martedì 29 maggio 2012

Elogio della gentilezza



* cartello: fonte Internet

''Conviene essere gentili e cortesi ai giorni nostri''? Questa è una domanda che mi facevo l'altra sera alla solita riunione di condominio per cambiare la caldaia, dove i condomini ''si mandavano a quel paese'' senza problemi. '' Secondo me, sì''!


Prima di tutto fa bene alla salute, guadagna simpatie, crea intorno un clima positivo e sereno. Il vero tornaconto della gentilezza, tuttavia, sta proprio nell'essere gentili. La gentilezza, infatti, dà un senso e un valore alla nostra esistenza, ci fa dimenticare i guai quotidiani e sentire bene con noi stessi.

La gentilezza, se si contrappone alla volgarità, colpisce la sensibilità di tutti gli uomini, siano essi ricchi o poveri. E' una ''qualità inattuale" e può rivelare un potere dirompente,  soprattutto nell'epoca odierna, in cui i rapporti fra esseri umani sono sempre meno autentici e sempre più formali.
La gentilezza non è la cortesia vera e propria, quel valore che apparteneva alla cavalleria o all'aristocrazia, e che e' ora una maschera usata per comprare favori dagli altri. Invece la gentilezza e' qualcosa di raro che, ''non si vende e non si compra, si da' e basta''! 
In effetti essa, se è vero che confina anche con la generosità, dovrebbe essere gratuita.

Per i filosofi la gentilezza è una qualità morale che coinvolge il rapporto con le altre persone, suscettibile di essere coltivata con impegno dall'individuo e dalla società.

Per caso ho scoperto che esiste nel mondo la Giornata della Gentilezza, che si celebra tutti gli anni a novembre, mentre in Italia c'è un Movimento per la Gentilezza. 
Non ci sarebbe nessun bisogno di ciò, ma vivendo in un'epoca scorretta, iraconda e volgare (dico in generale e meno male non per tutti), nascono questi movimenti. Buono a sapersi!

giovedì 24 maggio 2012

A spasso tra mille fiori alpini



Domenica scorsa mi sono trovato sul Monte Bondone, sopra Trento, assieme ad alcuni amici trentini, a passeggiare in mezzo a tanti fiori, nel Giardino Botanico Alpino delle Viote.
Mi hanno detto che ci sono più di mille specie di piante alpine d'alta quota, un tripudio di fiori che sbocciano a seconda della stagione.Questo Giardino è uno dei più antichi e più grandi delle Alpi.

Fondato verso la fine degli anni Trenta, per promuovere la conoscenza e la salvaguardia della flora alpina, il Giardino botanico Alpino delle Viote del Monte Bondone è uno dei più grandi delle Alpi.
Oggi ospita, come ho già detto, oltre mille specie di piante alpine, in particolare piante officinali e in via di estinzione, raggruppate secondo i grandi areali di origine, ad esempio nel complesso Euroasiatico si trovano specie dei Pirenei, delle Alpi, dell'Appennino, dei Balcani, dei Carpazi, del Caucaso ed entità comuni ai due continenti.
I semi delle piante a rischio di estinzione vengono raccolti per formare una collezione (seed bank) a disposizione della rete internazionale dei giardini botanici.

Il Giardino è sezione territoriale del Museo delle Scienze di Trento. Durante il periodo estivo è animato da attività a tema dedicate a tutte le fasce di età.
Esso si trova in località Viotte nel Monte Bondone, a 1540m s.l.m, a dieci Km. da Trento.
Visitarlo rappresenta quindi un'occasione per vivere un contatto diretto con la natura, con i fiori e con le piante che, a seconda del periodo, si presentano nelle loro forme e colori più sorprendenti.
Se per caso vi trovate da quelle parti, andate a visitarlo!

venerdì 18 maggio 2012

Due storielline divertenti


IN AFRICA

In un Paese Africano si trovava un villaggio molto arretrato, sperduto nella foresta. Un giorno, un medico si recò a far visita allo Stregone del villaggio, per persuaderlo ad adottare condizioni di vita e sistemi di cura più progrediti.

- Quando uno di noi ha il mal di testa - esordì il medico, cercando di spiegare i vantaggi dei farmaci moderni
- ci basta dargli una piccola pastiglia e il dolore gli passa in poche ore.


- Tutto quì? - ribattè lo stregone. - Quando invece uno di noi ha il mal di testa, scaviamo una buca sotto il sole e lo sotterriamo dentro.


- E questo gli fa passare il dolore? - chiese stupito il medico.

- No - rispose lo stregone, - ma per un bel pò di tempo nessuno denuncia questo disturbo!





LA COLLETTA                                                                                                      
                                                                                                                  
Il conducente di un autobus rimase coinvolto in un enorme ingorgo nel traffico, nella zona centrale di Roma.     
Non c'era alcun modo di avanzare.                                                                                
Un uomo che camminava per la strada tra i veicoli fermi si avvicinò al finestrino dell'autobus.
                 
Il conducente dell'autobus abbassò il finestrino e chiese: "Ma cosa succede ?"  
                                 
