lunedì 16 febbraio 2015

Riflessioni sul viaggiatore ideale


Sono stato a Roma ed ieri, durante il lungo viaggio di ritorno in auto, ho fatto delle personali  ''considerazioni e riflessioni'' su come dovrebbe  essere veramente  il ''viaggiatore ideale''.





Il viaggiatore che vorrei essere e nel quale io credo, è semplicemente un viaggiatore che ha capito che i suoi viaggi non devono essere brevi, tipo ''mordi e fuggi'', perché non si ha tempo per apprezzare tutto quello che si riesce a vedere.


E allora, invece di fare viaggi brevi, frenetici, confusi e stancanti, è preferibile restare più a lungo in una città e goderne tutta la bellezza nascosta, che certo non si rivela al primo sguardo frettoloso!
E poi ricordarsi anche che ci sono le persone, quelle che lavorano per noi quando siamo in viaggio: nei trasporti, negli alberghi, nei ristoranti, nei musei...
A me interessano le loro condizioni, e preferisco di solito scegliere strutture dove chi lavora è trattato meglio, anche se il costo è un poco maggiore.





Un altro viaggiatore ideale che ho considerato è la persona di oltre 60 anni, perché a mio giudizio, non ha paura di niente.  Sì, è sospettoso, minuzioso, magari!!! Ma accetta il rischio.
E’ pronto a qualche aggiustamento ragionevole rispetto alle abitudini preziose che lo tranquillizzano nel proprio habitat.
E’ quasi il turista ideale, perché desidera fortemente il viaggio, per poterlo centellinare, riempire di esperienze, raccontare e disseminare al ritorno.
Inoltre, ritengo che le città debbano offrire opportunità di turismo anche in piena accessibilità; non è solo un’azione corretta dal punto di vista dei princìpi universali sanciti dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone anziane, ma soprattutto per quelle persone disabili..
E’ un’operazione imprenditoriale intelligente, lungimirante, carica di vantaggi, anche economici”.





Un'altra riflessione è: ''Come si può andare in una città senza voler conoscere i suoi abitanti, come se fosse solo una successione di monumenti senz'anima?'' Certo ci vuole più tempo e pazienza, come dicevo prima, ma per me, che ormai sono in pensione, ne vale la pena!
Viaggiando mi è venuto in mente anche Goethe, quando nel 1786 intraprende il Viaggio in Italia, percorrendola in due anni dal Trentino alla Sicilia.
Le suggestioni di quell'esperienza e soprattutto quando il celebre letterato tedesco passò per Roma, guardando i monumenti antichi, disse:
''Questa gente lavorò nel passato e lavora ancora oggi  per l'eternità...''
E fu la consacrazione dei grandi e lunghi viaggi come un rito irrinunciabile e iniziatico per tutta una generazione di cultori dei viaggi, amanti delle bellezze nascoste di una città.





Goethe nella campagna romana
Per concludere le mie fantastiche riflessioni, i viaggi che preferisco e in cui credo, non sono solo una questione di etica. Ritengo siano soprattutto viaggi che mi lasciano davvero un segno, ovvero quelli che, insieme al mio corpo, muovono anche la mia mente!
Nel frattempo finalmente sono arrivato a casa!!!

8 commenti:

Fabio ha detto...

Riflessione interessante!!!
Ciao, Fabio R.

Stefano ha detto...

Grazie mille, Fabio.
Sei molto gentile

Ambra ha detto...

Non posso che condividere le tue riflessioni. Il viaggio è l'occasione per arricchire la mente, ma anche il cuore con le emozioni che il viaggio, le nuove conoscenze, l'avventura ti danno.
D'accordo che la prima cosa da "gustare" di una città è l'atmosfera che vi si respira che è fatta non solo di chiese, vie, palazzi, ma della gente che vi incontri. Goethe è stato un gran maestro col suo viaggio in Italia. Ancora ricordo la sua "Mignon": Conosci il paese dove fioriscono i limoni? ..."

Ninfa ha detto...

Anche a me il viaggio in auto stimola sempre riflessioni, peccato che poi, se non ho modo di appuntarle, io me le dimentichi...Le tue sul viaggio sono molto interessanti, Stefano, e dimostrano una grande sensibilità. Sono d'accordo su tutto ciò che scrivi e ti ringrazio perchè su alcune cose non mi ci ero mai soffermata. Sarebbe molto importante, come dici, conoscere anche le persone del luogo, ma non sempre è facile, specialmente quando all'estero si ha l'handicap della lingua. Comunque avere per lo meno un animo aperto e desideroso di conoscere aiuta...Il tuo viaggio a Roma dev'essere stato davvero un bel viaggio per il corpo e per la mente. Ciao!

Stefano ha detto...

Ciao Ambra
Grazie per il bel commento che hai fatto sul viaggio. Se ti capita passare da Torbole del Garda, c'è la casa dove soggiornò Goethe e scrisse alcuni appunti sul paese dove fioriscono i limoni. Un caro abbraccio.

Stefano ha detto...

Ciao Ninfa
Hai ragione su tutto, specialmente quando dici che non è facile nel momento in cui ci si trova all'estero e non si conosce la lingua del posto. Comunque anche a me piace viaggiare e fantasticare!
Grazie per essere passata e invio un caro saluto a te e al tuo compagno.

EriKa Napoletano ha detto...

Io quando viaggio uso molto l'aereo ed i mezzi pubblici perchè meno costosi dell'auto e poi se guido sono tesa e non ho la possibilità di riflettere, ammirare, ascoltare. Molto giuste le tue considerazioni. Un caro saluto.

Stefano ha detto...

Ciao Erika
effettivamente hai ragione se non ti piace viaggiare in auto! Comunque puoi riflettere lo stesso anche se viaggi in aereo o in treno se il viaggio è lungo. Un caro saluto.