martedì 26 giugno 2012

L'enologia Amalfitana

Quando sono andato nella Costiera Amalfitana alcune settimane fa, sapevo già che i vini della Campania hanno una prestigiosa storia, anche se hanno fatto molta fatica ad affermarsi ed assumere un ruolo di rilievo nel panorama enologico Italiano, come il Greco di Tufo, l'Aglianico, il Fiano, il Taurasi,ecc.,  ma non conoscevo per nulla i vini di quei splendidi luoghi.


La vite ha radici antiche in Costa d'Amalfi, forse riconducibili alla Roma imperiale, o ad epoca ancora più remota. La mancanza di terreni disponibili suggeriva l'impianto su sostegni vivi ( di solito mandorli, noci o nespoli), sicchè l'uva cresceva e maturava insieme ad altri frutti, in una sorta di vigneto-frutteto.

Poi, nel Medioevo, a partire dall' XI secolo, la vite conquista una propria individualità, affrancandosi dagli alberi da frutto. Ancora una volta la scarsità di terreno, la natura rocciosa del territorio e la sua estensione per lo più in altezza, portarono presto a preferire la coltivazione su pergolato, vale a dire una sorta di griglia, costituita da un incrocio di pali, intorno ai quali, a due metri dal suolo, trovano spazio i germogli.

Mille anni fa la vendemmia veniva fatta in modo non molto diverso da quello di oggi: i grappoli, una volta lavati, venivano pigiati con un torchio di legno, ''il palmentum'', collegato ad una vasca in legno o muratura, il lavellum, verso il quale confluiva il mosto. Quest'ultimo veniva conservato in botti di quercia e in barili, che trovavano posto in un terraneo fresco e ventilato, il buctarium o cellarium.
La gamma di uve da vino che si producono hanno spesso nomi coloriti e suggestivi. Per esempio, per i vini bianchi: la Ginestra, la Pepella, il Ripolo e il Fenile, vitigni cha non hanno riscontro altrove, e per i rossi e rosati  ci sono: Piedirosso, Sciascinoso e Tintore

La Costa Amalfitana ha offerto , nei secoli, una scelta di vini abbastanza pregiati, e adatti ai vari gusti e alle varie circostanze: dal vino derivato da viti latine a quello "greco" addizionato con miele e spezie, e ancora a un'ottima Vernaccia prodotta a Minori.

Le sorti del vigneto in Costiera restano saldamente legate ai caratteri del territorio e soprattutto alle sue felici condizioni climatiche. Ne è prova la millenaria continuità di queste viti fino ai giorni nostri e la loro consacrazione attraverso la Doc Costa d'Amalfi del '94 con i vini di Furore, Ravello e Tramonti.

4 commenti:

Francesco Zaffuto ha detto...

buona bevuta
ciao

Stefano ha detto...

Grazie Francesco,
comunque bevo solo durante i pasti
un bicchiere di vino di qualunque regione italiana, basta che sia buono! Ciao e buone vacanze.

Rocco ha detto...

Stefano,
da buon campano non conoscevo questi pregiati vini. Grazie per l'informazione! Rocco

Stefano ha detto...

Hai ragione, Rocco
Sono vini particolari e conosciuti ancora a livello locale. Ciao