Il passante rispose: "Alcuni terroristi sono entrati al Parlamento ed hanno sequestrato tutti i Parlamentari. Se non raggiungeranno la cifra di 10 milioni di euro, li cospargeranno di benzina e poi appiccheranno il fuoco. Così stiamo facendo una colletta tra i conducenti delle auto ferme".   
                                          
Il conducente dell'autobus, portando la mano alla tasca, chiese:
                                                
"E quanto stanno dando gli altri ?"
                                                                              
Al che l'uomo a piedi rispose: "Bè . alcuni mezzo litro, altri un litro ..."   






lunedì 14 maggio 2012

Il gelato italiano


Ieri ho mangiato per caso il primo gelato della stagione, dopo tanta pioggia. 
Mentre lo gustavo compiaciuto, mi sono chiesto: ''Ma chi l'ha inventato?''

Non è facile attribuire una "paternità" al gelato. Alcuni la fanno risalire addirittura alla Bibbia:
Isacco, offrendo ad Abramo latte di capra misto a neve, avrebbe inventato il primo "mangia e bevi" della storia. Altri, invece, la affidano agli antichi Romani che si distinsero ben presto grazie alle loro "nivatae potiones", veri e propri dessert freddi.
Bisogna però aspettare il Cinquecento per assistere al trionfo di questo alimento. In particolare, è Firenze a rivendicare l'invenzione del gelato 'moderno', che per primo utilizza il latte, la panna e le uova. Golosa innovazione che si deve all'architetto Bernardo Buontalenti.
Altro grande inventore del gelato fu anche un gentiluomo palermitano, Francesco Procopio dei Coltelli che, trasferitosi a Parigi alla corte del Re Sole, aprì il primo caffè-gelateria della storia, il tuttora famosissimo ''Caffè Procope''.


La diffusione su scala "industriale" del gelato nel mondo partì dalla Sicilia e più precisamente da Catania.
Nel 1773 lo scozzese Patrick Brydone scriveva: "L'Etna fornisce neve e ghiaccio non solo a tutta la Sicilia, ma anche a Malta e a gran parte dell'Italia, creando così un commercio molto considerevole".
A prescindere dalla verità storica di questi fatti, l'origine italiana del gelato viene riconosciuta in gran parte del mondo (non è inusuale, nelle gelaterie estere, vedere indicazioni come "vero gelato italiano").


Una delle prime rivendite commerciali di gelato italiane, realizzato tramite raffreddamento di gelato, zucchero e addensanti come la farina di carrube, risale circa al 1928 e cominciò la sua attività a Varese: consisteva in un carretto ambulante con un macchinario discendente da quello del Caffè Procope.
Tale rivendita fu certamente la prima nel nord Italia a portare il gelato a un livello popolare.
Ma la storia moderna di questo goloso alimento comincia ufficialmente quando l'italiano Filippo Lenzi, aprì la prima gelateria in terra americana.
Il gelato si diffuse a tal punto da stimolare una nuova invenzione: la sorbettiera a manovella, brevettata nel XIX secolo da William Le Young. Aveva allora inizio la storia del gelato industriale!

sabato 12 maggio 2012

Festa della Mamma



13 MAGGIO 2012

AUGURI A TUTTE LE MAMME


STEFANO DI SEMPLICI CONVERSAZIONI

lunedì 7 maggio 2012

Bolzano, la porta sulle Dolomiti

Alcuni giorni fa sono stato a Bolzano, ''piccola grande città'' intrecciata tra la cultura italiana e tedesca, posta in una conca coltivata a vigneti, dove per il clima particolarmente mite crescono palme, agavi, cipressi ed ulivi.

Sullo sfondo della città, soprattutto quando sono arrivato dall'Autostrada, si innalzano le cime ancora innevate delle Dolomiti del Catinaccio, il Rosengarten (giardino delle rose) delle saghe germaniche abitato dal Re dei Nani Laurino, responsabile, secondo la leggenda, dello spettacolare fenomeno di arrossamento che si verifica ogni crepuscolo.

La vallata di Bolzano fu insediata già millenni fa. Nel XII e XIII sec. venne costruita la città ed il centro medievale è rimasto invariato fino al IXX sec. Da quel momento in poi la città si trasformò in una rinomata località turistica. Soprattutto il quartiere di Gries conobbe fama internazionale come stazione climatica.

Oggi Bolzano, una volta città di mercanti e di mecenati, è anche città d'arte, di spettacolo, di cultura, di scambio e di vacanza, grazie anche ad un'esplosione di nuove infrastrutture: l'aeroporto (in circa un'ora si raggiunge Bolzano da Roma), il teatro, l'auditorium Haydyn.
Inoltre offre diverse attrazioni, attirando migliaia di turisti: Castelli e leggende, in un mondo di musica, balli e teatro, cultura e musei, dal moderno alla preistoria: basti pensare al famoso Otzi, l'uomo del Similaun venuto dal ghiaccio, un uomo di 5000 anni fa, al Museo Archeologico, la Fiera di Bolzano e i Mercatini di Natale, il Duomo del 15° secolo, il Municipio e varie tipiche e vecchie strade.



Ma la strada che a me piace e che è la più conosciuta e frequentata della città, è Via dei Portici, che ancora oggi conserva l'originaria funzione commerciale, soprattutto vendita di loden e abbigliamento da montagna.

Per fortuna, il giorno che sono stato a Bolzano si è contraddistinto dal sole e dal cielo senza nuvole. Meno male!