giovedì 31 ottobre 2013

Il Castello di Toblino



Uno sperone roccioso, cupo nei giorni di tempesta, magico quando il sole splende: soprattutto un luogo dove si nascondevano le fate e si possono incontrare i fantasmi disperati.
Tutto questo è il Castello di Toblino,  che è un raro esempio di castello lacustre. Situato nella Valle dei Laghi, nel territorio comunale di Calavino, in provincia di Trento.

La struttura è arroccata su una piccola e protetta penisola bagnata dall'omonimo lago. La sua collocazione ha evidenti motivi di strategia difensiva che qui sfrutta sia le condizioni naturali del terreno, sia la presenza dell'importante nodo stradale di collegamento tra Trento e le valli del Sarca e del Chiese. La forma quadrangolare del complesso trova uno dei segni di maggior interesse nel grande mastio di forma circolare, certamente la più evidente delle preesistenze medievali.
L'ampia cinta merlata che circonda l'intero complesso e il grande parco circostante la residenza, aggiungono un ulteriore carattere distintivo.
Fin dal 1100 il castello fu proprietà di vassalli del principe-vescovo di Trento. La famiglia dei
Da Campo ne entrò in possesso nel XIII secolo e dalla fine del Quattrocento rientrò nell'orbita dei beni vescovili.

Foto da Internet
Passati i secoli di lotta e di contrasti tra le varie famiglie nobili del principato, il castello conobbe gli anni della tranquilla gestione clesiana e madruzziana, periodo al quale sono ascrivibili i maggiori lavori di restauro e trasformazione. Dal XVI secolo Toblino divenne sede periferica della corte trentina. Qui soggiornarono gli illustri ospiti del principe vescovo, si incontrarono i legati pontifici giunti a Trento per il Sacro Concilio e dimorarono molti facoltosi personaggi della corte vescovile.

Il castello deve la sua notorietà, oltre che alla bellezza dell'ambiente, alle numerose leggende che ha suscitato. Secondo una di queste, di origine letteraria e non nata dalla fantasia popolare, Toblino sarebbe stato nel XVII secolo luogo di delizie per Claudia figlia di Lodovico Particella, oriundo di Fossombrone, con Carlo Emanuele, principe e vescovo di Trento e ultimo dei Madruzzo.
Risultate vane le suppliche al Papa onde ottenere lo scioglimento dei voti sacerdotali, il prelato si sarebbe abbandonato ad una peccaminosa relazione con Claudia.
Un insieme di leggende relativamente recenti create per eccitare la fantasia dei turisti, vedono Carlo Emanuele cospiratore della morte di Claudia e del fratello Vincenzo, entrambi annegati tragicamente nel lago.
Un'altra più robusta leggenda narra il contrastato amore di Aliprando di Toblino con Ginevra, la bella castellana di Stenico. Una notte, mentre Aliprando rincasava cavalcando lungo un sentiero fu ucciso da Graziadeo di Castel Campo suo rivale in amore.

A Castel Toblino (18 km da Trento), vi si giunge percorrendo la S.S. 45 bis della Gardesana Occidentale nella cosiddetta Valle dei Laghi. E' annesso un famoso ed elegante ristorante.

mercoledì 23 ottobre 2013

SEMPLICI E BREVI RISATE





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Due cacciatori si sono recati in Africa per un safari e hanno montato le loro tende a poca distanza l'una dall'altra. Al tramonto del giorno seguente, i due cacciatori si ritrovano dopo la caccia:

- Oggi ho abbattuto due leoni e una gazzella! - dice il primo cacciatore.

- E io ho abbattuto cinque Nosbari - dice il secondo.

Il primo cacciatore, ignorando cosa siano i Nosbari e non volendo fare una brutta figura, si ritira nella sua tenda.
Ma il secondo giorno si ripete la stessa storia: quando il primo cacciatore racconta che cosa è riuscito a prendere, l'altro cacciatore annuncia solennemente di aver eliminato un numero impressionante di Nosbari e così via per molti giorni ancora. A un certo punto, il primo cacciatore, curioso, chiede spiegazioni e l''altro risponde:

- Sono degli esserini neri molto piccoli, con una minuscola testa sulle spalle e delle gambe e delle
  braccia cortissime che, quando punto loro contro il fucile, corrono verso di me gridando:''No     sbari, no sbari''.


