sabato 3 novembre 2012

Galileo Galilei


Quest'estate sono andato a visitare una mostra ed ascoltare una conferenza su un grande scienziato italiano: Galileo Galilei.

Come si sa, è nato a Pisa il 15 febbraio 1564 e morto ad Arcetri l' 8 gennaio 1642, ed è stato un fisico, filosofo, astronomo e matematico, ma anche colui che più di ogni altro ha contribuito alla riformulazione delle basi metodologiche della scienza moderna.
Il suo nome è associato ad importanti contributi in dinamica e in astronomia - fra cui il perfezionamento del telescopio, che gli permise importanti osservazioni astronomiche - e all'introduzione del metodo scientifico (detto spesso metodo galileiano o metodo scientifico sperimentale).
Di primaria importanza furono il suo ruolo nella rivoluzione astronomica e il suo sostegno al sistema eliocentrico e alle teorie copernicane.
Sospettato di eresia e accusato di voler sovvertire la filosofia naturale aristotelica e le Sacre Scritture, Galileo fu processato e condannato dal Sant'Uffizio, nonché costretto, il 22 giugno 1633, all'abiura delle sue concezioni astronomiche e al confino nella propria villa di Arcetri.

La parte più interessante della conferenza è stata quando gli oratori hanno parlato della scoperta e della costruzione del cannocchiale a Padova, dove insegnò matematica dal 1592 al 1610 e ricorderà questi anni come i migliori della sua vita. Lavorò assieme ad alcuni discepoli come il filosofo Cesare Cremonini, il teologo Paolo Sarpi e il nobile G.Francesco Sagredo.
Lo strumento fu costruito per la prima volta, nei primi anni del XVII secolo da artigiani olandesi, indipendentemente da quegli studi. Galileo ne ebbe notizia - e forse anche un esemplare - nella primavera del 1609 e, ricostruito e potenziato empiricamente, il 25 agosto lo presentò come propria invenzione al governo veneziano che, apprezzando l'«invenzione», gli raddoppiò lo stipendio e gli offrì un contratto vitalizio d'insegnamento. Per tutto il resto di quell'anno Galileo s'impegnò nelle osservazioni astronomiche: acquisì informazioni più precise sui ''monti lunari'', sulla composizione della Via Lattea e scoprì quattro dei tredici satelliti di Giove.
Le nuove scoperte furono pubblicate il 12 marzo del 1610 nel Sidereus Nuncius, una copia del quale Galileo inviò al granduca fiorentino Cosimo II, già suo allievo, insieme con un esemplare del suo cannocchiale e la dedica dei quattro satelliti, battezzati da Galileo «pianeti medicei». 

La conferenza è durata due ore e quasi tutto il tempo è stato dedicato alle domande di alcuni studenti che hanno avuto la possibilità di colmare le loro curiosità scientifiche su Galileo.
La mostra invece ha messo in luce alcune delle principali caratteristiche del metodo scientifico di Galileo ed un piccolo cannocchiale molto originale.

2 commenti:

Ambra ha detto...

Dev'essere stata una mostra talmente interessante! Ho sempre visto con grande entusiasmo Galileo, sin da ragazzina, come un personaggio che, proprio a causa della sua genialità, era stato stupidamente condannato da una categoria di saccenti incapaci di obiettività e di umiltà.

Stefano ha detto...

Cara Ambra
La mostra non era enorme, ma nel suo piccolo interessante.
Invece la conferenza, tenuta da un professore dell'Università di Padova, è stata simpatica e dinamica, soprattutto nelle risposte comprensibili date agli studenti. Un abbraccio