giovedì 31 gennaio 2013

'' Ciao''

 ''Ciao'', come tutti sanno, è un' interiezione della lingua italiana e si usa come saluto amichevole e confidenziale, sia nell' incontrarsi che nel lasciarsi. Originaria dell'Italia Settentrionale e più precisamente deriva dal dialetto veneziano, che vuol dire ''(s)cia(v)o'' o ''Schiavo'' (nel senso: sono vostro schiavo), come segnale di rispetto. Ormai è diventata una parola diffusissima anche altrove.

Ho trovato per caso una bella poesia sul ''Ciao'', scritta da Don Antonio Mazzi, della Fondazione Exodus. La propongo perchè mi sembra molto bella ed interessante:

Il ciao è leggero come un bacio
Il ciao è dolce come un cioccolatino
Il ciao è fraterno come un abbraccio
Il ciao è travolgente come un sorriso.

Il ciao è tutto
Il ciao è niente
Il ciao è italiano
Il ciao è universale
Il ciao è familiare

Il ciao è maschile
Il ciao è femminile
Il ciao è singolare
Il ciao è plurale

Il ciao è laico
Il ciao è religioso.

Il ciao lo voglio scritto
sulla mia tomba
perchè dice, con quattro lettere,
chi sono, cosa ho fatto e cosa farò.
Signore, Ciao!

venerdì 18 gennaio 2013

Milano capitale della moda

Si è conclusa  'finalmente' l'altro ieri a Milano la quattro giorni di sfilate dedicate alla ''Moda Uomo'', una delle tante!


La metropoli lombarda è conosciuta e apprezzata in tutto il mondo come una delle ‘capitali’ della moda', il cui cuore pulsante è nelle vie del cosiddetto ‘quadrilatero’ (via Montenapoleone, via della Spiga, Corso Venezia, via Manzoni), un luogo quasi magico in cui è possibile ammirare ed acquistare i capolavori delle più prestigiose firme mondiali.
In questa zona si concentrano infatti i numerosi atelier delle griffe più importanti nello scenario del pret a porter e dell’alta moda, che ogni anno organizzano le celebri ‘Settimane della Moda’, vari eventi di fama mondiale che prevede sfilate per presentare le collezioni, manifestazioni e appuntamenti mondani che attirano in città migliaia di persone. Tra questi ricordiamo, oltre a ''Moda Uomo'': '' Milano Vende Moda'', ''Modain'', ''Milano Moda'' e ''Mip.


Per fare acquisti o anche solo per sognare è quindi d’obbligo un giro tra le boutique, spesso ospitate in magnifici palazzi storici, di Via Montenapoleone oppure in Galleria Vittorio Emanuele II, il passaggio coperto che collega Piazza della Scala e Piazza Duomo, il cui ottagono centrale è a tutti gli effetti il ‘salotto’ della città.

Fare shopping nella città meneghina è a tutti gli effetti un’esperienza unica al mondo, non solo tra le suggestive e raffinate vie del centro ma anche in molte altre zone della città, per acquisti più a portata di mano e adatti ad ogni tasca, come la zona di Brera (per gli amanti del vintage), oppure quella dei Navigli e porta Ticinese, tempio dello ‘street style e dei negozi alternativi.

Il luogo trendy per antonomasia è invece Corso Como, dove è possibile trovare anche store dedicati ai libri, alla musica, nonché una delle più importanti gallerie italiane di fotografia.

E ancora, per tutti i gusti ci sono i 3 Km di Corso Buenos Aires, che da Porta Venezia a Piazzale Loreto sono caratterizzati da centinaia di negozi di ogni genere. Per gli amanti dell’enogastronomia, è invece d’obbligo una tappa al famosissimo Peck, ovvero uno dei più rinomati ed importanti store gastronomico della Penisola.

In conclusione sostengo che questi eventi, anche se creano vivacità e caos in città, ci devono essere perchè rendono Milano più produttiva ed unica, soprattutto in questi momenti di crisi economica.ed aiutano ad una sperata ripresa.

sabato 12 gennaio 2013

FAI - Primarie della cultura


Partecipate alle Primarie della cultura, la grande consultazione popolare online, organizzata dal FAI - Fondo Ambiente Italiano, che vuole segnalare al prossimo Parlamento le priorità per la cultura, l'ambiente e il paesaggio. Hai tempo fino al 28 gennaio 2013 per votare i temi che ti stanno più a cuore. Quelli che riceveranno più preferenze saranno presentati alle prossime elezioni politiche.


