martedì 27 maggio 2014

Il vino Cirò

Sabato scorso sono stato a pranzo con alcuni amici in un ristorante di Milano. Il gestore del locale (calabrese) ci ha proposto di assaggiare una bottiglia di vino Cirò, proveniente proprio dalla Regione Calabria. Ottimo!!!


Mi racconta che il Cirò sia il vino più antico d'Italia, discendente da quella preziosa vite greca che dava il Kremissa, offerto agli atleti vittoriosi dei Giochi Olimpici.
Le tavole di Eraclea del 300 a.C. ci danno un'idea ben chiara del valore dei vigneti Calabri: un appezzamento di terra coltivata a vite era valutato sei volte più di un campo di cereali.
I vini che vi si producevano (circa 150 vitigni diversi) erano preziosi, odorosi, forti, benché non arrivassero ad eguagliare il classico Falerno; a Cirò, l'antica Krimisa, sorgeva un tempio dedicato a Bacco.

Anche Cassiodoro, dopo la caduta di Roma, elogia il Girò ''denso vino calabro'' nato da una terra poco atta all'agricoltura  e alla pastorizia, ma straordinaria per la vite e l'olivo e chiede per la mensa del suo Re, vino di Calabria che '' giova ai visceri, risana le ferite, rinvigorisce il cuore stanco.''

In particolare, mi sono documentato, la storia del vino Cirò ha inizio nell'VIII secolo a.C. quando alcuni coloni giunti dalla Grecia approdarono sul litorale di Punta Alice e fondarono Krimisa.
La sua origine è legata alla leggenda di Filottete il quale, al ritorno da Troia, consacrò le frecce donategli da Eracle nel santuario di Apollo Aleo.

Dall'antichità ad oggi, il Vino Cirò ha sempre goduto fama di essere dotato di virtù terapeutiche. Infatti più di un medico garantiva che il Cirò è un "sicuro cordiale per chi vuole recuperare le forze dopo una lunga malattia" ed inoltre è "tonico opulento e maestoso per la vecchiaia umana che vuole coronarsi di verde ancora per anni".
I primi coloni greci che sbarcarono sulle coste Calabresi, rimasero talmente impressionati della fertilita' di questi vigneti che gli diedero il nome di "Enotria", "terra dove si coltiva la vite alta da terra" e questo nome venne poi esteso in tutta Italia. Infatti alcuni tipi di vite presenti sul suolo Calabrese e in qualche zona dell'Italia si presume siano di origine greca, come ad esempio il gaglioppo, il mantonico ed il greco bianco.
 
Le due localita' Calabresi, Crotone e Sibari situate lungo la costa jonica avevano una particolare importanza dopo aver dato origine alla produzione del "Krimisa" antenato dell'attuale Ciro', che divento', come già detto, il vino ufficiale dell' Olimpiade e probabilmente è stato il primo esempio di sponsor secondo l'attuale definizione.
 Lo stesso Milone di Crotone, vincitore di ben sei Olimpiadi, pare fosse un grande estimatore di questo vino che per tradizione veniva offerto agli atleti che tornavano vincitori dalle gare olimpiche. La tradizione è stata riportata in auge alle Olimpiade di Città del Messico nel 1968 dove tutti gli atleti partecipanti hanno avuto la possibilità di gustare il Cirò come vino ufficiale.
Talmente tanta era all'epoca, l'importanza della produzione del vino Ciro', che sembra addirittura fossero stati costruiti degli "enodotti" con tubi  in terra cotta che partivano dalle colline di Sibari fino ad arrivare al porto dove il vino veniva direttamente imbarcato, per abbreviare cosi' tutte le operazioni di trasporto.

 
Oggi il vino Ciro' viene esportato in tutto il mondo, conosciuto per le sue grandi qualita'.
In particolare il Cirò rosso, con una gradazione di oltre 13 gradi, puo' addirittura portare la qualifica di "Riserva".   Prosit!!!

lunedì 19 maggio 2014

L'Unione Europea! Cos'è???

