lunedì 14 maggio 2012

Il gelato italiano


Ieri ho mangiato per caso il primo gelato della stagione, dopo tanta pioggia. 
Mentre lo gustavo compiaciuto, mi sono chiesto: ''Ma chi l'ha inventato?''

Non è facile attribuire una "paternità" al gelato. Alcuni la fanno risalire addirittura alla Bibbia:
Isacco, offrendo ad Abramo latte di capra misto a neve, avrebbe inventato il primo "mangia e bevi" della storia. Altri, invece, la affidano agli antichi Romani che si distinsero ben presto grazie alle loro "nivatae potiones", veri e propri dessert freddi.
Bisogna però aspettare il Cinquecento per assistere al trionfo di questo alimento. In particolare, è Firenze a rivendicare l'invenzione del gelato 'moderno', che per primo utilizza il latte, la panna e le uova. Golosa innovazione che si deve all'architetto Bernardo Buontalenti.
Altro grande inventore del gelato fu anche un gentiluomo palermitano, Francesco Procopio dei Coltelli che, trasferitosi a Parigi alla corte del Re Sole, aprì il primo caffè-gelateria della storia, il tuttora famosissimo ''Caffè Procope''.


La diffusione su scala "industriale" del gelato nel mondo partì dalla Sicilia e più precisamente da Catania.
Nel 1773 lo scozzese Patrick Brydone scriveva: "L'Etna fornisce neve e ghiaccio non solo a tutta la Sicilia, ma anche a Malta e a gran parte dell'Italia, creando così un commercio molto considerevole".
A prescindere dalla verità storica di questi fatti, l'origine italiana del gelato viene riconosciuta in gran parte del mondo (non è inusuale, nelle gelaterie estere, vedere indicazioni come "vero gelato italiano").


Una delle prime rivendite commerciali di gelato italiane, realizzato tramite raffreddamento di gelato, zucchero e addensanti come la farina di carrube, risale circa al 1928 e cominciò la sua attività a Varese: consisteva in un carretto ambulante con un macchinario discendente da quello del Caffè Procope.
Tale rivendita fu certamente la prima nel nord Italia a portare il gelato a un livello popolare.
Ma la storia moderna di questo goloso alimento comincia ufficialmente quando l'italiano Filippo Lenzi, aprì la prima gelateria in terra americana.
Il gelato si diffuse a tal punto da stimolare una nuova invenzione: la sorbettiera a manovella, brevettata nel XIX secolo da William Le Young. Aveva allora inizio la storia del gelato industriale!

8 commenti:

Renata ha detto...

Leggendo questo post mi è venuta voglia di un buon gelato. Più tardi andrò a comprarlo!
Grazie Stefano e ciao.
Renata

Sandra M. ha detto...

Eh il gelato, quando è buono...è davvero BUONO!
Io non ho ritegno: se ne compro un chilo ne mangio un chilo...fino a scoppiare!
Buona settimana.
Sandra
P.S.: che bello quel francobollo.

Stefano ha detto...

Cara Sandra
Adesso ci sono tantissimi gusti di gelato che anni fà non c'erano. Quindi quando uno ne ha voglia
può scegliere il gusto che desidera.
Il francobollo l'ho trovato per caso navigando nel web.
Buona settimana anche a te!
Stefano

Stefano ha detto...

Cara Renata
Buona passeggiata e buon gelato!
Ciao, Stefano

Ambra ha detto...

Ma che interessanti tutte queste notizie sul gelato! D'ora in avanti quando lo mangerò ripenserò alla sua storia.
Che buono il gelato!!!!

Stefano ha detto...

Cara Ambra
qualche volta, quando faccio qualcosa, mi viene la voglia di approfondire e scoprire di più su quella materia.
Questa volta è stato il gelato ad incuriosirmi. Ciao

Adriano Maini ha detto...

Direi che hai ragione a sostenere che il primo vero gelato é quello di Firenze. In caso diverso si chiama sorbetto, delizioso anch'esso, ma delizia con altre caratteristiche, no? Ah, quei carretti, poi, quante storie ci sono ancora da raccontare su di loro! Per lo meno, ora so chi ha fornito il prototipo.

Stefano ha detto...

Adriano
Raccontare la storia del gelato italiano è troppo lunga! Ho scritto soltanto una sintesi. Comunque grazie. Ciao