domenica 21 dicembre 2014

AUGURI


 
 
 
Da
 
STEFANO di
 
''SEMPLICI CONVERSAZIONI''


che augura a tutti i Bloggers



 BUONE FESTE!!!
 

martedì 16 dicembre 2014

Semplici Sorrisi

Prima dell'arrivo delle feste Natalizie,
anche se siamo in una profonda crisi, 
facciamoci  lo stesso qualche semplice risata.



Sondaggi

Il presidente di uno Stato in crisi economica chiama
un esperto in sondaggi e gli chiede:
- Che cosa pensa il popolo dell'attuale situazione?
- Beh, gli ottimisti sono convinti che tra poco finiremo
col mangiare l'erba - risponde quello.
- Perbacco! E i pessimisti?
- Che non ce ne sarà abbastanza per tutti...

In Tribunale

- Per la rapina che lei ha commesso il giorno di Santo
Stefano la condanno a tre anni di detenzione
nel carcere di San Vittore.
- Signor giudice, lei sta commettendo un errore
 giudiziario: non era Santo Stefano, era San Silvestro!
- OK, e che differenza fa?
- Se non fa differenza, invece che a San Vittore
 mi mandi a San Remo!

Animali parlanti

Un pastore sta pascolando tranquillamente le
sue pecore, quando gli si avvicina un cavallo
che gli dice:
- Buongiorno giovanotto, come va la vita?
Il pastore lancia un urlo e fugge via terrorizzato,
seguito dal suo cane.
Dopo una lunghissima corsa, crolla a terra esausto.
 Il cane gli si avvicina ansimando ed esclama:
- Che spavento ci ha fatto prendere quel cavallo, eh?

Prescrizioni mediche

Un signore, seduto a tavola con la moglie, le dice:
- Cara, ti dispiace se ci scambiamo i posti?
- No certo, ma perché?
- Perché ieri, dopo l'estrazione, il dentista mi ha
raccomandato di mangiare per qualche giorno
dall'altra parte...

Equivoci

Una ragazza chiede al nonno:
- Senti, nonno: io sono una ragazza tranquilla,
dolce, amante della casa... Che genere di marito
credi che vada bene per me?
E il nonno indignato:
- Ma che roba, questa gioventù moderna!
Lascia stare i mariti, sciagurata...
e prenditi uno scapolo!!!

martedì 9 dicembre 2014

La Madonna del Latte

Ieri sono andato a vedere nella sede del Comune di Legnano, dove ormai sono residente, un'opera straordinaria definita ''così piccola e così interessante'', ovvero la "Madonna del Latte", opera di Ambrogio da Fossano detto Bergognone.
Questo quadro ha conquistato subito i legnanesi presenti venerdì sera all'inaugurazione della mostra natalizia, "Opera in Comune".


L'evento in Sala Stemmi a Palazzo Malinverni è stato preceduto da una conferenza di presentazione nella Sala Leone da Perego dal Sindaco e da altre autorità.
 
La "Madonna del latte" risale al 1485 circa, è stata realizzata con la tecnica dell'olio su tavola. L'opera del periodo Rinascimentale Lombardo del Bergognone misura 61x44 cm e fa parte della collezione dell'Accademia Carrara di Bergamo.
Parallelamente alla mostra a Palazzo Malinverni, seguendo il tema degli affreschi rinascimentali che raffigurano la Madonna del latte, c'è la possibilità di visitare la Chiesa "Santa Maria in Binda" a Nosate e quella della "Madonna della Neve" a Cislago.

Per il secondo anno consecutivo, l' Amministrazione comunale di Legnano - Assessorato alla Cultura - promuove il progetto espositivo "Un' Opera in Comune", ideato nel 2013 da Alessio Francesco Palmieri-Marinoni e Giovanna Palamidese.
L'edizione 2014 offre al pubblico la possibilità di ammirare uno dei capolavori del maestro lombardo Ambrogio da Fossano detto Bergognone: la "Madonna del latte".
L'opera, come già detto, è di proprietà dell' Accademia Carrara di Bergamo, ed è stata esposta nei più importanti musei del mondo, tra i quali la National Gallery di Canberra (Australia) e il Metropolitan Museum of Art di New York (USA).



Il quadro sarà a disposizione del pubblico sino a martedì 6 gennaio 2015
Orari: dal lunedì al sabato: 9.00 – 19.00
Domenica e festivi: 10.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00
Chiusura Natale e Capodanno

Durante il fine settimana, è possibile usufruire del servizio di visita guidata, a cura del personale volontario qualificato. Vi garantisco che quest'opera è tutta da vedere, anche se in tante città italiane esistono molti quadri, di autori diversi, della Madonna del latte.

martedì 2 dicembre 2014

Il rosmarino

Domenica scorsa sono andato in una serra per acquistare dei fiori da regalare.
Il proprietario, che conosco da tanto tempo, mi ha voluto dare in dono un piccolo arbusto di rosmarino, decantandomi tutte le proprietà di questa pianta aromatica.

Il rosmarino è considerata la pianta balsamica per eccellenza conosciuta ed utilizzata fin dall'antichità per le sue proprietà terapeutiche.