Le elezioni europee del 2014, come tutti noi sappiamo, si terranno in Italia il 25 maggio 2014 per eleggere i 73 membri italiani del Parlamento Europeo.
Lo scrutinio per stabilire la composizione del prossimo Parlamento Europeo comincerà subito dopo la chiusura dei seggi.
Dal 1979 milioni di Europei scelgono ogni cinque anni i loro rappresentanti per l'Europa nelle sede ufficiale di Strasburgo, ma anche di Bruxelles, dove c'è la sede della Commissione Parlamentare, e dove possono organizzare anche sessioni supplementari plenarie.


Ieri mi trovavo nella casa di campagna di un mio amico, che aveva invitato alcuni suoi amici del luogo con i loro figli.  Dai discorsi che facevano non mi sembravano molto ''afferrati'' sull'Unione Europea. Ho pensato anche che tanti Italiani si chiedono: ''Ma cosa è veramente questa Unione Europea e cosa fanno i Parlamentari eletti?'' 
Voglio sintetizzarlo solo per quelle poche persone che non lo sanno!

L'Unione europea (UE) è un'organizzazione di tipo sovranazionale e intergovernativo, che dal 1º luglio 2013 comprende 28 stati membri indipendenti e democratici. La sua istituzione sotto il nome attuale risale al Trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992 (entrato in vigore il 1º novembre 1993), al quale tuttavia gli Stati aderenti sono giunti dopo il lungo cammino delle Comunità europee precedentemente esistenti.

L'Unione consiste attualmente di una zona di libero mercato caratterizzata da una moneta unica, l'euro, regolamentata dalla Banca Centrale Europea e attualmente adottata da 18 dei 28 stati membri; essa presenta inoltre una unione doganale fra i paesi aderenti agli accordi di Schengen, che garantiscono ai suoi cittadini libertà di movimento, lavoro e investimento all'interno degli stati membri. L'Unione presenta, inoltre, una politica agricola comune, una politica commerciale comune e una politica comune della pesca.

L'Unione Europea non è una semplice organizzazione intergovernativa (come le Nazioni Unite) né una federazione di Stati (come gli Stati Uniti d'America), ma un organismo sui generis, alle cui istituzioni gli stati membri delegano parte della propria sovranità nazionale. Le sue competenze spaziano dagli affari esteri alla difesa, alle politiche economiche, all'agricoltura, al commercio e alla protezione ambientale. In alcuni di questi campi le funzioni dell'Unione europea la rendono simile a una federazione di stati (per esempio, per quanto riguarda gli affari monetari o le politiche ambientali); in altri settori, per contro, l'Unione è più vicina a una confederazione (per esempio, per quanto riguarda gli affari interni) o a un'organizzazione internazionale (come per la politica estera).

Riassumendo, gli Organi principali dell'Unione comprendono il Consiglio dei Ministri, la Commissione, la Corte di Giustizia, il Consiglio Europeo, il Parlamento, la Commissione e la Banca Centrale Europea.
L'istituzione dell'Europarlamento risale al 1950 ma dal 1979, come dicevo all'inizio, i suoi membri sono democraticamente eletti, in tutti i territori dell'Unione, a suffragio universale, per una durata in carica di cinque anni. In Particolare:

Il Parlamento approva o modifica le proposte presentate dalla Commissione e ha le funzioni di: Discutere e approvare le Normative europee insieme al Consiglio, il Bilancio dell'UE e controllare che le altre istituzioni dell'UE agiscano democraticamente.

La Commissione, ovvero i Commissari e il Presidente, ha la responsabilità a proporre atti legislativi, gestire il bilancio UE e attribuire i finanziamenti, vigilare sull'applicazione del diritto dell'UE, rappresentare l'UE a livello internazionale e nei negoziati con Paesi terzi per la conclusione di accordi.

La Banca Centrale Europea gestisce l'Euro e garantisce la stabilità dei prezzi nell'UE, contribuendo a definire e attuare la politica economica e monetaria dell'Unione, fissa i tassi d'interesse, gestisce le riserve in valuta estera dell'area Euro e autorizza le Banche Centrali dei Paesi (es. la Banca d'Italia) a emettere banconote.

I Deputati del Parlamento Europeo devono contribuire a proporre delle leggi buone per l'Europa, ma devono anche difendere, con giusto equilibrio, gli interessi economici, l'agricoltura, e lo sviluppo del proprio Paese.

