lunedì 24 marzo 2014

Soave e il suo Castello

La settimana scorsa tornando da Venezia finalmente mi sono fermato a Soave, cittadina a pochi chilometri da Verona, per visitare il Borgo e naturalmente l'omonimo Castello.
Era da tanto tempo che volevo fermarmi, ogni qualvolta passavo in Autostrada. Pensavo che il toponimo Soave volesse significare dolce, piacevole come il vino del luogo; invece ho scoperto che deriva da Suaves-Svevi, ovvero per lo stanziamento di popolazioni Sveve durante il periodo dei Longobardi di Alboino. Nel tempo il nome si è trasformato in Soave.


Le Mura del Borgo vennero costruite nel 1379 per volontà di Cansignorio della Scala e raccolgono al loro interno il nucleo storico di Soave. Anticamente solo tre porte si aprivano nella cinta: Porta Aquila (ora Porta Bassano) a nord, Porta Vicentina ad est e Porta Verona a sud (recentemente restaurata). Per due lati (ovest e sud) le mura sono accompagnate dal fossato naturale formato dal Tramigna.

Il Castello Scaligero di Soave, già appartenuto al casato dei Della Scala, è una fortificazione che ha segnato la storia della cittadina. (7500 abitanti circa).
Un diploma di Federico Barbarossa attesta il castello era un tempo in mano ai Conti di Sambonifacio di Verona. L'ascesa di Ezzelino da Romano come Podestà del Comune veronese (1226) portò al possesso del maniero da parte dei Conti Greppi, i quali, nel 1270 lo cedettero al Comune di Verona che vi installò un suo Capitano. La contemporanea ascesa dei Della Scala portò ad una nuova fase della vita del paese (che divenne sede di Capitaniato con 22 paesi sottoposti a tale giurisdizione) e del suo simbolo più importante.



La fine della dinastia scaligera portò nuovi padroni al castello: prima i Visconti milanesi e poi i Carraresi padovani. Quest'ultimi lo perderanno (1405) a causa dell'arrivo delle truppe della Repubblica di Venezia, appoggiate dagli abitanti soavesi. Nel 1439 le truppe viscontee del condottiero Niccolò Piccinino s'impadronirono di Soave ma la vittoria di Giovanni Pompei sul Monte Bastia (odierno confine tra Cazzano di Tramigna e Montecchia di Crosara) permise all'esercito veneziano di tornare a possedere la zona.
Pericolo maggiore ci fu quando Venezia si trovò contro la Lega di Cambrai (1508): il castello e  di Soave vennero incendiati (con 366 soavesi passati a fil di spada); anche in questa occasione la Repubblica della città lagunare però riuscì ad avere la meglio (1516). A causa dell'eroismo del capitano Rangone e dei soavesi che, nel 1511, liberarono il castello, Venezia donò l'Antenna (un grande pennone) e lo Stendardo di San Marco.

 
Iniziò un periodo di pace però il castello era ormai superato per le tecniche di guerra (armi da fuoco) che si stavano affermando; la Repubblica veneziana, che aveva bisogno di denaro per sostenere la guerra contro i Turchi, cedette il castello prima in affitto e poi in proprietà alla famiglia nobile dei Gritti.
Caduto in stato di abbandono, dopo essere stato ridotto a fattoria, il castello è stato sottoposto a restauro nel 1890 dal senatore del Regno Giulio Camuzzoni - sindaco di Verona dal 1867 al 1883 - che ne divenne proprietario. Attualmente appartiene ancora ai discendenti Camuzzoni, che l'hanno trasformato in museo.

Inoltre, essendo Soave anche il nome del Vino prodotto già nel Medioevo in questa deliziosa cittadina, ho visitato qualche Enoteca aperta, per acquistare alcune bottiglie di Soave Classico.
In verità la maggior parte delle Cantine erano tutte chiuse, essendo Domenica, ma sono riuscito lo stesso a trovarne aperte solo un paio.

6 commenti:

Ambra ha detto...

Un castello fascinoso. Mi ha sempre entusiasmato. Bello il tuo post che completa la mia conoscenza storica di esso e dele sue peripezie.

Stefano ha detto...

Grazie Ambra
Il castello è veramente bello ma il suo vino è meravigliosamente gustoso. Un abbraccio

francesco zaffuto ha detto...

Ciao Stefano, terrò da parte il tuo suggerimento per una passeggiata estiva

Stefano ha detto...

Ciao Francesco
sono contento che seguirai il mio suggerimento. Se ti capita passare da Soave, vale la pena fermarsi! Un caro saluto

EriKa Napoletano ha detto...

Molto bello questo castello. Anche tu sei sempre in giro, caro Stefano! Salutone.

Stefano ha detto...

Ciao EriKa
Anche a me, quando posso, mi piace andare in giro per vedere cose belle ed interessanti!
Un abbraccio.