                                                                                   
E' una pianta ricchissima di oli essenziali quali il pinene, conforene, limonene, flavonoidi, acidi fenolici, tannini, resine, canfora e contiene anche l'acido rosmarinico che è un antiossidante.                            
Le sue proprietà sono: stimolante, tonico, stomachico, antispasmodico, eupeptico, antiossidante, antinfiammatorio e antisettico.
L'olio essenziale di rosmarino è un potente antibatterico e fungicida.
Viene usato come tonico digestivo del fegato.
Ha proprietà astringenti dovute al tannino per cui è utile per i problemi di diarrea e riducono il flusso mestruale se troppo abbondante. E' efficace nei casi di meteorismo e dei disturbi intestinali in genere, nel caso di spasmi ventrali, vertigini, inappetenza, e per l'esaurimento psicofisico. Inoltre rinfranca la memoria debole ed è ottimo nei casi di depressione.
E' uno stimolante naturale per aumentare il flusso sanguigno e ristabilizzante della resistenza dei capillari fragili. L'infuso di rosmarino e salvia è ottimo per il mal di gola.
L'olio essenziale è molto usato anche in profumeria entrando nella composizione di numerose lozioni, profumi, linimenti, saponi e collutori.
Se si vuole godere a pieno delle sue caratteristiche sarebbe preferibile utilizzare il rosmarino spontaneo perché, anche se quello coltivato mantiene le sue caratteristiche, queste sono maggiori nelle piante allo stato spontaneo.
In aromaterapia è usato per migliorare la memoria, per la depressione e per alleviare l'emicrania.

Il rosmarino appartiene al genere Rosmarinus, famiglia delle Lamiaceae ed il suo nome scientifico è Rosmarinus officinalis. Originario dei paesi del Mediterraneo si ritrova spontaneo lungo la fascia costiera e fino a 1500 m s.l.m.
L'etimologia del suo nome è abbastanza controversa: secondo alcuni deriverebbe dal latino "ros = rugiada" e "maris = mare" vale a dire "rugiada del mare" secondo altri deriverebbe sempre dal latino ma da "rosa = rosa" e "maris = mare" cioè "rosa del mare" secondo altri dal latino "rhus = arbusto" e "maris = mare" cioè "arbusto di mare".


In ogni modo, qualunque sia la sua origine, è sempre strettamente legata al mare che lo ricordano anche i suoi delicati e deliziosi fiori colore del mare.
E' una pianta arbustiva, perenne con portamento cespuglioso che può raggiungere un'altezza di tre metri.

Oltre alle tante proprietà già dette, questa pianta aromatica è anche un'erba insostituibile in cucina, soprattutto per carni, pesci ed è la spezia più usata nella cucina mediterranea, soprattutto per la preparazione di sughi, umidi, soffritti e in molte conserve. Provatelo!!!

martedì 25 novembre 2014

Van Gogh a Milano:''L'uomo e la terra''

Ho visitato a Palazzo Reale di Milano la mostra di uno degli artisti più famosi del mondo: Vincent van Gogh. Inaugurata il 18 ottobre scorso durerà fino all'8 marzo 2015.


L'esposizione, posta a corollario del tema dell'EXPO 2015 ''Nutrire il pianeta'', è volta a documentare il percorso esistenziale del grande artista, che cerca nel mondo contadino e nelle persone semplici ma anche nelle cose della terra e dei suoi frutti, mettendo l’uomo al centro del mondo reale, ovvero la vita rurale e agreste strettamente legata al ciclo delle stagioni.


Presenti oltre 50 lavori del pittore, tra cui opere provenienti dal Kröller-Müller Museum di Otterlo, a cui si aggiungono lavori provenienti dal Van Gogh Museum di Amsterdam, dal Museo Soumaya-Fundación Carlos Slim di Città del Messico, dal Centraal Museum di Utrecht e da collezioni private normalmente inaccessibili.


A Milano dunque ho ammirato capolavori indiscussi di Van Gogh come: L’autoritratto del 1887, il Ritratto di Joseph Roulin del 1889, Vista di Saintes Marie de la Mer del 1888, la Testa di pescatore del 1883, Bruciatore di stoppie, seduto in carriola con la moglie del 1883.














La sua pittura, così unica ed emotiva, lo rende riconoscibile anche a chi non ha specifiche conoscenze in materia artistica. La sua vita inquieta e il tragico suicidio lo hanno poi reso una vera e propria icona della nostra vita frenetica moderna. 

mercoledì 19 novembre 2014

Rovereto, città della pace

Sono iniziate le celebrazioni per i cent'anni dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale e se ne fa un gran  parlare, ma pochi sanno che Rovereto, importante centro storico e culturale del Trentino, ha saputo esprimere la sua vocazione di Città della Pace dando voce alla Campana dei Caduti, Maria Dolens, simbolo della fraternità universale, ideata e realizzata dal sacerdote don Antonio Rossaro all'indomani delle stragi e delle devastazioni scatenate dal conflitto del 1914-1918 (per l'Italia iniziò nel 1915).
La città ha un importante monumento-ossario di Castel Dante, sorto sulle rovine del Castello di Lizzana, dove la tradizione vuole che Dante Alighieri sia stato ospite della famiglia Castelbarco.


Invece il Museo Storico italiano della Guerra , situato nel quattrocentesco Castello di Rovereto, unica rocca veneziana in Trentino, è stato allestito nel 1921 con lo scopo di documentare la Grande Guerra, di cui anche la città fu teatro.