Ricordo che la Presidenza del Consiglio dell'Unione Europea ruota ogni sei mesi tra i diversi Stati membri dell'Unione europea e non è ricoperta da una singola persona, ma è esercitata dall'intero governo del Paese che detiene la presidenza di turno.
Dal 1º gennaio 2014 la presidenza del Consiglio è detenuta dalla Grecia, mentre dal 1° luglio sarà l'Italia ad esercitare la Presidenza del Consiglio. Speriamo in bene!!!

lunedì 12 maggio 2014

In giro per la Borgogna andando verso Parigi

Dopo le feste di Pasqua ho deciso di andare a Parigi, anche perché mia moglie l'aveva visitata frettolosamente alcuni anni fa. In verità a me interessava visitare una parte della Francia in quanto a Parigi ero stato parecchie volte. Ho rimediato facendo il viaggio in auto, attraversando la Svizzera (Tunnel del Gottardo) e passando per la Francia nella zona delle Asturie  fino ad arrivare in Borgogna per poi continuare il mio viaggio verso Parigi.

La Borgogna è la provincia più ricca della Francia sotto tutti i profili: storico, culturale, gastronomico ed economico. Infatti ama definirsi il cuore della Francia. E' una regione ampia, potentissima e prospera, famosa per il vino, dove la cucina è semplice ma eccellente (lumache, polli e maiali) e l'architettura Romanica, Gotica e Bretone è magnifica.
Inoltre viaggiando in autostrada si incontra la dolce campagna con allevamenti di bovini e ovini ed ogni tanto in lontananza delle foreste.


Digione, capitale della Borgogna, è una splendida città (160 mila abitanti) ed è meta obbligata per chi ama l'arte, l'architettura e il buon cibo. Infatti è famosa anche per la senape e il pan pepato (pain d'epices), questo perché anticamente la città si trovava sulla strada delle spezie.

Grazie ai Duchi di Borgogna, il centro della città è famoso per la sua bellezza. Tanti facoltosi membri del Parlamento possedevano ''hòtels particuliers'', eleganti edifici costruiti nei secoli XVII e XVIII. Oggi Digione è una città culturalmente vivace, sede di una famosa Università.

Il Palais des Ducs, costruito nel XVII secolo per il Parlamento, ospita grandi tesori nel Museo delle Belle Arti con una splendida raccolta di opere fiamminghe.



Notre-Dame di Borgogna è una magnifica chiesa gotica del XIII sec. ed ha una facciata con doccioni e colonne. All'interno, oltre alle 58 vetrate neogotiche, in una navata laterale c'è la cappella con la statua in legno di Notre-Dame di Buona Speranza (XI sec.), detta Vergine Nera.












Uscendo, dietro la Chiesa, in un angolo c'è il Gufo, che poi è l'emblema della città. Si dice che toccare il Gufo (o Civetta) porti fortuna. Se lo tocchi con la mano destra avrai denaro, con la sinistra amore. Io l'ho toccato con entrambe le mani!



Chiesa di St. Michel e St. Benigne (XV sec.) in stile gotico rinascimentale con 3 portici decorati. Accanto c'è la chiesa di St. Etienne che risale all'XI sec. ma ricostruita diverse volte.




Il centro storico di Digione è un intrico di stradine che vale la pena percorrere perché si affacciano varie case medievali con belle sculture in legno e sassi. La rue des Forges prende il nome dagli orafi e dagli argentieri che qui avevano i loro laboratori.




Digione è veramente una città deliziosa, così come la Borgogna. Peccato che sono rimasto solo una intera giornata perché, come ho detto prima, dovevo proseguire per Parigi.
Ci ritornerò volentieri!

A Parigi invece sono rimasto  quattro giorni, visitando tantissimi musei che non avevo visto in passato e l'ultima sera, facendo un bel giro notturno sulla Senna con il famoso Bateaux-Mouches!

In giro per la Borgogna andando verso Parigi

Dopo le feste di Pasqua ho deciso di andare a Parigi, anche perché mia moglie l'aveva visitata frettolosamente alcuni anni fa. In verità a me interessava visitare una parte della Francia in quanto a Parigi ero stato parecchie volte. Ho rimediato facendo il viaggio in auto, attraversando la Svizzera (Tunnel del Gottardo) e passando per la Francia nella zona delle Asturie  fino ad arrivare in Borgogna per poi continuare il mio viaggio verso Parigi.