Pertanto vi invito a partecipare alle Primarie della cultura, e a votare i temi che vi stanno più a cuore su cultura, ambiente, paesaggio. I più votati saranno presentati ai candidati delle prossime elezioni politiche che potranno decidere di sostenerli in caso di vittoria.

Allora vota subito per le primarie!

Collegati al sito Primariedellacultura.it o al Fondoambiente.it o a Facebook, vota fino a tre dei
15 temi in gara. I temi che otterranno più voti saranno presentati, come ho detto prima, a tutti i candidati alle prossime elezioni politiche che potranno decidere di sostenerli se vinceranno. La legge elettorale non ci permette di scegliere chi eleggere: se non puoi scegliere il candidato, scegli le sue idee.
Dopo aver votato, segnala idee e suggerimenti, coinvolgi i tuoi amici su Facebook, Twitter e Google +: il cambiamento comincia da un click.


martedì 8 gennaio 2013

Storia del baccalà trentino


Carissimi amiche ed amici blogger, prima di tutto Vi porgo gli auguri di Buon Anno 2013!
Sono tornato ieri dal Trentino dove ho trascorso le vacanze Natalizie.
Come inizio Vi voglio raccontare la storia del baccalà trentino (tutti gli anni lo assaggio!!!) e della relativa ricetta originale.


Durante il Concilio di Trento, iniziato nel 1545 e voluto dalla Chiesa Cattolica Romana per preparare una severa controriforma atta a contrastare le tesi del frate agostiniano Martin Lutero, ed anche per tentare la riconciliazione con i protestanti e riformare la vita del clero, tra gli austeri Padri intervenuti sedeva anche Olaf  Manson,  fratello e segretario di Giovanni, Arcivescovo di Uppsala - svedese ma da tempo a Roma, tanto da aver trasformato il suo nome in Olao Magno - interessato allo spirito della Riforma, ma anche alle fortune commerciali dei suoi conterranei svedesi.

A tal fine scrisse un pamphlet intitolato ''Historia de le genti e della natura delle cose settentrionali'',
nel quale tesseva le lodi di ''un pesce detto Merlusia, perfetto per essere essiccato''.
Sia per le sacre disposizioni, sia per la convenienza economica, il pesce secco avrebbe messo in moto un fiorentissimo commercio, si sarebbe diffuso tra le popolazioni italiche cambiandone le abitudini alimentari e culinarie, anche se a Trento i Padri Conciliari continuavano a preferire nei giorni di magro le trote del Sarca, le tinche del lago di Molveno e i salmerini della Valle di Ledro.
Ma i Trentini non potevano permettersi il pesce fresco, principalmente per il costo, ma anche perchè si deteriorava rapidamente.
Lo stoccafisso, invece, costava poco e durava a lungo, e per questo in breve tempo diventò una pietanza diffusa principalmente nei ceti bassi, cucinato soprattutto dai frati nei monasteri assieme a patate e sedano o polenta e distribuito ai poveri. Ecco la ricetta:

Ingredienti x 4 persone
  • gr. 800 di baccalà già ammollato
  • 3-4 patate
  • un sedano rapa
  • una manciata di prezzemolo
  • 2 cipolle e 2 spicchi d'aglio tritati
  • 2 foglie di alloro spezzettate
  • 6 cucchiai d'olio d'oliva
  • gr. 40 di burro
  • 2 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
  • 1 litro di latte fresco
  • sale
  • pepe
  • olio e pangrattato per la teglia 

Procedimento:

Lessate una decina di minuti a fuoco basso il baccalà in acqua bollente, scolatelo, togliete le lische e tagliatelo a pezzi.
Lessate anche il sedano rapa.
Accostate verticalmente i pezzi di baccalà nella teglia unta e cosparsa di pangrattato (o meglio in un tegame di coccio),
introducete fra i pezzi fettine di patate e di sedano rapa; cospargete il tutto con trito di cipolla, aglio e prezzemolo e con l'alloro, irrorate con l'olio e distribuite il burro a fiocchettini, salate e pepate e aggiungere il latte.
Mettete in forno a 230°, dopo un quarto d'ora, versate il latte, fino a coprire il tutto, spolverizzando col formaggio grattugiato e rimettete in forno.
A fine cottura il liquido dovrà essere completamente assorbito.
Servite con contorno di polenta gialla nella teglia o nel tegame di cocc
io.      

Buon Appetito!