dall’antichità per le sue mele “terapeutiche”, le pere e i salici e continua a essere un dinamico centro agro-alimentare.
Una cinta muraria imponente la racchiude tutta: sono monumentali mura poligonali, romane e poi medioevali che cingono l’abitato per circa 2 km. Mura ciclopiche, le chiamano, perché alte 8 metri e formate da poderosi massi perfettamente incastrati fra loro a secco e sprofondati nel terreno per diversi metri.
Mentre più su, nella parte alta dell’acropoli, a testimonianza di un’antica grandezza che si è rinnovata nei millenni, ancor oggi si estende per qualche decina di metri una cinta muraria presumibilmente del VIII o VII secolo prima di Cristo: grandi blocchi non levigati, solidi, ma irregolari e di fattura più primitiva.

Ancor oggi si accede alla città attraverso quattro delle antiche porte. Altre due non più utilizzate, monumentali e coeve alle mura poligonali, sono le porte da cui in epoca romana si dipartivano le antiche strade e, naturalmente, sono di notevole interesse storico e archeologico.
Ma oltre le mura, la città rivela un’inaspettata ricchezza di testimonianze di epoche storiche diverse, stratificazioni successive che nulla hanno sottratto al pregio delle opere che le hanno precedute, ma al contrario hanno contribuito a creare quella particolare armonia di stili che caratterizza la città.

Da Porta Romana, la principale porta di accesso, le strade sono un continuo sali scendi, ma la fatica è ampiamente ricompensata dalla piacevolezza dell’assetto urbano e dalle belle architetture che lo caratterizzano.
Sono tutti di notevole fattura i palazzi rinascimentali che popolano il centro storico e che fra il cinque e seicento la connotano come centro tardo-manieristico, tanto da poter essere definita “una piccola Roma”.



Palazzo Farattini, Palazzo Petrignani,  palazzo Nacci,  palazzo Venturelli, palazzo Clementini, palazzo Boccarini…
Infine il Palazzo Comunale, semplice nel suo aspetto esterno, ma riccamente decorato nelle sale del Consiglio.
Non è certo da meno il patrimonio architettonico delle chiese amerine che, al loro interno, svelano un’inaspettata ricchezza di decorazioni, arredi e opere d’arte.
Prima fra tutte, nella parte più alta di Amelia, il Duomo che, dell’originale struttura dell’anno 1050, mantiene ancora il poderoso campanile dodecagonale, mentre la basilica, devastata da un incendio, fu completamente ricostruita nel ‘600 e conserva ancora al suo interno una gran ricchezza di tele, affreschi e opere, in particolare del tardo manierismo.
Accanto al Duomo, spicca la facciata quattrocentesca della chiesa di Sant’Agostino col suo magnifico portale gotico a ogiva. Poco oltre si arriva a S.Magno, annessa ad un convento benedettino già attivo nel ’200. Procedendo per via Cavour si raggiunge invece la chiesa di S.Monica e la chiesa del Crocifisso, anch’essa del ‘200. Più in basso  la chiesa di S.Francesco anch’essa costruita alla fine del XIII secolo e poi ammodernata in forme tardo barocche, conserva ancora un bel rosone.

Reperti straordinari di una civiltà che mi hanno stupito. Ritornerò sicuramente un'altra volta

4 commenti:

Ambra ha detto...

Ciao Stefano.
Sono stata ad Amelia parecchi anni fa e ricordo ancora di quanto ero stata colpita anch'io dalla bellezza e dalla storia di cui parlano le sue mura e i suoi palazzi. Non ricordo, ma sicuramente non ho visto tutti i palazzi che tu citi. Mi hai fatto venire voglia di tornarci. Quasi sicuramente quest'estate.

Stefano ha detto...

Ciao Ambra
Conviene andarci ancora, non solo per visitare Amelia ma anche altre cittadine dell'Umbria. Poi come ben sai, si mangia veramente bene! Un saluto.

Valeria ha detto...

Sono passata da Amelia l'estate scorsa,ma la cosa che più mi ricordo sono i Fichi e un dolce con cioccolato e fichi. Una meraviglia! La cittadina è molto carina. Ciao Vale

Stefano ha detto...

E' vero Valeria!
Amelia è famosa, oltre che per la storia, per i fichi, i dolci e l'olio. Grazie e ciao