giovedì 4 aprile 2013

IL CHIANTI CLASSICO

Durante le piovose e fredde vacanze di Pasqua, sono andato a trovare un mio parente nel Chianti.

Chianti è il nome geografico di una zona della Toscana tra Firenze e Siena, ma anche il nome di un Vino.
Nell'Alto Medio Evo queste alture erano celebri per le battute di caccia e il nome Chianti, si dice, deriva da 'clangor' latino, il suono squillante delle trombe e dei corni che spaventavano la selvaggina.

Ha una storia molto antica che parte da lontano, nel III Millennio a.C. per arrivare fino ad oggi tra vicende a volte travagliate, ricche di implicazioni sociali, politiche ed economiche.
Tre i momenti storici fondamentali che hanno contribuito nel tempo a determinare il volto attuale di questa regione: il Periodo Etrusco, il Medioevo e il Rinascimento.

Gli Etruschi sono un popolo laborioso, saggio e contadino: introducono la vite e impostano la coltivazione della terra. E' agli Etruschi, che proprio in questa zona avevano il centro del loro regno, che si deve l’urbanizzazione del territorio e la coltivazione della vigna.

Nel Medioevo il Chianti si evidenzia come terra strategica al centro della Toscana e dell’Italia, così da essere conteso tra le 2 maggiori potenze dell’epoca, Firenze e Siena, attraversato da lotte ferocissime combattute sul confine tra le due potenze toscane, ma anche percorso dai primi fermenti di un Rinascimento brillante e controverso.
Questo sarà per il Chianti un momento travagliato, in cui si impone una divisione interna e sanguinosa che pare non riuscire a sanarsi: gli abitanti del Chianti abbandonano la coltivazione delle terre in attesa di un nuovo periodo di pace, che arriverà finalmente nel Rinascimento portando con se una nuova fertilità, sia nelle terre sia nella cultura

Il Rinascimento nel Chianti si lega fortemente al Rinascimento fiorentino e ai suoi protagonisti, i Medici. Sarà proprio sotto la loro Signoria, che si determineranno gli equilibri politici del Chianti.



Cosimo dei Medici, figlio di  Giovanni delle Bande Nere, iniziò una vasta opera di bonifica e di miglioramento delle campagne e l'incremento viticolo delle colline Chiantigiane, forse per spegnere la sete dei Lanzi, sue guardie del corpo straniere, più ubriachi che sobri. Inoltre in un commento alla Divina Commedia del 1421, Cristoforo Landino ricorda gli ottimi vini del Chianti.
La fortuna del Chianti, soprattutto sui mercati stranieri, si deve in parte all'aspetto rustico del fiasco rivestito con foglie secche di un erba palustre già dal 1200 e poi perchè il Barone Bettino Ricasoli  studiò la perfetta miscelanza di uve toscane, perfezionandolo. Così il Chianti conquistò il mondo!



Il Chianti chiamato Classico è quello con il marchio Consorziale del Gallo Nero su fondo oro e proviene dalle colline omonime (nelle provincie di Firenze e Siena),  mentre gli altri con l'etichetta con solo la scritta Chianti, sono sempre prodotti eccellenti e non inferiori, ma provenienti da altre zone di origine nobili della Toscana.
Bel posto per rilassarsi e riposarsi!

5 commenti:

Stefano ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Alessandro ha detto...

Bellissimo post sul vino che, da buon toscano, bevo ogni giorno ai pasti. Ciao Alex

Adriano Maini ha detto...

Un'inedita, per me, ma interessante pagina di storia! Quanti ricordi legati ad un fiasco di Chianti, soprattutto di Pasquette, ma ero pur sempre un bambino che guardava gli adulti sorseggiare quel nettare.

Stefano ha detto...

Caro Adriano
in Toscana ho mangiato tante cose buone ma ho sorseggiato il vino ''Sangiovese'' che poi è il vitigno del Chianti. Grazie e ciao

Stefano ha detto...

Ciao Alex
Ti ringrazio per aver letto il mio post.