La Borgogna è la provincia più ricca della Francia sotto tutti i profili: storico, culturale, gastronomico ed economico. Infatti ama definirsi il cuore della Francia. E' una regione ampia, potentissima e prospera, famosa per il vino, dove la cucina è semplice ma eccellente (lumache, polli e maiali) e l'architettura Romanica, Gotica e Bretone è magnifica.
Inoltre viaggiando in autostrada si incontra la dolce campagna con allevamenti di bovini e ovini ed ogni tanto in lontananza delle foreste.


Digione, capitale della Borgogna, è una splendida città (160 mila abitanti) ed è meta obbligata per chi ama l'arte, l'architettura e il buon cibo. Infatti è famosa anche per la senape e il pan pepato (pain d'epices), questo perché anticamente la città si trovava sulla strada delle spezie.

Grazie ai Duchi di Borgogna, il centro della città è famoso per la sua bellezza. Tanti facoltosi membri del Parlamento possedevano ''hòtels particuliers'', eleganti edifici costruiti nei secoli XVII e XVIII. Oggi Digione è una città culturalmente vivace, sede di una famosa Università.

Il Palais des Ducs, costruito nel XVII secolo per il Parlamento, ospita grandi tesori nel Museo delle Belle Arti con una splendida raccolta di opere fiamminghe.



Notre-Dame di Borgogna è una magnifica chiesa gotica del XIII sec. ed ha una facciata con doccioni e colonne. All'interno, oltre alle 58 vetrate neogotiche, in una navata laterale c'è la cappella con la statua in legno di Notre-Dame di Buona Speranza (XI sec.), detta Vergine Nera.












Uscendo, dietro la Chiesa, in un angolo c'è il Gufo, che poi è l'emblema della città. Si dice che toccare il Gufo (o Civetta) porti fortuna. Se lo tocchi con la mano destra avrai denaro, con la sinistra amore. Io l'ho toccato con entrambe le mani!



Chiesa di St. Michel e St. Benigne (XV sec.) in stile gotico rinascimentale con 3 portici decorati. Accanto c'è la chiesa di St. Etienne che risale all'XI sec. ma ricostruita diverse volte.




Il centro storico di Digione è un intrico di stradine che vale la pena percorrere perché si affacciano varie case medievali con belle sculture in legno e sassi. La rue des Forges prende il nome dagli orafi e dagli argentieri che qui avevano i loro laboratori.




Digione è veramente una città deliziosa, così come la Borgogna. Peccato che sono rimasto solo una intera giornata perché, come ho detto prima, dovevo proseguire per Parigi.
Ci ritornerò volentieri!

A Parigi invece sono rimasto  quattro giorni, visitando tantissimi musei che non avevo visto in passato e l'ultima sera, facendo un bel giro notturno sulla Senna con il famoso Bateaux-Mouches!

In giro per la Borgogna andando verso Parigi

Dopo le feste di Pasqua ho deciso di andare a Parigi, anche perché mia moglie l'aveva visitata frettolosamente alcuni anni fa. In verità a me interessava visitare una parte della Francia in quanto a Parigi ero stato parecchie volte. Ho rimediato facendo il viaggio in auto, attraversando la Svizzera (Tunnel del Gottardo) e passando per la Francia nella zona delle Asturie  fino ad arrivare in Borgogna per poi continuare il mio viaggio verso Parigi.

La Borgogna è la provincia più ricca della Francia sotto tutti i profili: storico, culturale, gastronomico ed economico. Infatti ama definirsi il cuore della Francia. E' una regione ampia, potentissima e prospera, famosa per il vino, dove la cucina è semplice ma eccellente (lumache, polli e maiali) e l'architettura Romanica, Gotica e Bretone è magnifica.
Inoltre viaggiando in autostrada si incontra la dolce campagna con allevamenti di bovini e ovini ed ogni tanto in lontananza delle foreste.


Digione, capitale della Borgogna, è una splendida città (160 mila abitanti) ed è meta obbligata per chi ama l'arte, l'architettura e il buon cibo. Infatti è famosa anche per la senape e il pan pepato (pain d'epices), questo perché anticamente la città si trovava sulla strada delle spezie.

