martedì 28 maggio 2013

La superstizione

Credevo che la superstizione nell'era della tecnologia fosse sparita; invece è ancora molto diffusa e soprattutto tra persone al di sopra di ogni sospetto.
La parola latina superstitio era originariamente usata in riferimento a quelle persone che si rivolgevano alle divinità con preghiere e sacrifici perchè i loro cari fossero risparmiati e tornassero superstiti, cioè vivi, dalla guerra.
Come mai, ancora adesso, per scongiurare la cattiva sorte, si fanno le corna o si tocca ferro?




Le ragioni affondano in antiche credenze dove magia e religione si fondono. Secondo alcune leggende il ferro sarebbe nato dal fulmine, quindi sarebbe un elemento di unione tra cielo, terra e fuoco.
La sua durezza lo rende uno scudo ideale contro il pericolo e il male.
Non a caso alcuni oggetti, come il ferro di cavallo, sono considerati degli amuleti, anche perchè, nel medioevo, sono piuttosto rari.


In altri paesi, per esempio in Spagna, si usa invece toccare legno con la stessa valenza. Il legno, che protegge dal male, è naturalmente quello della Croce.

Il gesto delle corna scaramantiche, invece, simboleggia gli animali sacrificali con i quali si ingraziavano gli Dei. Oppure  non si augura buona fortuna per timore che le cose belle non si avverino. So anche, che nel mondo dello spettacolo, gli attori sono particolarmente superstiziosi.

Infine tutti siamo, in diversa misura, un po superstiziosi, specie in tempi incerti e complessi come quelli attuali, ma sono sicuro che in tante parti del mondo o nelle Regioni Italiane, esistano varie tipologie di riti antichi e superstizioni  che noi ignoriamo..

venerdì 24 maggio 2013

La Via Lattea 2013




Vi segnalo un evento straordinario e simpatico organizzato dal FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano)

Via Lattea, il progetto ideato e organizzato dal FAI in collaborazione con Expo 2015, giunto ormai alla terza edizione, diventa sempre più digitale: è, infatti, online faivialattea.it, il sito interamente dedicato alla manifestazione che permette di scoprire a piedi, in bicicletta e in barca l'enorme ricchezza che abbraccia Milano.


Una homepage immersa tra i fili d'erba di un prato ti accoglierà in questo viaggio lungo la strada del latte che propone un ricco calendario di appuntamenti. Un menu semplice e intuitivo ti permetterà di conoscere meglio la manifestazione e le novità di quest'anno, esplorare i percorsi proposti e scegliere a cosa partecipare sfogliando il calendario, visualizzando l'itinerario sulla mappa e scoprendo tutti i dettagli delle varie iniziative.

Oltre quarantasettemila ettari di terreno ti aspettano, tra parchi agricoli, cascine, vie d'acqua, mulini, borghi, castelli e abbazie: il primo appuntamento è stato domenica scorsa con il volo vincolato in mongolfiera che ha permesso di scoprire Milano e l'oasi verde che la circonda da nuove prospettive, oltre a percorsi di approfondimento dello sviluppo urbanistico della città accompagnati dalle Guide del FAI, degustazioni e mercatini di prodotti della campagna lombarda, incontri informativi sul territorio agricolo, laboratori per bambini, spettacoli di oltre 2.000 aquiloni e tanto altro.
Si proseguirà  domenica prossima 26 maggio con il primo dei quattro percorsi ciclo-pedonali proposti da Via Lattea, dedicato alla salute: partendo da Rozzano sarà possibile percorrere l'itinerario lungo il Naviglio Pavese, tra canali, rogge per l'irrigazione, risaie e cascine, e partecipare all'incontro “Alimenta la salute” presso l'Istituto Clinico Humanitas dove specialisti nel campo della medicina e dell'agricoltura parleranno di agricoltura sostenibile e alimentazione dando anche la possibilità ai partecipanti di calcolare la propria ‘pagella della salute'.
Se anche tu sei convinto che ‘più AgriCultura = più Cibo, più Salute, più Lavoro, più Difesa del Territorio” segui la strada del latte e aiutaci a diffondere tra i tuoi amici Via Lattea 2013!

Comunque Vi consiglio di visitare il sito faivialattea.it e scoprirete tutti i dettagli di Via Lattea 2013

sabato 18 maggio 2013

Barzelletta inglese


*Foto tratta dal Web
Una famiglia inglese in gita di piacere visita una graziosa casetta di proprietà di un pastore protestante che sembra particolarmente indicata per le prossime vacanze estive e decidono di affittarla. Tornati a casa però ricordano di non aver visto i servizi igienici e scrivono al pastore la seguente lettera:

“Egregio pastore

siamo la famiglia che alcuni giorni fa ha stipulato il contratto di affitto per la casetta di campagna, ma non abbiano notato nessun W.C.

Voglia cordialmente illuminarci in proposito. Grazie.”