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Un vecchietto si è innamorato di una ragazza molto giovane.

Una sera, dopo averla invitata a cena in un bel ristorante, chiede la sua mano:

- Signorina, accetterebbe di diventare la mia vedova?


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Un Conferenziere, dopo aver parlato per quasi un'ora, interrompe la lettura del suo testo e dice:

- Se i signori delle ultime file facessero silenzio e leggessero il giornale,  come chi è seduto nelle     file di mezzo, quelli delle prime file potrebbero dormire senza essere disturbati...

mercoledì 9 ottobre 2013

Mostra dedicata a Jole Veneziani




Dal 10 ottobre al 24 niovembre si svolgerà a Milano a Villa Necchi Campiglio (FAI) una mostra di abiti e bozzetti della stilista Jole (Jolanda) Veneziani, di origine tarantina, trasferitasi ancora bambina a Milano, dove apre il primo atelier di pellicceria nel 1943. Dopo pochi anni nasce il reparto di Haute Couture e ben presto l'estro di Jole diventa il punto di riferimento della più esigente clientela milanese e non solo.
Nel '52 riceve infatti il Giglio d'oro della moda, importante riconsocimento conferito a chi si distinguesse, con il maggior numero di vendite all'estero, nell'affermazione della moda italiana.
   
La mostra è promossa dalla Fondazione Bano in collaborazione con il FAI.  

- Orari  Dalle 10 alle 18 (merc - dom). Non è richiesta prenotazione.

- Come  arrivare    In auto: Tangenziale Est di Milano, uscita Palmanova. Seguire per il centro, San Babila – Porta Venezia. Zona Area C, ingresso a pagamento.
In metropolitana: Linea 1 fermata Palestro; Linea 3 fermata Montenapoleone. In autobus: Linea 54 – 61 – 94: fermata San Damiano - Monforte. Parcheggio: Parcheggio a pagamento in via Mozart e nelle immediate vicinanze

Contatta il  FAI - Villa Necchi Campiglio Via Mozart, 14 - Milano
           Tel. 02 76340121 Email: fainecchi@fondoambiente.it                

giovedì 3 ottobre 2013

Finalmente torno a casa dalle vacanze

Finalmente ieri sono tornato! Sabato e domenica scorsa sono stato alla Blogfest 2013, la manifestazione che di solito si svolgeva a Riva del Garda, quest'anno si è svolta a Rimini, diventando per 2 giorni la capitale di internet e dei social network.
A parte questo recente evento, quest'estate sono stato molto impegnato a Venezia su tante cose con la mia nipotina, poi in vacanza ad agosto con noi in Trentino, ma nel frattempo a settembre, sono riuscito a visitare qualche interessante mostra o trascorrere una settimana a Vienna e tre giorni a Budapest. (Poi vi racconterò!)

Fra le tante magnifiche cose che ho visto e fatto, vi voglio segnalare quel Nuovo Museo delle Scienze (MUSE) che è stato inaugurato a Trento a luglio, opera architettonica di Renzo Piano.


Sei piani, 12.000 mq. dedicato alla scienza, alla natura, alla scoperta. Il MUSE  racconta le Alpi, i ghiacciai, la fauna, la biodiversità, il cammino dell'uomo dalle origini all'esplorazione dell'universo.
La nuova struttura è dotata anche di laboratori ed ha caratteristiche di interattività.
Ospita la più grande mostra di dinosauri dell'arco alpino e una serra tropicale montana.
Inoltre voglio segnalarvi che all'interno del museo ci sono schermi touch, tablet e una calotta terrestre di tre metri che permette di osservare in diretta terremoti e perturbazioni.


La mega-struttura, molto ecologica e interessante, si trova a Trento nel quartiere delle Albere vicino all'uscita dell'Autostrada Trento sud.

Per ulteriori informazioni andare nel sito web www.muse.it