Grazie ai Duchi di Borgogna, il centro della città è famoso per la sua bellezza. Tanti facoltosi membri del Parlamento possedevano ''hòtels particuliers'', eleganti edifici costruiti nei secoli XVII e XVIII. Oggi Digione è una città culturalmente vivace, sede di una famosa Università.

Il Palais des Ducs, costruito nel XVII secolo per il Parlamento, ospita grandi tesori nel Museo delle Belle Arti con una splendida raccolta di opere fiamminghe.



Notre-Dame di Borgogna è una magnifica chiesa gotica del XIII sec. ed ha una facciata con doccioni e colonne. All'interno, oltre alle 58 vetrate neogotiche, in una navata laterale c'è la cappella con la statua in legno di Notre-Dame di Buona Speranza (XI sec.), detta Vergine Nera.












Uscendo, dietro la Chiesa, in un angolo c'è il Gufo, che poi è l'emblema della città. Si dice che toccare il Gufo (o Civetta) porti fortuna. Se lo tocchi con la mano destra avrai denaro, con la sinistra amore. Io l'ho toccato con entrambe le mani!



Chiesa di St. Michel e St. Benigne (XV sec.) in stile gotico rinascimentale con 3 portici decorati. Accanto c'è la chiesa di St. Etienne che risale all'XI sec. ma ricostruita diverse volte.




Il centro storico di Digione è un intrico di stradine che vale la pena percorrere perché si affacciano varie case medievali con belle sculture in legno e sassi. La rue des Forges prende il nome dagli orafi e dagli argentieri che qui avevano i loro laboratori.




Digione è veramente una città deliziosa, così come la Borgogna. Peccato che sono rimasto solo una intera giornata perché, come ho detto prima, dovevo proseguire per Parigi.
Ci ritornerò volentieri!

A Parigi invece sono rimasto  quattro giorni, visitando tantissimi musei che non avevo visto in passato e l'ultima sera, facendo un bel giro notturno sulla Senna con il famoso Bateaux-Mouches!

In giro per la Borgogna andando verso Parigi

Dopo le feste di Pasqua ho deciso di andare a Parigi, anche perché mia moglie l'aveva visitata frettolosamente alcuni anni fa. In verità a me interessava visitare una parte della Francia in quanto a Parigi ero stato parecchie volte. Ho rimediato facendo il viaggio in auto, attraversando la Svizzera (Tunnel del Gottardo) e passando per la Francia nella zona delle Asturie  fino ad arrivare in Borgogna per poi continuare il mio viaggio verso Parigi.

La Borgogna è la provincia più ricca della Francia sotto tutti i profili: storico, culturale, gastronomico ed economico. Infatti ama definirsi il cuore della Francia. E' una regione ampia, potentissima e prospera, famosa per il vino, dove la cucina è semplice ma eccellente (lumache, polli e maiali) e l'architettura Romanica, Gotica e Bretone è magnifica.
Inoltre viaggiando in autostrada si incontra la dolce campagna con allevamenti di bovini e ovini ed ogni tanto in lontananza delle foreste.


Digione, capitale della Borgogna, è una splendida città (160 mila abitanti) ed è meta obbligata per chi ama l'arte, l'architettura e il buon cibo. Infatti è famosa anche per la senape e il pan pepato (pain d'epices), questo perché anticamente la città si trovava sulla strada delle spezie.

Grazie ai Duchi di Borgogna, il centro della città è famoso per la sua bellezza. Tanti facoltosi membri del Parlamento possedevano ''hòtels particuliers'', eleganti edifici costruiti nei secoli XVII e XVIII. Oggi Digione è una città culturalmente vivace, sede di una famosa Università.

Il Palais des Ducs, costruito nel XVII secolo per il Parlamento, ospita grandi tesori nel Museo delle Belle Arti con una splendida raccolta di opere fiamminghe.



Notre-Dame di Borgogna è una magnifica chiesa gotica del XIII sec. ed ha una facciata con doccioni e colonne. All'interno, oltre alle 58 vetrate neogotiche, in una navata laterale c'è la cappella con la statua in legno di Notre-Dame di Buona Speranza (XI sec.), detta Vergine Nera.