Ricevuta la lettera, il pastore equivoca sull’abbreviazione W.C. e credendo si trattasse della Cappella Anglicana, 'Wesley Chappel', risponde così:

“Gentil signore

Ho molto apprezzato la Vs richiesta e ho il piacere di informarvi che il luogo che vi sta tanto a cuore si trova a circa 12 km dalla casa, il che può risultare scomodo a chi è abituato ad andarci di frequenza. Chi ha l’abitudine di trattenersi molto per la funzione può tranquillamente portarsi da mangiare, in modo da poter rimanere sul luogo tutta la giornata.
Il posto si può raggiungere a piedi, in bicicletta o in macchina.
E’ preferibile andarci per tempo per non disturbare gli altri. Nel locale c’è posto per 50 persone a sedere e 100 in piedi, i bambini siedono vicino agli adulti, e tutti cantano in coro.
All’entrata danno un foglio di carta e chi arriva in ritardo si serve del foglio del vicino.
I fogli di carta devono essere utilizzati anche la volta successiva per almeno un mese.
Vi sono amplificatori per i suoni affinchè si possano sentire anche all’esterno.
Tutto quello che si raccoglie viene dato ai poveri.
Ci sono fotografi specializzati a fotografare i presenti in tutte le posizioni in modo da realizzare un album fotografico da esporre in bacheca.
Io sarò li’ tutti i giorni, mi auguro di incontrarvi e di partecipare et donare tutti insieme.

Distinti saluti.''

lunedì 13 maggio 2013

Milano: La Ca' Granda - ex Ospedale Maggiore

Ad Aprile sono andato nella sede dell'Università degli Studi di Milano, in occasione del FuoriSalone, ovvero durante la Settimana del Design e del Mobile, dove sono stati presentati, negli splendidi cortili della ''Ca Granda'', alcune opere interpretati da giovani architetti e designer di fama internazionale, il cui lavoro si distingueva per l'apporto di ricerca e innovazione di  nuovi oggetti e materiali.

Il tutto, come dicevo prima, nei cortili dell'Università, con la storica architettura del Maestro del Rinascimento, il  ''Filarete''.

Questo monumentale complesso Ospedaliero (ex Ospedale Maggiore di Milano), chiamato popolarmente dai milanesi Cà Granda, fu fondato nel 1456 da Francesco Sforza, Duca di Milano e dalla moglie Bianca Maria per riunire in un solo grande edificio i numerosi piccoli ospedali che fin dai tempi antichi erano sorti qua e là per la città.
Il progetto iniziale venne ideato da Antonio Averulino detto Filarete, architetto toscano convocato a Milano dal Duca su raccomandazione del Signore di Firenze Cosimo I de' Medici.
La scelta dell'architetto toscano, incaricato anche della ricostruzione del Castello Sforzesco, testimonia la volontà di Francesco di dotare la città di un edificio costruito secondo le più avanzate tecniche di costruzione, per le quali al tempo Firenze era considerata la città maggiormente all'avanguardia.
Il progetto del Filarete prevedeva un grande quadrilatero con cortili interni; composto dal 1460 al 1464. la sua realizzazione fu tuttavia solo parziale in quanto nel 1465 abbandonò Milano, e l'esecuzione venne portata avanti da Guiniforte Solari e dal suo allievo e genero Giovanni Antonio Amadeo.

 Questi realizzarono il progetto filaretiano con notevoli modifiche per adeguarlo al gusto lombardo ancora tardogotico, quali la sostituzione delle monofore a tutto sesto con le bifore ogivali nel prospetto della facciata principale.



La costruzione prese avvio dall'ala destra verso la Chiesa di San Nazaro, che presenta ancora l'originale facciata in cotto prodotto dalla fornace Curti. Proseguì abbastanza speditamente, e già nel 1472 l'Ospedale cominciò a funzionare.
Morto il Solari nel 1481, i lavori proseguirono sotto l'Amadeo fino alla caduta della dinastia sforzesca nel 1499.

Il corpo centrale dell'edificio prende invece il nome dal commerciante Pietro Carcano che alla sua morte, avvenuta nel 1624 lasciò all'Ospedale tutte le sue ricchezze.
Con questo si poté proseguire nell'opera di ingrandimento sotto la direzione dell'ingegner Pessina coadiuvato dagli architetti Richini, Mangone e dal pittore Giovanni Battista Crespi, detto il "Cerano".
Grazie al lascito testamentario del notaio Giuseppe Macchio e sotto la direzione di Pietro Castelli i lavori vennero completati nel 1805.

La costruzione così terminata continuò a svolgere la sua funzione di Ospedale Maggiore della città di Milano fino al 1939, quando i degenti furono trasferiti nella nuova sede edificata a Niguarda.

Cosicchè la Cà Granda venne adattata a sede del Rettorato dell'Università Statale, (fondata nel 1924), e attualmente composta da 9 facoltà e con oltre 130 corsi di studio.

sabato 11 maggio 2013

Festa della Mamma

COME TUTTI GLI ANNI,

DOMENICA E' LA FESTA DELLA MAMMA


PORGO GLI AUGURI A TUTTE LE MAMME.


STEFANO DI SEMPLICI CONVERSAZIONI