martedì 3 marzo 2015

Milano e gli Eretici

 
L'area sulla quale sorge attualmente il Palazzo della Prefettura e la sede della Provincia di Milano, tra corso Monforte e piazza del Tricolore era nel XI secolo scarsamente popolata.
Le vecchie mura della città di Milano sorgevano infatti all'altezza dell'antica cerchia dei Navigli, dove ai nostri giorni possiamo incontrare le via San Damiano, Visconti di Modrone e Francesco Sforza.
Il viandante che percorreva la ''via di Monforte'' o ''Borgo Monforte'', provenendo dalla campagna circostante non avrebbe trovato, in prossimità delle antiche mura, una delle porte d'ingresso alla città.
Forse per questo motivo la zona, anche nei secoli successivi, fu sempre un po' appartata rispetto ad altri quartieri milanesi.


Porta Monforte è una delle cinque porte più recenti di Milano, ricavata nel 1889 all'interno dei Bastioni per consentire una più diretta comunicazione fra la città e il nuovo asse stradale.
Posta a est della città, si costituiva di due caselli daziari, demoliti nel 1919. Sorgeva al centro dell'attuale Piazza del Tricolore, di fronte a corso Monforte.


Il nome ''Monforte'' della Porta, ereditato dal Corso che qui vi si sbuca da piazza San Babila, sarebbe da ricondursi a un fatto storico risalente al 1028.

L'Arcivescovo di Milano Ariberto da Intimiano era impegnato nella visita della diocesi di Torino. Interrogando il capo di un gruppo religioso sospettato di Eresia, venne a sapere che gli abitanti di Monforte d'Alba (oggi in provincia di Cuneo su una collina delle Langhe) interpretavano in modo allegorico il dogma trinitario, negavano la necessità dei sacramenti e quindi del clero, molto probabilmente avendo abbracciato la dottrina dei ''Catari'', (dal greco Katharòi: puri, perfetti), un Movimento di Eretici diffuso in Europa tra il XII ed il XIV secolo.
In quello stesso anno (1028) pertanto, forze militari alle dipendenze di Ariberto da Intimiano assediarono ed espugnarono il castello di Monforte: la sua popolazione venne deportata a Milano ed invitata ad abiurare la propria fede. Coloro che rifiutarono - la maggior parte - vennero arsi sul rogo proprio nei pressi dei loro miseri alloggi.

La zona di Milano in cui sarebbero stati imprigionati gli Eretici, fuori dalle mura, prese dunque il nome dal loro Paese di provenienza, dando il nome al futuro corso Monforte, che a sua volta l'avrebbe passato alla relativa Porta.

8 commenti:

Ambra ha detto...

Interessante questo breve cenno storico. Non sapevo che ci fossero stati degli eretici bruciati in questa zona. La storia, e non solo quellaa di Milano, è costellata di impiccagioni, roghi, torture per ragioni insensate.

Francesco Zaffuto ha detto...

Ciao Stefano, prezioso documento questo tuo post che ci porta a un lontano integralismo. Vorrei pubblicarlo anche su Arpa eolica sulla rubrica itinerari. Se sei d'accordo fammi un segno, la mia mail è zafra48@gmail.com

Stefano ha detto...

Grazie Ambra
Come ben sai, dal basso Medio Evo in poi in Italia comandava il Clero, ed aveva il potere di ''uccidere'' qualsiasi persona che era contro le loro idee.

Stefano ha detto...

Caro Francesco
Grazie. Per me non c'è nessun problema sulla pubblicazione di questo mio post su Arpa eolica.
Ciao.

Francesco Zaffuto ha detto...

Ciao Stefano,
ho inserito il tuo post su Arpa elolica il link è
http://arpaeolica.blogspot.it/2015/03/milano-e-gli-eretici.html
resterà in prima pagina per un po' poi sarà sempre raggiungibile dalla rubrica itinerari o dall'elenco generale dei nomi
Grazie ancora e un saluto

Stefano ha detto...

Grazie Francesco per averlo pubblicato. L'ho già visto. Saluti.

walter ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
walter ha detto...

I primi eretici "catari" si davano appuntamento nelle vicinanze di Porta Venezia , la porta orientale sul cammino che da Milano portava a Concorezzo. Cologno è il paese del primo vescovo "cataro" Marco di Lombardia che partecipò al primo concilio cataro di Saint Felix de Lauraguais. In italia i "catari" erano riconosciuti come Patarini, uno storico di Firenze faceva provenire questo termine dal quartiere in cui abitavano: via dei rigattieri, o del lino vecchio a Milano (via Pattari dietro il duomo?) Le informazioni si trovano nel Trattato degli eretici di Anselmo d'Alessandria, nel "De heresi catharorum" scritto anonimo ritrova da Antoine Dondaine, e sicuramente merita una lettura attenta il "libro dei due Principi" di Giovanni di Lugio, formatosi come molti giovani eretici dell'epoca alla Sorbona.