Il Museo è impegnato ancora oggi nella raccolta e nella conservazione di documenti relativi alla Prima Guerra mondiale, uno dei più rappresentativi in Italia, e inoltre fino al 1961 custodiva la celebre campana dei Caduti, oggi collocata sul colle di Miravalle, che suona a ricordo dei caduti di tutte le guerre e di tutte le nazioni.

Il Castello, che sorge su un dosso roccioso sulla riva destra del Torrente Leno e sovrasta l'odierna Piazza Podestà, ove ha sede il palazzo del Municipio, trova le sue origini nel XIV secolo; fu in quel secolo, infatti, che i Castelbarco decisero di realizzare un presidio del loro potere feudale in Vallagarina.
Nel corso della prima guerra mondiale, dall'evacuazione di Rovereto del maggio 1915 al novembre 1918, il castello e la città, rimasti sotto gli austriaci, subirono gravi bombardamenti da parte dell'artiglieria italiana. Il castello è stato restaurato nel corso degli anni venti, e tuttora è interessato da un progetto di restauro che renderà identificabili le diverse stagioni della sua storia monumentale.




Rovereto, essendo città industriale, nel 1900 fu un periodo positivo per l'economia, ma fu drammaticamente interrotto dallo scoppio della Grande Guerra. La Prima guerra mondiale inflisse ferite nel tessuto sociale ed economico della città, devastazioni che imposero l'esilio della popolazione dalla patria cittadina, trasformata in prima linea bellica. L'esito del conflitto con la sconfitta delle armi austro-ungariche riportò infine la città sotto governo italiano.
Rovereto riprese a fiorire lentamente, sia per opera dell'iniziativa privata, coadiuvata dai numerosi istituti di credito, ma anche con il contributo delle società del movimento cooperativo nel frattempo sorte sul territorio molto attive nei singoli campi di competenza, dall'agrario (la Società Agricoltori della Vallagarina) al bancario (il "Banco Agricolo Operaio di Rovereto"). Ma anche questi rinnovati progressi, conquistati e consolidati all'indomani della Grande Guerra furono mortificati dalla crisi che poi colpì l'economia trentina nei primi anni Trenta, quando numerose banche dovettero affrontare problemi talora insormontabili di liquidità. Allorché nel giugno 1933 dovette chiudere i propri sportelli la più grande banca del Trentino, la "Banca del Trentino Alto Adige", si ingenerò un effetto domino che coinvolse tutti gli istituti di credito trentini.

Oggi, ve lo posso assicurare anche perché vado spesso, Rovereto è una città turistica e culturale. Basta ricordare il MART, Museo di Arte contemporanea,  opera celeberrima dell'architetto Mario Botta e la Casa natale del filosofo e beato Antonio Rosmini (1797-1855)"al Frassen".

martedì 11 novembre 2014

Le quattro Dame del Pollaiolo

Sono andato a visitare al Museo Poldi Pezzoli una mostra eccezionale dedicata soltanto a quattro signore fiorentine dipinti da Piero e Antonio del Pollaiolo.


Ritratto femminile del Museo Poldi Pezzoli
Un evento unico al mondo per l'arte e la cultura. I quattro ritratti di donna di Piero del Pollaiolo (pittore), con il fratello Antonio (orafo) tra i più famosi artisti del XV secolo, vengono esposti per la prima volta uno accanto all'altro al museo Poldi Pezzoli di Milano nella mostra "Le dame dei Pollaiolo. Una bottega fiorentina del Rinascimento".
Il primo quadro è il ritratto simbolo del Poldi Pezzoli di Milano, gli altri 3 sono in prestito dalla Galleria degli Uffizi di Firenze, dal Metropolitan Museum of Art di New York e dalla Gemaldegalerie di Berlino. Eccoli in sequenza qui sotto:

da Milano - da Firenze - da New York - da Berlino

Questi quattro ritratti, in particolare quello del Poldi Pezzoli di Milano, sono stati considerati tra i più belli, affascinanti e importanti per rappresentare il 400 fiorentino, l'epoca d'oro della cultura figurativa italiana.
La mostra, oltre ai 4 quadri, ripercorre la storia della fortuna artistica dei due fratelli fiorentini del Pollaiolo, riunendo disegni, incisioni, oreficerie, sculture e dipinti.


Antonio, geniale ma che dipinse pochissimo, fu soprattutto un grande orafo ed incisore ma anche uno scultore, mentre suo fratello Piero era esclusivamente un pittore.
Le quattro dame, la cui identità è un mistero, simboleggiano un'idea di bellezza ed eleganza che ha attraversato indenne i secoli.
Secondo me è una mostra di respiro internazionale che presenta Milano agli occhi del mondo come centro di cultura, in attesa dell'EXPO 2015.

lunedì 27 ottobre 2014

Incontro dei Bloggers a Milano

Come tutti gli anni, Domenica 26 Ottobre 2014 ho partecipato con grande gioia all' Incontro dei Bloggers a Milano. Non eravamo in tanti come altre volte, perché alcuni, all'ultimo momento, non hanno potuto partecipare per vari motivi.
In verità ci siamo divertiti lo stesso!

Il ristorante, scelto come sempre dagli ''ottimi Bloggers organizzatori'', Ambra, Erika e Sandra, è stato:
Ristorante Il Cestino
che si trova nella zona di Brera, in via Madonnina (ang. via Fiori Chiari).


