martedì 27 ottobre 2015

Incontro autunnale dei Blogger a Cremona

Domenica 25 Ottobre 2015 ho partecipato con grande gioia al 12° Incontro autunnale dei Blogger, organizzato da Ambra a Cremona, dove ogni anno si svolge la Festa del Torrone, famoso dolce simbolo della città.



In verità dovevamo essere in tanti come altre volte, ma alcuni blogger  non hanno partecipato per vari motivi personali. I blogger presenti a Cremona erano:      
        

Sono stato contentissimo rivedere i ''vecchi amici'', ma soprattutto SANDRA e Franco!!!



Ecco il calendario della giornata trascorsa:

Appuntamento alle 10,30 in piazza G. Marconi davanti al Palazzo dell'Arte, dove c'è il Museo del Violino che poi tutti abbiamo visitato. Una collezione unica al mondo, perché all'interno del Museo ci sono i Violini-capolavori di Stradivari, Guarneri del Gesù, Amati ed altri.



















Verso mezzogiorno abbiamo visitato l'interno del Duomo con bellissimi affreschi e la Cripta di San Omobono.  Tutto meraviglioso, anche l'enorme Organo suonato con grande maestria!!!




Alle 13:00 siamo andati a pranzo presso il ristorante ''Il Violino'', vicino la Piazza del Duomo. 




















Il menu è stato molto particolare:

Antipasto di culaccia  di Zibello con riccioli di burro casereccio
 
Risotto al Torrone  (Zucca gialla e Mostarda)


 
Filetto di porcello in cialda di sfoglia dolce con spinacini, verdure varie
 e timballo di patate al timo


 
Mousse di torrone cremonese


 E per finire:
Caffè, Acqua e Vino Bianco e Rosso dei Colli Piacentini (Ortrugo e Gutturnio)
 
Alle 16:00 siamo andati a Largo Boccaccio (vicino al Duomo)dove è partito il Corteo Storico, che è la rievocazione del matrimonio tra Francesco Sforza e Maria Bianca Visconti.

 
Il Torrone nacque proprio qui, nel 1441, durante il banchetto nuziale, quando venne confezionato a forma di Torrazzo (la torre campanaria del Duomo), da cui avrebbe preso il nome.


Comunque ci siamo divertiti molto, come sempre. Il prossimo incontro di primavera probabilmente sarà organizzato a Ravenna, altra città storica ed interessante.

venerdì 16 ottobre 2015

Tenno, l'unicum medievale del Trentino

Il pittoresco Borgo di Tenno e il territorio Tennese rappresentano un luogo a parte, tipico ed espressivo della linea di demarcazione, del limite che frappone il mondo delle pianure da quello Alpino. Una linea tutta italica, oltre che nel clima, anche nelle architetture, insomma, nello ''spirito di questo luogo''.


Il Borgo con il Castello di Tenno e Lago di Garda

Il caratteristico Castello Medievale a guardia di Riva del Garda e la Chiesa romanica di San Lorenzo, proprio sotto il piccolo Borgo di Frapporta, sono un esempio, raro quanto prezioso, dell'espressione artistica paleo cristiana.
L'essenzialità delle linee, la forzata coerenza con la Chiesa primitiva quanto legata ai principi evangelici, fanno di questa chiesa un luogo di studio e di meditazione sui veri valori della cristianità.



Chiesa di San Lorenzo




Affreschi all'interno di S. Lorenzo
Abside Chiesa S. Lorenzo











Le frazioni che compongono questa pagina di Medioevo a cielo aperto, oltre a Tenno e Frapporta, sono Cologna, Gavazzo, Pranzo, Ville del Monte, Canale e Calvola.
Paesi dove si respira ancora la vita di un tempo, dove i bambini possono ancora giocare in strada, dove orti e fiori abbelliscono un paesaggio del tutto identico a quello Appenninico.


Calvola
E' in questo clima, che si conferma il successo di ''Rustico Medioevo'', la manifestazione gastronomica con spettacoli di danza e folclore medioevale che si rinnova da 30 anni ad Agosto nel tipico borgo di Canale e che rilancia il valore culturale, turistico e sociale di questi meravigliosi posti.


