martedì 23 ottobre 2012

Milano - La casa degli Omenoni



Domenica scorsa ero a Milano in Piazza della Scala, perchè stavo aspettando un mio amico. Dovevamo andare in Duomo a rendere omaggio alla tomba del Cardinal Martini, ex Arcivescovo di Milano, morto poco tempo fa.
Nel frattempo il mio amico ha telefonato dicendomi che ritardava, perchè l'avevano trattenuto a casa di alcuni parenti. Nell'attesa, essendo momentaneamente libero, mi sono allontanato dal luogo dell'appuntamento.

Sapevo che a due passi della Piazza, dietro la chiesa di S. Fedele, risiedono otto personaggi: sono gli otto colossi detti ''omenoni'' (grandi uomini in milanese) scolpiti da Antonio Abbondio , che ornano la facciata del palazzetto di Leone Leoni, scultore di Carlo V e di Filippo II.
L'artista se l'era costruita come propria abitazione verso il 1565, quando si stabilì a Milano dopo una vita avventurosa che lo aveva visto, oltre che alle corti del re, anche ai remi delle ''galere''.

L'edificio conserva le tipiche forme del tardo Cinquecento e l'elegante piano nobile a contrasto con il pianterreno, sul quale risaltano le grandi Cariatidi. All'interno del palazzo c'è un grazioso cortile a colonne.
Va ricordato che la Casa degli Omenoni fu anche il luogo in cui furono custodite importanti e preziose opere d'arte (tra le quali opere Tiziano e Correggio) delle quali Leone e suo figlio Pompeo erano appassionati collezionisti. Grazie al contributo di Pompeo, si aggiunsero alla collezione privata i disegni del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, oggi conservati all'Ambrosiana. 
Attualmente è sede del ''Clubino'', uno dei più vecchi circoli di Milano, antico ritrovo della nobiltà e borghesia milanese.

Se vi capita passare da quelle parti, fermatevi e date uno sguardo a questo antico palazzo.

10 commenti:

Francesco Zaffuto ha detto...

sembrano una simbolica necessità, forse abbiamo bisogno di tanti omenoni (proprio tanti) per sostenere l'Italia. ciao

Stefano ha detto...

Caro Francesco
Hai proprio ragione! Purtroppo in giro ci sono pochi 'omenoni', ma in questo momento vedo solo tanti ''quaqquaraquà''. Coraggio!
Ciao

Ivan ha detto...

Bellissimo post, Stefano.
L'ho sempre visto questo palazzo, ma mi sono sempre chiesto di chi fosse. Grazie dell'informazione. Ciao. Ivan

RobbyRoby ha detto...

Ciao
sai non ho mai fatto caso a questo palazzo. Quando vado a Milano lo osservo.

Stefano ha detto...

Grazie Ivan,
ciao

Stefano ha detto...

Caro Robby
Quanti monumenti o palazzi storici ho scoperto per caso!
Milano è tutta da scoprire.
Ciao

Adriano Maini ha detto...

C'era chi, quando capitavo a Milano, non mancava mai di portarmi a vedere quelle cariatidi, ma non ne conosceva sino in fondo la complessa storia, da te qui sottolineata.

Stefano ha detto...

Grazie Adriano
mi fa molto piacere che ti ho fatto conoscere questa storia. Ciao

Sandra M. ha detto...

Ma sai che non li ho mai visti...devo ricordarmelo quando ricapito a Milano.

Stefano ha detto...

Ciao Sandra, come stai?
Se passi da Milano vai a vederli.
Sai che non riesco ad entrare nel tuo blog, soprattutto nei commenti?
Mi dispiace molto, anche se ti seguo lo stesso. Un caro saluto