Ecco il menù che ci hanno preparato:
Antipasto
Cestino rustico foderato di salumi, bruschette, pollo
 
Primo piatto
Il classico risotto alla milanese e
Pappardelle ai porcini
 
Secondo piatto
Robespierre di manzo con pomodorino e rucola
 
Il dessert
Un magnifico tiramisù

e per finire
Un buon caffè

 
L'incontro dei Bloggers era alle ore 11:00 in Piazza del Duomo.
Da qui attraverso la Galleria si è passati a fianco del Teatro alla Scala, via Verdi, la Pinacoteca di Brera ed infine via Fiori Chiari, per poi raggiungere il ristorante.

Invece chi non ha potuto andare in Piazza Duomo, l'appuntamento era alle 13:00
 nei pressi del Ristorante.
Voglio ricordare i Bloggers che hanno partecipato all'incontro:

Alfredo http://solocri.blogspot.it/                                       
Ambra http://senecamilano.blogspot.it/                              
Annamaria http:/annaclassica.blogspot.it/                           
Carmine http://turismolento.blogspot.com/                     
Cristina http://solocri.blogspot.it/                                     
Costantino http://mostrelibriluoghi.blogspot.it/                    
Erika http://erikanapoletano.blogspot.it                             
Luciana Rassati http://villaggioinfesta.blogspot.it/             
Luigi Annunziata http://lucesepolta.blogspot.com/             
Sandra http://sandramaccaferri.blogspot.it/                       
Stefano Davanzo http://stefanodav.blogspot.com/             
Stefano Giacalone http://sempliciconversazioni.blogspot.it 

Ecco alcune foto significative dell'incontro



Alcuni Bloggers vicino al Ristorante


Carmine, Luigi, Annamaria 
Stefano D. e Cristina


Luciana ed Ambra


Erika ed Alfredo









Sandra e Costantino
GRAZIE E ARRIVEDERCI AL PROSSIMO INCONTRO!!!

martedì 21 ottobre 2014

L'Abbazia di Piona

Avendo gli zii a Morbegno, ogni tanto vado a trovarli facendo solitamente la Superstrada che porta a Sondrio. Domenica scorsa invece ho percorso in auto sempre la Valassina, ma arrivato a Lecco sono uscito percorrendo la Strada Statale che costeggia il ramo del Lago di Como, dirigendomi verso Dorio e passata Olgiasca (prima di Colico) si scende verso l'Abbazia di Piona.

Foto da Web
Le origini dell’Abbazia, una delle più belle del Comasco, risalgono al VII secolo, quando fu edificata all’estremità della penisola Olgiasca una chiesetta consacrata a San Nicola, per ordine del vescovo di Como Agrippino.
Alla fine del XI secolo, con l’arrivo dei monaci Cistercensi, venne istituito un priorato, consacrato a Santa Giustina, che col passar del tempo divenne una pedina importante nei giochi politici della Lombardia prima dei Visconti e in seguito degli Sforza, grazie anche al fatto che vi passava la strada che conduceva da Milano alla Valtellina, da dove si arrivava al cuore dell’Europa.
Nel frattempo la piccola chiesa era stata ampliata e abbellita, fino a diventare un’abbazia tra le più rinomate della Lombardia, i monaci avevano avviato anche una fiorente attività di preparati medicinali e tisane, che venivano vendute ai molti pellegrini giunti a Piona da tutt’Italia.

 
Con gli inizi della dominazione spagnola, Piona divenne prima una prebenda e in seguito una commenda, che passò di mano in mano fino alla fine dell’Ottocento, quando fu comprata dalla famiglia Rocca.
Nel 1938 l’ingegnere Cesare Rocca e sua moglie Lidia furono uccisi nel corso di un attacco indigeno a un cantiere in Etiopia e la famiglia, per onorarne la memoria, donò ai Cistercensi l’Abbazia. Ancora oggi i monaci si prendono cura del complesso, producendo anche elisir a base di erbe e alcool, come l’Alpestre e le Gocce Imperiali, molto forti e dalle notevoli proprietà digestive.
 
Il complesso dell’Abbazia ha il suo centro nella chiesa di San Nicola, che secondo le fonti storiche venne eretto alla fine del XII secolo, dove si trovava la prima chiesa. All’interno dell’edificio, dalla pianta a navata unica, troviamo una volta affrescata a botte che raffigura scene della vita della Madonna e dei Santi, mentre addossato alla chiesa, svetta il campanile settecentesco, eretto dopo il crollo di quello precedente, a forma ottagonale, crollo causato della forte pendenza del terreno.

 
Nell’abside troviamo affreschi con Cristo e i Santi, all’esterno vi è una decorazione con archetti in stile rinascimentale, nella parte posteriore sono visibili i resti della prima chiesa di San Nicola.
Accanto alla parete sud della chiesa è posto un Chiostro in stile rinascimentale, che sulla parete nord presenta un affresco raffigurante un calendario stagionale, ideato per i lavori agricoli dell’abbazia.
 
piona 2
Foto dal Web
Questa gita merita farla perché è una meta, dove la bellezza del Lago e la spiritualità dell'Abbazia sono tutt’uno.
 

martedì 14 ottobre 2014

Il coraggio di scegliere e di decidere

''Il golf mi ha insegnato a non barare, ad essere onesto con me stesso e con quello che faccio.
Se praticato in un certo modo è una scuola dura, a volte anche crudele, però sincera come non accade mai nel quotidiano.''

