venerdì 26 aprile 2013

A tavola con i Duchi di Milano

In ambienti nobiliari del Rinascimento, come la Corte Ducale di Milano, la cacciagione era quasi uno ''status symbol'' e nei giorni precedenti il banchetto si predisponevano battute di caccia per procurare la selvaggina: cervi, cinghiali, lepri, anatre ma anche orsi, aironi, pavoni venivano allestiti in modo scenografico.


In una ricetta, trovata in un vecchio libro sulla Storia di Milano, si legge:




''Prendi un pavone e fallo arrosto come se volesse stare seduto e fosse vivo e quando è completamente arrostito, prendilo e fallo raffreddare, poi ricopri con le piume tutto il suo corpo e servilo come se fosse vivo.''

Voglio aggiungere che questo ''prelibato cibo'' era apprezzato sia nelle Corti Italiane che in quelle Europee e naturalmente veniva accompagnato dal vinello ''leggero e cotto''  prodotto e coltivato in loco.

mercoledì 17 aprile 2013

Lati positivi delle nuove tecnologie



Ieri ho avuto una semplice ed animata discussione con due miei conoscenti.
Loro sostenevano che usare Facebook, Twitter, youTube ed altro, siano rischiosi...!
Secondo me, non ci sono solo rischi e perdite di tempo: i social network hanno anche loro lati positivi.

Utilizzare questi nuovi mezzi per comunicare è una strategia meno invasiva di quelle tradizionali, che può anche venire incontro alle esigenze dei più timidi.

Invitare una ragazza o un ragazzo a uscire, con un messaggio privato su Facebook, non è un modo per alterare i rapporti interpersonali, ma solo una tecnica per facilitare la comunicazione rispetto al contatto diretto o di persona o al telefono.

E guardare un video su youTube e chattare contemporaneamente, agli adulti può apparire alienante, ma le ricerche scientifiche in merito dimostrano che sviluppa le abilità di ''multitasking'', ovvero l'abilità di fare più cose contemporaneamente.

Basta provare con le dovute cautele!

Voi cosa ne pensate a riguardo?

mercoledì 10 aprile 2013

Il Castello di Fenis

Domenica scorsa sono andato in Val d'Aosta a visitare il Castello di Fenis. L'ho sempre visto da lontano passando dall'Autostrada.
Fénis è un paesino a 13 Km da Aosta, il capoluogo della Regione. Si trova alla destra orografica della Dora Baltea.

Il castello di Fénis è uno dei più rinomati e scenografici castelli italiani. La sua fama è dovuta, oltre che alla sua straordinaria bellezza, all'elevato numero di massicce torri quadrate o cilindriche.


La complessità architettonica fa si che, visto da media distanza, si abbia l'impressione di guardare un castello ''fiabesco''.
Divenuto il simbolo dell'architettura medioevale, è oggi una delle più importanti attrazioni turistiche della Val d'Aosta.

Diversamente da altri manieri della regione, quali Verrès e Ussel, costruiti in cima a promontori rocciosi per essere meglio difendibili, il Castello di Fénis si trova in un punto del tutto privo di difese naturali. Questo porta a pensare che la sua funzione fosse soprattutto di prestigiosa sede della famiglia Challant-Fénis e che anche la doppia cinta muraria servisse soprattutto per intimidire e stupire la popolazione.
Sorto nell'XI secolo, ma riedificato nella prima metà del '300 e poi varie volte rimaneggiato, è a pianta trapezoidale e possiede i caratteri propri della fortezza medievale.

All'interno sono da vedere alcune stanze affrescate, alcuni mobili rifatti, la Chiesetta ed il Cortile affrescato con una bella scalinata a 9 gradini.


Fénis è una meta obbligata per i turisti italiani e stranieri e gli amanti del trekking in montagna: sarebbe un peccato lasciare la Valle d’Aosta senza aver visitato il Castello.

Facile da raggiungere, basta uscire al casello di Nus (dopo quello di St. Vincent), verso Aosta,venendo da Milano o Torino.

giovedì 4 aprile 2013

IL CHIANTI CLASSICO

Durante le piovose e fredde vacanze di Pasqua, sono andato a trovare un mio parente nel Chianti.

Chianti è il nome geografico di una zona della Toscana tra Firenze e Siena, ma anche il nome di un Vino.
Nell'Alto Medio Evo queste alture erano celebri per le battute di caccia e il nome Chianti, si dice, deriva da 'clangor' latino, il suono squillante delle trombe e dei corni che spaventavano la selvaggina.

Ha una storia molto antica che parte da lontano, nel III Millennio a.C. per arrivare fino ad oggi tra vicende a volte travagliate, ricche di implicazioni sociali, politiche ed economiche.
Tre i momenti storici fondamentali che hanno contribuito nel tempo a determinare il volto attuale di questa regione: il Periodo Etrusco, il Medioevo e il Rinascimento.

Gli Etruschi sono un popolo laborioso, saggio e contadino: introducono la vite e impostano la coltivazione della terra. E' agli Etruschi, che proprio in questa zona avevano il centro del loro regno, che si deve l’urbanizzazione del territorio e la coltivazione della vigna.

Nel Medioevo il Chianti si evidenzia come terra strategica al centro della Toscana e dell’Italia, così da essere conteso tra le 2 maggiori potenze dell’epoca, Firenze e Siena, attraversato da lotte ferocissime combattute sul confine tra le due potenze toscane, ma anche percorso dai primi fermenti di un Rinascimento brillante e controverso.
Questo sarà per il Chianti un momento travagliato, in cui si impone una divisione interna e sanguinosa che pare non riuscire a sanarsi: gli abitanti del Chianti abbandonano la coltivazione delle terre in attesa di un nuovo periodo di pace, che arriverà finalmente nel Rinascimento portando con se una nuova fertilità, sia nelle terre sia nella cultura

Il Rinascimento nel Chianti si lega fortemente al Rinascimento fiorentino e ai suoi protagonisti, i Medici. Sarà proprio sotto la loro Signoria, che si determineranno gli equilibri politici del Chianti.



Cosimo dei Medici, figlio di  Giovanni delle Bande Nere, iniziò una vasta opera di bonifica e di miglioramento delle campagne e l'incremento viticolo delle colline Chiantigiane, forse per spegnere la sete dei Lanzi, sue guardie del corpo straniere, più ubriachi che sobri. Inoltre in un commento alla Divina Commedia del 1421, Cristoforo Landino ricorda gli ottimi vini del Chianti.
La fortuna del Chianti, soprattutto sui mercati stranieri, si deve in parte all'aspetto rustico del fiasco rivestito con foglie secche di un erba palustre già dal 1200 e poi perchè il Barone Bettino Ricasoli  studiò la perfetta miscelanza di uve toscane, perfezionandolo. Così il Chianti conquistò il mondo!



Il Chianti chiamato Classico è quello con il marchio Consorziale del Gallo Nero su fondo oro e proviene dalle colline omonime (nelle provincie di Firenze e Siena),  mentre gli altri con l'etichetta con solo la scritta Chianti, sono sempre prodotti eccellenti e non inferiori, ma provenienti da altre zone di origine nobili della Toscana.
Bel posto per rilassarsi e riposarsi!