Rustico Medioevo a Canale

Se vi capita andate a visitarli!

venerdì 2 ottobre 2015

Milano da scoprire: Sant'Ambrogio ad Nemus

Domenica sono tornato definitivamente a casa, dopo una lunga pausa estiva, e subito sono andato a Milano a trovare il mio piccolo nipotino Filippo per portarlo a spasso al Parco Sempione (abita da quelle parti).

Camminando, in un angolo di Via Peschiera, nei pressi dell’Arco della Pace, sorge quello che resta di uno dei più antichi complessi religiosi di Milano, il convento di Sant’Ambrogio ad Nemus.
L’origine del nome è legata a una selva, ''nemus'' in latino, vicina alle mura di Milano.


Il primo convento sarebbe sorto nel IV secolo, quando in una zona popolata da druidi e sacerdoti dediti a riti celtici pagani, sorse una prima comunità di monaci eremiti che dedicarono l’area a Sant’Ambrogio. La leggenda vuole che San Martino di Tours, cacciato da Milano per volontà del vescovo ariano Assenzio, si fosse rifugiato in quest’area prima della dedicazione ad Ambrogio, nel 358.

Anche il grande Arcivescovo Ambrogio amava ritirarsi in questa zona silvestre al di fuori delle mura per comporre versi e meditare. La prima cella eremitica si diceva consacrata da Ambrogio, ma le fonti hanno confermato una datazione addirittura precedente, dei tempi di Martino.
Poco dopo si insediò un primo ordine di benedettini, ai quali, poi, si affiancarono, per volontà del signore di Milano Martino Torriani, i Carmelitani, giunti in città nel 1250: la convivenza durò da quest’anno fino al 1268, quando i secondi costruirono la loro prima chiesa, Santa Maria del Carmine. Nel 1377 subentrarono gli Agostiniani, mentre nel 1389, in parallelo con la costruzione del Duomo, sotto il patrocinio di Gian Galeazzo Visconti, venne rifatta la chiesa, provvisoriamente dedicata ai santi Cosma e Damiano. Tra il 1589 e il 1644 il convento fu tenuto dai Barnabiti e, poi, fino al 1798, dai Francescani riformati.

Con Napoleone, il convento fu soppresso e trasformato in caserma e deposito. Le opere d’arte qui custodite presero la via della Francia, con una sola eccezione, di cui parlerò più avanti.
Dopo la Restaurazione, il convento divenne un ospedale per volontà di Giovanna Romeni e della contessa Laura Ciceri Visconti e, quando il nosocomio si trasferì a Porta Nuova, nel 1840, il complesso fu trasformato in lazzaretto per i colerosi.
 
Quando nel 1852 esso divenne un ospizio per sacerdoti, la chiesa fu restaurata in quattro anni e, nel 1907, fu inaugurata la nuova facciata su Via Peschiera, che ancora oggi vediamo.
La facciata è molto semplice nel suo stile, con una nicchia centrale e due grandi lesene laterali che sorreggono un frontone a timpano triangolare, e, nel complesso, si presenta in uno stile eclettico tendente al neoclassico, e ricorda la soluzione proposta da Agostino di Duccio per San Bernardino a Perugia. Sopra il portale un lunettone semicircolare conferma l’impronta neoclassica della fronte. La struttura del corpo è molto allungata e profonda. Tra la fine della navata e l’inizio del presbiterio, sulla destra, si alza un tozzo campanile.

 
L’interno è a navata unica, con cappelle laterali, e profondo presbiterio separato dalla navata da un arco trionfale. La decorazione è dei primi del ‘900 e presenta elementi floreali come festoni di fiori e frutta e pare essere stata disegnata da un architetto fiorentino attivo anche in zona, Ulisse Stacchini, che, oltre alle case Donzelli sulle vie Tasso e Revere, di lì a poco avrebbe progettato anche la Stazione Centrale. Nel presbiterio si trovano affreschi di un anonimo seicentesco, raffiguranti le storie di San Matroniano, datati 1618.

Una curiosità: Nel 1494, Ludovico il Moro fece dipingere, per l’altar maggiore della chiesa, la famosa Pala Sforzesca, capolavoro del primo Rinascimento milanese e opera di un ignoto maestro che ancora oggi prende il nome dalla grandiosa tavola. Questo dipinto fu l’unico della chiesa a non prendere la via francese, ma a restare a Milano. Destinazione? La nuova accademia di Brera, all’epoca gestita dal grande Giuseppe Bossi, dove ancora oggi la possiamo ammirare in tutto il suo splendore.