Se io dunque trasporto questi principi nel mondo degli Uomini, mi troverò immediatamente considerato un ''fesso''. E' davvero difficile conciliare questa diversità. Da qui l'importanza di fortificare l'anima, di scegliere cosa si vuole essere.


 
 
E una volta scelta una direzione, si deve essere talmente forte da non soccombere alla tentazione di imboccare l'altra. Quindi, ripeto, ''ci vuole molto coraggio di scegliere ma anche di decidere.''


 

Questa emblematica riflessione, anche un po' filosofica,  mi è venuta ''mentalmente'' spontanea, mentre leggevo ieri su un quotidiano, i fatti clientelari o di corruzione della politica dei giorni nostri, ovvero che tanti personaggi legati alla classe politica italiana, non si sentono responsabili, eticamente e moralmente, verso il proprio Paese e verso il ''popolo'' Italiano! Vedi cosa è successo a Genova!!!

Cosa ne pensate a riguardo ???

martedì 7 ottobre 2014

Cortese di Gavi: Il Vino della Principessa

Domenica scorsa sono andato a pranzo con degli amici in un Agritur vicino ad Alessandria nella zona del Gavi, (non ricordo bene il luogo, perché eravamo in aperta campagna!)

Il Gavi, come tanti di Voi sapranno, è la denominazione di un vino bianco paglierino piemontese per eccellenza, un vino in purezza, ottenuto cioè interamente da uve ''Cortese''. La zona di coltura, come già detto, è in provincia di Alessandria e nei dintorni dell'Appennino Piemontese- Ligure.




Un luogo che, leggenda vuole, avrebbe preso il nome dalla Principessa Gavia, figlia di Clodomiro, re dei Franchi, in fuga dal padre e dalla corte, per amore di un giovane cavaliere di rango inferiore.
I due innamorati e il bimbo nato dalla loro unione trovarono rifugio sulle colline piemontesi, dove si stabilirono, grazie all'intercessione del Papa. Al Borgo che la accolse  la Principessa diede il suo nome: Gavi.

Foto dal Web
 

Sempre secondo la leggenda, sarebbe stata la giovane bella e ''cortese'' ad ispirare il nome di questo vitigno, il Cortese appunto.
Comunque quel che è certo, è che le prime tracce storiche della vocazione vitivinicola di queste terre risalgono al 972 d.C. in un documento conservato nell'Archivio di Genova.

Questo vino Cortese l'ho assaggiato con una bella trota al cartoccio, ricetta tipicamente piemontese, fatta al momento dal gestore dell'Agritur. Veramente buoni, sia il vino che la trota!!!
 

martedì 30 settembre 2014

ALA, città del Velluto

Amici, sono tornato!!! Ho trascorso le vacanze, come sempre, a Riva del Garda, ma di tanto in tanto,
ho fatto diverse gite giornaliere nelle montagne del Trentino A.Adige!

Un giorno sono andato ad Ala, piccola cittadina del Trentino, perché avevo letto su un giornale la pubblicità  della festa locale, con cortei in costume e visite guidate dei palazzi cittadini.
Mi sono documentato e ho scoperto che da vari secoli, Ala ha sempre prodotto il velluto, esportandolo in tutto il mondo. Per questo motivo c'è stato l'allevamento del baco da seta, e di conseguenza la cittadina  è sempre stata ricca!


Inizialmente sono andato a visitarla sia per una semplice curiosità, ma anche per trascorrere una domenica diversa dalle altre.
Quando sono arrivato in città, sono rimasto stupefatto per la bellezza e per l'imponenza dei tanti vecchi e ricchi palazzi pieni di storia!
 
Ecco alcuni importanti Palazzi che ho visitato assieme ad una bravissima guida:
  • Palazzo Angelini: ospitò importanti personaggi in viaggio tra l'Italia e l'Europa: Carlo V (1541- 1543), Massimiliano II d'Asburgo (1548), Carlo VI d'Asburgo (1711), il generale Luigi Cadorna durante la prima guerra mondiale, risalente al periodo veneziano (XV S.)


  • Palazzo Taddei: proprio tra queste mura, vi sostò il capo della rivolta sudtirolese Andreas Hofer prima dì essere giustiziato dai francesi a Mantova.
    • Palazzo Zanderighi:  E' pieno di affreschi, ora sede della Biblioteca Comunale,  e nel 1565 ospitò diverse volte San Carlo Borromeo.
 
      • Palazzo de' Gresti: sede nel Seicento e nel Settecento della Giurisdizione civile del Vicariato e residenza del Capitano di Giustizia, era collegato alle prigioni attraverso un passaggio che attraversava via Carrera
         
      •  Palazzo de Pizzini: dove furono ospiti lo Zar Nicola I di Russia, Heinrich Heine, Mozart, Napoleone Bonaparte, Eugenio Prati, e dove c'è anche il Museo del Pianoforte.
Vi garantisco che sono veramente belli e signorili,  sia esternamente che all'interno.
Inoltre il viaggiatore che giunge ad Ala, sia provenendo da Sud che da Nord, non può non essere colpito dall'imponente bianca mole della Chiesa Parrocchiale di S. Maria Assunta, che domina con l'alto e massiccio campanile tutta la cittadina.


