mercoledì 14 novembre 2012

''Piccolo mondo antico'' a Milano

PREMESSA:: Questo post l'ho scritto dopo aver letto che Ambra, del Blog TRA SOGNI E REALTA' sta organizzando un incontro (è già la terza/quarta edizione) tra Blogger, ovvero una Blog Fest a Milano in un ristorante sul Naviglio Grande. In genere partecipano in tanti ed è sempre bello stare  tra amici, soprattutto in questi luoghi particolari ed affascinanti della Vecchia Milano.

Forse non tutti sanno che dal 1386 e sino ai primi anni del secolo scorso, il Duomo di Milano è... arrivato in barca!   Infatti il singolare e lento trasporto dei marmi per la Cattedrale avveniva per oltre cento chilometri su quella ideale via d'acqua, in parte naturale e per oltre la metà artificiale, che prese il nome di Naviglio, dal latino Navigium.
I barconi provenienti dalle cave di Candoglia sul fiume Toce, fatti navigare sul Lago Maggiore fino a Sesto Calende, immessi nel Ticino e quindi deviati nel Naviglio Grande, scaricarono in oltre cinque secoli ben 550.000 blocchi di marmo sino a pochi metri dall'abside della Cattedrale, là dove oggi si trova la Via Laghetto.


La costruzione delle Conche erano state volute per permettere il passaggio dei natanti che trasportavano le vettovaglie per la città di Milano o i materiali per la costruzione del Duomo.

Le Conche, secondo documenti d'archivio, furono ideate e messe in opera per la prima volta nel 1439 da Filippo degli Organi e Aristide Fioravanti, ingegneri del Duca Filippo Maria Visconti e attorno al 1496 il sistema fu perfezionato da Leonardo da Vinci al ''soldo'' di Lodovico il Moro.
Nei secoli successivi il Meda, nel 1595, e Vincenzo Brunacci, nel 1805, apportarono miglioramenti agli impianti delle Conche, deperitesi nel tempo.

Qui sotto si può vedere come funzionavano le Conche dei Navigli:


    1) Il barcone che è nel tratto inferiore entra nella
conca, per la porta aperta.
 2) Dietro il barcone si chiude la porta. La conca
si riempie di acqua, il barcone si solleva.
3) Quando la conca è piena d'acqua, il barcone
si trova allo stesso livello del tratto superiore.
    4) Il barcone può quindi proseguire il suo viaggio,
mentre la conca si vuota.



1) Il barcone entra nella conca, per la porta aperta.
 2-3) L'acqua viene fatta uscire e il barcone si abbassa,
si abbassa finchè si trova al livello del tratto inferiore.
    4) Allora la porta si apre ed il barcone può 
proseguire il suo viaggio.

12 commenti:

Stefano ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Gina P. ha detto...

Com'era bella la vecchia Milano. Io abitavo a porta Cica, quando ero giovane. Ciao, Ginetta

Sandra M. ha detto...

Che affascinanti sono tutte le vie d'acqua che si insinuano nelle città. I navigli non fanno eccezione. Davvero una parte di Milano parecchio suggestiva. L'ho esplorata ben bene due anni fa quando, per motivi non proprio sereni, mio marito ( che è cresciuto a Milano) e io abbiamo trascorso là qualche settimana.
Sono molto contenta di ritornare per questo incontro tra blogger e anche di incontrarti nuovamente.
A presto.
Sandra

Stefano ha detto...

Grazie Sandra
Anch'io sono contento di rincontrarti. Apresto e ciao

Stefano ha detto...

Cara Ginetta
chissà quanti bei ricordi.
Anch'io da ragazzo ho vissuto in quella bellissima zona vicino la Bocconi. Ciao

Ambra ha detto...

Bravo Stefano, bellissimo il tuo post. Arrivo in ritardo perché sono particolarmente presa in questi giorni.
Da milanese conosco la storia dei Navigli e mi ha fatto molto piacere che tu ne abbia parlato.
Un paio d'anni fa ho anche portato le mie nipotine toscane a fare il giro delle Conche col battello e si sono divertite moltissimo.
Se vieni sarò molto contenta di rivederti.

Stefano ha detto...

Cara Ambra
mi ricordo bene che avevi fatto un post sul giro dei Navigli in battello con le tue nipotine.
Settimana prossima ti darò la conferma. A presto

Adriano Maini ha detto...

Qualcosa sapevo, ma quello che voglio dire è che trovo stupendo quel disegno. Ah, com'era bella Milano!

Stefano ha detto...

Caro Adriano
questo disegno l'ho trovato in un vecchio libro su Milano. Ciao

gturs ha detto...

Ciao Stefano, dopo tanto...Un post molto interessante come lo è la storia di Milano. La zona dei navigli è la parte di Milano che mi manca più di tutto. Ciao e a presto.
Roberta

Paola ha detto...

Molto affascinante! Ciao Stefano, ogni tanto mi rifaccio viva....ma sto poco al computer. Un caro saluto e l'augurio che il 25 possa essere una bellissima giornata. Spero un giorno di poter avere ancora l'occasione di far parte di un futuro raduno blogger.

Stefano ha detto...

Ciao Paola, Che piacere risentirti!
Peccato che non ci si veda il 25. Comunque ti ringrazio e ti saluto cordialmente, assieme a tuo marito.