Uscendo, dietro la Chiesa, in un angolo c'è il Gufo, che poi è l'emblema della città. Si dice che toccare il Gufo (o Civetta) porti fortuna. Se lo tocchi con la mano destra avrai denaro, con la sinistra amore. Io l'ho toccato con entrambe le mani!



Chiesa di St. Michel e St. Benigne (XV sec.) in stile gotico rinascimentale con 3 portici decorati. Accanto c'è la chiesa di St. Etienne che risale all'XI sec. ma ricostruita diverse volte.




Il centro storico di Digione è un intrico di stradine che vale la pena percorrere perché si affacciano varie case medievali con belle sculture in legno e sassi. La rue des Forges prende il nome dagli orafi e dagli argentieri che qui avevano i loro laboratori.




Digione è veramente una città deliziosa, così come la Borgogna. Peccato che sono rimasto solo una intera giornata perché, come ho detto prima, dovevo proseguire per Parigi.
Ci ritornerò volentieri!

A Parigi invece sono rimasto  quattro giorni, visitando tantissimi musei che non avevo visto in passato e l'ultima sera, facendo un bel giro notturno sulla Senna con il famoso Bateaux-Mouches!

sabato 10 maggio 2014

Festa della Mamma

 
 



 
Auguri a tutte le Mamme del mondo!!!

Stefano
di Semplici Conversazioni
 

martedì 6 maggio 2014

Semplici Risate

 
Sono tornato ieri sera dalla Francia, ovvero da Parigi e Digione, e non avendo molto tempo per  illustrarvi tutto quello che ho fatto, pubblico soltanto delle semplici barzellette che mi hanno raccontato alcuni amici durante le Vacanze Pasquali.
 


Disegno in classe

Una maestra d'asilo sta osservando la classe mentre disegna. Si avvicina un po' a tutti i bambini per vedere i loro disegni e si ferma accanto ad una bambina, chiedendo che cosa stesse disegnando.
La bimba risponde: '' Sto disegnando Dio. ''
L'insegnante dice: '' Ma nessuno sa com'è fatto Dio! ''
E la bimba rispose: '' Tra un minuto lo sapranno! ''


Il Passerotto

Un motociclista sta percorrendo un tratto di Autostrada a folle velocità a bordo della sua potentissima Kawasaki ZZR 600. A un certo punto, da lontano vede che un passerotto sta venendo contro di lui, proprio in rotta di collisione. Allora comincia a rallentare, sperando di evitarlo; anche il passerotto, accortosi del pericolo imminente, fa di tutto per schivare il motociclista.
Ma questi è troppo veloce e l'impatto avviene... Il passerotto cade a terra, tramortito e piuttosto malconcio. Allora il motociclista si impietosisce, si ferma e raccoglie il povero passerotto, con l'intenzione di portarlo a casa per curarlo.
Arrivato a casa, dunque, lo mette in una gabbietta, dove sistema per lui anche una ciotolina con l'acqua e un piattino con alcune briciole di pane. Giunta la sera, il motociclista va a dormire, sperando che il passerotto si riprenda. Passa la notte, al mattino presto il passerotto, ancora un po' stordito, apre gli occhi e si guarda intorno... vede le sbarre... la ciotolina con l'acqua... le briciole di pane... ed esclama: '' Porca miseria! Ho ammazzato il motociclista! ''


Il parroco vanitoso

Un sacerdote un po' vanitoso ha un disturbo cardiaco e va in ospedale a farsi operare. Sul letto operatorio chiede a Dio: '' Signore ce la farò o la mia fine è vicina? ''
Dio gli dice: '' No... vivrai almeno altri 40 anni! ''
Appena guarito il parroco vanaglorioso, decide di farsi anche un trapianto di capelli, un lifting facciale, una liposuzione, di rifarsi i denti, il mento, etc. etc... Insomma esce che è un uomo diverso.
Appena uscito dall'ospedale, però, una macchina lo mette sotto e muore.
Quando si presenta a Dio, gli chiede: '' Signore, mi avevi detto che sarei vissuto altri 40 anni! ''
E Dio: ''Ops, scusa... ma non ti avevo riconosciuto...''


Lettere

Chiacchere tra amiche: '' Da quando il mio fidanzato è partito gli ho scritto ogni giorno! ''
'' E Lui? ''
'' Si è innamorato della postina! ''