Vi consiglio di fermarvi e visitarla, anche perché nel paese accanto c'è il famoso Castello di Avio.

lunedì 23 giugno 2014

PAUSA VACANZE ESTIVE


 
 
ORMAI E' ARRIVATA L'ESTATE!

PERTANTO AUGURO BUONE VACANZE

 
A TUTTI GLI AMICI CHE MI SEGUONO.
 
TORNERO' A SETTEMBRE!
 

CIAO

 
STEFANO DI SEMPLICI CONVERSAZIONI
 
 

lunedì 16 giugno 2014

Gita al Castello di Masino

Domenica scorsa il FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano) ha organizzato un incontro plenario con più di 200 Volontari, provenienti dalle varie Proprietà di quasi tutte le Regioni Italiane, al Castello e Parco di Masino, a Caravino (TO).
Infatti, essendo un Volontario del FAI Milano da moltissimi anni, sono stato invitato a partecipare a questa bellissima gita/incontro. C'erano i Volontari del Piemonte naturalmente, oltre a quelli della Lombardia, del Veneto, Liguria, Lazio, Sicilia, Trentino A.A., Emilia,  ecc...ecc...


Il Castello di Masino è una delle proprietà (circa 50) più grande del FAI e festeggia quest'anno i 25 anni dall'apertura al pubblico e si presenta in una veste rinnovata.
Il Castello, affacciato sull'ampia pianura del Canavese e immerso in un immenso parco romantico, sorge su una collina antistante la lunga barriera morenica della Serra di Ivrea.
Antica residenza dei Conti Valperga per dieci secoli, discendenti di Arduino di Ivrea, primo Re d'Italia, narra la storia piemontese ed italiana attraverso le sue numerose stanze monumentali, come i saloni affrescati e riccamente arredati tra Seicento e Settecento, le camere per gli Ambasciatori, gli appartati salotti e gli appartamenti di Madama Reale.


Tra le sale più affascinanti vi é il Salone da Ballo, con le ampie finestre, che creano una perfetta armonia tra il panorama esterno e gli interni affrescati. Non meno interessante é la ricca collezione di Carrozze del XVIII e XIX secolo, per la maggior parte della famiglia Valperga, conservata nel Palazzo delle Carrozze.

Al pari del Castello, anche il Parco ha subito numerosi mutamenti nel corso dei secoli. L'attuale configurazione deriva dalla sistemazione del Parco secondo il modello "all'inglese" risalente alla prima metà dell'Ottocento, che portò alla realizzazione della strada dei 22 giri, straordinario percorso panoramico.

 
E' stata una bella e calda giornata ad alto contenuto di chiacchere, passioni, esperienze ed incontri con altri Volontari FAI delle varie Regioni.

Nota Personale: ''Se passate da quelle parti, Vi consiglio di andare a visitarlo.''
(Raccordo tra le Autostrade A4 Milano-Torino e A5 Torino-Aosta, uscita al casello di Albiano, poi seguire i cartelli indicatori CASTELLO DI MASINO.

mercoledì 4 giugno 2014

LUI e LEI

 
Ditemi se la coppia d'oggi è veramente così??? 
 
Forse...!

 



''Lui sbaglia
Lei si incazza
Lui chiede scusa.''


''Lei sbaglia
Lui si incazza
Lei si incazza perché lui si è incazzato
Lui chiede scusa.''



Ora provate a dire che non è vero!!!
 
N.B. Queste parole le ho lette da qualche parte.
(Ma non mi ricordo dove?)
 

martedì 27 maggio 2014

Il vino Cirò

Sabato scorso sono stato a pranzo con alcuni amici in un ristorante di Milano. Il gestore del locale (calabrese) ci ha proposto di assaggiare una bottiglia di vino Cirò, proveniente proprio dalla Regione Calabria. Ottimo!!!


Mi racconta che il Cirò sia il vino più antico d'Italia, discendente da quella preziosa vite greca che dava il Kremissa, offerto agli atleti vittoriosi dei Giochi Olimpici.
Le tavole di Eraclea del 300 a.C. ci danno un'idea ben chiara del valore dei vigneti Calabri: un appezzamento di terra coltivata a vite era valutato sei volte più di un campo di cereali.
I vini che vi si producevano (circa 150 vitigni diversi) erano preziosi, odorosi, forti, benché non arrivassero ad eguagliare il classico Falerno; a Cirò, l'antica Krimisa, sorgeva un tempio dedicato a Bacco.

Anche Cassiodoro, dopo la caduta di Roma, elogia il Girò ''denso vino calabro'' nato da una terra poco atta all'agricoltura  e alla pastorizia, ma straordinaria per la vite e l'olivo e chiede per la mensa del suo Re, vino di Calabria che '' giova ai visceri, risana le ferite, rinvigorisce il cuore stanco.''

In particolare, mi sono documentato, la storia del vino Cirò ha inizio nell'VIII secolo a.C. quando alcuni coloni giunti dalla Grecia approdarono sul litorale di Punta Alice e fondarono Krimisa.
La sua origine è legata alla leggenda di Filottete il quale, al ritorno da Troia, consacrò le frecce donategli da Eracle nel santuario di Apollo Aleo.

