venerdì 10 gennaio 2014

Visita alla Mostra: Antonello da Messina

Durante le Feste tra Natale e Capodanno, trovandomi in Trentino, sono andato a Rovereto e precisamente al MART (Museo d'Arte Moderna) per visitare la mostra dedicata a Antonello da Messina.


Si tratta del momento più importante dell’attività espositiva del Museo nel 2013, non solo per l’eccezionalità delle opere esposte, grazie a prestiti internazionali concessi per l'occasione, ma anche per l’inedita ampiezza cronologica dei confronti proposti.  Il progetto espositivo propone un’indagine articolata e uno sguardo originale sulla figura del grande pittore del Quattrocento e sul suo tempo, attraverso lo studio degli intrecci storico-artistici e delle controversie ancora aperte, presentati in questa sede come punti di forza attraverso i quali approfondire nuovi percorsi di interpretazione critica.

 

Questa rilettura di Antonello da Messina non offre solo la ricerca della collocazione cronologica delle opere, l’analisi dei rapporti con i maestri a lui contemporanei, delle similitudini e delle differenze, ma è concentrata anche su una profonda analisi dell’intelligenza poetica di un artista “inumano”, come lo definì il figlio Jacobello, che ha saputo cogliere le sfumature psicologiche e le caratteristiche più intime dell’esistere.
La mostra è stata resa possibile anche grazie a preziose e generose collaborazioni con alcune delle più importanti istituzioni culturali nazionali e internazionali come i musei della Regione Sicilia, la Galleria Borghese di Roma, i Musei Civici di Venezia, la Fundación Colección Thyssen Bornemisza di Madrid, il Philadelphia Museum of Art e il Metropolitan Museum di New York.



La National Gallery di Washington, ad esempio, si è privata per tutto il periodo della mostra roveretana di due opere appartenenti alla collezione permanente.
Sono inoltre esposte alcune opere non presenti nella recente retrospettiva a Roma dedicata a Antonello da Messina come il “Ritratto d’uomo” appena restaurato, proveniente dal Philadelphia Museum of Art, il “Salvator Mundi” della National Gallery di Londra, la “Madonna Benson” custodita nella National Gallery di Washington.



Ho ascoltato per caso anche una conferenza che il Mart aveva organizzato, ovvero una lectio magistralis di David Alan Brown, curatore del Dipartimento di Pittura Italiana della National Gallery of Art di Washington che, confermando l’indubbia importanza di Antonello da Messina nella ritrattistica rinascimentale e riesaminando i celebri “ritratti d’uomo”, ha messo in luce le problematiche relative all’originalità dei lavori del Maestro, posti a confronto con le opere di altri artisti dell’epoca, come Piero della Francesca o Giovanni Bellini.

Vi segnalo, per chi vuole andare, che la mostra durerà fino a metà Gennaio 2014.

4 commenti:

Ambra ha detto...

Sarebbe davvero bello poterci andare e godere di quelle pennellate dolci, quei visi angelici, Ma Rovereto non è proprio dietro l'angolo anche se nemmeno così lontano. Mah, si vedrà.

Stefano ha detto...

Cara Ambra
lo so che per te è lontano da Milano, ma io ci vado perché spesse volte mi trovo a Riva del Garda da mia suocera. Ciao

EriKa Napoletano ha detto...

Conosco Rovereto e mi è piaciuta molto. Interessante anche questa mostra. Un caro saluto e Buon Anno!!!

Stefano ha detto...

Cara Erika
sono contento che Rovereto ti sia piaciuta. E' una città piena di storia ed è la seconda città del Trentino, dopo Trento.
Un abbraccio