sabato 25 gennaio 2014

Milano - Stadio di San Siro

In realtà ormai si chiama Stadio 'Giuseppe Meazza' ma è conosciuto da tutti come 'San Siro', perchè fino al 1980 veniva chiamato Stadio San Siro, dal nome del quartiere in cui sorge.
Destinato prevalentemente al calcio, fin dagli anni settanta ospita anche concerti di grande richiamo internazionale; nel 2009 ha anche ospitato un incontro della Nazionale italiana di rugby impegnata contro la Nuova Zelanda, facendo registrare la massima affluenza in Italia per un incontro di tale disciplina.


Lo Stadio Giuseppe Meazza è il più capiente d'Italia, con 81.277 posti complessivi (di cui 80.018 distribuiti nei tre anelli), nonché uno degli impianti calcistici più famosi e prestigiosi del mondo, tanto da essere stato soprannominato la "Scala del Calcio".  L'impianto ospita gli incontri interni del Milan e dell'Inter.

La costruzione dello stadio iniziò nel 1925  dagli ingegneri Stacchini e Cugini, grazie al sostegno di Piero Pirelli (all'epoca presidente del Milan) e fu ufficialmente inaugurato il 19 settembre 1926, con la partita amichevole tra Inter e Milan.



L'impianto era di proprietà del Milan e vi giocavano solamente i rossoneri. L'Inter disputava le sue partite all'Arena Civica, e iniziò a giocare a San Siro a partire dal 1947, quando l'impianto era già diventato proprietà del Comune di Milano, che lo acquisì dal Milan nel 1935.
Nel 1980 lo stadio fu intitolato a Giuseppe Meazza (1910-1979), storico calciatore sia dell'Inter che del Milan e campione del mondo con la Nazionale nel 1934 e nel 1938.

In occasione del mondiale 1990, disputatosi in Italia, lo stadio venne profondamente rinnovato dagli architetti Ragazi e Hoffer, con la costruzione del terzo anello e della copertura e con l'inserimento di 12 torri cilindriche in cemento armato.  Le quattro torri principali che sostengono la copertura, contengono gli accessi alle Gradinate superiori, ai Servizi e ai Bar.



Nell'agosto 2009 è stato inserito al secondo posto nella classifica del Times sugli stadi più belli al mondo. Nel novembre 2010 il Comune e le due società utilizzatrici dell'impianto, Milan e Inter, hanno modificato gli accordi sull'affitto dell'impianto per favorire i lavori di ammodernamento dello stesso per farlo rientrare nella Categoria 4 UEFA.

L'impianto meneghino si appresta a ospitare numerosi eventi sportivi a livello internazionale, ad iniziare dal maggio 2015 in occasione dell'EXPO 2015, quando ospiterà la finale di Heineken Cup di Rugby.

lunedì 20 gennaio 2014

Muoversi previene 40 malattie

Bastano 150 minuti a settimana per gli adulti.

 
Fare più movimento è in cima alla lista di buoni propositi per il nuovo anno per noi Italiani!
Trovandomi l'altro giorno nella sala d'attesa del mio medico di base, ho letto su un giornale di medicina che il movimento previene più di 40 patologie croniche comuni, come diabete, depressione, cancro al colon e al seno nelle donne, ipertensione, patologie cardiovascolari, obesità, ansia e osteoporosi.

La maggior parte di noi lo sa, ma normalmente non ci facciamo caso o per pigrizia o anche per comodità!

La quantità necessaria? Per gli adulti 150 minuti alla settimana e possono essere suddivisi in 30 minuti per 5 giorni; ai bambini invece almeno 60 minuti al giorno. Se si vuole dimagrire era consigliato di raddoppiare i minuti, ovvero a 300 m. ogni settimana.

L'articolo inoltre diceva che alcuni esperti americani suggeriscono di cominciare camminando, ma di incrementare nel tempo l'attività fisica con una combinazione di esercizi aerobici, stretching e rafforzamento muscolare.


 Mezz'ora di movimento al giorno fa sentire meno soli, fa socializzare. Basta provare, lo sport diventa ''contagioso''. 

venerdì 10 gennaio 2014

Visita alla Mostra: Antonello da Messina

Durante le Feste tra Natale e Capodanno, trovandomi in Trentino, sono andato a Rovereto e precisamente al MART (Museo d'Arte Moderna) per visitare la mostra dedicata a Antonello da Messina.


Si tratta del momento più importante dell’attività espositiva del Museo nel 2013, non solo per l’eccezionalità delle opere esposte, grazie a prestiti internazionali concessi per l'occasione, ma anche per l’inedita ampiezza cronologica dei confronti proposti.  Il progetto espositivo propone un’indagine articolata e uno sguardo originale sulla figura del grande pittore del Quattrocento e sul suo tempo, attraverso lo studio degli intrecci storico-artistici e delle controversie ancora aperte, presentati in questa sede come punti di forza attraverso i quali approfondire nuovi percorsi di interpretazione critica.

 

Questa rilettura di Antonello da Messina non offre solo la ricerca della collocazione cronologica delle opere, l’analisi dei rapporti con i maestri a lui contemporanei, delle similitudini e delle differenze, ma è concentrata anche su una profonda analisi dell’intelligenza poetica di un artista “inumano”, come lo definì il figlio Jacobello, che ha saputo cogliere le sfumature psicologiche e le caratteristiche più intime dell’esistere.
La mostra è stata resa possibile anche grazie a preziose e generose collaborazioni con alcune delle più importanti istituzioni culturali nazionali e internazionali come i musei della Regione Sicilia, la Galleria Borghese di Roma, i Musei Civici di Venezia, la Fundación Colección Thyssen Bornemisza di Madrid, il Philadelphia Museum of Art e il Metropolitan Museum di New York.



La National Gallery di Washington, ad esempio, si è privata per tutto il periodo della mostra roveretana di due opere appartenenti alla collezione permanente.
Sono inoltre esposte alcune opere non presenti nella recente retrospettiva a Roma dedicata a Antonello da Messina come il “Ritratto d’uomo” appena restaurato, proveniente dal Philadelphia Museum of Art, il “Salvator Mundi” della National Gallery di Londra, la “Madonna Benson” custodita nella National Gallery di Washington.



Ho ascoltato per caso anche una conferenza che il Mart aveva organizzato, ovvero una lectio magistralis di David Alan Brown, curatore del Dipartimento di Pittura Italiana della National Gallery of Art di Washington che, confermando l’indubbia importanza di Antonello da Messina nella ritrattistica rinascimentale e riesaminando i celebri “ritratti d’uomo”, ha messo in luce le problematiche relative all’originalità dei lavori del Maestro, posti a confronto con le opere di altri artisti dell’epoca, come Piero della Francesca o Giovanni Bellini.

Vi segnalo, per chi vuole andare, che la mostra durerà fino a metà Gennaio 2014.