Dall'antichità ad oggi, il Vino Cirò ha sempre goduto fama di essere dotato di virtù terapeutiche. Infatti più di un medico garantiva che il Cirò è un "sicuro cordiale per chi vuole recuperare le forze dopo una lunga malattia" ed inoltre è "tonico opulento e maestoso per la vecchiaia umana che vuole coronarsi di verde ancora per anni".
I primi coloni greci che sbarcarono sulle coste Calabresi, rimasero talmente impressionati della fertilita' di questi vigneti che gli diedero il nome di "Enotria", "terra dove si coltiva la vite alta da terra" e questo nome venne poi esteso in tutta Italia. Infatti alcuni tipi di vite presenti sul suolo Calabrese e in qualche zona dell'Italia si presume siano di origine greca, come ad esempio il gaglioppo, il mantonico ed il greco bianco.
 
Le due localita' Calabresi, Crotone e Sibari situate lungo la costa jonica avevano una particolare importanza dopo aver dato origine alla produzione del "Krimisa" antenato dell'attuale Ciro', che divento', come già detto, il vino ufficiale dell' Olimpiade e probabilmente è stato il primo esempio di sponsor secondo l'attuale definizione.
 Lo stesso Milone di Crotone, vincitore di ben sei Olimpiadi, pare fosse un grande estimatore di questo vino che per tradizione veniva offerto agli atleti che tornavano vincitori dalle gare olimpiche. La tradizione è stata riportata in auge alle Olimpiade di Città del Messico nel 1968 dove tutti gli atleti partecipanti hanno avuto la possibilità di gustare il Cirò come vino ufficiale.
Talmente tanta era all'epoca, l'importanza della produzione del vino Ciro', che sembra addirittura fossero stati costruiti degli "enodotti" con tubi  in terra cotta che partivano dalle colline di Sibari fino ad arrivare al porto dove il vino veniva direttamente imbarcato, per abbreviare cosi' tutte le operazioni di trasporto.

 
Oggi il vino Ciro' viene esportato in tutto il mondo, conosciuto per le sue grandi qualita'.
In particolare il Cirò rosso, con una gradazione di oltre 13 gradi, puo' addirittura portare la qualifica di "Riserva".   Prosit!!!

lunedì 19 maggio 2014

L'Unione Europea! Cos'è???

Le elezioni europee del 2014, come tutti noi sappiamo, si terranno in Italia il 25 maggio 2014 per eleggere i 73 membri italiani del Parlamento Europeo.
Lo scrutinio per stabilire la composizione del prossimo Parlamento Europeo comincerà subito dopo la chiusura dei seggi.
Dal 1979 milioni di Europei scelgono ogni cinque anni i loro rappresentanti per l'Europa nelle sede ufficiale di Strasburgo, ma anche di Bruxelles, dove c'è la sede della Commissione Parlamentare, e dove possono organizzare anche sessioni supplementari plenarie.


Ieri mi trovavo nella casa di campagna di un mio amico, che aveva invitato alcuni suoi amici del luogo con i loro figli.  Dai discorsi che facevano non mi sembravano molto ''afferrati'' sull'Unione Europea. Ho pensato anche che tanti Italiani si chiedono: ''Ma cosa è veramente questa Unione Europea e cosa fanno i Parlamentari eletti?'' 
Voglio sintetizzarlo solo per quelle poche persone che non lo sanno!

L'Unione europea (UE) è un'organizzazione di tipo sovranazionale e intergovernativo, che dal 1º luglio 2013 comprende 28 stati membri indipendenti e democratici. La sua istituzione sotto il nome attuale risale al Trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992 (entrato in vigore il 1º novembre 1993), al quale tuttavia gli Stati aderenti sono giunti dopo il lungo cammino delle Comunità europee precedentemente esistenti.

L'Unione consiste attualmente di una zona di libero mercato caratterizzata da una moneta unica, l'euro, regolamentata dalla Banca Centrale Europea e attualmente adottata da 18 dei 28 stati membri; essa presenta inoltre una unione doganale fra i paesi aderenti agli accordi di Schengen, che garantiscono ai suoi cittadini libertà di movimento, lavoro e investimento all'interno degli stati membri. L'Unione presenta, inoltre, una politica agricola comune, una politica commerciale comune e una politica comune della pesca.

L'Unione Europea non è una semplice organizzazione intergovernativa (come le Nazioni Unite) né una federazione di Stati (come gli Stati Uniti d'America), ma un organismo sui generis, alle cui istituzioni gli stati membri delegano parte della propria sovranità nazionale. Le sue competenze spaziano dagli affari esteri alla difesa, alle politiche economiche, all'agricoltura, al commercio e alla protezione ambientale. In alcuni di questi campi le funzioni dell'Unione europea la rendono simile a una federazione di stati (per esempio, per quanto riguarda gli affari monetari o le politiche ambientali); in altri settori, per contro, l'Unione è più vicina a una confederazione (per esempio, per quanto riguarda gli affari interni) o a un'organizzazione internazionale (come per la politica estera).

