martedì 24 febbraio 2015

''Siamo tutti Charlie'' al Museo del Fumetto di Milano

 
Ad oltre un mese dal terribile attentato di Parigi,  sono andato al WOW-Spazio Fumetto di Milano perchè ha dedicato una mostra a Charlie Hebdo, alla satira e alla libertà d’espressione, esponendo gli omaggi realizzati da 150 fumettisti e vignettisti italiani e più di 70 stranieri.
Un atto dovuto da parte del Museo del Fumetto di Milano in quanto nell'attentato alla redazione di Charlie Hebdo hanno perso la vita 12 persone tra cui 5 vignettisti di grande calibro, considerati le matite più “affilate” di Francia: Georges Wolinski, Charb, Cabu, Tignous e Philippe Honoré.
La mostra è stata inaugurata il 7 febbraio con un incontro dedicato alla satira e alla libertà d’espressione ed è organizzata con il patrocinio del Consiglio di Zona 4 del Comune di Milano.


All'appello di WOW Spazio Fumetto, come ho già detto, hanno aderito più di 200 autori, che con le loro matite, penne e tavolette grafiche hanno voluto omaggiare i colleghi uccisi o celebrare la libertà di satira, con disegni a volte pungenti a volte malinconici.
Tra loro, solo per citarne alcuni: Altan, Silver, Bruno Bozzetto, Leo Ortolani, Don Alemanno, Adriano Carnevali, Giacomo Bevilacqua, Sio, Fabio Celoni e Silvia Ziche.


Una sezione della mostra è ovviamente dedicata all’opera e alla figura degli autori uccisi a Parigi e alla storia della rivista, a partire dal 1960 quando fu fondata Hara-Kiri, diventata poi Hara-Kiri Hebdo e infine Charlie Hebdo.


Il Museo del Fumetto si trova a Milano in Viale Campania, 12 (nell'ex Stabilimento Motta)
ed è aperto tutti i pomeriggi dalle 15,00 alle 19,00 dal martedì a venerdì; invece sabato e domenica è aperto dalle 15,00 alle 20,00. L'ingresso alla mostra è libero e dura fino al 15 marzo.

lunedì 16 febbraio 2015

Riflessioni sul viaggiatore ideale


Sono stato a Roma ed ieri, durante il lungo viaggio di ritorno in auto, ho fatto delle personali  ''considerazioni e riflessioni'' su come dovrebbe  essere veramente  il ''viaggiatore ideale''.





Il viaggiatore che vorrei essere e nel quale io credo, è semplicemente un viaggiatore che ha capito che i suoi viaggi non devono essere brevi, tipo ''mordi e fuggi'', perché non si ha tempo per apprezzare tutto quello che si riesce a vedere.


E allora, invece di fare viaggi brevi, frenetici, confusi e stancanti, è preferibile restare più a lungo in una città e goderne tutta la bellezza nascosta, che certo non si rivela al primo sguardo frettoloso!
E poi ricordarsi anche che ci sono le persone, quelle che lavorano per noi quando siamo in viaggio: nei trasporti, negli alberghi, nei ristoranti, nei musei...
A me interessano le loro condizioni, e preferisco di solito scegliere strutture dove chi lavora è trattato meglio, anche se il costo è un poco maggiore.





Un altro viaggiatore ideale che ho considerato è la persona di oltre 60 anni, perché a mio giudizio, non ha paura di niente.  Sì, è sospettoso, minuzioso, magari!!! Ma accetta il rischio.
E’ pronto a qualche aggiustamento ragionevole rispetto alle abitudini preziose che lo tranquillizzano nel proprio habitat.
E’ quasi il turista ideale, perché desidera fortemente il viaggio, per poterlo centellinare, riempire di esperienze, raccontare e disseminare al ritorno.
Inoltre, ritengo che le città debbano offrire opportunità di turismo anche in piena accessibilità; non è solo un’azione corretta dal punto di vista dei princìpi universali sanciti dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone anziane, ma soprattutto per quelle persone disabili..
E’ un’operazione imprenditoriale intelligente, lungimirante, carica di vantaggi, anche economici”.





Un'altra riflessione è: ''Come si può andare in una città senza voler conoscere i suoi abitanti, come se fosse solo una successione di monumenti senz'anima?'' Certo ci vuole più tempo e pazienza, come dicevo prima, ma per me, che ormai sono in pensione, ne vale la pena!
Viaggiando mi è venuto in mente anche Goethe, quando nel 1786 intraprende il Viaggio in Italia, percorrendola in due anni dal Trentino alla Sicilia.
Le suggestioni di quell'esperienza e soprattutto quando il celebre letterato tedesco passò per Roma, guardando i monumenti antichi, disse:
''Questa gente lavorò nel passato e lavora ancora oggi  per l'eternità...''
E fu la consacrazione dei grandi e lunghi viaggi come un rito irrinunciabile e iniziatico per tutta una generazione di cultori dei viaggi, amanti delle bellezze nascoste di una città.





Goethe nella campagna romana
Per concludere le mie fantastiche riflessioni, i viaggi che preferisco e in cui credo, non sono solo una questione di etica. Ritengo siano soprattutto viaggi che mi lasciano davvero un segno, ovvero quelli che, insieme al mio corpo, muovono anche la mia mente!
Nel frattempo finalmente sono arrivato a casa!!!

sabato 14 febbraio 2015

Auguri a tutti gli innamorati




Carissimi amiche ed amici bloggers

auguro a tutti Voi di trascorrere una bellissima
giornata per la festa di



SAN VALENTINO


Stefano di Semplici Conversazioni

mercoledì 11 febbraio 2015

In montagna può succedere!!!

Guardate questa foto fatta in una baita trentina!

 Sembra una barzelletta ma non lo è!



''Avere degli ospiti inattesi ed invadenti in casa''!