Riassumendo, gli Organi principali dell'Unione comprendono il Consiglio dei Ministri, la Commissione, la Corte di Giustizia, il Consiglio Europeo, il Parlamento, la Commissione e la Banca Centrale Europea.
L'istituzione dell'Europarlamento risale al 1950 ma dal 1979, come dicevo all'inizio, i suoi membri sono democraticamente eletti, in tutti i territori dell'Unione, a suffragio universale, per una durata in carica di cinque anni. In Particolare:

Il Parlamento approva o modifica le proposte presentate dalla Commissione e ha le funzioni di: Discutere e approvare le Normative europee insieme al Consiglio, il Bilancio dell'UE e controllare che le altre istituzioni dell'UE agiscano democraticamente.

La Commissione, ovvero i Commissari e il Presidente, ha la responsabilità a proporre atti legislativi, gestire il bilancio UE e attribuire i finanziamenti, vigilare sull'applicazione del diritto dell'UE, rappresentare l'UE a livello internazionale e nei negoziati con Paesi terzi per la conclusione di accordi.

La Banca Centrale Europea gestisce l'Euro e garantisce la stabilità dei prezzi nell'UE, contribuendo a definire e attuare la politica economica e monetaria dell'Unione, fissa i tassi d'interesse, gestisce le riserve in valuta estera dell'area Euro e autorizza le Banche Centrali dei Paesi (es. la Banca d'Italia) a emettere banconote.

I Deputati del Parlamento Europeo devono contribuire a proporre delle leggi buone per l'Europa, ma devono anche difendere, con giusto equilibrio, gli interessi economici, l'agricoltura, e lo sviluppo del proprio Paese.

Ricordo che la Presidenza del Consiglio dell'Unione Europea ruota ogni sei mesi tra i diversi Stati membri dell'Unione europea e non è ricoperta da una singola persona, ma è esercitata dall'intero governo del Paese che detiene la presidenza di turno.
Dal 1º gennaio 2014 la presidenza del Consiglio è detenuta dalla Grecia, mentre dal 1° luglio sarà l'Italia ad esercitare la Presidenza del Consiglio. Speriamo in bene!!!

lunedì 12 maggio 2014

In giro per la Borgogna andando verso Parigi

Dopo le feste di Pasqua ho deciso di andare a Parigi, anche perché mia moglie l'aveva visitata frettolosamente alcuni anni fa. In verità a me interessava visitare una parte della Francia in quanto a Parigi ero stato parecchie volte. Ho rimediato facendo il viaggio in auto, attraversando la Svizzera (Tunnel del Gottardo) e passando per la Francia nella zona delle Asturie  fino ad arrivare in Borgogna per poi continuare il mio viaggio verso Parigi.

La Borgogna è la provincia più ricca della Francia sotto tutti i profili: storico, culturale, gastronomico ed economico. Infatti ama definirsi il cuore della Francia. E' una regione ampia, potentissima e prospera, famosa per il vino, dove la cucina è semplice ma eccellente (lumache, polli e maiali) e l'architettura Romanica, Gotica e Bretone è magnifica.
Inoltre viaggiando in autostrada si incontra la dolce campagna con allevamenti di bovini e ovini ed ogni tanto in lontananza delle foreste.


Digione, capitale della Borgogna, è una splendida città (160 mila abitanti) ed è meta obbligata per chi ama l'arte, l'architettura e il buon cibo. Infatti è famosa anche per la senape e il pan pepato (pain d'epices), questo perché anticamente la città si trovava sulla strada delle spezie.

Grazie ai Duchi di Borgogna, il centro della città è famoso per la sua bellezza. Tanti facoltosi membri del Parlamento possedevano ''hòtels particuliers'', eleganti edifici costruiti nei secoli XVII e XVIII. Oggi Digione è una città culturalmente vivace, sede di una famosa Università.

Il Palais des Ducs, costruito nel XVII secolo per il Parlamento, ospita grandi tesori nel Museo delle Belle Arti con una splendida raccolta di opere fiamminghe.



Notre-Dame di Borgogna è una magnifica chiesa gotica del XIII sec. ed ha una facciata con doccioni e colonne. All'interno, oltre alle 58 vetrate neogotiche, in una navata laterale c'è la cappella con la statua in legno di Notre-Dame di Buona Speranza (XI sec.), detta Vergine Nera.












Uscendo, dietro la Chiesa, in un angolo c'è il Gufo, che poi è l'emblema della città. Si dice che toccare il Gufo (o Civetta) porti fortuna. Se lo tocchi con la mano destra avrai denaro, con la sinistra amore. Io l'ho toccato con entrambe le mani!



Chiesa di St. Michel e St. Benigne (XV sec.) in stile gotico rinascimentale con 3 portici decorati. Accanto c'è la chiesa di St. Etienne che risale all'XI sec. ma ricostruita diverse volte.




Il centro storico di Digione è un intrico di stradine che vale la pena percorrere perché si affacciano varie case medievali con belle sculture in legno e sassi. La rue des Forges prende il nome dagli orafi e dagli argentieri che qui avevano i loro laboratori.




Digione è veramente una città deliziosa, così come la Borgogna. Peccato che sono rimasto solo una intera giornata perché, come ho detto prima, dovevo proseguire per Parigi.
Ci ritornerò volentieri!

A Parigi invece sono rimasto  quattro giorni, visitando tantissimi musei che non avevo visto in passato e l'ultima sera, facendo un bel giro notturno sulla Senna con il famoso Bateaux-Mouches!